Archivi per la categoria ‘parlano i bimbi abusati’

L’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE DI RIGNANO FLAMINIO –
PARLANO LE VERE VITTIME: I BAMBINI.
 asilo_ft1
Premessa.
E’ indiscutibile che il caso di Rignano (forse perché vicinissimo a Roma?) ha avuto una grande visibilità ed ha suscitato una giusta ondata emotiva, rafforzata dalla qualità di pochi programmi (come Live), ma anche attorniata da tanta di quella spazzatura con cui si potrebbe concimare l’intero Sahara e ce ne sarebbe pure d’avanzo.
Leit motiv di tutte, o quasi, le analisi fatte, la difesa ad oltranza degli imputati ma soprattutto la mancanza TOTALE di rispetto nei confronti dei bambini sofferenti e delle loro famiglie.
Mai una parola (sincera) di conforto. Mai un gesto generoso. Mai quella solidarietà vergognosamente persa grazie ad impunibili complicità. Grazie a quei passaparola dell’amico dell’amico dell’amico.
Con tanto di esempi così assurdi ed ignoranti da passare, anche qui di bocca in bocca: mi riferisco al ricordare sempre che se a Modena (no comment) o a Brescia (idem) vi sono state “assoluzioni allora tutti i casi sono falsi”. Equazione così ridicola da vergognarmi di riportarla pure io.
Se la stessa analisi fosse giuridicamente, criminologicamente, e scientificamente corretta allora tutti i processi di Mafia sono da smentire e Falcone e Borsellino due idioti: dico questo perché il primo grande processo che vide sul banco degli imputati Riina Salvatore, detto totò U’Curtu, Provenzano Bernardo, detto U’ Tratturi e tutto il clan dei corleonesi, finì con una completa assoluzione!
 
Quelle che seguono sono pagine che avrei voluto evitare di pubblicare qua.
A mio personale avviso sono l’unica risposta necessaria. L’unica degna. L’unica coerente.
Che invita molti al silenzio. Ma soprattutto al RISPETTO.
Rispetto nei confronti di bambini che stanno male. E che hanno sofferto incubi per noi tutti inimmaginabili.
Rispetto per i loro genitori che quegli incubi, da soli (ovvero, senza l’aiuto di nessuno! Perché gli antipedofili per vocazione si sporcano le mani solo nei salotti tv, mica nelle case dove i bimbi piangono) dovranno rimuovere, apparendo sempre tranquilli, sorridenti, sereni, pur avendo la morte nel cuore.
Rispetto per una comunità infangata da fiaccolate, la cui vera intensità si è capita benissimo dal servizio in presa diretta trasmesso da Lice, col capo gruppo (…..) che al primo grido di “pedofili andatevene” fatto dai carcerati, fa retromarcia e canta, inopportunamente, canti religiosi! Vergogna! Spero che in Vaticano chi ha ricevuto (anche) la puntata di Live provveda alla svelta ad intervenire su gente come lei, che mi permetto di dire, in quanto cattolico credente, nulla ha a che fare con la Chiesa.
Rispetto per questa società ferita, che crede ai propri figli. Ed a loro deve garantire un presente ed un futuro di assoluta serenità.
 
TRIBUNALE ORDINARIO DI TIVOLI
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE
 
Partiamo dalla premessa.
I soggetti nominati sono indagati perché:
“sottoponevano (i minori) ad atti di sevizie e crudeltà…li conducevano….in abitazioni private, nel bagno o in un aula o in un punto riparato del giardino….inducendoli anche con violenze o minacce a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuali anche con l’uso di strumenti (vibratore – penna – altro), con l’inserimento dei suddetti strumenti nei genitali delle bambine e con uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile, sottoponendo inoltre i bambini a giochi a sfondo sessuale tra loro e con essi indagati, facendosi toccare i genitali e altre zone erogene dai medesimi minori, commettendo detti atti di violenza sessuale in gruppo, o comunque essendo tutti riuniti nello stesso posto; sottoponendo altresì senza motivo a percosse sistematicamente…i predetti minori,….. praticando sui medesimi senza autorizzazione con l’suo di siringhe prelievi di sangue o inoculazione di sostanze varie quali camomilla, narcotici, stupefacenti o altro gravemente lesivo della salute delle persone in corso di accertamento, terrorizzandoli con l’uso di cappucci, vestiti da diavolo o coniglio nero, mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi. In Rignano Flaminio nel corso dell’anno scolastico 2005 – 2006.”
 
Questa la premessa. Ora passiamo ai racconti dei bimbi. Lunghi. Strazianti. Qui riporto solo alcune sintesi.
Non do nomi fittizi ai bambini per non usare, erroneamente, il nome di un bimbo che magari frequenta la scuola. Idem per i genitori. Al posto dei nomi propri lascio dei puntini di sospensione.
“E veniamo alla necessaria dinamica dei fatti. ….. riferiva che la piccola…. di anni 4, da circa 3 mesi aveva assunto comportamenti preoccupanti. Mostrava un interesse particolare per gli organi sessuali dei loro cani (che tentava ripetutamente di toccare e baciare). Chiedeva se è vero che “pippo”, con ciò intendendo il sesso maschile, “ciuccia” e “si bacia” la “patata”, cioè l’organo sessuale femminile. In una occasione il padre l’aveva sorpresa a prendere la testa del cane e portarla al basso ventre, mimando l’atto sessuale. La madre l’aveva sorpresa a toccarsi nelle parti intime con la manina infilata nelle mutandine o nell’atto di simulare un amplesso sessuale sopra un peluche che lei stessa aveva prima adagiato a terra. In altra occasione veniva sorpresa mentre tentava di introdurre nella vagina una bandierina o, ancora, a bagnare un asciugamano per poi passarselo ripetutamente sul sesso.”
 
Fate attenzione ora a questa frase, che ricorre spesso nelle indagini, ala faccia del contagio o della follia dei genitori:
“I genitori avevano inizialmente pensato a forme di curiosità verso aspetti della sfera sessuale tipiche dell’età di …, cercando di non darvi eccessivo peso; ma …. alle loro caute domande, aveva iniziato a parlare del “gioco della patatina”….”
 
La relazione continua con questa e altre descrizioni drammaticamente simili.
O con altri dettagli:
“Parlava di fotografie scattate da adulti che partecipavano “ai giochi”.” (…)
“Descrive una casa grande dove si svolgevano questi giochi… Continua in casa a simulare l’amplesso sessuale dicendo che è obbligata a farlo altrimenti la uccidono e che loro (i genitori) non possono guardare quel “gioco” insegnatole dalla maestra… e dagli altri “grandi”; è un segreto ed ha paura che li possano uccidere (“Mamma queste cose le dico solo a te e deve rimanere un segreto da non dire neanche a papà altrimenti ci uccidono”, perché così l’hanno minacciata i “grandi” ripetendole che “loro sono tanti e forti”).
Racconta che durante i giochi ….metteva il “pippo” nel sederino di …. e gli tappava la bocca con del nastro adesivo e metteva la musica ad alto volume, perché…..strillava tanto per il dolore.
Chiede alla madre se quando era piccola il padre le avesse dato del latte dal “pippo”, poiché sia …. che …. le “davano il latte dal pippo” e la picchiavano perché non le piaceva e lo sputava.”
 
Basterebbe questo. Ma ce ne sono tanti (troppi) altri. “Giochi”che mascherano atroci violenze. Ferite insanabili. Pagate…così:
 “Aggiungeva che per l’esecuzione del gioco gli avevano regalato delle patatine. Diceva che spesso venivano denudati e fotografati da XX e XX mentre “giocavano”.
 
Poi si passa a ciò che è meglio non dire, quello che puzza di zolfo:
“La maestra…e gli altri adulti iniziavano a tagliarsi. Il sangue che usciva veniva raccolto nel bicchiere rosso e bevuto prima dai bambini, poi dagli adulti. La maestra…aveva incendiato un crocifisso e detto ai bambini che Gesù era cattivo e il diavolo buono. I “grandi” in questo gioco dicevano delle cose che il minore non capiva, ma lo spaventavano perché usavano toni diversivi voce.”
E qua per ora fermiamoci – CONTINUA.
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe