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La lettera di un padre e i danni dell’abuso.

pedofilia a Brescia

 

E poi alle 3,17 di notte ti arriva una lettera così. Da cui ometto alcuni passaggi, troppo “forti”, ma che nella sostanza resta quello che da sempre sostengo: a noi importano solo i bambini, uniche vittime, e li difenderemo anche a costo di sacrificarci per loro. Una solo cosa dico pubblicamente: credimi nuovo amico mio, nessun dolore è per sempre! E al tua “bambina” sono certo tornerà alla vita!

<< Gent.mo dr. Frassi, oppure Max, forse Max è meglio se me lo permette, anzi se me lo permetti ti chiamo così. (…)
Leggo oggi tramite mio fratello che è XXXX e in qualità di xxxx della Guardia di Finanza di XX  partecipa spesso ai tuoi corsi di formazione per le forze dell’ordine,  la lettera che hai ricevuto dalla figlia del bidello pedofilo condannato dalla Cassazione.
Tu non mi conosci. Anche se per questi soggetti sei l’untore che in realtà mi avrebbe convinto a denunciarli, tu non mi conosci e se ben ricordo entrasti nella vicenda a processo già iniziato. Se solo avessimo saputo prima che esistevi forse le indagini le avrebbero fatte diversamente, altro che untore, saresti stato il portatore di giustizia.
Ma non del processo ridicolo che voglio parlarti. Tu non sei Giudice e non lo sono io. No,voglio parlarti di mia figlia YY che a distanza di più di 10 anni benché maggiorenne sta malissimo.
Perché l’abuso non si estingue con l’atto sessuale. L’abuso te lo proti per tutta la vita e non ne guarisci più.
Lei la tenevano stretta per le braccia e alla gola e oggi le braccia e la gola sono ricoperte da chiazze rossissime che vanno e vengono. Ha degli eritemi che non puoi immaginarti e che nemmeno il cortisone riesce a spazzare via perché come hanno detto tutti gli specialisti sono di natura “psicosomatica”. Certo d’altro canto è una bambina “visionaria”, che accusa poveri innocenti bravi padri di famiglia quindi ci sta che sia visionaria (….).
….e come se non bastasse le braccia, dovresti vederle le braccia. Purtroppo ha ancora oggi atti di autolesionismo e le braccia sono una unica piaga rossa piena di cicatrici e tagli freschi. Sai papà, mi ha detto, quando mi taglio sto bene perché non penso a loro.
Loro sono quelli che lei è convinta ancora oggi tornino per ucciderla, perché ha parlato, perché li ha denunciati. Loro sono quelli per cui negli ultimi 10 anni lei ha dovuto prendere psicofarmaci e ha avuto problemi di alimentazione. Loro sono quei bravi padri di famiglia che tutti conoscono bene e che no figuriamoci se sono pedofili, meglio sparare a zero al Frassi di turno, perché contro la pedofilia siamo tutti a favore ma quando poi tocca nostro padre ecco che allora la pedofilia non esiste.
Mia figlia è arrivata all’età di 15 anni a pesare nemmeno 35 chili. Ha avuto mesi e mesi di ricoveri. Ha tentato due volte il suicidio. Non ha amici. Non ha amiche super esperte avvocatesse e criminologhe a quanto pare,  che la difendono e coccolano sui social network (……).
La nostra vita è finita là (….)…avremmo dovuto farci giustizia da soli, saremmo già usciti (….).
Io non so se mia figlia tornerà alla vita, tu Frassi vedo che oggi lavori sempre più con le vittime ma ti chiedo di tornare a fare quella lotta culturale che apre gli occhi alla gente e che disturba i pedofili. Io mi fermo qua. Ho già avuto due infarti e altro non posso fare. Ma non mi rassegno a vedere mia figlia spegnersi giorno dopo giorno. Lei ora non vuole vedere nessuno, però spero un giorno trovi la forza di venire da te.(…)
Cosa ne sa questa gente delle notti passate a cullarla come fosse una neonata perché sapeva per certo che sarebbero venuti a prenderla? Cosa ne sanno della festa di carnevale annullata a casa nostra perché ebbe un attacco di panico vero e proprio? Cosa ne sa degli sguardi degli altri bambini o delle loro mamme che la reputano infetta? Cosa ne sanno dei pasti saltati, delle notti insonni, delle vacanze al mare annullate dovendo tornar e a casa prima perché lei lì era sicura di averli visti in spiaggia e magari era solo qualcuno che assomigliava loro ma lei poi non dormiva più e stava malissimo? Cosa ne sanno degli amici che non vengono più a trovarti o del prete che tifa capire che è meglio se cambi oratorio e le fai fare catechismo altrove? Non sia mai che pure lì contagia qualcuno (….) O in realtà lo sanno, lo sano eccome perché loro ne sono la causa. (.…)
Io sono stato un padre di merda. Non ho capito. La lasciavo tranquillo a scuola e i suoi per me e mia moglie (e pure i miei genitori) erano solo capricci. I capricci che fanno i bambini perché vogliono stare a casa dall’asilo. Invece quei capricci erano il suo modo per dirmi ti prego salvami! E io Frassi, non l’ho salvata. Capisci? Non l’ho salvata! Mi toglierei la vita per questo ma prima voglio che lei torni a vivere, dopo potrò morire pure io  La mia vita non ha senso, ma ha senso che viva lei. Dimmi sarà così? Dillo a un padre che non ci crede più. E soprattutto promettimi che continuerai a darci voce(….) e se c’è qualche psicopatico che ti chiama guru ridici sopra. I tagli di mia figlia sono l’unica risposta che devi dare a loro (…).
Oggi è la festa del papà. Non so se hai figli. Ma so che ne hai tantissimi e tra questi spero un giorno anche la mia bambina. (…)
GRAZIE! >>

Battista Maggioni è pedofilo anche per la Cassazione. Ma allora a Brescia….

Chissà se scriveranno ancora email agli enti dove dovevamo tenere conferenze e corsi dicendo che i matti siamo noi e che non ci devono ospitare. Ora è ancora più evidente che chi non ci voleva doveva tutelare sé stesso, dal poter abusare impunemente.
E se lui è colpevole, chi sono i suoi complici? A noi, perdonate, non interessa più. Ci interessa il lavoro che oggi facciamo di recupero delle vittime. Al resto ci pensi, se lo vuole, la Procura…

battista maggioni condannato in cassazione bidello pedofilo brescia

 

<<Una vicenda giudiziaria che da infinita é diventata finita. Tredici anni dopo l’inizio dello scandalo che aveva scosso un’intera città. Ci sono voluti nove processi per conoscere l’atto conclusivo.

La corte di Cassazione ha condannato a 13 anni di carcere Battista Maggioni il bidello della scuola materna Abba, arrestato nel 2002  con l’accusa di aver abusato di quattro bambini.

La sentenza é arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Rigettato il ricorso dei legali del bidello che era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano, a tredici anni, dopo che per tre volte la Cassazione aveva annullato la sentenza di assoluzione pronunciata in appello.

Il bidello della scuola materna cittadina Abba era stato condannato a 15 anni in primo grado il 3 dicembre 2004, pena poi ridotta a 13 nel primo appello a Brescia. Successivamente arrivarono assoluzioni, ricorsi , annullamenti di sentenze e nuovi processi. Fino al nove luglio di due anni fa, con la condanna a 13 anni ora diventata definitiva.>>

 

Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/abusi-all-asilo-condanna-confermata-per-il-bidello-1.1977200

la Cassazione rigetta i ricorsi di pg e parti civili
Brescia, asilo degli orrori, assolte maestre
Otto persone indagate per pedofilia: un sacerdote, sei maestre, un bidello. Maestre recluse per un anno
MILANO – La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili contro le assoluzioni di otto imputati che erano stati indagati per presunti abusi sessuali nei confronti di bambini della scuola materna comunale di Brescia Sorelli. La vicenda aveva destato notevole clamore: due maestre avevano subito un anno di carcerazione. Sono quindi stati assolti definitivamente un sacerdote, sei maestre e un bidello.
IL PROCESSO – I fatti risalgono al novembre 2003: secondo l'accusa, che aveva chiesto condanne per 125 anni, nell'asilo comunale di Brescia 23 bambini erano stati oggetto di abusi dentro e fuori la scuola al fine di produrre foto e video di natura pedopornografica. Dodici gli indagati, tra cui tre preti. Due maestre finiscono in carcere. Per 2 preti e 2 bidelli le accuse furono archiviate. Gli altri 8 andarono a processo. La difesa ha sempre sostenuto che si trattasse di una «colossale montatura», figlia della «psicosi collettiva». Nel 2007, a quattro anni di distanza dallo scandalo , l'assoluzione «perchè il fatto non sussiste. Imputati tutti assolti». Oggi, la pronuncia della Cassazione ha messo la parola fine ala vicenda. Fonte CORRIERE DELLA SERA.

locura
ULTIM’ORA.
Continua l’assurdo teatrino del caso Brescia.

Il procedimento che in appello assolveva il bidello della scuola Abba, per i Giudici della Corte Suprema, “è tutto da rifare”.
Ricordiamo che il bidello era stato condannato in primo grado a 15 anni (nel 2004), in secondo (nel 2006) a 13 anni. Poi la Cassazione aveva chiesto di rifare il processo d’appello (2007) e ad aprile 2008 il processo d’appello bis aveva sostenuto che “i fatti non sussistono” assolvendo il bidello.

ULTIM’ORA E NESSUN COMMENTO MIO, TROPPO FACILE…….
chiesa e pedofilia
Pedofilia, arrestato vicedirettore
del seminario di Brescia

brescia
Pedofilia al Sorelli, si va in appello
La Procura della Repubblica di Brescia farà ricorso in appello per ribaltare la sentenza sui presunti atti di pedofilia subiti da un gruppo di bimbi della scuola materna Sorelli. In primo grado il processo si concluse con l’assoluzione di sei maestre, un bidello e un sacerdote. Secondo il procuratore capo Giancarlo Tarquini, la scelta di riaprire il caso è un atto "indispensabile per dare la possibilità alla Corte d’appello di una rivalutazione, con approfondimenti che finora sono mancati. Questa è una materia complessa e delicata – ha detto Tarquini -, sia sul piano umano, sia su quello storico-processuale, sia per quanto riguarda la lettura delle acquisizioni operate". Il procuratore ha parlato anche di nuovi riscontri medico legali che vanno approfonditi, chiedendo che vengano risentiti in aula tutti i periti. La pratica di appello firmata dal procuratore capo in persona è di ben 1.179 pagine (e ci auguriamo riporterà al processo le perizie psicologiche e mediche che certificavano in modo inequivocabile gli avvenuti abusi – nota mia.).
Entrano in scena infine anche nomi famosi come l’avvocato Taormina e l’avv. Elena Zazzeri de Santis, Presidente dell’Unione Nazionali delle Camere Minorili.
 
 milano
“E’ una falsa suggestione” hanno continuato a replicar le due imputate, una psicologa ed una educatrice professionale, andando a ripetere a memoria un termine oramai logoro tante sono le volte che se lo sono passato di bocca in bocca.
E l’hanno fatto anche quando sono state mostrate le immagini che le inchiodavano alle loro responsabilità e che una bidella (umana) aveva registrato sul suo videofonino.
Pochi giorni fa la vicenda giudiziaria (di cui già avevamo parlato) si è conclusa con la condanna a 2 anni e mezzo (annullati però grazie all’indulto) e ad un risarcimento immediato di 8mila euro per ogni bambino molestato (10 in tutto i bimbi coinvolti). Per quest’ultimo punto dovrà pagare anche il Comune di Milano e la cooperativa Nuova Assistenza.

artiolo

Depositate le motivazioni della sentenza di primo grado della scuola Sorelli di Brescia. Nulla di inedito né di inaspettato, tutte cose già dette e ridette in questi mesi.
Tra i passaggi, per così dire, più originali tra tutte le assurdità scritte, quello per cui  un genitore (“leader”), a capo del gruppo di famiglie ipnosicoinvolte, avrebbe convinto tutti quanti che i loro piccoli avrebbero subito abusi, visti i precedenti in un’altra scuola cittadina (domanda: ma allora nell’altra scuola i fatti sono accaduti davvero?).
A questo si aggiungono poi le indagini fatte, come sempre, malissimo (“carenze investigative”) ed il gioco è fatto:
un primo grado concluso con una bella assoluzione, una pacca sulle spalle e l’idea, felicissima, per cui non è accaduto nulla, in una città sempre più terreno fertile per chi abusa.
0802073573Quanto ai punti in sospeso, le perizie mediche e psicologiche fatte scartare poco prima della fine del processo per i cosiddetti “vizi di forma” (perizie che certificavano gli abusi), i segni inequivocabili di sevizie e violenze sui bambini, il loro attuale malessere (giusto tre giorni fa un piccolo che ha avuto una sorta di regressione è stato visitato da una persona esterna ai fatti e che non sapeva della sua provenienza dalla scuola bresciana, e tale persona ha esplicitamente parlato di abusi the prestigesessuali subiti dal bimbo…..abusi peraltro ancora presenti anche nei suoi disegni…..), e ancora i super esperti (pagati 300mila euro, si dice….) che hanno periziato i bambini (alcuni bambini)…..guardandone le fotografie, bene tutti questi punti in sospeso dicevo rimangono tali, perlomeno fino a quando in una nuova e bonificata sede non verranno riaffrontati.
Per ora stanno lì, in una sorta di limbo, frutto forse più di un gioco di prestigio che di altro. In attesa che si compiano i vari gradi di giudizio e la Giustizia si mostri per quello che abbiamo sempre pensato essere……

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DIAVOLO
 
A D. R. / A Domanda Rispondo.
 
D: Perché hai sempre preso le difese dei casi di pedofilia nelle scuole materne italiane?
R: Perché ho visto e conosciuto molti di quei bambini. Toccato con mano il loro malessere.
La loro fortissima sofferenza. Ho visto la loro paura, ancora viva. La certezza che per aver chiesto aiuto prima o poi verranno uccisi. O perderanno i genitori….
 PEDOFILIA IN BRASILE
D: Però a Brescia sono stati assolti.
R: Vero, per un processo. Facendo “uscire” dallo stesso le perizie mediche e psicologiche che confermavano gli abusi avvenuti e la credibilità delle vittime, grazie a quei “vizi di forma” che permettono ai delinquenti di stare in libertà ed alle vittime di essere oltraggiate.  E chiamando a propria difesa una nota esperta a livello internazionale che per soli 270mila euro 4 anni dopo gli abusi ha periziato i bambini……guardando le fotografie e dicendo che, “anche se le foto non sono chiare, penso che non abbiano subito abusi”…..Mentre in un altro processo, sempre a Brescia, c’è stata una condanna confermata in due gradi ed una dichiarazione della Procura dove si dice “ci sono numerosi complici ma purtroppo non siamo riusciti ad indicarli”: chissà come mai questo processo e queste dichiarazioni non le ricordano mai.
Trovo comunque di una stupidità infinita il richiamare una assoluzione come se per quello tutte le denunce fossero fasulle:con lo stesso criterio dovremmo assolvere tutti i criminali mafiosi, dato che il primissimo maxy processo per mafia, tenutosi nel lontano 1969, vide assolti tutti gli imputati “per insufficienza di prove” o “perché il fatto non sussiste”.
Sai chi c’era dietro il banco di suddetti imputati: c’erano Salvatore Riìna, detto Totò u’curtu, Bernardo Provenzano, detto U’Tratturi, il clan dei corleonesi al gran completo, Badalamenti, tutti assolti e quindi tutti innocenti.
 satani20
D: C’è chi parla di contagio:
R: Scambiando la pedofilia per l’influenza. Spacciandosi per conoscitori del fenomeno con una cultura da bar dello sport, quello nel quale il giorno dopo la partita sono sempre tutti allenatori. Anche se non sanno distinguere una palla da calcio da una da basket.
Trovo oltraggioso parlare di contagio, sminuendo il problema ed attaccando i genitori che in queste vicende perdono sempre e comunque. Perché il loro piccolo starà male, perché verranno isolati, perché nessuno starà al loro fianco….E’ la stesa cultura, di cui internet è pieno zeppo, che ad esempio nega “scientificamente” l’esistenza dell’Olocausto…..
 chaplin hitler
D: Perché molti personaggi che si dichiarano impegnati in prima linea nella lotta ai minori su questi casi non si fanno sentire?
R: Posso risponderti per quello che faccio io, non per quello che non fanno gli altri.
 BOTTE
D: In una recente intervista registrata per la Rai l’intervistatrice ti ha detto che tra le varie critiche che ti muovono c’è quella di essere lo Zorro dell’antipedofilia?
R: Se io sono Zorro vuol dire che i miei antagonisti ricoprono il ruolo del sergente Garcìa: un grosso goffo imbecille. Pertanto quella che doveva essere un’accusa mi pare una volta tanto invece un bel complimento.
 stupido
D: A proposito di oltraggi, la vostra difesa ad oltranza delle vittime, vi ha attirato moltissimi attacchi:
 R: Ma abbiamo imparato a gestirli ed a pazientare, in attesa di presentare noi il conto. Trattasi di attacchi giostrati ad arte, fatti da imbecilli per imbecilli.
Certo se stavamo tranquilli in un angolo, non alzavamo la voce per difendere le vere vittime avremmo avuto molti meno problemi. Magari potevamo organizzare un bel convegno e sottolineare che tutti i bambini subiscono abusi solo dentro le mura domestiche…….Ma allora tanto valeva occuparci di francobolli.
A turno hanno fatto di tutto per screditarci. Hanno scritto che eravamo ex preti cacciati dalla Chiesa e che per questo con la Chiesa ce l’avevamo. Poi invece che eravamo una setta di anticlericali. Quindi che eravamo pedofili mascherati da anti pedofili. Poi che eravamo collusi con magistrature e forze dell’ordine con il fine di portare alla gogna persone innocenti. Poi ancora che convincevamo le famiglie  che i loro figli erano stati abusati. Che facevamo rumore per depistare le indagini e far condannare dei poveri innocenti lasciando liberi i colpevoli. Che facevamo tutto questo per arricchirci. Ed un mare di altre str….. che mi vergogno anche solo a ripetere.  
 
blog pedofilia
D: I bambini però si sa avere delle fantasie….
R: Ma non di questo tipo. E non con una coerenza di sentimenti costante nel tempo. La vergogna, i sensi di colpa, il disagio, la sensazione di sentirsi sporchi, la paura. Nulla di questo nasce dall’invenzione. Da talune fantasie. Ma solo da tristi realtà.
 Adesivo_Sigarette

D: Ora si festeggia nuovamente l’orgoglio pedofilo. Ricordo una tua conferenza stampa di circa dieci anni fa a Bergamo, più o meno, dove denunciasti tale giornata. Perché non la si è fermata prima?
R: Forse perché la si è sottovalutata. O perché, io per primo, la si pensava più una manifestazione folkloristica. Invece quelle idee hanno preso piede dentro le aule giudiziarie, in certi tribunali e dal folklore si è passati all’orrore dello stupro, legalizzato.
CONTINUA……..
 

RIGNANO FLAMINIO – GLI ATTI – PARTE 2.
children
Premessa:
Tra le giustificazioni date da chi con ostinazione complice o per mezzo di parcelle profumatissime (di cosa, meglio non dire…) difende i presunti pedofili dei vari processi nelle materne, c’è l’idea di contagio.
Contagio tra genitori “isterici” o particolarmente “ansiogeni” e contagio favorito da persone come il sottoscritto, che non vede l’ora per arricchirsi economicamente di incontrare decimati a cui far credere che il proprio figlio abbia subito abusi.
Come se il mare di sofferenza in cui navigano sia per me/noi fonte di piacere…….oltre che di guadagno.
L’idea del contagio (e da pochi giorni pure della falsa memoria, sindrome studiata in America da decenni su casi “adulti” e mai su bambini, ma soprattutto la sindrome preferita dalle associazioni statunitensi apertamente schierata a favore della legittimazione della pedofilia) spiegata qui semplicemente vede una madre che legge/sente/apprende di casi simili di abuso e li proietta sul proprio bimbo/bimba convincendolo con domande suggestive a denunciare il povero bidello di turno o la santa maestria. L’abilità delle stesse (madri) è tale da far emergere lesioni, atti di penetrazione, ferite, disturbi da stress post traumatico, etc., nei propri piccoli.
Per chi la consoce forse bisognerebbe parlare di una nuova versione della sindrome di Munchausen…..
Tornando quindi agli atti dell’ordinanza di custodia cautelare, vediamo come l’idea del contagio è stata affrontata:
cap rosso
“Della credibilità di tali dichiarazioni non è motivo di dubitare come si è voluto anticipare, ché dalla loro lettura traspare evidente l’incredulità e la costernazione nonché il disagio profondi nell’apprendere di fatti sì gravi subiti dai propri figli nella scuola, e ad opera di insegnanti e personale interno cui si erano fiduciosamente affidati: nondimeno, è assai apprezzabile lo sforzo che essi fanno – reso evidente dal linguaggio ed articolazione delle denuncie illustrate, dall’assenza di domande suggestive o risposte “messe in bocca” – di rispettare il più possibile le modalità logiche ed espressive di bambini così piccoli, che rende il narrato ancor più efficace nella sua forza dimostrativa.
Sono puntuali i genitori – ciascuno con riguardo alla individua personalità del figlio – nel rappresentare quel “disagio” e quelle manifestazioni eccessive del bambino, all’inizio come curiosità verso al sfera sessuale tipiche dell’età; tuttavia, gli episodi nel tempo assumono connotazioni ben diverse, presuppongono una conoscenza non spiegabile, pongono forti interrogativi, necessitano di approfondimento. E non inficia in alcun modo l’affidabilità di tali denunce la circostanza che i genitori dei minori siano a un certo punto confrontati su quanto andava emergendo, dal momento che ciascun minore frequenta la stessa scuola, fa riferimento agli altri suoi compagni ed alle maestre che fuori da quella scuola li conduce in orario scolastico e, proprio per la gravità dei fatti di abuso e violenza riferiti, ha quasi dell’incredibile, ben fa comprendere la necessità dell’approfondimento e verifica, del confronto tra genitori.
Come rileverà anche il consulente del Pm, “l’incredulità ha accompagnato i genitori per lungo tempo”. (…)
E ancora:
“La correttezza dell’operato dei genitori ed il pieno rispetto dei piccoli in questa relazione di intimità che si instaura e che del tutto naturalmente si caratterizza della progressiva apertura del bambino alle confidenze, anche a domande che paiono condotte in maniera corretta e adeguata all’età, sono ulteriormente dimostrati dalla visione del materiale audio-video prodotto dai genitori di alcuni di essi.
Sono state infatti versate in atti e trascritte registrazione e video di ………., girate dagli stessi genitori.
Nel filmato di….si vede al minore infilarsi un asciugamani nelle mutandine in direzione della vagina e poi spostarlo verso il sederino, sollevarlo e mostrarlo alla madre. Rifiuta di parlare del “giochino”, poi dice che “fa il ditini così” ed apre le gambe e infila il dito nella vagina, continua a toccarsi, e quando la madre le chiede chi le ha insegnato questo giochino, la bimba risponde “e pure così…spingi” (e col dito cerca di spingere nella vagina) e poi spinge al sederino. (….) Dice che il gioco non le piace perché “è zozzo”, “le mani so zozze”.
In altrimenti la bimba è ripresa mentre è sola nella sua stanza controlla più volte che il padre si sia allontanato, poi si sdraia a pancia in giù e si colgono movimenti che paiono la simulazione di un atto sessuale”.
 diavolo
NOTA: L’unico contagio, aggiungo per ora, è quello di chi da Brescia in poi ha gestito questi casi. Insultando, contaminano, aggredendo, sporcando le vittime e chi sta orgogliosamente loro al fianco. Stesse le modalità di difesa, identiche le parole usate, ma di questo ne parleremo a breve…….
CONTINUA…..
audioblog:
UOMO, NO!

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PEDOFILIA NELLE MATERNE.
prete pedofiloA Brescia per aver difeso i bambini ed aver sostenuto, quello che sosteniamo per Rignano, ovvero “questi bimbi hanno sicuramente subito abusi sessuali, poi sia la Procura a dire chi sono i colpevoli” siamo stati letteralmente linciati e messi alla gogna (non solo mediatica anche se al riguardo basti pensare che oggi a Brescia vi sono giornali e tv che hanno l’ordine di NON parlare di noi). Quella che segue è una lettera (una tra le centinaia che abbimao in archivio: senza contare i finti messaggi nei blog, i blog, i siti, etc. etc.) mandata ad uno sponsor di un nostro convegno (sponsor che poi si ritirò). La persona “perbene” di Piancamuno (Bs), di cui si parla è il bidello che è stato condannato anche in secondo grado a più di dieci anni di reclusione per abusi nella scuola bresciana Abba e che ogni giorno si vede in giro, dato che ovviamente è ancora libero.
disegnoQuanto al convegno, fu effettivamente molto contestato (vi partecipavano tra gli altri: Polizia di Stato, F.B.I., etc.) e spostato 4 giorni prima, in un’altra provincia…….
 
Gentilissimo Signor ……….
La pubblicità della vostra azienda appare in calce al manifesto diffuso dall’Associazione Prometeo in occasione del convegno del 9ottobre. Non è mia intenzione colpevolizzare un fatto così normale per chi svolge una attività economica come la vostra. Mi limito soltanto a segnalarle che il convegno verrà radicalmente contestato e chiederemo ufficialmente la sua soppressione. Ciò è dovuto all’attività accusatoria di Max Frassi calunniatore e bugiardo.
Un cittadino di Piancamuno, persona degna, tra le altre cose ex-militante della Lega Nord, vive segregato da quasi 3 anni in casa, dopo aver subito una ingiusta carcerazione, a causa di una folle epidemia di falso abuso che è interesse di prometeo alimentare con ogni sorta di falsità.
Le chiedo di non offrire denaro all’associazione prometeo, di ritirare la sponsorizzazione, rendendomi disponibile per ulteriori chiarimenti.
Devo serenamente ricordarle che la benedizione di Dio non accompagna chi commette ingiustizia.
Frassi parla di complotto satanista nei suoi confronti, in realtà tuto (sic) è palese:
vogliamo solo che faccia silenzio e che si trovi un lavoro.
 
Don Mario Neva
Assistente spirituale università cattolica.
29 settembre 2004.
 
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