Archivi per la categoria ‘pedofilia e internet’

Adescamenti su Instagram. Genitori fate attenzione!

Che i pedofili siano astuti, lo sappiamo. E da sempre lo diciamo. Però….però non tutti lo sono e molti hanno bisogno davvero di poco, pochissimo, per adescare i nostri figli. Un attimo disattenzione  e via. Quando poi quella disattenzione diventa “coglioneria” allora le porte, per loro sono spalancate. Un amico poliziotto mi segnala una chat. Tra una bimba di 10 anni e un pedofilo ( che si presenta come coetaneo). Lei si dichiara “innamorata” di lui, completamente infatuata. L’aggancio è avvenuto via Instagram. Vado a vedere il suo profilo, dal nome peraltro osceno (profilo che pubblicherei volentieri se non fosse che c’è un indagine aperta) e trovo due cose: a) solo foto pornografiche e di parte intime (mai si vede il viso) b) tra i contatti due categorie: escort orientali (giovanissime) e…bambine italiane. Tante bambine italiane. La domanda è: quanti genitori controllano i cellulari dei figli? Ma  soprattutto quanti li educano anche ad una giusta educazione sessuale/affettiva,che non li spinga ad”innamorarsi” di uno sconosciuto senza volto? Ricordatevi che dopo, è comunque sempre troppo tardi. E la miglior prevenzione la possiamo fare noi.adescamento su instagram

Perché da almeno 15 anni vi dico di non mettere foto dei vostri figli in Rete.

foto dei minori in internet

Perché da almeno 15 anni vi dico di non mettere foto dei vostri figli.

Ve lo spiego con dei piccoli flash che recupero dalla mia memoria.
Era l’inizio del 2000. Fui chiamato in una Questura per una conferenza stampa. All’epoca scrivevo su un noto giornale locale una rubrica sulla pedofilia. E poi quella indagine, che il Questore ed i suoi uomini presentavano, era partita da una mia segnalazione dettagliata, fatta con l’associazione Prometeo. Per mia scelta decisi però di non comparire. Ma di ascoltare, tra il pubblico di addetti ai lavori i risultati dell’indagine, con tanto di conseguenti arresti, in tutta Italia. A fine incontro pubblico il Questore chiamò me e l’allora direttore di quel giornale in una sala a parte. E ci mostrò il materiale che aveva sequestrato al pedofilo della nostra città. Migliaia di foto. Normali. Normalissime. “Bambini al parco giochi. Fuori da scuola. Feste di compleanno. Bambini a passeggio col cane”. Le aveva tutte realizzate lui, in più di 20 anni. Era Andato in giro, fuori dalle scuole, nei parchi, nei centri commerciali e li aveva fotografati. Ad un certo punto il Direttore ebbe un sussulto: tra le foto che il “maiale” aveva realizzato vide tre scatti. Che lo raggelarono. C’era sua figlia. Nulla di pornografico, lo ripeto, quel tipo di foto c’erano ma non erano queste. Queste erano foto della sua bambina di tre anni che giocava a palla nel parco giochi sotto casa sua. E quel uomo, che era stato inviato di guerra e che nella vita ne aveva viste di cotte di crude, come si suol dire, crollò. E pianse come un bambino. Vedendo che l’innocenza di sua figlia era stata, seppur a distanza, “disturbata”. Dallo sguardo di un pedofilo che se l’era immortalata, per tornare a casa con un trofeo e fantasticare su di lei. 2) Passano i mesi, non tanti.   Viene arrestato un professore di musica. Altra chiamata dalla Questura. Stavolta senza stampa appresso. Il pedofilo aveva un sacco di riviste pornografiche. Fino a qui, direte, nulla di particolarmente strano. Infatti erano riviste comprate in edicola, per soli adulti e con adulti protagonisti. Quindi tutto sommato affari suoi. Ma…c’è sempre un ma, altri enti non ce ne saremmo occupati. Al posto dei visi degli uomini e delle donne ritratti in quelle riviste, aveva pazientemente incollato teste di bambini e bambine. Da lui fotografati o ritagliati a loro volta da altre riviste (addirittura dal catalogo Postal Market, all’epoca ancora in voga, da cui poi aveva ritagliato tutte le foto di biancheria intima ….). L’anno dopo: è boom del sito My Space. Presto diventerà più un sito legato la musica ma in quel periodo in tanti (me compreso) aprono un profilo lì. E i genitori fanno a gara a pubblicare foto dei loro figli. Inutili, o quasi, gli allarmi che lanciamo…. Il sito oggi è scomparso ma l’allarme rimane lo stesso. Saltiamo di dieci anni. Facebook è esploso. E tutti, o quasi, hanno un profilo. Purtroppo continuano a pubblicare foto on-line dei loro figli. Ma come se non bastasse mettono la scuola che frequentano, i parchi dove vanno, il posto dove stanno al mare o in montagna quando vanno in vacanza. Insieme a questi dati sensibili centinaia di foto. Mi trovo a Londra, sede di Scotland Yard, per un corso di formazione. E vedo l’utilizzo che di quelle foto i pedofili ne fanno, nei report della Polizia inglese. Gli agenti mi ricordano che ogni anno spariscono (anche in Italia) migliaia di bambini. E che le informazioni per farli sparire, paradossalmente, a darle ai genitori siamo noi. Che mettiamo la foto di nostro figlio, scriviamo dove viviamo, dove lui/lei va a scuola, etc. etc. e per un pedofilo diventa facilissimo avvicinarlo. E adescarlo. “Ciao Antonio, mi manda la mamma, sono un suo amico – Come sai il mio nome? – (Chiedilo a tua madre che lo scrive in Facebook mettendo la tua foto, almeno sei volte al giorno) – Lo so perché sono suo amico come ti ho appena detto”. Il resto immaginatevelo da soli. Febbraio 2016: organizzo a Bergamo un corso per le forze dell’ordine. Ancora una volta anticipiamo i tempi, non per chissà quale dote, ma perché sappiamo guardare la realtà dei fatti. Ospite un criminologo canadese. Ci spiega come i reclutatori dell’Isis aggancino in rete i giovani, giovanissimi. Per mandarli poi a combattere o farsi saltare in aria. Lo fanno tramite i social network. Leggendo prima le info che i giovani medesimi pubblicano. E da lì stendendo un profilo che gli permetta di fingersi loro amici e adescarli. Un po’ come fanno i pedofili. Solo che qua alla fine della storia, anziché un bimbo abusato abbiamo un bimbo con del tritolo legato ad una cintura. Ma il punto resta questo: ai pedofili ( e non solo) consegniamo dati sensibili. Ma anche solo immagini su cui fantasticheranno. Detto questo, fate voi. Non sono (più) qua a dirvi di NOJN pubblicarle, anzi confesso che per la prima volta in vita mia, mi arrendo. Alla superficialità di chi ancora non ha capito quanto possa essere pericolosa la Rete. Pubblicatele pure. Mettete pure l’indirizzo dove volete. E se non vi importa che un pedofilo si trastulli e fantastichi eroticamente sulla foto del vostro neonato, perdonate, ma da oggi resta affar vostro non più mio. tanto purtroppo alla fine ci rincontreremo. Perché è qua che verrete a piangere e chiedere aiuto. E state tranquilli, siamo troppo educati per dirvi, “ve l’avevamo detto”….

Pedofilia in internet: un video da vedere. Con chi chattano i nostri figli?

Dall’altra parte.

pericolo in internet per chat e facebook

Una campagna inglese dice “ma tu sai con chi i tuoi figli hanno chattato in rete ieri sera?”. Questo video, duro e diretto, è un’ottima risposta…unico dato: l’età della ragazza, che supponiamo per ovvi motivi, non si auna bambina – come dovrebbe invece essere nella realtà….-  . Da guardare, digerire, meditare:

https://www.youtube.com/watch?v=y8xi8RNxEQw

 

Condividete,
Blog Staff

 

Mai improvvisarsi detective nei social network!

Capita (spesso) che qualcuno ci scriva di avere creato falsi profili nei social network E di stare chattando con pedofili attratti dalla (finta) giovane età di quei profili. Le stesse persone (molte anche ragazze) si impauriscono quando il “gioco” va oltre e capiscono quanti luridi predatori ci siano là fuori (qua dentro). E non sanno più come gestire la cosa. La risposta (con termini meno gradevoli di questi) che di solito do è che (purtroppo) in Italia nemmeno la Polizia può creare finti profili x adescare predatori. E che nessuno deve improvvisarsi investigatore/adescatore di cattivi. Perché col male non si gioca. Perché il male ha, che ci piaccia o no, una sua parte seducente. E il rischio che si corre a volte (pur volendo riconoscere a tutti la buona fede…..come no…) è che quel giochetto….piaccia… Chiaro il messaggio?
Se volete “aiutare i bambini” avete mille modi concreti e puliti per poterlo fare.

campagna internet blog pedofilia

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

a cura di: Blog Staff

Ultim’ora: arrestato Maurizo Centini per pedopornografia.

Un centinaio di video di bimbi tra i due e i 5 anni da lui scaricati e dove sta? Ovviamente ai domiciliari…non se ne può più di sto schifo….
centini arrestato per immagini pedopornografiche

Da Il Mattino Online:

MASSA – Lo scrittore Maurizio Centini, 64 anni, è stato arrestato ieri. È accusato di aver scaricato, sul personal computer di casa, un centinaio di video con abusi sessuali e sevizie ai danni di minori, anche bambini e bambine tra i 2 e i 5 anni. Oggi l’arresto è stato convalidato dal magistrato e Centini si trova ora agli arresti domiciari nella casa di Massa. L’indagine che ha portato all’arresto di Centini fa parte di un’ampia inchiesta condotta nel nord Italia.

Ad operare sono state le sezione reati di polizia telematica e postale delle squadre mobili delle questure di Massa e di Parma. È stata la polizia postale di Parma a segnalare che Centini aveva scaricato numerosi file sul pc da un sito illegale di pedopornografia. La perquisizione degli agenti della postale ha portato alla scoperta del materiale raccapricciante.

Nato il 12 agosto 1949 a Montalcino (Siena), Massimo Centini ha iniziato l’attività giornalistica nel 1980 ed è diventato professionista nel 1991 a Massa Carrara. Ha collaborato con molte testate nazionali e locali. Si è dedicato anche alla narrativa, scrivendo racconti di vario genere e anche libri soprattutto gialli.

Pericoli in internet. Altri due pedofili catturati, mentre cacciavano i bambini.

Pericolo chat. Amici? No, pedofili.
Notizie così sono oramai all’ordine del giorno. Purtroppo i giovani non hanno la percezione del pericolo “internet” e continuano a chattare o accettare amicizie nei social network, da parte di sconosciuti che amici appunto non lo sono.
Vicenza. Due casi solo la scorsa settimana. Smascherati dal lavoro della Polizia Postale.
La prima segnalazione emerge nel modo più classico (sapeste quante volte ci è accaduto): lezione degli agenti a scuola e un ragazzino che alza la mano dicendo “pure io ho avuto un incontro in internet con un adulto,come quello che state descrivendo voi”.
Indagini. E scoperta: Il bimbo è stato adescato. L’amico virtuale si presenta come allenatore di calcio. Parla per giorni col bimbo di tutti i suoi interesse. Poi cerca l’incontro. Il bimbo va all’appuntamento ma 3 compagne di scuola lo vedono lì da solo si fermano con lui e la cosa disturba il pedofilo. Che una volta identificato (è un 41enne che vive nell’hinterland di Milano con mamma e papà) si scoprirà essere stato in carcere per abusi sui minori ed avere nel computer materiale pedopornografico (in parte cancellato ma recuperato dai tecnici specializzati della Polizia!!!!).
Altro caso. Un ragazzino di 14 anni chiede di dormire fuori casa, da un’amica. I genitori si rifiutano e lui ha una reazione “esagerata”. Quando dorme la mamma gli guarda nel cellulare e trova messaggi del tipo “sei il mio amore….sono il tuo orsacchiotto…se il mio tesoro….”.
Altri messaggi sono più espliciti: e parlano di rapporti sessuali. Scatta l’indagine. Il profilo di Facebook del predatore viene monitorato e si trovano tantissimi contatti con altri uomini ma soprattutto con ragazzini.
Quando il predatore chiede un incontro con la vittima la Procura dà il via. Scatta la perquisizione dell’abitazione del pedofilo. E ritrova una sorpresa: l’uomo è un trentenne che vive sul Garda (lato veronese del lago) e benché la casa sia molto bella e signorile l’adescatore vive come un barbone, in mezzo allo sporco più assoluto. Per ora altro non sappiamo, se non che si sta periziando il suo computer.

Per la serie, “chi prima inizia è a metà dell’opera”: studente con 400 filmati pedoporno.

Nella primavera del 2010 grazie ad indagine su scala internazionale della Polizia Postale viene individuato un pedofilo, a Vicenza. Nel suo pc inizialmente la polizia trova una ventina di files, ma dopo accurate analisi i files diventano ben 400:
400 immagini di bimbi abusati, definite dagli investigatori “raccapriccianti”.
Le immagini arrivavano da un finto sito di giochi on line, un sito civetta che dietro l’apparenza appunto dei giochi, aveva l’orrore che ogni giorno qua denunciamo. Ora il pedofilo va a processo. Per la sola detenzione però perché non è stato possibile appurare se avesse anche diffuso quel materiale.
Unica nota: la sua giovanissima età. Solo 17 anni quando è stato individuato.
17 anni. Pedofilo.
Tranquillo ragazzino, in questa società, ti si prospetta una lunga carriera……(e proprio per questo non ci basta avere le iniziali, A. B. ,  ma dovremmo tutti quanti sapere nome e cognome!).

Finalmente una bella notizia. Noi ci saremo, pronti come sempre a condividere e combattere insieme. In bocca al lupo a tutti gli operatori della Polizia ed in particolar modo al direttore Domenico Vulpiani che tanto si è battuto per ottenere questo centro:
 
Pedofilia on line: domani nasce in Centro nazionale di controllo
Sarà inaugurato domani alle 15, a Roma, il Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete internet. Si tratta di un Centro previsto dalla legge n. 38 del 2006.
Il Centro avrà il compito di monitorare il web e di raccogliere le segnalazioni provenienti da più parti: dagli organi di polizia stranieri, dai soggetti pubblici e privati, dai gestori di servizi in Rete. Una volta giunte agli agenti e agli ufficiali di polizia giudiziaria le segnalazioni saranno verificate e, in caso di riscontro positivo, il sito segnalato, i nomi dei gestori e dei beneficiari dei pagamenti saranno inseriti in un elenco costantemente aggiornato.
Il Centro poi dovrà comunicare costantemente alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità – gli elementi informativi e i dati statistici relativi alla pedo-pornografia on-line per predisporre un Piano nazionale di contrasto al fenomeno e le relazione annuale.
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe