Archivi per la categoria ‘pedofilia e politica’

Vista il tema trattato riporto un passaggio messo anche nel mio libro” I Predatori di bambini”, di grande attualità:
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Lettera aperta ai politici sulla pedofilia.
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A TUTTI I CANDIDATI
 
Mi rivolgo pubblicamente a tutti Voi che a breve richiamerete intorno alle urne Noi elettori, per capire in che modo pensate di porre un freno al costante dilagare di quel fenomeno, neanche tanto sommerso, che prende lo scomodo nome di Pedofilia.
Credo presuntuosamente di avere abbastanza consapevolezza della gravità del problema, da potermi permettere una lettera aperta come questa.
Da circa dieci anni a questa parte ho deciso di mettere la mia vita a disposizione del prossimo, un prossimo la cui età si abbassa sempre di più (oggi da uno a quattro anni), grazie alle “nuove” voglie di esseri troppo disumani per chiamarli uomini. Predatori di bambini che riescono, in qualsiasi parte del mondo si trovino ad agire, a godere di assurde complicità e di vergognosi alibi.
Li ho visti con i miei occhi cacciare i bambini in strada a Bucarest, prima che quest’ultimi trovassero rifugio sotto ad un tombino.
Ho visto i loro trofei in internet, nelle perizie gratuite fatte per molte serie Procure italiane, contenenti lunghi elenchi di bambini catturati e catalogati in immagini, impossibili da descrivere in questo contesto.
Li ho incontrati troppe volte faccia a faccia in tristi aule di Tribunale, ripuliti e laccati come il giorno della Prima Comunione, col sorriso beffardo e la strafottenza di chi è sinceramente convinto, di poterla fare franca a vita.
Eppure, di tutto questo, quello che più mi ha indignato, che più mi ha lasciato disarmato, è stata la difesa che una certa parte della società “civile” ha creato a loro favore.
Tutti pronti ad indignarsi se l’insospettabile di turno riceve il doveroso avviso di garanzia, ma zitti ed omertosamente distratti se, come è accaduto di recente in una città del Nord Italia, il pedofilo condannato a 10 anni gode della libera uscita mentre una delle sue vittime di 5 anni, tenta il suicidio, “solo” per la paura di doverlo rivedere.
In quel caso nessuna polemica. Nessuna obiezione. Nessun boicottaggio. Né tantomeno un grido, che non fosse di dolore, da parte ancora una volta delle vittima stessa.
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