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Conferenza sul Cyberbullismo

vertova 25 maggio

Basta dire “tanto sono solo foto!”

 

pedopornografia

Quanti abusi servono per fare un buon servizio fotografico?
La domanda, lo so, è irritante. Disturbante. Fa male. Ma tutto ciò, lo ammetto, è da me voluto. Poiché vorrei che da oggi, ogni qual volta sentirete frasi come:“Tizio denunciato per detenzione di materiale pedopornografico” “sequestrate a Caio immagini pedofile trovate nel suo pc “, e via dicendo, possiate capire che dietro a quelle immagini c’è  un mondo di enorme dolore per quei bambini, dolore che spesso termina con la morte, dopo gli innumerevoli abusi subiti. In America un “padre”è stato condannato all’ergastolo per aver venduto le sue tre figlie (che oggi hanno rispettivamente  12, 14 e 16 anni) ad un, cito testualmente, produttore di immagini pedofile. Il quale, per avere foto e video delle stesse, le ha obbligate ad subire una sessantina di stupri! Ecco, da oggi, per favore, quando leggete quanto sopra ho già detto, ricordatevi che NON SONO SOLO FOTO. Ma che quelle immagini, che il vostro parroco, vostro marito, il vostro bravo e buono vicino di casa, il vostro allenatore, il vostro maestro, avevano nel pc, nascondono questo tipo di orrore. Dire quindi “non ha fatto male a nessuno” è una menzogna, che vi fa diventare suoi complici.

Lotta alla pedopornografia. I dati: siamo davvero all’anno zero?

Sabato scorso si è tenuto un nuovo incontro del nostro corso di formazione per le forze dell’ordine.
Il tema: “la lotta alla pedopornografia”.
Due i relatori , come sempre di alto livello:
la dr.ssa Roberta Vanina della Polizia Svizzera e il luogotenente Domenico Di Somma, del Nucleo investigativo telematico presso la Procura di Siracusa.
A seguire riporto alcuni dati emersi, insieme ad alcune frasi dette durante la conferenza. Che insieme a notizie che non posso dirvi, certificano, che la lotta alla pedofilia on-line è tornata all’anno zero. E ci fanno interrogare sul reale interesse a debellare questo crimine Ed il business ad esso correlato:

550mila siti pedopornografici creati

 

135 nuovi siti al giorno

2,5 milioni di immagini di bambini ABUSATI

1% di questi bambini, SOLAMENTE l’1%  è stato identificato.

129% l’incremento dei siti pedofili negli ultimi sei anni

pedofilia on line

 
“non serve chiudere un sito internet. Non sta lì il successo di un’operazione. Chiuderlo significa far un regalo ai pedofili che lo apriranno poco dopo in modalità ancora più inaccessibili per le forze dell’ordine. Bisogna identificare quei minori. E salvarli”.

Il N.I.T. di Siracusa: un prestigio tutto italiano nella lotta alla pedofilia

Il N.I.T. di Siracusa: un grande esempio nella lotta alla pedofilia.

Ed a proposito di pedofilia online, riportiamo un’intervista al comandante dr. Domenico Di Sommma, responsabile del N.I.T. di Siracusa, esperienza importantissima in Italia nel contrasto al lato oscuro della rete.

 

http://www.siracusanews.it/node/53166

A cura di Blog Staff.

Le bugie dei pedofili.

Le bugie dei pedofili.

Chi legge questo blog da tempo conosce, forse a memoria, tutta una serie di episodi a dir poco “fantasiosi”, “meravigliosamente fantasiosi”, se non fosse che appunto ogni volta sono legati a situazioni di abusi sui minori. Gli episodi di cui parlo sono legati alle scuse adottate da pedofili, spesso arrestati in flagranza di reato. Scuse come quella di un pedofilo americano che non ricordo con quante foto pedopornografiche nel pc, disse che le aveva scaricate accidentalmente in gatto giocherellando col mouse. Ecco credo che in quel lungo elenco fantasioso, si possa inserire quel rappresentante di una grossa azienda di Trento arrestato dalla Postale per divulgazione di materiale pedopornografico. Davanti al Giudice, che diciamolo subito non ha esitato a convalidare l’arresto, il 40enne celibe di Trento ha dichiarato che lui scambiava solo immagini pornografiche, non cercava foto di bimbi e non poteva sapere di averle perché quando riceveva le foto le scambiava senza nemmeno aprirle….

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

Quello che vedete nella fotografia è l’ennesimo pedofilo, arrestato a Roma.
La foto diffusa dalla Polizia ha purtroppo il viso oscurato. Come l’identità, tenuta per ora segreta, forse perchè le indagini sono ancora in corso, per cercare altre vittime.
Di lui si sa che ha un negozio di videogiochi a Monte Mario, ha 42 anni e ha (aveva) un profilo Facebook con ben 100 ragazzini tra gli 11 e i 17 anni, tra i suoi contatti. Gli stessi che col suo lavoro adescava. Ed a cui poi mostrava materiale osceno.
L’inchiesta parte da una mamma. Che si reca al commissariato romano di Monte Mario appunto, coordinato dal dottor Claudio Cacace, per parlarle delle sue preoccupazioni inerenti il figlio adolescenti e il rapporto che via Facebook aveva con un adulto.
La donna aveva letto una chat tra i due, a sfondo sessuale.
Viene subito aperto un fascicolo e la Polizia crea un falso profilo su Facebook. Adescando così l’adescatore ed entrando nel suo mondo.
Un mondo fatto di giovanissimi e di abusi. Immortalati in immagini e video sequestrati a casa del predatore. Che da 48 ore sta in carcere a Regina Coeli.

Un plauso alla mamma (ricordatevi di controllare sempre dove vanno in internet i vostri figli e che amici hanno nei social network! Regola questa che anche gli adulti dovrebbero peraltro mantenere!) ed alla Polizia per l’eccellente lavoro investigativo svolto.

La Postale smantella ennesima rete di pedofili! E pensare che c’era chi voleva smantellare la Postale.

Immagini di bimbi che fanno sesso tra di loro. Adolescenti. Ma anche piccoli di3, 4 e 5 anni. Abusati da uno o più adulti. Le immagini sono per gli inquirenti, definibili con un solo aggettivo: “Raccapriccianti”.
È quanto la Polizia Postale ha trovato nel pc di un vicentino, cuoco sessantenne disoccupato che viveva con la mamma.
Insieme a lui indagati a piede libero altre 18 pedofili in tutta Italia (3 dei quali arrestati in flagranza di reato): l’attività della Postale ha coinvolto i compartimenti di Bologna, Catania, Milano, Venezia, Roma e le sezioni di Reggio Emilia, Varese (dove il pedofilo individuato aveva incamera da letto ben 3 telecamere e quindi ora si indaga anche sulla produzione di materiale pedopornografico), Siracusa, Macerata, Caserta e la già citata Vicenza.
Un plauso alla Postale e a chi dà a questi uomini (e donne) gli strumenti per operare al meglio, non certo per smantellarne i servizi.
Nota: a proposito del lavoro della postale, lunedì postiamo al sentenza del caso Pietro Materi!

Adesca 50 bimbe in internet.

 Oramai di casi così abbiamo perso il conto. Eppure basterebbe poco. Che i ragazzi, prima di tutto, non si vergognassero. Già, insisto sempre su questo punto nelle mie conferenze. Se fate qualcosa di stupido (tipo mandare una vostra foto) non vergognatevi. La vergogna porta al silenzio. Il silenzio permette all’adescatore di andare oltre, e farvi del male.
Come dimostra quest’ultima storia: lui giovane, troppo giovane (ed è un peccato che non siano state rese note le generalità), 33enne di Teramo (ma si presentava per 17enne), ha adescato 50 vittime (l’ultima una tredicenne di Bergamo).
Fingendosi hacker che avrebbe violato il oro pc, diffondendo le loro foto, le ricattava.
Ora dopo l’arresto la Polizia postale fa sapere che rischia 12 anni di carcere per produzione e detenzione di materiale pedopornografico ed estorsione a danno di minorenni.
Minorenni che passano ore e ore nei social network. Insieme a predatori che passano ore e ore nei social network. Difficile non incontrarli. Facile, più di quanto si pensi, una volta incontrati, scansarli. Non prima di averli denunciati…..

Fate attenzione ai predatori in internet.

Fate attenzione ai predatori in internet.

Non ci stancheremo mai di dirvelo. E sì che evitarli è davvero facile!!!!! Basta un clik!

27mila foto di bimbi abusati!

Quanti sono 27mila bambini. Riusciamo a contarli idealmente? Se li riunissimo potrebbero popolare un’intera città. Di bambini appunto. Accomunati, nella storia che vi sto per raccontare, non solo dall’età anagrafica. Ma anche da un altro fatto. Che, ne sono certo, avrebbero fortemente voluto evitare ma che invece, appunto,li riunisce: l’abuso.
27 mila sono infatti le foto pedofile sequestrate nel computer di un 46enne reggiano, tale Claudio Rinaldi. 27mila immagini pedoporno, da lui catalogate e raccolte (ma pare mani scambiate) insieme a ben 1000 video (e qua risulta difficile quantificare i bimbi, anche se “solo” un bimbo per filmato già basterebbe…..).
Col rito abbreviato che porta allo sconto di pena di un terzo (che non ci stancheremo mai di dire debba essere vietato ai pedofili), Claudio Rinaldi è stato condannato ad una condanna che finalmente ha un certo peso: 5 anni e 4 mesi di reclusione dati dal Gup Bentivoglio (la Pm Pantani ne aveva chiesti quattro e 40mila euro di multa) per la gravità dei fatti, “evidente prova di un comportamento insano”.
In conclusione una amara riflessione: la pena è, rispetto alla media, sicuramente alta. Ma non sufficiente. Forse si dovrebbe alzarla ed equipararla all’omicidio, o meglio, al concorso in omicidio. Dato che è cosa certa, molti dei bimbi che finiscono per essere carne da macello per realizzare foto/ filmati che questa gente guarda trastullandosi, sono destinati a morte certa…..nel corpo, dopo quella immediata dell’anima….

Nota: Non si registrano difese ad oltranze del soggetto da parte di parenti complici, né scuse del tipo “li ho scaricati per motivi di studio….”.

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