Archivi per la categoria ‘pedofilia su facebook e my space’

Conferenza sul Cyberbullismo

vertova 25 maggio

Lotta alla pedopornografia. I dati: siamo davvero all’anno zero?

Sabato scorso si è tenuto un nuovo incontro del nostro corso di formazione per le forze dell’ordine.
Il tema: “la lotta alla pedopornografia”.
Due i relatori , come sempre di alto livello:
la dr.ssa Roberta Vanina della Polizia Svizzera e il luogotenente Domenico Di Somma, del Nucleo investigativo telematico presso la Procura di Siracusa.
A seguire riporto alcuni dati emersi, insieme ad alcune frasi dette durante la conferenza. Che insieme a notizie che non posso dirvi, certificano, che la lotta alla pedofilia on-line è tornata all’anno zero. E ci fanno interrogare sul reale interesse a debellare questo crimine Ed il business ad esso correlato:

550mila siti pedopornografici creati

 

135 nuovi siti al giorno

2,5 milioni di immagini di bambini ABUSATI

1% di questi bambini, SOLAMENTE l’1%  è stato identificato.

129% l’incremento dei siti pedofili negli ultimi sei anni

pedofilia on line

 
“non serve chiudere un sito internet. Non sta lì il successo di un’operazione. Chiuderlo significa far un regalo ai pedofili che lo apriranno poco dopo in modalità ancora più inaccessibili per le forze dell’ordine. Bisogna identificare quei minori. E salvarli”.

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

Quello che vedete nella fotografia è l’ennesimo pedofilo, arrestato a Roma.
La foto diffusa dalla Polizia ha purtroppo il viso oscurato. Come l’identità, tenuta per ora segreta, forse perchè le indagini sono ancora in corso, per cercare altre vittime.
Di lui si sa che ha un negozio di videogiochi a Monte Mario, ha 42 anni e ha (aveva) un profilo Facebook con ben 100 ragazzini tra gli 11 e i 17 anni, tra i suoi contatti. Gli stessi che col suo lavoro adescava. Ed a cui poi mostrava materiale osceno.
L’inchiesta parte da una mamma. Che si reca al commissariato romano di Monte Mario appunto, coordinato dal dottor Claudio Cacace, per parlarle delle sue preoccupazioni inerenti il figlio adolescenti e il rapporto che via Facebook aveva con un adulto.
La donna aveva letto una chat tra i due, a sfondo sessuale.
Viene subito aperto un fascicolo e la Polizia crea un falso profilo su Facebook. Adescando così l’adescatore ed entrando nel suo mondo.
Un mondo fatto di giovanissimi e di abusi. Immortalati in immagini e video sequestrati a casa del predatore. Che da 48 ore sta in carcere a Regina Coeli.

Un plauso alla mamma (ricordatevi di controllare sempre dove vanno in internet i vostri figli e che amici hanno nei social network! Regola questa che anche gli adulti dovrebbero peraltro mantenere!) ed alla Polizia per l’eccellente lavoro investigativo svolto.

Pericoli in internet. Altri due pedofili catturati, mentre cacciavano i bambini.

Pericolo chat. Amici? No, pedofili.
Notizie così sono oramai all’ordine del giorno. Purtroppo i giovani non hanno la percezione del pericolo “internet” e continuano a chattare o accettare amicizie nei social network, da parte di sconosciuti che amici appunto non lo sono.
Vicenza. Due casi solo la scorsa settimana. Smascherati dal lavoro della Polizia Postale.
La prima segnalazione emerge nel modo più classico (sapeste quante volte ci è accaduto): lezione degli agenti a scuola e un ragazzino che alza la mano dicendo “pure io ho avuto un incontro in internet con un adulto,come quello che state descrivendo voi”.
Indagini. E scoperta: Il bimbo è stato adescato. L’amico virtuale si presenta come allenatore di calcio. Parla per giorni col bimbo di tutti i suoi interesse. Poi cerca l’incontro. Il bimbo va all’appuntamento ma 3 compagne di scuola lo vedono lì da solo si fermano con lui e la cosa disturba il pedofilo. Che una volta identificato (è un 41enne che vive nell’hinterland di Milano con mamma e papà) si scoprirà essere stato in carcere per abusi sui minori ed avere nel computer materiale pedopornografico (in parte cancellato ma recuperato dai tecnici specializzati della Polizia!!!!).
Altro caso. Un ragazzino di 14 anni chiede di dormire fuori casa, da un’amica. I genitori si rifiutano e lui ha una reazione “esagerata”. Quando dorme la mamma gli guarda nel cellulare e trova messaggi del tipo “sei il mio amore….sono il tuo orsacchiotto…se il mio tesoro….”.
Altri messaggi sono più espliciti: e parlano di rapporti sessuali. Scatta l’indagine. Il profilo di Facebook del predatore viene monitorato e si trovano tantissimi contatti con altri uomini ma soprattutto con ragazzini.
Quando il predatore chiede un incontro con la vittima la Procura dà il via. Scatta la perquisizione dell’abitazione del pedofilo. E ritrova una sorpresa: l’uomo è un trentenne che vive sul Garda (lato veronese del lago) e benché la casa sia molto bella e signorile l’adescatore vive come un barbone, in mezzo allo sporco più assoluto. Per ora altro non sappiamo, se non che si sta periziando il suo computer.

….per la serie tutto quello che diciamo poi (purtroppo) si verifica…….
Blog copiaeincolla: Allarme pedofilia su Facebook
Progetto per combattere il fenomeno
Gli ultimi due arresti sono stati effettuati ieri. Negli ultimi cinque mesi sono arrivate cinquanta denunce dai genitori
Domenico Vulpiani, il direttore centrale della Polizia Postale ha presentato a Palazzo Valentini il progetto «In strada come in rete» per combattere la pedofilia in internet. «Ieri a Roma sono stati arrestati 2 pedofili: avevano un armadio pieno di video». Un fenomeno «internazionale» quello della pedofilia online «che supera i confini regionali e nazionali».
I NUMERI – «Negli ultimi 5 mesi del 2009 la Polizia Postale ha eseguito nel Lazio 21 perquisizioni domiciliari, ha ricevuto 50 denunce da parte di genitori e parenti per adescamenti e abusi ai danni dei loro figli. 11 le persone denunciate e 3 gli arrestati». Ha detto Vulpiani sottolineando come dal 1 febbraio 2008 siamo stati inclusi nella black list dei 451 siti pedofili. E ancora, negli ultimi 10 anni, da quando è iniziata l’attività della Polizia Postale, sono stati monitorati oltre 307 mila siti web, di cui 177 siti pedofili chiusi in Italia. L’attività investigativa legata a questo fenomeno ha consentito di effettuare 4353 perquisizioni con 5145 denunciati e 244 arresti. Secondo Vulpiani «i siti più pericolosi sono i peer to peer e le chat – ha detto – ma stanno diventando oggetto di attenzione anche i social network per effetto dell’adescamento».
ZINGARETTI – «Internet è uno strumento straordinario che offre opportunità incredibili -ha fatto sapere in una nota il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti- ma, come tutti i grandi mezzi di comunicazione, ha anche aspetti controversi. Questo progetto vuole proprio contribuire all’alfabetizzazione dei nostri giovani che avranno così la possibilità di conoscere meglio il web e il suo linguaggio».

Foto dei bimbi su My Space e Facebook: è pericoloso?

Oramai non c’è persona che non compaia su uno dei due social network del momento, My Space e soprattutto Facebook.
Confesso che c’è un certo piacere schizofrenico nel ritrovarsi amici di Shreck e di Monica Bellucci, più ancora che nel ritrovare vecchi compagni di scuola. Magari quelli che all’epoca del liceo detestavi e che oggi devi riaccogliere con un’ipocrita “bentrovato, ma che piacere,” e via dicendo.
Ma al di là di questo i social network rappresentano tutto il bene ed il male della rete di Internet. Rete che non lo scopriamo certo oggi, non dà alcuna garanzia di protezione da possibili malintenzionati, sempre a caccia dei dati nostri, siano essi password, indirizzi e-mail, o dati anagrafici di vario tipo, da rivendere ad agenzie di marketing. Da quando io stesso sono entrato in My Space non faccio altro che ricevere però domande su una tra le peggiori violazioni che possiamo provare. Quella fatta sulla pelle dei nostri figli. Le cui immagini innocenti abbiamo messo e che senza che ce l’aspettassimo sono finite in decine di siti pedopornografici. Poiché, va ricordato, il pedofilo tipo, non cerca solo immagini di bimbi stuprati. Al contrario per eccitare le proprie criminose fantasie va alla ricerca anche di immagini “normali”. Il bambino al mare, al parco giochi, mentre soffia sulla torta di compleanno. Foto che noi, sbadatamente, gli abbiamo fornito, mettendole nelle nostre pagine web. Attenzione allora. Abituiamoci, purtroppo, a non mostrare nulla di tutto ciò poiché tra tanta brava gente basta un solo predatore a caccia di trofei.
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