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Battista Maggioni è pedofilo anche per la Cassazione. Ma allora a Brescia….

Chissà se scriveranno ancora email agli enti dove dovevamo tenere conferenze e corsi dicendo che i matti siamo noi e che non ci devono ospitare. Ora è ancora più evidente che chi non ci voleva doveva tutelare sé stesso, dal poter abusare impunemente.
E se lui è colpevole, chi sono i suoi complici? A noi, perdonate, non interessa più. Ci interessa il lavoro che oggi facciamo di recupero delle vittime. Al resto ci pensi, se lo vuole, la Procura…

battista maggioni condannato in cassazione bidello pedofilo brescia

 

<<Una vicenda giudiziaria che da infinita é diventata finita. Tredici anni dopo l’inizio dello scandalo che aveva scosso un’intera città. Ci sono voluti nove processi per conoscere l’atto conclusivo.

La corte di Cassazione ha condannato a 13 anni di carcere Battista Maggioni il bidello della scuola materna Abba, arrestato nel 2002  con l’accusa di aver abusato di quattro bambini.

La sentenza é arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Rigettato il ricorso dei legali del bidello che era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano, a tredici anni, dopo che per tre volte la Cassazione aveva annullato la sentenza di assoluzione pronunciata in appello.

Il bidello della scuola materna cittadina Abba era stato condannato a 15 anni in primo grado il 3 dicembre 2004, pena poi ridotta a 13 nel primo appello a Brescia. Successivamente arrivarono assoluzioni, ricorsi , annullamenti di sentenze e nuovi processi. Fino al nove luglio di due anni fa, con la condanna a 13 anni ora diventata definitiva.>>

 

Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/abusi-all-asilo-condanna-confermata-per-il-bidello-1.1977200

Incommentabile. Il bidello arrestato a Vimercate era recidivo.

Incommentabile. Il bidello arrestato a Vimercate era recidivo.

Il bidello arrestato a Vimercate era recidivo.

Come tutti i pedofili.

Questo un articolo apparso oggi e che riportiamo non avendo alcun bisogno di essere comentato….

 

Condannato nel 1971 per violenza sessuale compiuta ai danni di una dodicenne, in una chiesa in Calabria, era bidello ed oggi è finito in manette per lo stesso reato ai danni di alcune bambine che frequentano la scuola elementare del milanese in cui lavora.
L’uomo di 65 anni, secondo l’accusa si introduceva nei bagni femminili, adescava le bambine, tutte minori di dieci anni, e le palpeggiava nelle parti intime. A rivelare gli squallidi comportamenti dell’uomo è stata una delle sue giovanissime vittime, la quale lo scorso 25 gennaio si era confidata con un’insegnante. Messo sotto stretta sorveglianza e accertate la sua responsabilità di comportamenti penalmente rilevanti, il 4 febbraio, i carabinieri sono intervenuti arrestandolo in flagranza di reato. Nella successiva perquisizione della sua abitazione, di fronte alla moglie ignara di tutto, i militari dell’Arma hanno sequestrato un pc portatile e numerosi dvd. Sconcerta il fatto che nella scuola nessuno fosse a conoscenza del torbido passato dell’uomo, il quale nel 1971 era stato condannato per un analogo grave reato a sfondo sessuale. Si parla sempre di dare una seconda possibilità a chi si rende responsabile di un reato, ma, oggettivamente, in questo caso il sistema ha fallito clamorosamente se ad un soggetto simile è stato permesso di lavorare in un ambiente scolastico, il quale, per definizione, dovrebbe proteggere i bambini.

Arrestato bidello pedofilo: 3 vittime di 4 anni!

salerno bidello pedofiloNo. Non ci credo. Dai si sa come vanno queste cose. Un bidello poi. Figuriamoci. Sarà qualche stupida bambina a cui non ha voluto far mangiare tutte le caramelle o qualche bimbo sgridato perché giocava a pallone. Poi si sa come vanno le cose, lo insegna il “maestro” Scancarello, uno va a casa si lamenta trova una mamma ansiosa che telefona ad una sua amica e via, un povero innocente finisce sul rogo.
Di sicuro è successa la stessa cosa a Salerno (per l’esattezza a Coperchia, frazione di Pellezzano) dove un bidello 45enne è finito in carcere con l’accusa di avere abusato 3 bambini di 4 anni.
“Vieni con me in bagno, tifaccio fare un gioco”, quindi scattava la violenza, che il predatore documentava con una macchina fotografica.
Per gli inquirenti i bambini hanno mostrato «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Regola base per l’intero mondo scientifico, spesso però omessa in casi eclatanti. Le indagini restano aperte per appurare eventuali altri casi, mentre la polizia sta periziandogli i computer sequestrati!

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