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Sgominata gang di pedofili sadici: abusavano di neonati.

gang di pedofili sadiciSGOMINATA RETE DI PEDOFILI SADICI. ABUSAVANO DI NEONATI.

A grande richiesta riattiviamo il blog, penalizzato dalla nostra presenza sui social network. La prima notizia arriva dalla Gran Bretagna. Quelli che vedete nella foto formano una ”gang di pericolosissimi pedofili”, pedofili sadici, che “amavano” torturare oltre che abusare bambini anche molto piccoli (tra questi parecchi i neonati, prassi questa non nuova e che denunciamo da tempo). Il Giudice che li ha condannanti ha parlato di “atti di terrificante depravazione”. Oltre ad abusarli e torturarli giravano video con le proprie vittime, sempre ovviamente di natura pedofila per il vasto mercato della pedopornografia infantile. <<Gli atti commessi alla banda riflettono i comportamenti “più depravati e grossolanamente deviati che si possano immaginare”, ha affermato il giudice motivando la sentenza. Roba da “turbare qualunque persona decente” e di fronte a cui “ci si sente fisicamente male”. “Si tratta del peggior gruppo di pedofili che abbia mai investigato”, ha fatto eco alla BBC Ian Glover, il funzionario di polizia che ha diretto l’indagine.>>

 

Lotta alla pedopornografia. I dati: siamo davvero all’anno zero?

Sabato scorso si è tenuto un nuovo incontro del nostro corso di formazione per le forze dell’ordine.
Il tema: “la lotta alla pedopornografia”.
Due i relatori , come sempre di alto livello:
la dr.ssa Roberta Vanina della Polizia Svizzera e il luogotenente Domenico Di Somma, del Nucleo investigativo telematico presso la Procura di Siracusa.
A seguire riporto alcuni dati emersi, insieme ad alcune frasi dette durante la conferenza. Che insieme a notizie che non posso dirvi, certificano, che la lotta alla pedofilia on-line è tornata all’anno zero. E ci fanno interrogare sul reale interesse a debellare questo crimine Ed il business ad esso correlato:

550mila siti pedopornografici creati

 

135 nuovi siti al giorno

2,5 milioni di immagini di bambini ABUSATI

1% di questi bambini, SOLAMENTE l’1%  è stato identificato.

129% l’incremento dei siti pedofili negli ultimi sei anni

pedofilia on line

 
“non serve chiudere un sito internet. Non sta lì il successo di un’operazione. Chiuderlo significa far un regalo ai pedofili che lo apriranno poco dopo in modalità ancora più inaccessibili per le forze dell’ordine. Bisogna identificare quei minori. E salvarli”.

John Grisham: “diminuiamo le pene per i pedofili!”

john grisham pedofiliaJohn Grisham è un notissimo autore di legal-thriller. Uno che bazzica le aule di tribunale e le stazioni di polizia. Uno che dovrebbe sapere discernere tra ciò che è bene e ciò che è male, dato che  su quella dicotomia ha
costruito il proprio impero. Fino ad oggi si stima abbia infatti venduto ben 275 milioni di libri e fatturi, tra diritti di autore e trasposizioni cinematografiche un qualcosa come 90 milioni di dollari: all’anno.
In un’intervista a Panorama qualche tempo fa aveva dichiarato:

“Tendo a favorire la gente danneggiata e i legali che la rappresentano. (…) I lettori s’aspettano che, in una lotta tra Davide e Golia, io stia con Davide e gli
conceda la vittoria. Ma Davide non ha sempre ragione.
Ma è un’altra l’intervista che ci interessa.  Quella che trovate qua integralmente http://www.mirror.co.uk/news/world-news/author-john-grisham-says-people-4445176 e dove ha fatto la
seguente dichiarazione, chiedendo pene meno dure per i pedofili:
“We have prisons now filled with guys my age. Sixty-year-old white
men in prison who’ve never harmed anybody, would never touch a child. “But they got online one night and started surfing around, probably had too much to drink or… whatever, and pushed the wrong buttons, went too far and got into child porn.”
“Abbiamo le carceri piene di ragazzi della mia età. Sessantenni bianchi (sic) in prigione benchè non abbiano mai arrecato danno a nessuno e che non toccherebbero mai un bambino. Ma (la loro colpa è che) una notte sono andati on line ed hanno cominciato a navigare, probabilmente avevano
bevuto troppo o…comunque sia, hanno spinto i bottoni sbagliati (sic), e si sono spinti troppo lontano, fino alla pornografia infantile”.

Crediamo che una simile frase sia incommentabile quanto inaccettabile. E
ricordiamo che chi, come dice il signor Grisham, si “limita” a navigare
permette che a monte ci sia chi prenda quel bimbo, lo abusi e diffonda l’abuso avvenuto. Coscientemente e razionalmente. Semmai quel bicchierino di troppo lo farà dopo l’abuso. Per festeggiarne la diffusione online…..

nota: thanks Protect!

Chiudiamo la Polizia Postale e indagini così ce le scordiamo per sempre!

pedofilo arrestato dalla Polizia Postale

Aveva addirittura un binocolo puntato verso la scuola elementare. E spesso proprio fuori dalla scuola era stato visto, mentre chiedeva ai bambini di abbassarsi i pantaloni per poterli fotografare.

La Polizia Postale (sì proprio quella che vogliono smantellare!!!) l’ha arrestato in flagranza di reato. Grazie alla bravura degli agenti (che sono formati per fare queste cose…non per andare a fare altro!), è stato preso proprio mentre stava scaricando immagini pedopornografiche…da aggiungere alla personale raccolta di

Oggi l’uomo, di 71 anni, originario di Lecce ma residente da anni a  Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma, è in carcere (per quanto?). Ma quanti come lui la faranno franca se si smantella la Polizia Postale?

Nota: sempre nei giorni scorsi si è conclusa un’indagine che ha portato la Postale a fare perquisizioni a Bergamo, e provincia, Messina, Napoli, Teramo, Modena, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Brescia, Genova, Torino, Trieste. Tre gli arrestati finiti dritti in carcere e 25 gli indagati a piede libero. Solo in un pc di uno degli arrestati c’erano 20mila immagini di bimbi abusati! E le foto che tutti questi predatori di bambini avevano erano di minori di anni 10, con sevizie e torture.
Dalla parte dei bambini, sempre.

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

100 amici di Facebook, tutti ragazzini. Da adescare. Arrestato a Roma.

Quello che vedete nella fotografia è l’ennesimo pedofilo, arrestato a Roma.
La foto diffusa dalla Polizia ha purtroppo il viso oscurato. Come l’identità, tenuta per ora segreta, forse perchè le indagini sono ancora in corso, per cercare altre vittime.
Di lui si sa che ha un negozio di videogiochi a Monte Mario, ha 42 anni e ha (aveva) un profilo Facebook con ben 100 ragazzini tra gli 11 e i 17 anni, tra i suoi contatti. Gli stessi che col suo lavoro adescava. Ed a cui poi mostrava materiale osceno.
L’inchiesta parte da una mamma. Che si reca al commissariato romano di Monte Mario appunto, coordinato dal dottor Claudio Cacace, per parlarle delle sue preoccupazioni inerenti il figlio adolescenti e il rapporto che via Facebook aveva con un adulto.
La donna aveva letto una chat tra i due, a sfondo sessuale.
Viene subito aperto un fascicolo e la Polizia crea un falso profilo su Facebook. Adescando così l’adescatore ed entrando nel suo mondo.
Un mondo fatto di giovanissimi e di abusi. Immortalati in immagini e video sequestrati a casa del predatore. Che da 48 ore sta in carcere a Regina Coeli.

Un plauso alla mamma (ricordatevi di controllare sempre dove vanno in internet i vostri figli e che amici hanno nei social network! Regola questa che anche gli adulti dovrebbero peraltro mantenere!) ed alla Polizia per l’eccellente lavoro investigativo svolto.

Pericoli in internet. Altri due pedofili catturati, mentre cacciavano i bambini.

Pericolo chat. Amici? No, pedofili.
Notizie così sono oramai all’ordine del giorno. Purtroppo i giovani non hanno la percezione del pericolo “internet” e continuano a chattare o accettare amicizie nei social network, da parte di sconosciuti che amici appunto non lo sono.
Vicenza. Due casi solo la scorsa settimana. Smascherati dal lavoro della Polizia Postale.
La prima segnalazione emerge nel modo più classico (sapeste quante volte ci è accaduto): lezione degli agenti a scuola e un ragazzino che alza la mano dicendo “pure io ho avuto un incontro in internet con un adulto,come quello che state descrivendo voi”.
Indagini. E scoperta: Il bimbo è stato adescato. L’amico virtuale si presenta come allenatore di calcio. Parla per giorni col bimbo di tutti i suoi interesse. Poi cerca l’incontro. Il bimbo va all’appuntamento ma 3 compagne di scuola lo vedono lì da solo si fermano con lui e la cosa disturba il pedofilo. Che una volta identificato (è un 41enne che vive nell’hinterland di Milano con mamma e papà) si scoprirà essere stato in carcere per abusi sui minori ed avere nel computer materiale pedopornografico (in parte cancellato ma recuperato dai tecnici specializzati della Polizia!!!!).
Altro caso. Un ragazzino di 14 anni chiede di dormire fuori casa, da un’amica. I genitori si rifiutano e lui ha una reazione “esagerata”. Quando dorme la mamma gli guarda nel cellulare e trova messaggi del tipo “sei il mio amore….sono il tuo orsacchiotto…se il mio tesoro….”.
Altri messaggi sono più espliciti: e parlano di rapporti sessuali. Scatta l’indagine. Il profilo di Facebook del predatore viene monitorato e si trovano tantissimi contatti con altri uomini ma soprattutto con ragazzini.
Quando il predatore chiede un incontro con la vittima la Procura dà il via. Scatta la perquisizione dell’abitazione del pedofilo. E ritrova una sorpresa: l’uomo è un trentenne che vive sul Garda (lato veronese del lago) e benché la casa sia molto bella e signorile l’adescatore vive come un barbone, in mezzo allo sporco più assoluto. Per ora altro non sappiamo, se non che si sta periziando il suo computer.

Il gallerista Tadini condannato a 3 anni. Per cosa?

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Riceviamo da un “anonimo comitato “ (l’ennesimo ) di difesa del sig. Tadini, questo comunicato.
Che riportiamo. Violando le nostre regole, dato che non è FIRMATO! Quindi non ha alcun valore.
Come commento aggiungiamo una serie di link e soprattutto un articolo, tratto da Il Giornale, che vale più delle nostre parole..
A voi decidere dove sta la verità.
Noi, per diritto di cronaca, e per farvi riflettere, ve le riportiamo tutte.
 
Milano, 30 luglio 2010 ORE 12.13
SI CHIEDE L'IMMEDIATA RETTIFICA DELLE "INFORMAZIONI" IN QUANTO NON SI TRATTA ASSOLUTAMENTE DI TENTATA VIOLENZA E NON E' MAI MAI STATA IDENTIFICATA NESSUNA MINORE E NON SI TRATTA DI UNA CONDANNA PER PEDOFILIA MA PER DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. SE NON AVVERRA' LA RETTIFICA COSI' COME RICHIESTA AGIREMO IMMEDIATAMENTE PER VIE LEGALI. Vi segnialiamo inoltre che le fonti delle prime agenzie battute cui lei si riferisce sono da noi state direttamente contattate telefonicamente ed alcune hanno già provveduto a rettifica.
 
 
Il Giornale:
Il gallerista Tadini condannato a tre anni
Si può uscire soddisfatti da un processo in cui si è stati condannati per avere cercato di portarsi a letto una ragazzina di quindici anni e per avere archiviato nel computer immagini di bambini violentati e torturati? Difficile crederlo. Eppure ieri il gallerista Francesco Tadini, appena condannato a tre anni di carcere per pedopornografia e tentato stupro, commenta la sentenza come una vittoria: perché il giudice preliminare Giuseppe Vanore lo ha assolto dalle accuse peggiori, quella di avere avuto davvero rapporti con la ragazzina, e di avere richiesto alla gang degli sfruttatori di fornirgli bambini addirittura tra i 3 i 10 anni. Non era quella di Tadini, dice la sentenza, la voce intercettata dalla Squadra Mobile mentre avanzava la orrenda richiesta alla banda.
L’arresto di Tadini aveva creato scalpore: per la notorietà del personaggio, titolare di una importante galleria d’arte, e soprattutto per quella di suo padre, Emilio, uno dei più imporanti pittori italiani degli anni finali del Novecento (un cui affresco, d’altronde, adorna anche un’aula del Palazzo di giustizia). Le indagini del pm Sangermano avevano tracciato l’identikit di una personalità profondamente deviata, attratta in modo irrefrenabile dal sesso e dalla violenza con i bambini. Dice ora Tadini: «Sono felice di aver dimostrato di non aver mai chiesto bambini dai 3 ai 10 anni e di non aver mai avuto un rapporto con una prostituta minorenne. In questi mesi sono riuscito a sopravvivere grazie alla mia compagna, con la quale vivo da nove anni, che non ha mai creduto che fossi un sadico pedofilo, e grazie agli amici che mi hanno scritto e sostenuto. La condanna di oggi non è nulla rispetto alla condanna pubblica e morale che ho subito per azioni che non ho mai commesso. Mi hanno distrutto pubblicamente e azzerato la vita e gli affetti». Ma i fatti che la sentenza ha ritenuto provati non sono esattamente bazzecole.
http://www.ilgiornale.it/milano/il_gallerista_tadini_condannato__tre_

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anni/30-07-2010/articolo-id=464393-page=0-comments=1
 
 
LA REPUBBLICA:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/29/news/francesc

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o_tadini_condannato_per_pedofilia_tre_anni_per_la_tentata_violenza_a_una_minore-5925661/
 
http://www.audionews.it/ViewDocument.aspx?catid=ca94bf287b4140cc8025236a20f3f42e&docid=67fc78b76ecc421b9c2d0f98fbec8290
 
http://www.essenzialeonline.it/cronaca/Pedofilia-3-anni-al-gallerista-Tadini_17260.html
 
NOTA: Una domanda al suo presunto ufficio stampa:
è stato condannato?
Risposta: pare di sì. A ben tre anni.
Per immagini pedopornografiche, ergo è da considerarsi un pedofilo. Almeno per il giudizio di primo grado.
Se poi si lamenta che la sua “vita è stata distrutta”, provi a pensare alla vita dei bambini “torturati sadicamente” per finire nelle foto che collezionava.
A questo punto penso che ad agire a vie legali ed a portare questa storia ovunque, forse, dovremo pensarci noi.
 

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