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16 anni DEFINITIVI al predatore di bimbi disabili! Pietro Materi condannato in Cassazione.

E’ stata una delle battaglie di cui andiamo più fieri. Soprattutto quando rischiava di venire scarcerato…..

Oggi possiamo ufficializzare che per almeno i prossimi 16 anni  non nuocerà ad alcun bambino, poiché resterà in carcere.

Lui è il tristemente noto predatori di bambini disabili Pietro Materi. Il suo forse uno dei casi più gravi di pedofilia avvenuti nel nostro paese.

Ora la Cassazione ha messo la parola fine, confermando le condanne di primo e secondo grado.

Qua facendo scorrere ritrovate tutta la sua storia:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/pietro-materi

 

E qua pure due filmati che vanno rivisti e che sono, oggi, più attuali che mai:

http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc

 

http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Condannato in secondo grado il predatore di bimbi disabili, Pietro Materi.

Pietro Materi: il predatore di bambini disabili è stato condannato anche in secondo grado.
Raccontare la sua storia al mondo è stata una delle battaglie di cui questo blog va più fiero.
Soprattutto quando si corse il pericolo che venisse scarcerato, che il processo dovesse ripartire da capo, che passasse per incapace di intendere e di volere. Poi invece la Giustizia trionfò (impossibile non farlo con i filmati che lo inchiodavano all’amara verità dei crimini compiuti) ed arrivò la condanna a 16 anni.
Condanna che la corte d’appello ha riconfermato, fino all’ultimo giorno.
E così Pietro Materi ex insegnante di sostegno per bimbi disabili resta in carcere. 16 anni sono tanti in Italia. 16 anni fatti da pedofilo possono essere un’eternità.
Intanto anche la Svizzera si prepara a giudicarlo, per aver “affittato” là un bimbo disabile ed averlo abusato con la complicità del padre del piccolo, che gliel’aveva affittato dopo aver messo un annuncio in un sito internet di pedofili.
Cliccando il suo nome tra le “categorie” recuperate tutta la storia, la video intervista al padre di una delle vittime e la sentenza di primo grado.

 

Il predatore di bambini disabili. Ecco cosa ha fatto Pietro Materi. Parte 2 della sentenza.

Vi ha colpito molto settimana scorsa il viaggio nella pedofilia fatto entrando nella sentenza di Pietro Materi.
Oggi proseguiamo, con la seconda parte. Altrettanto dolorosa.
Ci occupiamo del secondo bimbo disabile abusato da Materi.
Partendo da un fatto, accaduto dopo che già gli aveva scattato delle fotoni bagno “con i pantaloni abbassati”.”Tra la fine di maggio e gli inizi di giugno,nell’aula riservata agli insegnanti di sostegno affidatari di bambini con handicap, l’imputato aveva chiesto al bambino…di toccarlo mentre si masturbava…..in un’altra occasione di  prendere in bocca i (suoi) genitali, procedendo sempre a fotografare gli abusi.
Il materiale era stato scambiato con il soggetto malese (!!!), a fronte di altro materiale, anche questo autoprodotto, realizzato con un bimbo dell’età di 5 o 6 anni”.
Mi fermo. E mi scuso se stavolta siamo entrati subito a gamba tesa, dando dettagli che spesso per rispetto omettiamo. Ma questa volta ripeto ci dovevano stare. Immaginiamoci la scena. Un bimbi disabile. Il suo tutor. E le violenze. Che subito vengono fotografate perché, una volta tornato a casa, il predatore potrà barattarla con altre violenze, fatte addirittura in Malesia, dall’altro capo del mondo. Ecco cosa diventano i bambini: oggetti. Utili solo per essere abusati. Fotografati. Scambiati. Riabusati. Etc. etc.
La sentenza continua con altre analisi. Di foto scambiate. Di pedofili a lui collegati:
“scambi di materiale pedopornografico con un soggetto rispondente a xxxx che aveva utilizzato all’uopo i figli della sorella della sua convivente (ove i bambini venivano spogliati, masturbati ed era ritratto anche un rapporto orale col maschietto mentre dormiva)”.
Si parla ora per la prima volta del filone svizzero dell’inchiesta.
Chi ha seguito tramite il nostro blog la storia ricorderà che Materi prese il trenino, attraversò l’Italia ed andò in Svizzera per abusare (con la connivenza del padre) un bimbo gravemente disabile che il padre medesimo aveva messo in vendita, con un annuncio su internet.
300 euro in contanti e fai cosa vuoi con mio figlio, questo il senso del messaggio, l’importante è che io possa partecipare. Firmato Il papà del bambino.
Ricordatevi che questi sono i pedofili. Che così agiscono. E che chi li difende è questo che condivide….
Ma andiamo avanti: la Polizia parla di una cartella con 500 file relativi al minore yyy venduto dal padre svizzero. Immagini del piccolo. In balia della paterna follia pedofila.
“L’abuso consiste in un doloroso sfruttamento della menomazione della vittima e si verifica quando le condizioni di inferiorità sono strumentalizzate per accedere alla sfera intima della persona, che versando in uno stato di difficoltà, viene ridotta ad un mezzo per l’altrui soddisfacimento sessuale.(…) Il Materi ha approfittato della mancanza di autonomia fisica e del disagio psichico di bambini gravemente inabili, con problemi persino comunicativi, per abusarne sessualmente a mezzo palpeggiamenti, rapporti orali, masturbazioni”. Continua…parte 2/3

Leggiamo la sentenza del caso Pietro Materi. Predatore di bambini disabili.

Leggiamo insieme  la sentenza del caso Pietro Materi. Predatore di bambini disabili.

 È uno dei casi peggiori di cui ci siamo mai occupati e non esagero se dico uno dei peggiori casi di pedofilia al mondo.Una rete internazionale di cacciatori di bambini disabili.
Tra questi un italiano, Pietro Materi, la cui storia recuperate qua:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/pietro-materi

Ora leggiamo insieme la sentenza di condanna:
che diciamolo subito è stata di anni 16 di reclusione!
Ma andiamo a vedere alcuni stralci della sentenza, che riportano dritti dentro il mondo della pedofilia:
”La completa analisi e la attenta valutazione delle risultanze istruttorie acquisite al fascicolo del dibattimento impongono l’affermazione della penale responsabilità del Materi in ordine ai gravissimi fatti a lui contestati, ampiamente ammessi, peraltro, dallo stesso imputato in sede di interrogatorio acquisito al giudizio su accordo delle parti.”
L’indagine parte nel 2010, con modalità che tralasciamo per non dare suggerimenti ai pedofili. Diremo solo che la Polizia Postale svolge un eccellente lavoro sottocopertura e riesce così ad entrare nella rete di pedofili collegati a Materi.
La perquisizione a casa sua porta subito al ritrovamento di materiale pedopornografico, con “minori anche in tenera età prevalentemente di sesso maschile”.
“Attraverso protocolli criptato” l’indagato aveva condiviso tantissimo materiale con “una selezionata lista di utenti”.
Come spesso accade per questi soggetti “il materiale pedopornografico era stato scrupolosamente ed ordinatamente archiviato, al fine di consentirne una facile ricerca nell’ingente patrimonio” (vi ricordo che parliamo di bimbi abusati!).
La sentenza da qui continua con delle analisi tecniche che vi ometto, fino a presentare la cartella denominata “Me” con il materiale prodotto dallo stesso Materi. Questa la frase scritta sulla sentenza per descriverlo:
“drammatico è il contenuto delle immagini nella cartella”.
Le immagini descritte sono quelle realizzate nei bagni della scuola dove Materi insegnava. E descrivono gli abusi su due bimbi disabili.
Inutile spiegare perché ometto la descrizione riportata: aggiungo solo un dettaglio, che so essere disturbante, ma serve per ribadire (nuovamente) di cosa ci stiamo occupando:
”le foto ritraevano il minore dapprima in compagnia di un suo coetaneo, poi da solo alla presenza di un uomo con il pene eretto (il Materi) che, dopo essere stato toccato dal minore, raggiungeva l’orgasmo”.
La sentenza continua con el indagini della Polizia, che scopre la scuola dove Materi ha operato e quali bimbi ha “seguito” in qualità di insegnante di sostegno. Tutti bimbi con disabilità.
La Polizia vede poi che i bagni della scuola sono gli stessi che appaiono nelle immagini.
Interrogato, Materi confessa: “ammetteva di scambiare materiale pedopornografico a mezzo di internet sin dall’anno2006”e parlando di una delle sue vittime diceva “che il piccolo M. era molto legato alla sua persona”.
E visto il legame di fiducia che il bimbo ha creato con lui, ecco scattare gli abusi.
”In un’occasione l’imputato munitosi di macchina fotografica, lo aveva portato in bagno ed aveva scattato delle foto mentre urinava e lui lo aiutava….dopo alcuni mesi, sempre in occasione della necessità del bambino di andare in bagno, lo aveva fotografato nudo e mentre lo sottoponeva ai suoi palpeggiamenti. L’imputato aveva poi scambiato tali foto a mezzo di internet con altro materiale pedopornografico relativo a bambini al di sotto dei 10 anni, autoprodotto da parte di un malese – che gli aveva inviato fot di bimbi nudi che avevano rapporti sessuali tra loro e con lui (orali masturbazioni, anali, solo con maschietti) ed uno statunitense che gli aveva inviato alcune foto del figlio e dell’amichetto di 8 anni nudi che dormivano”.
Per oggi ci fermiamo qua. Anche se già questo basta. Per portarvi dentro il mondo della lucida follia, di esseri troppo disumani per chiamarli uomini.

 

 

 

 

16 anni al maestro pedofilo Pietro Materi!

Queste notizie ci riconciliano col mondo:

http://www.nuovadelsud.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1459:sedici-anni-al-maestro-pedofilo&catid=4:cronaca&Itemid=2

Pietro Materi condannato in primo grado a 16 anni!

Di lui ci siamo occupati per primi, portando alla ribalta delle cronache nazionali l’orrore dei suoi misfatti.
Ieri finalmente la (prima) condanna: 16 anni di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 17), ma soprattutto nessun trasferimento presso “istituti di riabilitazione” come chiesto dalla difesa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Da parte di noi tutti l’abbraccio più grande che ci sia ai bambini vittima del predatore ed alle loro famiglia. Raro esempio di sensibilità, tenacia, dignità.
Imparassero da loro i pietromateri di questa terra.
Ora attendiamo l’esito del processo svizzero. Già. Poiché vi ricordo che lui andò in Svizzera, dopo aver risposto ad un annuncio in internet, per abusare un bimbi disabile “affittato per 300 euro”.
Qua ritrovate la storia: http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Pietro Materi predatore di bimbi disabili, per la difesa “incapace di intendere e di volere”.

Altra udienza shock, ieri preso il tribunale di Potenza.
Ascoltati alcuni periti per il processo che seguiamo molto da vicino, quello a carico di Pietro Materi, predatore di bimbi disabili.
Facciamo fin d’ora una premessa, senza alcuna polemica, ma pur sempre con l’amaro in bocca:
se non ci fossero state le prove provate di questi abusi (ovvero i filmati che lo stesso Materi realizzava mentre abusava i bambini), nessuno avrebbe mai creduto alle sue vittime e noi saremmo attaccati dai suoi simili e da chi ha l’interesse a che di pedofilia non si parli.
Nell’udienza di ieri è nuovamente emersa la tesi dell’incapacità di intendere e di volere, ultima e unica arma a cui i suoi difensori possono aggrapparsi. Tesi peraltro smentita dalle perizie che al contrario parlano di un pedofilo sempre consapevole delle proprie azioni.
Il processo che rischiava di subire un brusco arresto (e che invece, grazie anche all’eco di tale pericolo partito proprio da questo blog è stato evitato) ora ha ripreso a gran velocità. Pare che il collegio giudicante voglia arrivare a sentenza già prima del prossimo Natale.
Materi rischia, per fortuna dei nostri bambini, un pesante condanna.

Nota:
leggendo questo passo da una delle perizie non possiamo non pensare a quei soggetti che da anni, dietro il finto anonimato di un computer, fanno un lavoro di attacco alla nostra Associazione. Incredibile come queste parole, scritte sul Materi, li rappresenti:
«Per una persona che si è sempre sentita svalutata, emarginata, rifiutata – spiegano i periti che evidenziano il trascorso di emarginazione di Materi a partire dalla sua esperienza alle elementari quando una maestra molto severa si sarebbe fatta gioco della sua balbuzie (fino a una deriva narcisistica fatta di arti marziali e body building dopo un paio di amori non corrisposti) – si dischiude un orizzonte entro il quale finalmente poter curare le sue ferite e conquistare la stima e il rispetto degli altri, e non di gente qualunque!»
Prossima udienza: 12 dicembre.

Abbiamo Vinto! Pietro Materi resta in carcere!!!

Tutto è iniziato con questo posto che ha raccolto l’appello di un padre, il cui figlio disabile era stato abusato da lui, Pietro Materi, predatore di bambini disabili, ritenuto dalle perizie “pericoloso”:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/abusi-su-bimbi-disabili-presto-libero-il-predatore-pietro-materi-benche-ritenuto-%e2%80%9cpericolosissimo%e2%80%9d.html

Grazie all’appello dal noi lanciato, ripreso poi da David Gramiccioli su Radio Ies e da migliaia di persone grazie ai social network (abbiamo avuto più di un milione di contatti), si è creato un movimento di opinione tale per cui, benché cambiato il consiglio giudicante, posso solo dirvi (ma quel “solo” direi che basta e avanza) che Pietro Materi resterà in carcere.
Che dire? Siete davvero una bella forza! E stavolta possiamo tutti festeggiare insieme, per aver protetto, a colpi di click in internet, i bambini.

Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!

Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.

Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:

<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1)   …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.

Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>

Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini  ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!

– continua –

ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!

ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!
Da quando abbiamo conosciuto il papà del filmato, facendolo aderire al nostro coordinamento vittime, il tema degli abusi sui bimbi con handicap, è diventato per noi prioritario.
Da ieri abbiamo saputo che il processo a Pietro Materi, il predatore di bimbi disabili, rischia di ripartire da capo, poiché il collegio giudicante deve cambiare.
Così facendo malgrado i documenti che stiamo analizzando parlino di una persona “pericolosa”, Pietro Materi tornerebbe in libertà.
Malgrado i video da lui stesso prodotti lo ritraggano, nei bagni di una scuola, mentre abusa del nostro bimbo. Già, nostro.
Qua ritrovate la storia tramite il racconto di quel padre. E nel blog, nello spazio categorie, basta che digitate Pietro Materi e ritrovate i vecchi post.
Tra qualche giorno vi diremo cosa serve facciate. Perchè stavolta abbiamo bisogno davvero tutto il vostro aiuto!
Altro che indignati. Noi siamo incazzati. E pure tanto.

parte 1:
http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc&feature=related

parte 2:
http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

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