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Pietro Materi condannato in primo grado a 16 anni!
Di lui ci siamo occupati per primi, portando alla ribalta delle cronache nazionali l’orrore dei suoi misfatti.
Ieri finalmente la (prima) condanna: 16 anni di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 17), ma soprattutto nessun trasferimento presso “istituti di riabilitazione” come chiesto dalla difesa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Da parte di noi tutti l’abbraccio più grande che ci sia ai bambini vittima del predatore ed alle loro famiglia. Raro esempio di sensibilità, tenacia, dignità.
Imparassero da loro i pietromateri di questa terra.
Ora attendiamo l’esito del processo svizzero. Già. Poiché vi ricordo che lui andò in Svizzera, dopo aver risposto ad un annuncio in internet, per abusare un bimbi disabile “affittato per 300 euro”.
Qua ritrovate la storia: http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4
Pietro Materi predatore di bimbi disabili, per la difesa “incapace di intendere e di volere”.
Altra udienza shock, ieri preso il tribunale di Potenza.
Ascoltati alcuni periti per il processo che seguiamo molto da vicino, quello a carico di Pietro Materi, predatore di bimbi disabili.
Facciamo fin d’ora una premessa, senza alcuna polemica, ma pur sempre con l’amaro in bocca:
se non ci fossero state le prove provate di questi abusi (ovvero i filmati che lo stesso Materi realizzava mentre abusava i bambini), nessuno avrebbe mai creduto alle sue vittime e noi saremmo attaccati dai suoi simili e da chi ha l’interesse a che di pedofilia non si parli.
Nell’udienza di ieri è nuovamente emersa la tesi dell’incapacità di intendere e di volere, ultima e unica arma a cui i suoi difensori possono aggrapparsi. Tesi peraltro smentita dalle perizie che al contrario parlano di un pedofilo sempre consapevole delle proprie azioni.
Il processo che rischiava di subire un brusco arresto (e che invece, grazie anche all’eco di tale pericolo partito proprio da questo blog è stato evitato) ora ha ripreso a gran velocità. Pare che il collegio giudicante voglia arrivare a sentenza già prima del prossimo Natale.
Materi rischia, per fortuna dei nostri bambini, un pesante condanna.
Nota:
leggendo questo passo da una delle perizie non possiamo non pensare a quei soggetti che da anni, dietro il finto anonimato di un computer, fanno un lavoro di attacco alla nostra Associazione. Incredibile come queste parole, scritte sul Materi, li rappresenti:
«Per una persona che si è sempre sentita svalutata, emarginata, rifiutata – spiegano i periti che evidenziano il trascorso di emarginazione di Materi a partire dalla sua esperienza alle elementari quando una maestra molto severa si sarebbe fatta gioco della sua balbuzie (fino a una deriva narcisistica fatta di arti marziali e body building dopo un paio di amori non corrisposti) – si dischiude un orizzonte entro il quale finalmente poter curare le sue ferite e conquistare la stima e il rispetto degli altri, e non di gente qualunque!»
Prossima udienza: 12 dicembre.
Abbiamo Vinto! Pietro Materi resta in carcere!!!
Tutto è iniziato con questo posto che ha raccolto l’appello di un padre, il cui figlio disabile era stato abusato da lui, Pietro Materi, predatore di bambini disabili, ritenuto dalle perizie “pericoloso”:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/abusi-su-bimbi-disabili-presto-libero-il-predatore-pietro-materi-benche-ritenuto-%e2%80%9cpericolosissimo%e2%80%9d.html
Grazie all’appello dal noi lanciato, ripreso poi da David Gramiccioli su Radio Ies e da migliaia di persone grazie ai social network (abbiamo avuto più di un milione di contatti), si è creato un movimento di opinione tale per cui, benché cambiato il consiglio giudicante, posso solo dirvi (ma quel “solo” direi che basta e avanza) che Pietro Materi resterà in carcere.
Che dire? Siete davvero una bella forza! E stavolta possiamo tutti festeggiare insieme, per aver protetto, a colpi di click in internet, i bambini.
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.
Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:
<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1) …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.
Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>
Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
“… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!
ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!
ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!
Da quando abbiamo conosciuto il papà del filmato, facendolo aderire al nostro coordinamento vittime, il tema degli abusi sui bimbi con handicap, è diventato per noi prioritario.
Da ieri abbiamo saputo che il processo a Pietro Materi, il predatore di bimbi disabili, rischia di ripartire da capo, poiché il collegio giudicante deve cambiare.
Così facendo malgrado i documenti che stiamo analizzando parlino di una persona “pericolosa”, Pietro Materi tornerebbe in libertà.
Malgrado i video da lui stesso prodotti lo ritraggano, nei bagni di una scuola, mentre abusa del nostro bimbo. Già, nostro.
Qua ritrovate la storia tramite il racconto di quel padre. E nel blog, nello spazio categorie, basta che digitate Pietro Materi e ritrovate i vecchi post.
Tra qualche giorno vi diremo cosa serve facciate. Perchè stavolta abbiamo bisogno davvero tutto il vostro aiuto!
Altro che indignati. Noi siamo incazzati. E pure tanto.
parte 1:
http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc&feature=related
Il cacciatore di bambini disabili è per i suoi difensori un malato da assolvere.
Il cacciatore di bambini disabili è per i suoi difensori un malato da assolvere.
Di Pietro Materi, cacciatore di bambini disabili, abbiamo più volte parlato in questo blog, essendo la sua storia una delle più drammatiche tra quelle mai accadute nel nostro paese sul fronte della pedofilia. Drammatica e realistica, vista la rete internazionale di pedofili (“amanti” di bimbi gravemente disabili) a cui lui apparteneva.
Ora che il processo è in pieno svolgimento, veniamo a sapere (inorridendo ma senza stupirci più di tanto) che la linea difensiva punterà sull’infermità mentale.
Ed il pedofilo quindi verrà periziato in tal senso. Per dimostrare che la sua appartenenza alla rete pedofila mondiale, il suo sfruttare il ruolo di insegnante di sostegno per abusare chi gli veniva affidato filandone le sevizie, il suo aver organizzato un viaggio in Svizzera, per abusare un bimbo (in presenza del padre dello stesso, a sua volta pedofilo, pagando 300 euro), il suo produrre materiale pedopornografico da scambiare e mandare in tutto il mondo, fossero azioni dettate dalla “follia”, dall’insanità mentale, e non da quello che invece appare evidente a tutti: una scelta logica e criminale.
Inutile dire che una perizia in tal senso ha come unico scopo quello di far assolvere, malgrado le evidenti prove, un pericolosissimo predatore.
”Nelle scorse udienze, il difensore dell’imputato ha infatti esibito una consulenza di parte volta a sostenere che il giovane pedofilo fosse, dal 2006 e fino all’arresto, “incapace di volere e quindi non imputabile mentre compiva quelle violenze. Una sorta di vittima di internet la cui volontà era completamente offuscata”.
La prossima udienza, entro la quale i CTU dovranno depositare la relazione, è fissata per l’11 luglio p.v.”.
Lo stipendio del pedofilo.
È possibile avere ancora diritti quando hai violato tutti i tuoi doveri?
È giusto ricevere regolarmente un buon stipendio, anche se sei in carcere perché dei filmati INEQUIVOCABILI certificano che hai stuprato per anni un bimbo disabile?
Me lo chiedo ad alta voce, rivolgendo a voi il quesito.
Poiché, Pietro Materi, cacciatore di bimbi disabili, in carcere, continua a percepire regolarmente lo stipendio dal Ministero.
Non so a voi, ma a me la cosa offende. Tanto. E, anche se ancora non c’è stato il termine del processo, credo che quelle immagini valgano più di qualsiasi sentenza, che dovrà solo dare un conto: quello degli anni di condanna.
Partito (alla grande) il processo contro Pietro Materi, predatore di bimbi disabili.
Dopo vari (troppi) ritardi è finalmente partito il processo a Pietro Materi.
E’ forse uno dei peggiori casi di predatori di bambini che l’Italia abbia mai avuto.
Il Giudice ha respinto la richiesta di Rito abbreviato: era ora. Basta sconti e facilitazioni per chi abusa.
Inoltre sul tavolo degli imputati anche il Ministero della Pubblica Istruzione, dato che per ben due anni, Pietro Materi ha abusato di un bimbo disabile, dentro ad una scuola, senza che nessuno vedesse/sentisse nulla.
Prossima udienza il9 aprile.
Nota: Se ancora non l’avete fatto prendetevi un quarto d’ora e guardate questo filmato (e diffondetelo ovunque via Facebook).
Qua trovate il papà di una delle vittime. Persona fantastica, di cui il figlio sarà orgogliosissimo:
Anche la stampa svizzera si occupa del predatore di bimbi disabili.
La stampa svizzera si sta occupando del caso Pietro Materi, predatore di bambini disabili. Riporto integralmente un articolo sul caso. Mi sono permesso di sottolineare alcune parti:
“Il padre che ha permesso a un maestro italiano di scattare foto al figlio e di abusarne sessualmente, il tutto per poche centinaia di franchi (300 euro circa), risiede nel Canton Turgovia. La Polizia postale italiana sta definendo le operazioni necessarie alla richiesta di rogatoria internazionale, per poter interrogare Dave (il nome del padre). Interrogatorio che servirá all´inchiesta in corso in Italia su un mercato di foto pedopornografiche su internet, tra le quali quelle scattate nel paese svizzero.
A condurre le indagini in Svizzera é il Procuratore di Frauenfeld. La ricerca dell´uomo é a buon punto anche perché a quanto riferisce la Polizia postale, l´uomo é già noto alla Polizia turgoviese per un episodio simile.
A far scattare la richiesta della rogatoria é stata la testimonianza del maestro italiano, arrestato a Matera, che dopo aver conosciuto su una chat il padre turgoviese, (questi si nascondeva sotto il nickname di Dad of Spain” ) si é recato in Svizzera. Prima un colloquio tra i due avvenuto in inglese, quindi l´appuntamento ed il viaggio in un paesino ad un´ora da Zurigo. Qui dopo un prelievo al bancomat, attraverso il quale la Polizia é riuscita a risalire al paesino, il maestro si è recato presso la casa di Dave.
“Dave dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale“, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Scattate le foto, queste sono state conservate nella cartella Aron, il nome finto che Dave dava al figlio e quindi sono state messe in rete, purtroppo a disposizione di tutti. Infine il sequestro delle stesse e l´immediato blocco dei contenuti sul web.”









