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Chiudiamo la Polizia Postale e indagini così ce le scordiamo per sempre!

pedofilo arrestato dalla Polizia Postale

Aveva addirittura un binocolo puntato verso la scuola elementare. E spesso proprio fuori dalla scuola era stato visto, mentre chiedeva ai bambini di abbassarsi i pantaloni per poterli fotografare.

La Polizia Postale (sì proprio quella che vogliono smantellare!!!) l’ha arrestato in flagranza di reato. Grazie alla bravura degli agenti (che sono formati per fare queste cose…non per andare a fare altro!), è stato preso proprio mentre stava scaricando immagini pedopornografiche…da aggiungere alla personale raccolta di

Oggi l’uomo, di 71 anni, originario di Lecce ma residente da anni a  Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma, è in carcere (per quanto?). Ma quanti come lui la faranno franca se si smantella la Polizia Postale?

Nota: sempre nei giorni scorsi si è conclusa un’indagine che ha portato la Postale a fare perquisizioni a Bergamo, e provincia, Messina, Napoli, Teramo, Modena, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Brescia, Genova, Torino, Trieste. Tre gli arrestati finiti dritti in carcere e 25 gli indagati a piede libero. Solo in un pc di uno degli arrestati c’erano 20mila immagini di bimbi abusati! E le foto che tutti questi predatori di bambini avevano erano di minori di anni 10, con sevizie e torture.
Dalla parte dei bambini, sempre.

LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

Riceviamo e diffondiamo:
LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

TU DA CHE PARTE STAI?

 

– COMUNICATO STAMPA  –

           

Assistiamo nuovamente increduli e allibiti all’ennesimo attacco alla sicurezza pubblica dei cittadini portato avanti attraverso una perseverante ed aberrante gestione della stessa, approssimativa,  priva di ogni logica e programmazione, fortemente caratterizzata da una pseudo razionalizzazione delle risorse ed improntata meramente su criteri di economicià a scapito esclusivo del servizio che si dovrebbe fornire:  la SICUREZZA al cittadino.

Nello specifico andiamo a denunciare un’azione, ormai reiterata negli anni in modo quasi molesto, che, sotto il nome di riorganizzazione e/o razionalizzazione delle risorse, tra i vari obiettivi mira a CANCELLARE di fatto la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ovvero la Specialità della Polizia di Stato preposta a fronteggiare in primis la criminalità informatica, ed in particolare la lotta alla pedofilia on line (pedopornografia – adescamento on line, sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile, ecc.) il Cyber bullismo, il cyber stalking (molestie, diffamazioni, furti d’identità digitale, ecc.) ed anche la contraffazione dei mezzi di pagamento e il phishing (accessi abusivi a conti correnti, clonazioni e indebito utilizzo di carte di credito), le truffe nel commercio elettronico e  tutti quei reati tipici che con l’avvento dello sviluppo della tecnologia e dei sistemi di comunicazione, stanno crescendo in modo esponenziale manifestando purtroppo sempre più di sovente tragiche conseguenze.-

E’ palesemente anacronistico e contraddittorio che a fronte di un costante evolversi degli strumenti di comunicazione, lo sviluppo dell’informatica e di Internet, che di fatto ha creato un mondo parallelo virtuale attraverso cui compiere reati reali e non virtuali, anzichè rinforzare gli organici già carenti degli Uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni, (veri e propri laboratori in costante evoluzione), si è invece assistito all’ennesima scellerata proposta di chiusura dei suddetti Uffici, vanificando e distruggendo anni di formazione, esperienze e professionalità, disperdendo il personale che ha acquisito nel settore una specifica  capacità di ascolto, analisi e immediata risposta.-

Lo scellerato progetto di chiusura e quindi smantellamento della Polizia Postale e delle Comunicazioni, avverrebbe nonostante che quest’ultima, negli anni, abbia acquisito un ruolo internazionalmente riconosciuto, diventando  un qualificato  interlocutore con l’Autorità Giudiziaria e un costante punto fisso di riferimento per la Cittadinanza e per la Società Civile, per quanto riguarda la prevenzione e il contrasto di tali reati affiancando, all’attività propria di Polizia Giudiziaria, un’attività informativa di prevenzione anche  attraverso incontri scolastici, con ragazzi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e con i genitori degli stessi, sempre più richiesti a gran voce dai dirigenti scolastici su tutto il territorio.

Chiusura? Nonostante proprio la presenza capillare sul territorio, attraverso una ramificazione provinciale, sia risultata essere il modello vincente nella prevenzione e nel contrasto di tali fenomeni criminali e socialmente pericolosi in modo particolare per l’incolumità dei nostri fanciulli, con la consapevolezza che abbandonare tale modello significa segnare il passo nei confronti di una criminalità “occulta” e integrata e ramificata all’interno dello stesso tessuto sociale.-

A fronte di ciò i fautori di questo mortificante ed ottuso progetto replicano manifestando false rassicurazioni:

  • asserendo che i 26 Uffici restanti      operativi (20 nei capoluoghi di ragione e 6 provinciali concentrati per lo      più nelle regioni del sud) sarebbero  in grado di fronteggiare ciò che gli      attuali 100 Uffici (con copertura provinciale del territorio) riescono a      sostenere con gran fatica e con grandi sacrifici da parte del personale;
  • dichiarando che il personale      recuperato dagli Uffici chiusi verrà reimpiegato nelle Questure con le      stesse mansioni (palese contraddizione che creerebbe nuovi sprechi e      disservizi per il cittadino);
  • affermando il tutto millantando      fantasmagorici risparmi in termini economici lontani da ogni seria realtà,      senza alcun progetto di fondo, ne programmazione!

Le bugie hanno le gambe corte e ciò che a noi preme oggi non è la polemica, bensì  la tutela della sicurezza, diritto inalienabile soprattutto quella   dei nostri figli, purtroppo spesso inermi ed esposti a pericoli di cui non ne hanno alcuna percezione.-

Rivolgiamo dunque il nostro invito alle Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza, alla Società Civile, alle Associazioni, ai Partiti, ai Sindacati, ai Politici e a chiunque ne abbia la sensibilità, di far proprio questo appello e di rilanciarlo al Governo e al Ministro dell’Interno per impedire una volta per tutte questo scempio, e per  preservare il mantenimento della struttura provinciale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, auspicando ad una sua maggiore riqualificazione attraverso l’individuazione di più specifiche competenze nell’attività info investigativa che la stessa è chiamata a compiere, nonchè al ripianamento degli organici oggi afflitti da gravi e croniche carenze.-

E tu da che parte stai?

SIULP          SAP          SILP per la CGIL          UGL Polizia         COISP         CONSAP        

   

Un regalo ai pedofili. La chiusura della Postale

Invitiamo tutti a continuare (già lo fate in tantissimi via Facebook e Twitter) la campagna informativa contro lo smantellamento della Polizia Postale, che apre sempre più certo…non arrendiamoci…proviamole tutte…prima che sia troppo tardi…!

“lo smantellamento della Polizia postale è un regalo ai pedofili. Smantellare le sezioni significa bloccare tutte le indagini in corso, lasciare impunti pedofili e stalker, e ingolfare uffici già ingolfati di loro, che nella migliore delle ipotesi si occuperanno tra non prima di due anni delle indagini iniziate oggi. Siamo un paese che quando si parla di tutela  dell’infanzia violata non ha nulla a che invidiare a certe realtà del tristemente detto terzo mondo”
dr. Massimiliano Frassi,
presidente Associazione nazionale vittime pedofilia Prometeo

Vogliono smantellare la Polizia Postale!!!!! E i pedofili, esultano!!!!!!

massimiliano frassi chiudono la polzia postale

Il nostro primo appello è di oramai due anni fa. Ed ottenne una risposta precisa da parte dell’allora Ministro Cancellieri. (http://www.massimilianofrassi.it/blog/appello_ministro_cancellieri_smantellamento_polizia_postale.html)
Ma passati i due anni l’emergenza è ritornata. Ed i pedofili (insieme a molti altri delinquenti, stalker e cyberbulli in primis) stanno per ricevere un generoso regalo:
la Polizia Postale rischia nuovamente di essere smantellata.

E sembra che ben 90 sezioni saranno cancellate.

Con fascicoli che verranno impacchettati e mandati ai pochi uffici che non verranno chiusi e che si ritroveranno così ancora più intasati di lavoro.

Ci sono Procure al collasso. Realtà come Napoli dove un fascicolo viene spesso aperto due anni dopo la denuncia (pensate per i minori che INGIUSTIZIA!). Figuriamoci se chi lavora viene fatto tacere, quali saranno  tempi.

Urge una risposta dal mondo politico. E che non ci dicano che il tutto viene fatto per “risparmiare” poiché oramai sappiamo non essere quello il motivo. Se serve fare dei tagli si può davvero andare a guardare altrove. Ma non a una Polizia spesso invidiata anche da quella estera.

Polizia Postale: (forse) non ci saranno i tagli!!!!!!

Polizia Postale: (forse) non ci saranno i tagli!!!!!!

La scorsa settimana abbiamo raccolto l’appello dagli amici della Polizia Postale (http://www.massimilianofrassi.it/blog/appello_ministro_cancellieri_smantellamento_polizia_postale.html )di ufficializzare il pericolo di chiusura di molte sedi locali con un taglio di mille agenti specializzati che sarebbero stati reinseriti ad altre funzioni. L’appello ha creato la giusta eco. Oggi riceviamo questa mail. Intanto grazie a tutti per aver supportato questa importante iniziativa, che, incrociando le dita, dovrebbe garantire ai bambini i cui abusi vengono diffusi ogni giorno in rete, la giusta protezione!

Caro Massimiliano è passata poco più di una settimana e sembra che momentaneamente qualcosa sia cambiato… 
nel corso dell’incontro tenutosi il 08.06.2012 tra i Sindacati di categoria e il Ministro sembrerebbe che le preannunciate chiusure degli Uffici di P.S. e quindi anche della Postale non ci saranno!
In attesa di posizioni ufficiali ti invio il comunicato che è stato divulgato a seguito di quell’incontro.
Credo che il tempestivo e sinergico lavoro di denuncia e sensibilizzazione che abbiamo posto in essere, abbia apportato un valido contributo in tale direzione! 

 (…)

 

Questo il comunicato dei Sindacati di Polizia:
SPENDING REVIEW: NESSUN TAGLIO LINEARE MA SOLO RIORGANIZZAZIONE ED EFFICIENZA

Oggi si è tenuto il preannunciato incontro con il Ministro dell’Interno Cancellieri relativamente alle attività di spending review che dovranno essere attuate nell’ambito del Ministero dell’Interno.
In apertura dei lavori – dopo le forti prese di posizione e le paventate azioni di duro contrasto delle scriventi OO.SS. circa un malcelato piano di destrutturazione del Dipartimento che prevedeva la chiusura di circa 200 uffici di polizia territoriali e che nulla aveva a che vedere con le tanto richiamate economie di spesa – è stato premesso che in funzione del taglio alla spesa pubblica di 4 miliardi e 200 milioni che il Governo deve attuare con la prossima manovra economica, il Ministero dell’Interno, nel suo insieme, dovrà contribuire con una cifra pari a circa 200 milioni nell’arco dei prossimi nove anni.
Fermo restando tale obiettivo, che si ribadisce essere il contributo dell’intero Ministero dell’Interno, è stato altresì premesso che non vi sarà alcun taglio sui presidi della sicurezza a livello territoriale.
In tale ottica, infatti, il documento in via di definizione predisposto dal Viminale, che sarà recapitato alle Organizzazioni Sindacali entro la prossima settimana, è stato elaborato, in funzione del cambiamento e della rimodulazione dell’assetto territoriale e provinciale dello Stato, su tre direttrici fondamentali:
1. Corrispondenza e riconferma dell’impianto previsto dalla legge 121/81 in materia di autorità provinciale, politica e tecnica, in funzione di quello che è l’attuale assetto territoriale su base provinciale.
2. Area economica, attraverso l’individuazione di una migliore e più efficiente organizzazione degli assetti centrali del Ministero dell’Interno, che potrà prevedere la possibilità di realizzare centrali uniche di acquisto per tutte le forze di polizia con una gestione unificata e centralizzata, per l’acquisto di beni e servizi che possano migliorare la qualità e produrre risparmio di risorse;
3. Richiesta di idee e contributi propositivi da parte delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato sulla bozza del documento elaborato dal Ministero che dovrà essere definito e presentato al Consiglio dei Ministri entro la fine del corrente mese.
Il Ministro ha altresì aggiunto che non sarà in alcun modo modificato l’attuale modello degli Uffici e le autorità di P.S.; inoltre non vi saranno differenze sul processo di razionalizzazione di spesa tra le diverse forze di polizia.
Eventuali interventi relativi ad accorpamenti di uffici e di posti funzione riguarderanno esclusivamente il livello centrale dei Dipartimenti del Ministero dell’Interno che verranno realizzati attraverso provvedimenti amministrativi, decreti ministeriali ed atti regolamentari con il parere favorevole del Consiglio di Stato e delle Commissioni Parlamentari.
Altro ambito sul quale il Ministero dell’Interno sta lavorando in collaborazione con il Demanio, riguarda la localizzazione degli Uffici territoriali per cercare di utilizzare strutture demaniali ed eventualmente beni confiscati o sequestrati alle organizzazioni criminali, per ottenere una ulteriore riduzione di spesa.
Altro ambito di intervento riguarderà la razionalizzazione ed i costi di gestione del parco autovetture e l’abbattimento dei costi di affitto dei locali degli uffici di polizia di proprietà di privati attraverso la revisione dei canoni d’affitto.
La riunione si è conclusa con la richiesta di formulare osservazioni alla bozza di documento che verrà trasmessa alle OO.SS. ed un nuovo incontro con i vertici del Ministero dell’Interno per un confronto nel merito delle proposte prima della stesura del documento finale riguardante la spending review. Alla luce di quanto sopra, nonché delle anticipazioni ufficiose e dei precisi impegni assunti dal Ministro Cancellieri sulla salvaguardia del modello di sicurezza di cui alla legge 121/81 rispetto alla centralità dell’Autorità Provinciale, politica e tecnica, nonché dal mantenimento degli assetti organizzativi territoriali, nonché l’eventuale razionalizzazione sarà omogenea per tutte le forze di polizia, le scriventi OO.SS. esprimono la propria soddisfazione sulla mancata chiusura di Questure ed altre articolazioni territoriali di specialità.
Nel mantenere alta la vigilanza affinché tali impegni si traducano in atti concreti, restano in attesa del preannunciato documento per formulare le proprie proposte.
Roma, 8 giugno 2012

Siulp Sap Ugl-Polizia di Stato – Consap

Contro lo smembramento della Polizia Postale.

La Polizia Postale, unico organo di contrasto alla pedopornografia viene smantellata, per i tagli alla Polizia.

Uno stenografo anziano che opera in Senato guadagna 250mila euro lordi all’anno.

Un sito pedopornografico con neonati e bimbi uccisi fa guadagnare 90mila euro al giorno.

Io in matematica avevo 3. Le somme quindi tiratele voi per favore….

Appello al Ministro Cancellieri: ci aiuti a non far smantellare la Postale!

Vogliono smantellare la Polizia Postale. È ufficiale. Mille agenti specializzati verranno reintegrati in altri servizi. “È un regalo alla pedofilia!”
Questa la nostra lettera appello al Ministro Cancellieri:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al Ministro Anna Maria Cancellieri.

Preg.mo Ministro Cancellieri,
mi rivolgo a Lei in qualità di responsabile dell’Associazione Prometeo, una associazione anti pedofilia che riunisce più di duemila vittime in tutta Italia (www.associazioneprometeo.org ).
In più di un’occasione quando Lei ricoprì il ruolo di Prefetto prima nella mia, città Bergamo e poi a Brescia, ho avuto il piacere di incontrarla e dialogare con Lei. Ricordo in particolar modo una sua frase che da allora ho fatto più volte mia “se non investiamo sulla tutela dei nostri figli un domani nessuno si occuperà di noi e questa società avrà perso”.

Quella frase mi è tornata alla mente proprio oggi, quando ho deciso di scriverle questa mia breve missiva, in seguito alla notizia, ufficializzata dopo che da tempo comunque girava tra gli addetti ai lavori, della prossima chiusura di tutte le sedi distaccate della Polizia Postale, quella sezione formata da uomini e donne che contrastano ogni giorno, anche, la pedofilia in internet.

A questi agenti ultra specializzati il compito di immergersi quotidianamente in un orrore di difficile comprensione, per la portata ed il dolore che reca in sé. Se pensiamo alle immagini sempre più diffuse di neonati, abusati o torturati, o come una recentissima inchiesta ha mostrato, di bimbi uccisi e filmati, i cui video sono stati barattati a caro prezzo, capiamo quanto impegno e quanta forza queste persone debbano avere.

Impegno e forza che stanno per essere vanificate, con il loro reinserimento in altri uffici dove questa professionalità andrà purtroppo sprecata.

La crisi che attanaglia anche il nostro paese ed i conseguenti tagli di 65 milioni di euro alla Polizia di Stato, non voglio pensare debbano essere pagati in termini di innocenza violata. Già, poiché se più di mille persone verranno tolte dal compito che ogni giorno svolgono (e che pochi forse sceglierebbero di svolgere), appare facile immaginare come chi abusa possa sentirsi ancora più libero di farlo, essendo venuto meno un controllo importantissimo, che non potrà essere ricoperto da nessun altro.
In questi anni la Polizia Postale ha arrestato, spesso addirittura in flagranza di reato, quasi 6mila predatori di bambini. Ha sequestrato e bloccato la diffusione di milioni di immagini e video a carattere pedofilo. Un sito pedopornografico può far guadagnare anche 90mila euro al giorno, garantendo alla criminalità organizzata soldi sulla pelle dei bambini.
Potrei riempire pagine e pagine di questa lettera per evidenziare il valore di questi agenti, ma mi rendo conto che Lei sa benissimo di quale bene per la collettività stiamo parlando, avendo in un suo intervento alla Camera del 01.02.2012 sottolineato proprio “la straordinaria attività di monitoraggio della rete internet” da parte della Postale, auspicando peraltro che “occorre implementare gli strumenti a disposizione degli operatori della Polizia Postale che hanno oramai acquisito un ruolo internazionalmente riconosciuto”.

Proprio per questo la supplico, a nome di tutti quei bambini che voce non hanno, né mai avranno, di intervenire per evitare che i tagli alla Polizia portino alla soppressione di tutte le sedi locali. Nel solo Lazio resterebbe la sede di Roma e già questo rende l’idea di che danno sarebbe. Un intervento simile è un regalo alla pedofilia. E Lei, come noi, questo non lo può accettare.

Auspico di tutto cuore un suo intervento e le porgo con la stima di sempre i miei più cordiali saluti.

So che il momento è difficile e so che le richieste che Lei riceve sono tantissime, ma la tutela dei bambini deve venire prima di ogni altra cosa.

In fede,
Presidente Prometeo
dr. Massimiliano Frassi

Blog copiaeincolla:
MINORI: POLIZIA POSTALE, LOMBARDIA, VENETO E LAZIO A RISCHIO PEDOFILIA
Le nuove tecnologie e il web sono sempre piu’ una minaccia per i minori. A confermare questa preoccupante tendenza un dossier presentato questa mattina nella sede dell’Italia per il Parlamento europeo dall’esponente Pdl, Roberta Angelilli e dal direttore della Polizia Postale italiana, Domenico Vulpiani. In Italia la lotta alla pedofilia, il cui mercato on-line e’ stimato oltre i 4 miliardi di dollari, ha portato alla cancellazione di 177 siti pedopornografici, e altri 11mila i cui server erano di altra nazionalita’ sono stati segnalati dai rispettivi organi di polizia all’estero. Nell’ambito dell’attivita’ svolta dalla Polizia postale italiana, al giugno 2008 in manette sono finite 205 pedofili mentre oltre 4mila risultano denunciate. La polizia postale italiana ha inoltre fornito ai provider una black list di siti che ad oggi contiene 163 indirizzi. Leggendo i dati a livello nazionale emerge che la Lombardia e’ la regione con il piu’ alto rischio di pedofilia, con 121 decreti di perquisizione domiciliare attivati su segnalazione di telefono arcobaleno. In questa speciale classifica, in cui si conferma come il Nord Italia sia l’area piu’ a rischio pedofilia, il Lazio si classifica al terzo posto con ben 61 decreti di perquisizione nel solo 2007. Numeri che segnalano una costante crescita del fenomeno come spiega anche un’indagine condotta dal Moige che fotografa una realta’ preoccupante sulla disinformazione delle famiglie riguardo alla pedopornografia. Sebbene il 76% dei genitori del Lazio risultano preoccupati dall’emergere del fenomeno, soltanto un genitore su dieci sa riconoscere le caratteristiche di un atto pedofilo, e solo un genitore su due affronta l’argomento con il proprio figlio. A preoccupare e’ anche il dato sulla consapevolezza dei pericoli che possono sorgere dal web: solo il 5% ritiene la rete un luogo a rischio pedopornografico.
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