Archivi per la categoria ‘pornografia infantile’

Condanna in Cassazione per Pino La Monica.

Pino La Monica applausi come un eroe

 

Giuseppe La Monica, per gli amici Pino, l’educ-attore di Reggio Emilia, è stato condannato anche dalla Cassazione.
Aveva abusato di 9 bambine e deteneva 399 file pedopornografici ritenuti dalla Procura “di pedofilia estrema”.
In passato ci siamo battuti, e molto, per dare voce a questo caso: ricevendo minacce, denunce e quant’altro. Da chi, fuori dalle aule di tribunale, liberava colombe bianche simbolo di purezza in sua difesa (sic e doppio sic). Disgusto nel disgusto le interviste dello stesso che dichiarava tranquillamente che lui avrebbe continuato a tenere i suoi corsi e quelle dei supporter che glieli garantivano. O di chi diceva di voler fare un mutuo per sostenerlo.
Insomma, un folle complice teatrino, zittito oggi da questa terza ed ultima sentenza consecutiva di condanna.
Pinuccio La Monica però beneficerà degli sconti di pena. La Cassazione infatti ha rimandato alla corte d’appello, per un riconteggio della pena. Intanto quindi è ancora libero…. Libero sì ma con l’etichetta, indelebile, di PEDOFILO. Ed a breve in carcere ci dovrà tornare! Con la certezza che stavolta là dentro tutto diverso…..

pino la monica sentenza primo grado

Link utile:

“Per Pino La Monica strada ancora aperta”

PINO LA MONICA pedofilo

 

Nel blog trovate le passate sentenze e tutta la storia.

Chiudiamo la Polizia Postale e indagini così ce le scordiamo per sempre!

pedofilo arrestato dalla Polizia Postale

Aveva addirittura un binocolo puntato verso la scuola elementare. E spesso proprio fuori dalla scuola era stato visto, mentre chiedeva ai bambini di abbassarsi i pantaloni per poterli fotografare.

La Polizia Postale (sì proprio quella che vogliono smantellare!!!) l’ha arrestato in flagranza di reato. Grazie alla bravura degli agenti (che sono formati per fare queste cose…non per andare a fare altro!), è stato preso proprio mentre stava scaricando immagini pedopornografiche…da aggiungere alla personale raccolta di

Oggi l’uomo, di 71 anni, originario di Lecce ma residente da anni a  Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma, è in carcere (per quanto?). Ma quanti come lui la faranno franca se si smantella la Polizia Postale?

Nota: sempre nei giorni scorsi si è conclusa un’indagine che ha portato la Postale a fare perquisizioni a Bergamo, e provincia, Messina, Napoli, Teramo, Modena, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Brescia, Genova, Torino, Trieste. Tre gli arrestati finiti dritti in carcere e 25 gli indagati a piede libero. Solo in un pc di uno degli arrestati c’erano 20mila immagini di bimbi abusati! E le foto che tutti questi predatori di bambini avevano erano di minori di anni 10, con sevizie e torture.
Dalla parte dei bambini, sempre.

Vogliono smantellare la Polizia Postale!!!!! E i pedofili, esultano!!!!!!

massimiliano frassi chiudono la polzia postale

Il nostro primo appello è di oramai due anni fa. Ed ottenne una risposta precisa da parte dell’allora Ministro Cancellieri. (http://www.massimilianofrassi.it/blog/appello_ministro_cancellieri_smantellamento_polizia_postale.html)
Ma passati i due anni l’emergenza è ritornata. Ed i pedofili (insieme a molti altri delinquenti, stalker e cyberbulli in primis) stanno per ricevere un generoso regalo:
la Polizia Postale rischia nuovamente di essere smantellata.

E sembra che ben 90 sezioni saranno cancellate.

Con fascicoli che verranno impacchettati e mandati ai pochi uffici che non verranno chiusi e che si ritroveranno così ancora più intasati di lavoro.

Ci sono Procure al collasso. Realtà come Napoli dove un fascicolo viene spesso aperto due anni dopo la denuncia (pensate per i minori che INGIUSTIZIA!). Figuriamoci se chi lavora viene fatto tacere, quali saranno  tempi.

Urge una risposta dal mondo politico. E che non ci dicano che il tutto viene fatto per “risparmiare” poiché oramai sappiamo non essere quello il motivo. Se serve fare dei tagli si può davvero andare a guardare altrove. Ma non a una Polizia spesso invidiata anche da quella estera.

Il prezzo dell’infanzia violata

Esclusivo blog. Una (amara) riflessione:
QUANTO VALE LA PELLE DI UN BIMBO ABUSATO?
 
Nella giornata in cui a Brescia si è condannato (azz ho perso un paio di scommesse…) don Marco Baresi, ex vice rettore del Seminario Vescovile, accusato di abusi da un ragazzino (oggi maggiorenne) e di detenzione di file pedopornografici (…), vorrei farvi una domanda, proprio inerente la pedopornografia.
Abbiamo già dato, in passato, alcuni dati al riguardo. Ad esempio sul costo di una immagine pedopornografica, che può toccare anche le 100 euro, ma il cui prezzo base può essere anche di 10/15 euro.
Abbiamo poi descritto cos’erano tali immagini.
E prima di farvi appunto la domanda, vado a riportare un passaggio, dal mio libro L’inferno degli angeli, passaggio che quando fu pubblicato, creò non poco scalpore:
<< Cartolina n.°5:
Ci sono immagini così “vive” da trasmettere alla perfezione quanto rappresentano.
Si pensi ad esempio a certe fotografie ritraenti splendidi paesaggi marini, dalle quali sembra quasi che fuoriescano a bagnarti gli schizzi d’acqua causati dalle onde, oppure a certi fiori che benché solo fotografati ti fanno immediatamente dilatare le narici, percependone il forte profumo.
O ancora, alle fotografie dei cuccioli, così vivi che ti verrebbe voglia di metterti ad accarezzarli e a farli giocare, o a quelle di certe pietanze che ti fanno venire l’acquolina in bocca, anche se le osservi lontano dai pasti.
Di questa fotografia, che ho di fronte, mentre batto sulla tastiera del mio computer queste mie parole, percepisco il caldo. Proprio così, il caldo.
Il forte caldo della cera colata che il predatore sta facendo scendere sul corpo nudo della bimba tailandese, legata al letto con delle spesse cinghie di cuoio, mentre con una mano si masturba.
Cartolina n.° 13:
Sette fotografie. Le ultime. Per fortuna.
la bimba è, anche in questo caso, molto piccola.
Capelli biondi ed occhiazzurri.
Nella prima immagine è sole e nuda sul grande letto matrimoniale.
Al collo, un collare in pelle con le borchie. Le mani sul viso, quasi a volersi coprire timidamente dall’intrusione inopportuna del fotografo.
la bocca aperta, segno che probabilmente sta gridando.
Sicuramente, viste le lacrime, sta piangendo.
Il materasso su cui è adagiata è sporco di inequivocabili macchie.
nella settima foto non è sola. Quattro gli avanzi d’uomo che le “tengono compagnia”. In mezzo tra il primo e l’ultimo scatto, i vari rapporti sessuali a cui l’hanno costretta.
Chissà oggi dov’è.
Chissà se qualcuno si è preso cura di lei.
Chissà se qualcuno le ha mai chiesto scusa.
Chissà se è ancora viva.
Chissà loro invece di quanti altri bambini si sono nutriti.
Chissà quante volte li hanno protetti.
Chissà…..>>

Questi erano due esempi di immagini pedopornografiche, che per la prima volta nel nostro paese, venivano descritte pubblicamente. Affinché venisse meno l’alibi del “non lo sapevo”, o peggio ancora, “ma tanto sono solo foto, che male c’è…..”.
Oggi ve ne parlo poiché come dicevo in apertura ho per voi una domanda.
Quanto vale, per la legge, una foto così?
Meglio, quanto vale la vita di un bimbo stuprato e quindi fotografato ad uso e consumo dei vari Marco, Mario, Pino sparsi per il globo?
Premettendo che in matematica ero una schiappa, provo, calcolatrice alla mano a fare due conti.
A Caldogno, provincia di Vicenza, tempo fa fu arrestato il sig. Mariano Luigi Padovan. A casa sua (via Molinetto) la polizia giudiziaria aveva requisito foto e video pedopornografici.

Per l’esattezza aveva “473 file di immagini e 37 file di video relativi a bambini nudi, ed altri 22 file video e 2752 file fotografici di tipo pedopornografico.
Sommando i file raggiungiamo quindi un totale di 3.284 foto e video di bimbi nudi e/o stuprati.
Oggi il sig. Mariano Luigi Padovan ha patteggiato una pena di 8 mesi di reclusione ed ha pagato una multa di euro 800.
ovviamente è in libertà, essendogli subito stata sospesa la pena, benché con l’interdizione da ogni incarico nelle scuole di ogni ordine e grado.
800 euro di multa significa che ogni singola foto, vale un risarcimento di euro 4,105. Quattro euro. Per un bimbo di 9 mesi stuprato, una bimba di 4 anni stuprata, un bimbo di 6 anni stuprato……….

 
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“Quando era una piccola bambina  e quando sono stata fotografata e stuprata, ero solito mandare richieste di aiuto con i miei occhi sperando che un giorno, una persona li avrebbe visto e sarebbe giunta a salvarci” – lettera di una bambina vittima della pornografia infantile.
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