Archivi per la categoria ‘predatori di bambini’
“nostra” Elena Martellozzo:
http://www.aquiloneblu.org/scritti/interviste
/intervista_frassi.htm
Un caro amico che segue da vicino questo blog mi segnala che nel forum di un sito americano (forse il più noto), nella sezione “Italia” viene recensito il mio libro “I predatori di bambini”.DEDICATO AI PEDOFILI ED A CHI LI DIFENDE ½

Bene.
Ora fate uno sforzo. Brutto, a dire il vero, non piacevole. Ma fatelo. Per favore. Insieme a me. Fino alla fine di questo mio intervento. Immaginatevi allora il bimbo o la bimba che sta dormendo. Al sicuro. Nella propria cameretta. Tra uno zoo di peluche ed un garage pieno di automobiline. O una casa delle bambole, grande, grande così. Li guardi dormire e ti chiedi cosa stiano pensando. Chissà cosa sognano. Cosa passi nelle loro testoline, in costante scoperta del mondo. Pronte ad assimilare, imparare, immagazzinare scoperte e novità.
Poi ad un certo punto il loro sonno viene interrotto. Di colpo. Con violenza. Il cuore che batte all’impazzata, gli occhi che cercano nel buio di capire quale mostro sia uscito dall’armadio e li voglia portare via. Quel grido “mamma mammaaaaaaa, papà aiuto, dove sieteeeee…..” che esplode dentro e dentro rimane perché la mano è troppo grossa e chiude completamente la bocca, impedendo alle parole ogni via di fuga.
Ora immaginatevi di stare piangendo il vostro bimbo. Che è stato portato via da casa. Non sapete da chi. Né per cosa.
Non sapete dove sia. Se stia bene o male (o forse è meglio dire, quanto male stia, dato che bene certo non lo starà di sicuro), non sapete con chi si trovi e perché tutto ciò sia capitato alla vostra famiglia.
Voi non lo sapete ma il vostro bimbo vi sente urlare. Sente che gridate il suo nome. Che lo state cercando. Forse sente anche le sirene della polizia che avete chiamato e che arriva a tutta velocità. Inutilmente.
Ora immaginatevi, quel bambino, di essere voi. Di avere paura come mai prima l’avete avuta. Di non capire. Di chiedere aiuto ma di non trovare nulla. Pensate di trovarvi con uno sconosciuto ch evi minaccia, vi picchia, poi vi spoglia e mentre voi piangete ed urlate….gode. Quindi rimette dentro ad un sacco nero e vi butta in mezzo ad una buca. Scura, scurissima. Poi quel buio diventa ancora più fitto. E il dolore, la paura, il caldo asfissiante, lasciano il posto al silenzio………
Jessica aveva 9 anni. Lui, John Couey l’ha prelevata dal suo letto mentre lei dormiva. L’ha messa dentro ad un grande sacco nero della spazzatura e l’ha portata a poche centinaia di metri da dove vive.
Lì l’ha abusata e poi, dopo averla legata con dei cavi elettrici l’ha seppellita viva.
Secondo il medico legale è stata cosciente per poco meno di una decina di minuti, prima di morire per asfissia. Nella buca dov’era è verosimile pensare che abbia sentito il padre urlare per la sua scomparsa.
Stretto a sé ha tenuto fino all’ultimo il suo gioco preferito, un delfino di peluche……. di nome Flipper……….
Il Giudice ha condannato il predatore di bambini John Couey, già accusato in passato di simili crimini, alla pena capitale, “affinché non possa più fare del male a nessuno”.
Fino a quando il pedofilo non ha ammesso pubblicamente quanto fatto, il bastardo è stato difeso ad oltranza da amici ed ammiratori (“è una brava persona….avrà fatto una ragazzata….blablabla”).
I legali del pedofilo ricorreranno in appello contro “l’ingiusta sentenza” invocando la “infermità mentale”.







