Archivi per la categoria ‘prete pedofilo’

Dove mandi i preti pedofili? In una comunità per minori….!

preti pedofili ospiti in comunità per minoriIl quotidiano on-line Bergamonews lancia questo allarme (per noi, perdonate la franchezza, è la scoperta dell’acqua calda). Un prete pedofilo, Don Marco Baresi (sì proprio quello del comitato Free Don, quelli con le t.shirt e gli adesivi a suo favore), uscirà dal carcere per scontare il resto della pena in un posto dove pare altri preti pedofili l’abbiano preceduto. Ovvero, una comunità (intitolata a Don Milani!!!!!!) che ospita minori in difficoltà e ragazzi presi dalla strada on in affido dal carcere. Questo l’articolo integrale, che in un periodo storico come questo (con un Papa come quello che abbiamo) risulta quanto mai anacronistico….. Dall’associazione nazionale vittime pedofilia una sola parola: VERGOGNA!
Articolo: http://www.bergamonews.it/cronaca/sorisole-preti-pedofili-e-minori-con-condanne-nella-stessa-struttura-184186 blog don marco baresi
p.s. domani una seconda parte, con una nostra riflessione.

“Se fai sesso con me, tuo nonno andrà in Paradiso”.

Il Belfast Telegraph riporta la notizia della condanna dell’ennesimo prete pedofilo, che vedete nella foto (tale James Martin Donaghy, anni 55). Il sacerdote è stato condannato a 17  anni (anche perché l’Irlanda non è l’Italia). Fino a qua nulla di nuovo, non c’è giorno oramai che non si leggano notizie così. Ciò infatti che tutti riportano nei titoli dei pezzi ripresi da questo, è la frase che il pedofilo usò per colpire la sua giovane vittima. Il bimbo andò da lui per la prima confessione e chiese aiuto perché il nonno “era in Purgatorio”.
La risposta, e la seguente azione del prete pedofilo, u la seguente: “ lo puoi aiutare ad andare in paradiso, basta che mi soddisfi sessualmente”.

http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/local-national/northern-ireland/paedophile-priest-told-boy-7-he-could-get-dead-grandfather-into-heaven-if-he-performed-sex-act-29389769.html

Pedofilia: l’ex parroco don Luigi Mantia patteggia

Pedofilia: l’ex parroco don Mantia patteggia

Dall’altare davanti ai fedeli attoniti  Aveva fatto sapere di essere stato indagato. Poi come se non bastasse aveva pure scritto loro una lettera aperta (che ritrovate qua: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/don-luigi-mantia-rinviato-a-giudizio-per-abusi ).Sempre ribadendo la sua estraneità ai fatti contestatigli (abusi su minori che avrebbe portato nella sua abitazione privata; ricordiamo che pe r10 anni operò nel cremonese e poi per due ani presso la prestigiosa sede di Caravaggio).
Oggi sappiamo che Don Luigi Mantia ha concordato un patteggiamento di due anni, con (ovviamente) il conseguente beneficio della sospensione condizionale.
La sentenza arriverà il 26 febbraio. Anche in caso di condanna a questo punto il soggetto se ne resterà libero…..

Prete rinviato a giudizio per abusi scrive lettera aperta di difesa.

 

 

Prete rinviato a giudizio per abusi scrive lettera aperta di difesa.

È stato rinviato a giudizio per abusi sui minori Don Luigi Mantia, sacerdote 49enne originario di Cassano D’Adda (Mi), che da poco più di un anno risiede presso il prestigioso Santuario di Caravaggio (sic!)..
Gli episodi incriminati sarebbero accaduti a Martignana di Po (Cr) quando prestava il suo servizio di parroco.
Lui stesso dall’altare diede la notizia di essere finito nel registro degli indagati, con queste parole:
”nel marzo del 2009 sono stato denunciato dal padre di un bambino. Assicuro che affronterò anche questa situazione per me dolorosa con piena responsabilità e con la possibile serenità”.
Il processo inizierà il prossimo 5 febbraio 2012 (4 anni dopo la denuncia). Le indagini hanno portato ad un cambio di registro dell’accusa. Se inizialmente infatti si parlava di abuso di mezzi di correzione, oggi si parla di abusi sessuali su due minori.
Sul sito della Diocesi è recentemente apparsa una nuova lettera di Don Luigi, che riportiamo:
”non voglio esprimere valutazioni sulla “percezione” o “costruzione” degli episodi che una persona (con il coinvolgimento successivo di un’altra) ha rappresentato. Sono qualche centinaio le persone che mi hanno conosciuto e che hanno sperimentato per 25 anni, il senso di dedizione e di rispetto che ho sempre avuto, non solo nei confronti dei ragazzi, non solo a Martignana di Po. Non mi compete neppure parlare di quello che la magistratura ha espresso o vorrà decidere nel futuro. Da un certo punto di vista questo aspetto non mi deve toccare più di tanto. Quello che mi preme e che ho già avuto modo di dire a chi di dovere, è ciò che la mia coscienza mi detta.
 Nulla di quanto viene attribuito alle mie intenzioni o ai miei atteggiamenti è reale. Il resto fa parte del “gioco” o del “dramma” delle cose umane, le quali spesse volte sono diverse rispetto a quelle di Dio”.

Don Luciano Massaferro: condanna definitiva. E’ PEDOFILO! E va in carcere!

Don Luciano Massaferro, da oggi Sig. Luciano Massafero (per gli amici “Lù”, un nome una garanzia) è stato condannato anche in terzo grado. Condannato in primo, poi in secondo ora in Cassazione, in quanto pedofilo. Adesso lo aspetta il carcere. Il comitato che l’ha sempre difeso insultando la bambina e la sua famiglia (a cui va il nostro plauso per la forza e soprattutto il coraggio) il consiglio di seguirlo.

Lunedì torniamo sulla notizia. Intanto segnaliamo che sulle spiagge della Liguria si registra uno spiaggiamento di decine e decine di prefiche isteriche, per la improvvisa vedovanza pedofila.

 

Abusò di bimbo disabile. Prete in carcere!

Abusò di un bimbo disabile. Prete in carcere,. È finalmente entrato in carcere, con una condanna definitiva a 8 anni di carcere (ma la pena residua da scontare è di 7 anni 6 mesi e 8 giorni), don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio, reo di aver abusato un bimbo affetto da un deficit mentale. Da ieri si trova nell’accogliente carcere di Bollate, insieme a tanti altri predatori, tutti riuniti lì. Ve liimmaginate i dialoghi? “Tu come facevi?”. “ Sai, io li cacciavo così”. “Ricordo quella volt ain cui entrai in quel asilo dove…”. Meglio fermarsi qua!

Prete accusato di molestie sessuali a Vicenza.

Nuovo caso di pedofilia all’interno della chiesa. Nuovo prete indagato e risposta, per fortuna ottima, da parte della scuola dove si sarebbero svolti i presunti abusi, scuola che lo ha subito allontanato in attesa “che la questione venga chiarita”. Ma facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti. A Vicenza, alle scuole medie del Patronato Leone XIII in contrà Pusterla “padre Nereo Tomasi, giuseppino, figura storica dell’Agesci e autore di alcune pubblicazioni storiche e religiose”, pare abbia delle attenzioni morbose nei confronti delle sue allieve, che tocca anche nelle parti intime e fa spesso sedere sulle ginocchia. Le giovani studentesse, sconvolte per queste attenzioni che pare non avesse mai avuto prima, si confidano con i genitori ma anche con gli altri insegnanti, che subito si attivano. E si scopre che la dirigenza pare avesse avuto già segnalazioni su tale soggetto, anche se, leggiamo dal giornale, “non di questa natura”. Sempre dal giornale leggiamo che “non è escluso con don Nereo possa essere sentito dagli inquirenti per chiarire la sua posizione. Al momento si starebbe riposando lontano da scuola e scout che ha seguito con affetto per una vita”. E rassicurati sul fatto che l’anziano prete oggi riposi in pace, chiudiamo anche il nostro articolo, fingendo di non inorridire…..

Il fumo di Satana. Ancora casi di pedofilia con sacerdoti

Il fumo di Satana. Ancora casi di pedofilia con sacerdoti.
Il primo si chiama Andrea Agostani ed è stato condannato, anche in secondo grado, dalla Procura di Ferrara, a 4 anni e due mesi (in primo grado la condanna era stata di poco più di sei anni), per abusi su una decina di bambine di un’età tra i  tre ed i sei anni, che gli erano affidate in qualità di responsabile della struttura che vedeva annessa una scuola materna.
Leggiamo sulla stampa che “rispetto al primo grado il “don” incassa l’assoluzione per il capo di imputazione che riguardava le molestie – sempre a sfondo sessuale – nei confronti di due educatrici della struttura. La corte d’appello ne ha rilevato la tardività della querela. (sic).
La Diocesi di Bologna nella giornata di ieri tramite il proprio ufficio stampa ha  preso le distanze dal soggetto, sottolineando che oramai è stato ridotto allo stato laicale. E che oggi si è ritirato a vita privata.
Chissà se questa motivazione servirà a chi ancora lo difende, insultando i bambini e chi li ha difesi.
Dal ferrarese a Como dove l’economo della Diocesi, don Marco Mangiacasale è stato arrestato con l’accusa di aver abusato per anni di una minorenne che frequenta l’oratorio di San Giuliano. La violenza sessuale sarebbe proseguita fino a due settimane fa, quando la ragazzina ha trovato la forza di confidarsi con il nuovo parroco, che (segno forse che i tempi stanno davvero cambiando) non solo non ha insabbiato ma si è rivolto ai genitori della bambina che hanno sporto denuncia all’autorità giudiziaria.
Anche qua segno che, forse, i tempi stanno cambiando colpisce l’immediato intervento della Diocesi. Queste le parole del Vescovo di Como Mons. Diego Coletti:
“in attesa che venga avviato il procedimento giudiziario il Vescovo di Como ritiene di dover esprimere le seguenti considerazioni”. Primo “il sacerdote don Marco Mangiacasale viene sollevato da ogni incarico diocesano”; secondo, “seguendo la prassi canonica richiesta dal Codice di Diritto Canonico (can. 1717-1731) e dai recenti interventi della Santa Sede in materia verrà avviato il procedimento giudiziario ecclesiastico nei confronti del sacerdote don Marco Mangiacasale”; terzo, “è desiderio del Vescovo di Como seguire con paterna sollecitudine tutti i fattori rilevanti della complessa vicenda, nel rispetto dovuto al lavoro svolto dalla Magistratura inquirente e giudicante, e con la doverosa attenzione per tutte le persone implicate nei fatti incriminati, a cominciare da coloro che hanno promosso la causa sporgendo accusa”.
E da Como alla Colombia il passo non è poi così lungo. Certo lì le pene sono quelle adeguate a questi crimini, e non quelle ridicole del nostro sistema (4 anni per 10 bimbe abusati!).
33 anni di prigione (sicuramente non con cella singola e tv color) è la pena per don Mazo William, 59enne condannato per abusi nella sacrestia della Chiesa dove operava, a danno di 4 minori che facevano parte del coro della Chiesa medesima.
Il prete aveva poi offerto soldi e regali ai bambini e alle loro famiglie affinché non lo denunciassero.
Quando si dice il Fumo di Satana…..

Don Sergio Rappo ha patteggiato. Ma non era innocente?

Don Sergio Rappo ha patteggiato. Ma non era innocente?

Premessa. Il patteggiamento dice la Cassazione, non è una ammissione di colpa. Però, è evidente che per evitare certi processi si preferisca farlo, togliendosi il rischio di condanne che portino magari al carcere.
E così pure don, pardon, il sig. Rappo ha patteggiato (un anno e 10 mesi e al risarcimento di 40 mila euro), per l’accusa di abusi a danno di un ragazzino.
Anche in questo caso tutti sapevano tutti tacevano, molti difendevano a spada tratta il sacerdote. Oggi peraltro non certo rimosso dal suo incarico, ma semplicemente spostato in un’altra parrocchia (si può sapere dove? Magari ancora a contatto con i ragazzini?).
E fa male vedere che l’unica preoccupazione del co-parroco della parrocchia di Santa Croce dove ha “operato” siano il fatto che “40mila euro” siano tanti.
Certo sono tanti, tantissimi, soprattutto se vengono presi dai soldi dei parrocchiani.
Concludiamo con le parole di una signora, che vive vicino alla Parrocchia:
«Non ci credo ancora che sia successo a don Sergio per me è stata calcata la mano. Anzi se sapessi dove si trova ora andrei a trovarlo per esprimergli la mia piena solidarietà. Per noi resterà solo un buon ricordo di lui».
Parole queste che ancora una volta rendono sempre più labile il confine, tra l’ignoranza, la non credulità e la complicità.

Si aggrava la posizione di Don Sergio Rappo.

Si aggrava la posizione del parroco di Schiò, don Rappo.
Nuove accuse arrivano sul tavolo degli inquirenti.
Pare che ci siano altri ragazzini che stanno denunciando l’ex coparroco di Schiò, Don Sergio Rappo: tra questi un 15enne che l’altro ieri ha aggravato con la sua deposizione la posizione del sacerdote, parlando dei “massaggi” che questo gli avrebbe fatto e per i quali si era allontanato dalla Parrocchia, non gradendo appunto tali comportamenti molesti.
Intanto torniamo a segnalare che per la prima volta in Italia una diocesi si è mossa nel modo migliore: per tutti.
Il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol (a cui va il plauso dal nostro coordinamento vittime per il precedente creato!) ha allontanato in “via cautelativa” il sacerdote coinvolto, pur ribadendo (giustamente) che l’allontanamento non va assolutamente visto come una anticipazione di colpevolezza, ma ha anche ribadito solidarietà alle vittime ed alla magistratura, “altrimenti sarebbe la confusione sociale”. Quella stessa confusione, servita altrove, per far assolvere delinquenti rei di aver sporcato la veste da loro indegnamente indossata. E quella dei bambini che hanno abusato.

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