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La mia visita a Scotland Yard.
 
Le sezioni “Crimini contro i minori” e “Crimini informatici” stanno al 27esimo piano di un anonimo grattacielo, là fuori da qualche parte nella bella Londra.
Fino al 12esimo piano, previ ovvi ed attenti controlli, l’ingresso è al pubblico. Poi da lì i piani sono secretati ed accessibili solo agli addetti ai lavori. Nel resto del palazzo infatti operano tra gli altri l’antiterrorismo, i cacciatori di serial killer e pedofili, in parole povere chi ci protegge dai peggiori criminali sulla piazza. Molti di loro sono agenti sotto copertura. Per questo in ascensore ti capita di imbatterti in ceffi che se incontrati al buio di una strada, ti metterebbero non poca preoccupazione.
All’ingresso della sezione minori una fotografia: quella di Victoria, una bimba di 8 anni uccisa dopo che per giorni fu tenuta segregata in un bagno, nutrita con avanzi, torturata e seviziata.
“La foto sta lì”, per non scordare mai, ogni giorno, tutti i bambini che non si è riusciti ad aiutare. Senza saperlo, ho fatto la stessa cosa nel mio ufficio, con la foto di Tommy.
Sto per dirlo quando ci spostiamo per far passare un carrello, contenente una decina di computer. Appena sequestrati ad una rete di pedofili “amanti del genere neonati”. “Sappiamo già che ci troveremo solo foto di neonati, per questo dopo la perizia scatteranno gli arresti per loro ed una necessaria vacanza per chi perizierà.  
John ha sessant’anni. L’aspetto è molto “british”. Si presenta a noi in una scrivania con davanti 3 computer ed altrettanti cellulari per ricevere e mandare messaggi. In quel momento, in altrettanti network lui è iscritto come fosse una bambina.
”Adesso non posso entrare poiché sarei a scuola, ma aspettiamo mezz’ora e quando finisco le lezioni metto un messaggio, vedrete in quanti arrivano”.
Passata la mezz’ora nel giro di pochi secondi dal suo messaggio, “sono uscita da scuola, uffa che mattinata pesante”, già trenta adulti l’hanno contattata.
Non appena uno di loro le manderà una mail chiedendole di poterla incontrare di persona, la legge inglese permetterà alla Polizia di presentarsi a casa dell’uomo e mettergli le manette.
”Da noi rischia fino a 7 anni di carcere solo per aver chiesto un appuntamento, so che da voi purtroppo non è così”.
Già, da noi ha preso 5 anni il pedofilo che ha abusato la propria figlia dall’età di due mesi all’età di 6 anni.
Per questo quando torniamo in Italia dopo l’esperienza a Scotland Yard, ci pare di essere tornati da un viaggio su Marte.
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