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Ha quasi 90 anni. E’ Pedofilo. Ottiene i domiciliari e torna ad abusare.

pedofilo 80enne e recidivo

pedofilo 80enne e recidivo

Quest’uomo si chiama Antonio Cocchiaro, classe 1928. Sta scontando a Pescara 14 anni per abusi su ragazzini che si offriva di aiutare e invece adescava per abusarli. L’ha fatto per tutta la sua vita dato che diverse sono le denunce contro di lui. L’ultima l’ha raggiunto in carcere ed è riferita a quando ottenne i domiciliari per motivi di salute. Stava a casa, 3 anni fa (all’età di 85 anni) e anziché meditare sui crimini commessi pagò per pochi spiccioli l’affitto di un bambino. A lui venduto dal padre, a sua volta pedofilo…..(perché tra di loro si conoscono, difendono, proteggono). Cosa ce ne facciamo di uno così? Che senso ha tenere in vita gente così? Scusate la rabbia, ma oggi me lo chiedo. E lo chiedo a voi tutti. Questa storia dimostra ancora una volta una cosa che da sempre la scienza ha dimostrato e cioè che:
TUTTI i pedofili sono RECIDIVI.
Cosa questa che pure noi vi diciamo da tempo. E per questo motivo,  vanno tenuti A VITA, LONTANO DA NOI. A Vita!
Se vogliamo salvare i nostri figli!

La recidività dei pedofili. Catechista torna a colpire.

La recidività dei pedofili.

Facendo un bilancio di questo blog e di quanto importante sia stato in Italia nella lotta alla pedofilia, ci siamo resi conto che ci sono temi che ricorrono in continuazione anche a costo di farci apparire ripetitivi. Uno di questi è la recidività dei pedofili, costante insita nella loro (dis)umana natura.
La recidività è confermata dai fatti ogni qual volta si arresta un pedofilo e si scoprono i suoi trascorsi.
L’ultima notizia in ordine di tempo arriva dalla Sicilia, per l’esattezza da Palermo  dove agli arresti è finito un insegnante (supplente) di una scuola MATERNA. L’uomo, pure catechista perché si sa ogni occasione va sfruttata al meglio, si chiama Salvatore Lombardo e proprio un anno fa era stato accusato da un gruppo di ragazzini ospiti in una comunità, di palpeggiamenti. Poi, leggiamo dal comunicato dell’Ansa, dopo l’arresto e la seguente liberazione  “ il parroco, don Liborio Scordato, dopo un periodo di prova aveva deciso di farlo tornare alle sue mansioni nel Santuario della Madonna ad Altavilla Milicia, un comune a una ventina di chilometri da Palermo.”Ho fiducia nella magistratura – dice Don Liborio – nessuno può condannare prima di una sentenza. Non lo ha fatto nemmeno il Provveditorato”. Dopo il primo arresto, tornato in libertà, l’indagato aveva infatti continuato a lavorare come supplente anche in una scuola materna. Ma il parroco esprime anche qualche perplessità sulle accuse mosse al catechista: ”Nessuno dei miei parrocchiani si è mai lamentato di Lombardo. Guarda caso solo alcuni ragazzini ospiti di comunità”. Nella pagina Facebook di Lombardo ci sono numerose foto che lo ritraggono mentre partecipa alle funzioni liturgiche, alle processioni religiose e alle attività di catechismo con i ragazzini.”
Le nuove accuse che riportano il catechista maestro sul banco degli imputati riguardano quattro minori, di un’età inferiore ai 14 anni. Anche loro ospiti in una comunità, motivo che ai nostri occhi non solo non li rende meno credibili come vuole far intendere il Parroco, bensì ancora più fragili e più esposti.
“Il catechista li avrebbe prima adescati su Facebook e una volta in contatto con i ragazzini li avrebbe circuiti con regali, denaro e ricariche telefoniche. Le violenze si sarebbero verificate in un locale vicino all’abitazione dell’indagato.”
Corsi e ricorsi storici dicevamo in apertura. Pedofili recidivi, leggi insufficienti ma soprattutto tanta “ignoranza” che spesso sfocia in pura complicità. Grazie a questo i pedofili agiscono. Grazie a questo nuocciono. Grazie a questo se ne approfittano di noi, per ferire i nostri figli.
Che grazie alla cecità di certi individui, sono sempre più invulnerabili.

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