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POLEMICO BLOG
I PREZZI DELLA GIUSTIZIA?
PREMESSA.
Oggi si apre il processo contro la feccia umana che ha assassinato Tommaso Onofri, un bambino normalissimo, con una vita normalissima, diventata poi l’esatto contrario della parola infanzia.
A seguire un mio intervento ed un articolo che mi fa molto piacere aver letto, mentre mando il mio più grande in bocca al lupo a chi dovrà nuovamente affrontare quel dannato lungo calvario, con una forza assolutamente invidiabile, ma che ha bisogno, per nutrirsi, del supporto di noi tutti.
 
bimbo mondo - blog pedofilia
Sebastiano è un bambino SOLARE, un “pacioccotto” intelligente, sensibile e generoso.
Con un cognome non facile, Onofri, dato che Seba è il fratellino del piccolo Tommy.
Anche lui era presente quella dannata sera. Lui quello che ha affrontato, con forza e bravura, le molte ore di interrogatorio della polizia.
A lui l’augurio di tornare a vivere con quella serenità che si merita, scrollandosi di dosso certi ingombranti fantasmi.
Oggi lo ricordo qui perché ho tra le mani un articolo uscito un paio di giorni fa riportante le dichiarazioni del legale che difende Mario Alessi, assassino e già violentatore.
Il legale che ha accettato di difenderlo (…) dichiara:
”prenda il caso di Rignano Flaminio, quei bambini sono stati ascoltati in aula, non dev’essere facile per i loro genitori ma era necessario”.
Ed aggiunge, “ci sono prezzi che bisogna pagare in nome della Giustizia”.
Inutile dire che i genitori di Tommy sono insorti sulla presenza in aula di Seba, quello che vorrei dire qui a suddetto legale, di cui non voglio nemmeno riportare il nome per evitare anche solo un briciolo di gratuita pubblicità, è questo:
mi rendo conto che quando si parla di Rignano la mala informazione è la norma, quindi si informi per favore sul fatto che i bambini di Rignano sono stati ascoltati in incidente probatorio, non in un’aula di tribunale durante un processo (che a Rignano non c’è…..). L’incidente probatorio è quella stessa “pratica” che quando i bimbi di Rignano hanno iniziato a raccontare taluni suoi “colleghi” hanno messo in discussione dimenticando che suddetta pratica è l’unico modo che c’è in Italia per far deporre un bimbo senza traumatizzarlo.
Un conto è farlo raccontare in una sede protetta, dentro ad un ambiente a misura di bambino, un conto è portarlo dentro un’aula, durante un processo magari con degli assassini a pochi passi da lui: stress questo impensabile e difficile da affrontare per un adulto, figuriamoci per un bambino.
Quello che lei chiama “prezzo da pagare per la Giustizia” è invece la presenza, a mio avviso, di persone che ragionano come lei e che oggi in nome della propria personale concezione di Giustizia sono disposte a sommare sacrifici su sacrifici. Di bambini.
Lei continui quindi pure a difendere il suo cliente, noi continueremo a difendere i bambini. Abusabili anche con la sola idea di farli deporre a pochi passi da chi ha ucciso il loro fratellino e poteva benissimo uccidere pure loro. Spiacente avvocato Sebastiano non si tocca. In termini di infanzia violata si è già dato…….
 
 tommy onofri
 
 ARTICOLO:
LO STATO NON PAGA AVVOCATO E PERITI DI MARIO ALESSI
( e ci mancherebbe pure, aggiungo io)
Negato il gratuito patrocinio a poche ore dall’inizio del processo per l’omicidio di Tommy
II Doccia fredda per la difesa di Mario Alessi a poche ore dall’in­izio del processo che lo vede im­putato insieme all’ex convivente Antonella Conserva davanti alla corte d’assise presieduta da Eleo­nora Fiengo. E’ stato infatti negato il gra­tuito patrocinio al muratore si­ciliano accusato di aver seque­strato e ucciso il piccolo Tom­maso Onofri. Con una decisione notificata nelle scorse ore i giu­dici parmigiani hanno accolto l’impugnazione della Dda bolo­gnese i pm Silverio Piro e Lucia Musti che si era opposta alla decisione, presa in agosto, dalla corte d’assise di concedere il pa­trocinio a spese dello Stato al­l’imputato numero uno del pro­cesso. Poche settimane fa l’av­vocato Laura Ferraboschi aveva annunciato: «La corte di assise ha riammesso il gratuito patro­cinio, in tal modo anche i periti verranno retribuiti». Il legale di Mario Alessi aveva in effetti ri­cevuto il nulla osta al gratuito patrocinio. Un «passaggio» non certo secondario per l’iter pro­cessuale poichè con tale istituto l’imputato poteva usufruire di importanti supporti. Il beneficio previsto dalla Costituzione (ar­ticolo 24) oltre a consistere nel riconoscimento dell’assistenza legale gratuita, per promuovere un giudizio o per difendersi da­vanti al giudice, alle persone che non sono in grado di sostenerne le spese, dà diritto anche al pa­gamento delle spese stesse: non solo degli avvocati, ma anche e questo potrebbe essere un punto di snodo fondamentale dei con­sulenti ed investigatori autoriz­zati. Spese a cui si provvede me­diante, appunto, il patrocinio a spese dello Stato. Dopo quella pronuncia oggi capovolta dalla nuova decisione l’avvocato di Mario Alessi aveva la possibilità di scegliere un nuovo perito nel­l’eventualità dell’ effettuazione di una la perizia psichiatrica su Alessi dopo che Lino Rossi (UNO DEI PERITI  DEL CASO DI PEDOFLIA A BRESCIA ndr) , ha lasciato l’incarico per motivi di lavoro. Ma a questo punto le car­te in mano al legale sono cam­biate. E non si sa quale iniziative saranno prese. In agosto il gup di Bologna aveva revocato il gratuito patro­cinio concesso in via provvisoria in gennaio a Mario Alessi, sulla base delle indagini della Guar­dia di Finanza che hanno accer­tato che Mario Alessi avrebbe percepito, nel 2006, un reddito superiore a quello che consente l’intervento dello Stato. «Come può aver percepito redditi nel 2006 se era in carcere?», aveva replicato l’avvocato Ferrabo­schi. Il legale aveva infatti ripro­posto ex novo la richiesta già bocciata l’anno precedente, ma il risultato era stato lo stesso. In ballo oltre a piccole proprietà indivise c’è una dichiarazione fatta da Alessi nel corso di un interrogatorio, durante il quale disse di aver ricevuto nel 2005 circa 110mila euro. Il magistrato si era chiesto come faceva Alessi a dichiarare con un’autocertifi­cazione che il suo reddito del 2005 era inferiore ai 9mila euro, se era entrato in possesso di quei 110mila.
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