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Follia 1/ 2 – Serial killer di bambini fa volontariato in una scuola!

serial killer di bambini volontaria a scuola
Meno male. No dico, meno male.
Io che ho sempre guardato all’estero, dicendo “ma vedete come sono avanti? Vedete come tutelano i bambini? Solo noi poveri italioti, e blablabla e blablabla perché quando i treni arrivavano puntuali e blablabla”….. Meno male che invece arrivano notizie così. Le quali hanno il merito di riconciliarmi con il mio paese. Detestarlo di meno. E capire quindi che, come si dice in gergo, se tutto il mondo è paese quindi il nostro non è un MONDO per bambini.
Canada. Montreal per l’esattezza. La tizia che vedete in foto è una psicopatica serial killer. Di quelli veri, che di solito vediamo solo nei film ma che esistono, eccome se esistono.
Lei in passato ha rapito, abusato ed ucciso diverse bambine , catturate all’uscita da scuola. Complice, il di lei marito. Oggi dopo aver scontato la pena (12 anni per lei mentre lui è ancora dentro) viene paparazzata nella sua nuova attività. Volontaria in una “scuola privata cattolica”.
Grazie Canada. Grazie Mondo. Bimbi, appena è pronta l’arca vi portiamo su Marte, o pure oltre se serve.
– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

Zia pedofila condannata a quasi 6 anni.

Esiste una pedofilia al femminile? Sì. Ve lo diciamo da anni. Esiste. Numericamente lontana anni luce da quella maschile, “qualitativamente” superiore. Poiché quando è la mamma a farti del male…. Però non se ne parla, o se ne parla pochissimo e grazie anche a questo spesso non ottiene la giusta considerazione da parte di chi se ne dovrebbe occupare. Salvo alcune eccezioni. L’ultima arriva da La Spezia. Una donna di 67 anni e stata condannata a quasi 6 anni di reclusione per abusi sulla nipotina. La quale dopo essere stata ritenuta credibile ed in grado di testimoniare, ha confermato quanto aveva detto in lacrime ai genitori. I baci, le “carezze” e quant’altro la zia l’aveva obbligata a subire. La pedofilia non conosce età, sesso, credo religioso, posizione sociale. E’ un fenomeno che può toccare tutti, in entrambi i sensi. Quello delle vittime. E quello dei carnefici.

Ripasso. Bestiario della follia.

Credo ogni tanto serva un ripasso. E mentre sistemo alcuni appunti per il mio prossimo libro, condivido con voi un po’ del bestiario che ho qua. Ricordate solo una cosa. Che dietro ad ogni frase c’è un mondo di dolore ed orrore. Spesso impunito. E che l’unica arma oggi che abbiamo, è gridarlo forte, ogni giorno. Perché diventi così assordante da farlo finire…per implosione…. E lasciamo  il garantismo, il finto buonismo, a chi non ha idea di quanto enorme sia quel male.

  1. Mi ha puntato un coltello alla gola e poi…. Bastava vedere com’era vestita per capire che era lei a volerlo. E poi il coltello era un gioco, mica facevo per davvero.
  2. Ma se è lei che voleva le mie coccole, mica si ribellava” Per la cronaca, non posso riportare le parole di lei, dato che era la nipote…di mesi 4…e non parliamo ovviamente di coccole.
  3. Dovresti provarlo. Altro che massaggio, chiamarlo così è riduttivo. Se solo ci penso….. E poi lì mica è come da noi, a 10 anni quelle sono già donne fatte e finite. In Thailandia quelle “donne lì” difficilmente raggiungono la maggiore età. Spesso muoiono prima. Per abusi, violenze, droga, AIDS.
  4. Mi segue. Ovunque io vada, me lo trovo lì. A qualsiasi ora. Non so più cosa fare. Ho paura. E lui non dà segno di smettere. Seguirla? Io?? No adesso uno non è più nemmeno libero di andare a fare la spesa dove vuole? (…) E comunque lei mica mi manda via. Io lo so che è ancora innamorata di me. Ma se non matura mica posso rimettermi con lei….

    bestiario pedofilia

 

Non vergognatevi di ciò che vi è capitato!

Robusto-o-antifragile-perchè-conviene-essere-resilienti
Capita. Ad un certo punto capita che, ripulite (quasi) totalmente dell’abuso subito, finalmente arriva la persona giusta. Tornate a fidarvi, ad aprire le porte del  <3 e finalmente lo vedete. Ma…ecco puntuale quel ma, che vi lascia nuovamente con le spalle al muro: “Ma, come faccio a dirgli quello che ho vissuto? Come faccio a dirgli che ho un ex violento ed oggi stalker? Che mio padre mi abusava? Che per mio fratello o mio nonno ero un gioco sessuale? Come faccio a….ma soprattutto, poi cosa penserà di me? Sìì, cono no, mica sono tutti come Max Frassi, quello scapperà a gambe levate…”. Mamma mia, quante volte queste frasi me le avete dette. L’ultima 15 minuti fa. E, perdonate l’ego a mille, quante volte invece (sempre!) avevo ragione io. Perché poi avete trovato le parole per dirlo, partendo da un presupposto base: NON c’è nulla di che vergognarsi. Non si vergogna chi abusa, dovreste farlo voi? Gliel’avete detto e se lui era davvero quello giusto, ha capito. Dando magari anche un senso a certi comportamenti ancora da riaggiustare. Prendendovi per mano, abbracciandovi, amandovi con una nuova tenerezza. Libera da ogni preconcetto. Figlia del solo amore che esista: quello pulito. Forza, non c’è più tempo da perdere nel dolore. Non siate vittime per sempre!
#soloamore

Complicità!

Non è “solo” l’abuso a ferire. E’ tutto il contorno. Quel contorno fatto di omertà, silenzi, complicità. E via via in crescendo. Da chi sapeva e non faceva nulla a chi agiva. Accomunati comunque da quella sola unica parola: abuso. Agito o permesso. E quindi rei allo stesso modo. “Mio nonno abusava di me. Mia nonna sapeva ed intanto nell’altra stanza recitava ad alta voce il rosario”.
strega-con-mela

Storie della buona notte per bambine ribelli

Non si è spenta l’eco della chiusura del programma condotto (sic) da Paola Perego (…) per le affermazioni anacronistiche e sessiste. Il problema è che le voci ch continuano a farsi sentire sono di difesa di tale orrendo modo di fare informazione. E spaziano dal “si è stati troppo duri” ad “allora chiudiamo pure il resto”(che non sarebbe male, anche se è tipico del comune italiota dire “sì io delinquo ma c’è che delinque peggio di me quindi prima prendete lui”). L’Italia nella classifica del “World Economic Forum’s Gender Gap” compare solo al 50 posto, grazie al “sessismo” di cui il nostro paese pare sia fortemente pregno. Pensate che tra i primi 10 abbiamo paesi come le Filippine o addirittura la Ruanda, posto questo dove solo fino a pochi anni fa sappiamo tutti cosa accadeva, anche e soprattutto alle donne. A chi non ha capito che abbiamo toccato il fondo e che la rinascita deve partire (anche) da segnali forti, inappellabili, come pure la cacciata di un branco di idioti dal posto (strapagato) di lavoro, per far posto (si spera) ad altro, consiglio la lettura di questo libro. Libro che dovrebbe essere letto OBBLIGATORIAMENTE nelle scuole, di ogni ordine e grado. Partendo dai maschietti. Il libro si intitola “Storie della buona notte per bambine ribelli”.
Storie della buona notte per bambine ribelli

A seguire trovate la presentazione ufficiale. Leggetelo. Non è mai troppo tardi, per cambiare…in meglio!
<<Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle… Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo.>>
Link per l’acquisto: https://www.ibs.it/storie-della-buonanotte-per-bambine-libro-francesca-cavallo-elena-favilli/e/9788804676379?lgw_code=1122-B9788804676379&gclid=CP2hx_7o6dICFdXGGwod5nINQA&gclsrc=aw.ds
Qua c’è pure con lo sconto: http://www.lafeltrinelli.it/libri/francesca-cavallo/storie-buonanotte-bambine-ribelli/9788804676379

Un altro angelo….

Dalla Romania riceviamo una telefonata. Uno dei “nostri” bimbi, già affetto dalla sindrome di down e gravemente malato ci ha lasciati. Da tempo diceva alla madre di “aver paura di morire”. E da tempo la madre, da sola la suo fianco, gli diceva che “non doveva avere paura ; ci sarà un momento in cui vedrai una grande luce. Non temerla. Va verso di lei. Un giorno lì ci ritroveremo”. Da ieri lui è in quella luce, o almeno lo voglio credere con tutte le mie forze. Una luce che non discrimina, che accoglie, dove il tumore è una parola sconosciuta anche al più ricco dei vocabolari. Ciao piccolo fa buon viaggio. Una preghiera per te. Un abbraccio a questa donna, oggi sola. Ed alla forza della sua fede.
#sololamore #puraluce

Lettera aperta a Papa Francesco sulla Pedofilia

Carissimo Papa Francesco,
Le scrivo queste poche righe al termine di una lunga giornata di lavoro, che mi ha portato a stare insieme ad una sessantina di vittime di abusi sessuali. Diverse le loro storie, diversi gli abusanti ( padri, madri, zii, fratelli, vicini di casa, maestri, il male non ha confini quando deve manifestarsi) diverse le età e le provenienze geografiche, dalla Sicilia al Piemonte, uguali invece il loro dolore e la loro solitudine. Ma anche la loro forza. Che le ha portate a resistere per esistere. Alcuni giorni fa il Corriere della Sera ha riportato lo stralcio di una sua più ampi intervista, dove ha dichiarato tr al’altro che “su 4 persone che abusano, 2 siano state abusate a loro volta” e che  la pedofilia “è una malattia: , se non siamo convinti, non risolviamo il problema”, dando dei numeri una dichiarazione: Mi permetta di dirle che l’hanno male informata. I miei 20 anni di esperienza, ma soprattutto studi scientifici provenienti da ogni parte del mondo dimostrano che non è così. Il bambino abusato sa il male che ha ricevuto e, non essendo affatto malato, quel male NON lo sceglie. Decide di non sceglierlo. Perché sa quanto laceri le carni e l’anima. E, malgrado gli ostracismi a cui va incontro, SCEGLIE il BENE. Il pedofilo è un criminale e quando lo tratteremo come tale, forse, questa società si salverà, perché comincerà a fare nuovamente i conti con il Male e con il nostro bisogno di sconfiggerlo.

il comandante di Auschwitz o il terrorista dell’Isis, rei di spazzare via scientificamente migliaia di vite li consideriamo forse malati? Alcuni giorni fa lei ha detto che ” ci si può arrabbiare con Dio”, le vittime degli abusi (anche da parte di sacerdoti, lasciati sul posto e mai rimossi)  non si arrabbiano più. Né con Lui né con Lei. hanno già sprecato rabbia e dolore per troppo tempo. E oggi, mi creda, glielo dico col cuore in mano, non sono replicanti del Male, ma ESEMPI unici di cosa voglia dire subire il Male ma poi perseguire il bene. Chissà magari un giorno Lei accetterà la nostra richiesta e ci incontrerà per conoscerci meglio. Se dovesse accadere sono certo che capirebbe il perché di questo mio sfogo ed avrebbe anche una diversa e reale percezione del problema. Essere vittima di abusi può portare ad una sofferenza che dura una vita intera. Oppure ad una rinascita. La differenza sta tra trovare qualcuno che ti creda e ti tenga la mano o imbattersi solo in porte chiuse o peggio ancora complici.
Un caro saluto,  una preghiera per Lei e la speranza che anche Lei si ricordi di noi nelle sue preghiere.
Massimiliano Frassi
Presidente Ass. Prometeo Coordinamento nazionale vittime pedofilia

 

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Nella foto: “San Pietro debella con l’ostia il demonio che ha preso sull’altare le sembianze della Madonna col Bambino”.

Pedofilo libero di insegnare.

Di cosa stiamo parlando? E’ quello che mi chiedo anch’io. Potrei rispondervi che in questi giorni, sulla mia pagina Facebook, parliamo più che mai di una mala giustizia. O meglio, di una mala-società. Quella che si mostra ostile verso le vittime e compiacente, ai limiti della complicità, con chi delinque. Ovviamente quando si tocca questo tasto i nervi già tesi si scoperchiano. E tra fumi garantisti e impeti forcaioli si rischia di perdere la dritta via. Che c’è. E ci deve essere. Ma non basta più parlarne. Urge ora più che mai AGIRE. E chiedere, anzi ESIGERE da chi ha il potere di far cambiare le cose (quelli sì troppo vergognosamente  stipendiati…ma a quanto pare ci importano più i compensi per chi va a Sanremo). Questi i fatti: durante i suoi corsi di ceramica nel suo laboratorio livornese un insegnante  molesta sessualmente i suoi allievi. Ma può tornare a tenere i suoi corsi perché, sostiene il Tribunale del riesame, dovendo andare a firmare dai carabinieri non c’è pericolo che reiteri i fatti, in quanto la firma funzionerà da deterrente”. Capite? Ve lo rispiego: si abusa di alcuni ragazzini e gli si permette di tornare a poterlo fare perché poche ore prima va a mettere la firma dai carabinieri. Che è come dire ad una bestia affamata, ti faccio tic tac sulle fauci  e poi ti lascio davanti ad una bistecca succulenta, sicuro che tu manco la sfiorerai. Questo accade. Oggi. In Italia. 2017 d.C. . E scusate ma credo che una sentenza così sia complice. Noi continueremo a gridarlo forte e prima o poi forse troveranno il modo di zittirci. Ma per fortuna continueranno in tantissimi a gridare. Che  le cose non possono più andare avanti così. Che questa cultura è complice di abusi a danno dei bambini, ergo fatta da abusanti che favoriscono altri abusanti. Ah, dimenticavo un  ultimo particolare. In casa del pedofilo gli uomini dell’arma hanno sequestrato materiale pedopornografico. Che ora mi aspetto gli venga restituito. Di sicuro altro non ne scaricherà, tanto ha l’obbligo di firma… Ma di cosa stiamo parlando?

p.s. come mai questa notizia non apre i telegiornali d’Italia? Come mai le firme del web, quelle brave a denunciare tutto e tutti, non se ne occupano?

Stasera vi aspettiamo. Conferenza “Minori & Internet”

camposapiero 2017

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