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Michael Jackson – stasera la seconda parte di Leaving Neverland

Sarà ancora più dolorosa della prima. Ma va vista.

Stasera canale 9 ore 21,25 Leaving neverland. Poi domani qua e sui social ne parliamo.

michael jackson

 

Il pericolo Momo ?!

I reali pericoli di internet e la nostra cecità. ½

 

Nella sola giornata di ieri ho inviato due famiglie dalla Polizia Postale, per denunciare il fatto che le proprie bimbe fossero state adescate in internet, in due popolari social.

Sono anni che facendo prevenzione inseriamo questo aspetto, e i due adescamenti di ieri rientrano in quello che andiamo a spiegare: questa abilità incredibile che i predatori hanno di entrare nelle vite dei nostri figli, far sì che si fidino e poi arrivare alle loro subdole richieste, col fine ultimo (ed unico) di incontrarli ed abusarli. Se davvero i genitori capissero quanto possono essere pericolosi i telefonini credo che forse aprirebbero un po’ di più gli occhi ed alzerebbero il livello di guardia (non dico toglierebbero i telefoni o i tablet, non è la soluzione, anche se…). Invece nulla. Salvo quando arrivano da chissà quali iperspazio i veri pericoli. Quelli che percepiscono come tali e che li fanno sobbalzare. Prima era la Balena Blu, esplosa dopo un servizio televisivo particolarmente allarmistico, ma subito spiaggiata nell’oblio, oggi è lei…che a ben guardarla sembra lui, ma su lui abbiamo già dato quindi meglio andare oltre. Lei, dicevo: Momo. E già sento i brividi scendere lungo la schiena dei genitori. Qualche mamma starà urlando qualche padre avrà staccato la spina del computer per allontanare questa immagine. Che è repellente sì (ma almeno questa non canta, ops scherzavo) ma appunto nulla di più… Chi è Momo? Facciamo un passo indietro. Ricordate il film The Ring? Ebbe successo alcuni anni fa (con una serie di sequel più o meno fortunati). In tale film bastava inserire una videocassetta (ecco perché dicevo alcuni anno fa…) e vedendo un filmato con un demone che usciva dal pozzo, tale entità entrava davvero nella vita della gente, uccidendola. Samara, si chiamava e aveva il viso coperto da lunghi capelli neri. Un po’ come uno degli Addams, solo più spaventosa. Ecco Momo è la figlia in chiave 2.0. . Niente videocassetta (obsoleta) ma video su You Tube. Momo avrebbe, secondo chi ne è terrorizzato, la capacità di spingere i bambini a seguire delle istruzioni che li portino a suicidarsi. Che se non fosse che è una cosa grave, meriterebbe una battuta su quanto siamo stolti. E quindi a metà di Peppa Pig o Masha e Orso, eccola arrivare e colpire! Con quali tecniche e parole, ancora non è dato saperlo.

Apriti cielo. In America, un gruppo elevatissimo di mamme capitanate (sic e contro sic) da Kim Kardashan hanno lanciato il pericolo Momo. In Italia aspettiamo che a farlo sai, per pari livello, una tronista di Maria. Intanto grazie ai gruppi di whatsapp delle mamme è subito scattato l’allarme anche da noi. E la gente ci chiama. Chiedendo come proteggersi da Momo…. Che vediamo come pericolo, ma una volta debellato ci darà la certezza di essere genitori attenti. Nel frattempo però lasciamo i bambini per ore a chattare con gli sconosciuti che rispetto a Momo hanno sicuramente volti più rassicuranti.

 

Ps riporto uno stralcio da un articolo molto bello del New York Times:

“A clip that puts children into a trance and seems to program them to do or say things? That’s not a clip in the middle of a Peppa Pig video — that’s the Peppa Pig video itself. A third party contacting a wide-eyed viewer with instructions to do something in the real world? That’s not a killer pretending to be Momo. That’s how advertising works on YouTube.”

“Una clip che mette i bambini in trance e sembra programmarli a fare o dire cose? Questo non è un clip nel bel mezzo di un video di Peppa Pig – questo è il video di Peppa Pig stesso. Una terza persona contatta un osservatore con gli occhi spalancati con le istruzioni per fare qualcosa nel mondo reale? Quello non è un assassino che finge di essere Momo. E’ come funziona la pubblicità su You Tube.”

Pps: dai però gli assomiglia davvero….02momo-1-articleLarge

Il bambino invisibile.

 

Il bambino invisibile.

Il bambino invisibile lo chiamerò Max… perché vorrei avere io la sua forza e dargli il mio nome è un regalo che mi faccio… Max non ha il padre…ma ha una madre gravemente depressa…Max è affidato ai servizi sociali… Max è italiano (e già, oggi serve specificarlo), italiana la madre (idem), italianissima la città dove vive (Milano)….ma i servizi sono “oberati di lavoro e hanno tempistiche lunghe” rispondono. La scuola è a quanto pare assente, e così i vari parenti o anche solo i vicini di casa….ma la colpa non è loro, ovvio, la colpa è di Max e di sua mamma…sono invisibili, non li possono vedere non è che non li vogliono vedere, altrimenti suvvia chi mai non si occuperebbe di loro? Quelle sono le denuncie che fa quel pazzo dell’altro Max, quello che scrive ed è così fuori di testa da parlare in terza persona di sé, ma loro no, loro mica si inventano queste storie come fa lui…..

La mamma di Max muore d’infarto…Max la veglia per ore…aspettando che si risvegli …poi scende la sera, arriva il buio, Max è solo, Max ha paura, Max chiama la mamma ma la mamma non può sentirlo, Max piange….Max è un bambino di nemmeno 11 anni…trova la forza di abbandonare la madre, uscire sul pianerottolo e bussare ai vicini…”la mamma ha la faccia nera” dice tra i singhiozzi….si chiama “livro mortis” ed è una cosa così atroce che nessun bambino mai dovrebbe vedere… ma Max non è un bambino ve l’ho già detto, Max è invisibile…..

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<<Una ragazza viene stuprata dal patrigno. A tenerla ferma, dopo averla drogata la madre….>>

Ne ho incontrate (troppe) tante di ragazze così nel mio percorso con Prometeo. E il danno, inutile dirlo, anzi il dolore più grande, non era quello della violenza subita, ma del tradimento. Da parte di chi ti ha messo al mondo e ti dimostra invece che quel mondo è ostile, pericoloso, votato alla tua autodistruzione non certo alla tua vita. A questa ragazza il mio abbraccio più forte. Scoprirà, spero il prima possibile, che è tutto frutto del caso, non della colpa. Si  nasce nell’anagrafe sbagliata, vittime di un sorteggio schizofrenico. Ma si può anche rinascere in una anagrafe a nostra immagine e somiglianza. Fatta di visi puliti. E cuori limpidi.

Siamo con te. E siamo tanti….. <3

Il Male che lavora “bene”.

Alle porte di Roma una bimba di 22 mesi finisce in ospedale a causa di “gravissime percosse”. Sul corpicino lividi ovunque ed addirittura morsi. “Piangeva troppo” dice il “genitore maltrattante…. In America, una bimba entra in coma dopo le botte e gli abusi sessuali da parte del fidanzato della madre. Tocca al papà staccare la spina e donarne gli organi…. E sempre dagli Usa: “Fratture e danni al cervello”: genitori riducono in fin di vita la figlia di tre mesi” Sono solo tre delle ultime notizie arrivate emerse in questi giorni. Perché il male non si ferma. Il male lavora. Bene. Se perdonate il gioco di parole. E lavora così bene che ogni volta che trovo un negazionista (il più delle volte lo fanno per mera complicità lo so, è ovvio, ma è comunque frustrante!) mi viene voglia di …vabbé…inutile che ve lo dica….

Il video che riporto è il mio commento a queste notizie. Cliccate sul link e vedrete come nasce un elefantino…ma soprattutto come subito, il branco, arriva a proteggerlo, nel momento in cui è più esposto a possibili pericoli, più indifeso appunto. Non serve che aggiungo altro….oggi le parole vengono meno…
https://www.instagram.com/p/Bt14QifHpUd/?utm_source=ig_share_sheet&igshid=1uvo7hmapr267&fbclid=IwAR2m9Kk5sZPtbdOu9m0Q_Z5hoTwjcdeaVF_6JSxu9ojlyl9lsf7tHl_BHCg

Stop al dolore!

Ogni giorno decine di vostre mail. Telefonate. Colloqui. Ogni giorno vi dico che capisco la vostra enorme fatica, la difficoltà di togliere quei pesi che il dolore vi ha messo, inutili zavorre, pesanti e quindi limitanti. Poi però arriva il momento..per tutti..in cui si decide di fidarsi…aprire quella porta, dopo aver ben sigillato quelle precedenti, svuotandole di tanta inutile sofferenza…e la vita che si presenta, ha tutto un altro sapore….Buon inizio settimana.

nessun dolore è per sempre

Nuove frontiere del turismo sessuale.

Chi mi segue da anni sa che spesso vi ho portato davvero nell’inferno degli angeli, dove il male ogni volta si surclassa. Per quantità e “qualità”. Ogni volta ci illudiamo che sia l’ultimo girone. Ed ogni volta i demoni sembrano beffarsi di noi, perché i gironi in realtà non hanno fine. L’ultima notizia, che peraltro non ha avuto alcuna eco sui media italiani, arriva dall’Egitto. Paese che forse va tenuto buono  (vedi caso Regeni)  e sul quale non è il caso a quanto pare di muovere alcuna critica. In Egitto si scopre l’ultima frontiera del turismo sessuale: le “nozze a tempo determinato”. In realtà, lo stupro di bambine anche molto piccole, che vengono fatte “regolarmente sposare “ e quindi, con tale trattato di matrimonio si fa felice pure l’Islam più integralista che davanti ad un certificato di matrimonio REGOLARE non  ha nulla da obiettare. Detta così sembra una cinica barzelletta, volgare e velatamente pure razzista. Ma in realtà è una amara verità. Arrivano in Egitto ricchi soggetti (ma non solo..visti i costi), il più delle volte dagli emirati Arabi. I quali sposano per un periodo che dura quanto le loro vacanze (da un minimo di tre giorni a un massimo di tre settimane) delle bambine. Che vengono pagate ai genitori con somme che variano da poche centinaia di euro ad un massimo di 6500 (per una bimba di pochi anni). L’età massima di solito non supera i 14 anni. L’età media 6/8. Tutte devono essere vergini (sic) e più piccole sono meglio è… Vengono vendute da famiglie povere, ma anche da alcune analfabete che pensano che tali bimbe siano finite in adozione e firmano qualsiasi documento senza capire cosa ci sia scritto, salvo poi vedersele  “restituire” dopo il tempo passato con i loro neo-mariti, con tanto di certificato siglato da un avvocato , il quale “sancisce per legge la fine del matrimonio con un atto di divorzio”.  Intorno a questo traffico una vera e propria rete. Fatta sì da avvocati (…), ma anche da taxisti, o albergatori (visto che poi è in albergo che la piccola viene portata per “consumare” il matrimonio). L’inferno degli angeli è sulla terra. Ed a volte sembra davvero impossibile contrastarlo. Eppure, se tutti ci impegnassimo, nel nostro piccolo, davvero creeremmo un mondo a misura di bambino. E non di predatore.

 

turismo sessuale nuove frontiere

Aggiornamenti su Facebook

Vi ricordiamo che  gli aggiornamenti quotidiani li trovate sulla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

I believe I can Fly

I believe I can fly. 1/2

 

Quanto di voi conoscono (e apprezzano) la canzone “I believe I can fly”? O quella scritta per Celine Dion, “I’m your Angel”? Ecco, io sono uno di quelli. Da oggi sarà difficile però ascoltarle senza pensare che l’autore, R. Kelly sia un pedofilo/stupratore seriale. Grazie al movimento #MeToo in America si sono aperte delle investigazioni (finalmente serie! Dopo anni di rumors)  su di lui. Tantissime vittime stanno uscendo allo scoperto, con serie prove a suo carico. Prove e testimonianze finite in un documentario che sempre negli Usa sta facendo scalpore e che vi invito a cercare (per ora non c’è una “versione” italiana”). Il titolo è già eloquente: “essere sopravvissuti a R. Kelly”. Ricco di documenti e testimonianze, dicevo,  che provano una sola cosa: l’artista americano ha abusato per  20 anni di giovani donne e bambini. Colleziona materiale pedopornografico e non ultimo, pare  nella sua magione abbia, tutt’ora (fonte NY Times e tanti altri!) “ragazze plagiate per essere ridotte in schiavitù (sessuale)”. La Sony/Rca  ieri ha ufficialmente interrotto la sua collaborazione, stracciando il contratto discografico milionario che prevedeva due album in uscita nei prossimi anni, con relativi tour.

Gli artisti, assenti nel documentario, cominciano però ora che qualcuno ha finalmente alzato il coperchio del vaso, a far sentir tela propria voce. Lady Gaga in una lettera aperta ha scritto (parlando di una collaborazione con Kelly): “ Sto dalla parte di queste donne al 1000%, credo in loro, so quello che hanno provato, e penso che le loro voci vadano ascoltate e prese sul serio.

Quello che sto sentendo sulle accuse riguardo R. Kelly é assolutamente orrendo e indifendibile. Essendo io una vittima di abuso sessuale, ho fatto quella canzone e video in un periodo davvero scuro della mia vita, la mia intenzione era quella di creare qualcosa di provocatorio, perché non avevo ancora superato il trauma di quello che mi era capitato.

La canzone si chiama “Do What U Want (With My Body)”, e penso che spieghi chiaramente quanto la mia mente fosse annebbiata in quel periodo. Se potessi parlare con la giovane me stessa, le spiegherei di andare in  terapia per superare quel trauma, una terapia che ho intrapreso nel frattempo.

Se non avessi avuto quella possibilità avrei dovuto parlare con le persone, in maniera aperta, su quello che avevo passato.

La cantante rimuoverà dalle piattaforme digitali la canzone. Da Las Vegas dove oramai risiede in pianta stabile esibendosi ogni giorno,  Celine Diòn ha fatto sapere che anche lei toglierà da tutte le piattaforme di streaming legali la sua canzone, così come dalle esecuzioni dal vivo.

Detto questo aggiungo solo: ma ed il #metoo italiano?
https://www.youtube.com/watch?v=4q0nOYtZsGU#action=share

Thanks John Legend

john legendI believe I can fly. 2/2

Apprezzavo già John Legend come Artista. Ora lo apprezzo ancora di più come uomo. E’ stato l’unico cantante, tra tutti quelli che hanno avuto a che fare con R. Kelly, a partecipare al reportage sugli abusi sessuali perpetrati per 20 anni da parte di quest’ultimo. Ed alla domanda sul perché l’avesse fatto, ha risposto: “è stata una decisione facile. Io credo a queste donne e non me ne frega un c@@o di uno stupratore seriale”.

 

#johnlegend

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