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La gente finge di non vedere…

it_background1Riporto uno stralcio di un articolo, legato all’uscita in Italia del film It tratto dal romanzo di Stephen King:

<< Tra i messaggi che il clown legge nel film, cita quello che riguarda “la gente che finge di non vedere, che non interviene quando vede scomparire, risucchiare da un tombino, un ragazzino.
A volte ci sono cose che scegliamo di cancellare perché non vogliamo prenderci responsabilità” >>.

Credo solo io, che calzi alla perfezione, al caso nostro?

it stephen king child abuse

La recidività dei pedofili.

Tutti i pedofili sono recidivi. basta leggere gli studi americani al riguardo. Oppure fare attenzione alle cronache, legate agli arresti di predatori “anziani”.
Questo caso arriva dalla Sicilia. Lui ha 89 anni. E’ ai domiciliari, proprio per abusi. ma malgrado questo non si ferma e torna ad adescare….
Quando le Istituzioni capiranno questa cosa, forse, faremo un passo in avanti nella lotta a questo crimine:

link (se non si apre, copiatelo):
http://ragusa.gds.it/2017/10/08/ai-domiciliari-per-pedofilia-ottantenne-continua-ad-adescare-bambini-a-modica_737879/#.Wds_zVQXuyo.Facebook

La paura del bimbo abusato.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.
A cura di blog Staff.

paura dei bimbi abusati

Sabato scorso splendido incontro del gruppo di auto aiuto vittime pedofilia. Tanti gli spunti che ancora una volta condividerò con voi. Di uno ne parlo subito anche se l’avevo già fatto in passato (ma d’altro canto parlo quotidianamente di pedofilia, tra blog e ora Facebook, da quasi 20 anni, quindi la ripetizione ci sta). Mi riferisco a:
la paura dei bambini abusati.
Per questa non parlano. Perchè “ti paralizza, ti toglie il fiato, non ti permette di muoverti e poi, di chiedere aiuto”.
La persona di fiducia si trasforma in un “mostro”.
“Cambia il suo aspetto. Diventa rosso in viso, ansima e tu sei un bimbo piccolo piccolo e non capisci. Gli dici no, ma lui capisce sì. Gli dici basta, ma lui capisce ancora. Gli dici che lo dirai alla tua mamma e lui ti risponde che non lo farebbe se fosse in te, altrimenti la mamma muore. E sarebbe colpa tua. E tu hai paura, tanta paura, tantissima paura. E sei solo un bimbo solo”.
Aiutiamo i bimbi a sconfiggere la paura. Uscire dal silenzio. Trovare quella luce che scalda il cuore, asciuga le ferite, riporta alla vita. Insieme si può.

Addio a Barbara Blaine, voce delle vittime di abusi, fondatrice di Snap.

Bello lo slogan della Carrefour: “ho scelto di essere un eroe”.

Non è facile essere eroi, anzi, spesso sono i primi a cadere. Ma aprono così la strada a chi poi seguirà, il loro impegno, il loro tracciato.

Oggi, tra una telefonata ed un post su Facebook, mi arriva la notizia della scomparsa di una cara amica, si chiamava Barbara Blaine, fu lei a fondare Snap Usa. La invitai in Italia una vita fa, quando a parlare di pedofilia (specialmente nella chiesa) qua c’ero solo io. Lei per me era (è) un mito. Ho sempre invidiato agli americani la cultura del “sopravvivo e aiuto gli altri”. Il loro sapersi esporre. Combattere. E vincere. Lo dico sempre. Se rinasco, ti prego signore, fammi rinascere là. Dove farei il triplo di quello che faccio con la metà della fatica. Che qua è tanta. Barbara si è spenta ieri per un infarto, aveva 61 anni, ma il suo impegno continua, in ogni parte del MONDO. Lei aveva subito abusi da un sacerdote. E non si stancava mai di raccontarlo. Facendo sì che a lei si unisse il mondo intero. Lei ha scelto di essere un eroe. Ma si può anche scegliere il contrario. Sta ad ognuno di noi fare i conti con quello che si vuole o non vuole fare nella vita. Ogni scelta è rispettata. Ogni scelta, se sa di vita, va bene! Quando incontro gli studenti che vogliono lavorare “nel sociale” la prima regola che dico loro è : preparatevi a due cose. Spalare tanta tantissima merda (sic) e non aspettatevi MAI un grazie o un aiuto, quando vi serve.

Ma nutritevi di esempi a cui attingere”.

Ecco Barbara era il mio esempio. Uno dei tanti….

Parole contro l’abuso

Dalla pagina Facebook:

Non si “muore per amore”, si muore per eccesso, possesso, senso di superiorità, violenza, odio, invidia. Non esistono “fidanzatini”, se si parla di omicidio esistono “assassini” e “criminali”. “E’ buono”, “lo conosco bene”, “è un bravo ragazzo”: sono frasi fatte che hanno fatto il loro tempo. E non si possono più sentire. Tutti i pedofili sono brave persone. Tutti i padri abusanti sul lavoro sono splendidi. Ed anche “l’uomo” nella foto adorava gli animali. Ma chiedete un po’ alle loro vittime come li si deve definire…dovrebbero essere le uniche autorizzate a parlare di loro. Le parole sono importanti. Ed una rivoluzione culturale, oggi più che mai necessaria, passa anche da queste. Orientate dalla parte della vittima, senza se e senza ma. Orientate contro chi delinque, senza alibi né fioriture varie.

Follia 1/ 2 – Serial killer di bambini fa volontariato in una scuola!

serial killer di bambini volontaria a scuola
Meno male. No dico, meno male.
Io che ho sempre guardato all’estero, dicendo “ma vedete come sono avanti? Vedete come tutelano i bambini? Solo noi poveri italioti, e blablabla e blablabla perché quando i treni arrivavano puntuali e blablabla”….. Meno male che invece arrivano notizie così. Le quali hanno il merito di riconciliarmi con il mio paese. Detestarlo di meno. E capire quindi che, come si dice in gergo, se tutto il mondo è paese quindi il nostro non è un MONDO per bambini.
Canada. Montreal per l’esattezza. La tizia che vedete in foto è una psicopatica serial killer. Di quelli veri, che di solito vediamo solo nei film ma che esistono, eccome se esistono.
Lei in passato ha rapito, abusato ed ucciso diverse bambine , catturate all’uscita da scuola. Complice, il di lei marito. Oggi dopo aver scontato la pena (12 anni per lei mentre lui è ancora dentro) viene paparazzata nella sua nuova attività. Volontaria in una “scuola privata cattolica”.
Grazie Canada. Grazie Mondo. Bimbi, appena è pronta l’arca vi portiamo su Marte, o pure oltre se serve.
– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

Zia pedofila condannata a quasi 6 anni.

Esiste una pedofilia al femminile? Sì. Ve lo diciamo da anni. Esiste. Numericamente lontana anni luce da quella maschile, “qualitativamente” superiore. Poiché quando è la mamma a farti del male…. Però non se ne parla, o se ne parla pochissimo e grazie anche a questo spesso non ottiene la giusta considerazione da parte di chi se ne dovrebbe occupare. Salvo alcune eccezioni. L’ultima arriva da La Spezia. Una donna di 67 anni e stata condannata a quasi 6 anni di reclusione per abusi sulla nipotina. La quale dopo essere stata ritenuta credibile ed in grado di testimoniare, ha confermato quanto aveva detto in lacrime ai genitori. I baci, le “carezze” e quant’altro la zia l’aveva obbligata a subire. La pedofilia non conosce età, sesso, credo religioso, posizione sociale. E’ un fenomeno che può toccare tutti, in entrambi i sensi. Quello delle vittime. E quello dei carnefici.

Ripasso. Bestiario della follia.

Credo ogni tanto serva un ripasso. E mentre sistemo alcuni appunti per il mio prossimo libro, condivido con voi un po’ del bestiario che ho qua. Ricordate solo una cosa. Che dietro ad ogni frase c’è un mondo di dolore ed orrore. Spesso impunito. E che l’unica arma oggi che abbiamo, è gridarlo forte, ogni giorno. Perché diventi così assordante da farlo finire…per implosione…. E lasciamo  il garantismo, il finto buonismo, a chi non ha idea di quanto enorme sia quel male.

  1. Mi ha puntato un coltello alla gola e poi…. Bastava vedere com’era vestita per capire che era lei a volerlo. E poi il coltello era un gioco, mica facevo per davvero.
  2. Ma se è lei che voleva le mie coccole, mica si ribellava” Per la cronaca, non posso riportare le parole di lei, dato che era la nipote…di mesi 4…e non parliamo ovviamente di coccole.
  3. Dovresti provarlo. Altro che massaggio, chiamarlo così è riduttivo. Se solo ci penso….. E poi lì mica è come da noi, a 10 anni quelle sono già donne fatte e finite. In Thailandia quelle “donne lì” difficilmente raggiungono la maggiore età. Spesso muoiono prima. Per abusi, violenze, droga, AIDS.
  4. Mi segue. Ovunque io vada, me lo trovo lì. A qualsiasi ora. Non so più cosa fare. Ho paura. E lui non dà segno di smettere. Seguirla? Io?? No adesso uno non è più nemmeno libero di andare a fare la spesa dove vuole? (…) E comunque lei mica mi manda via. Io lo so che è ancora innamorata di me. Ma se non matura mica posso rimettermi con lei….

    bestiario pedofilia

 

Non vergognatevi di ciò che vi è capitato!

Robusto-o-antifragile-perchè-conviene-essere-resilienti
Capita. Ad un certo punto capita che, ripulite (quasi) totalmente dell’abuso subito, finalmente arriva la persona giusta. Tornate a fidarvi, ad aprire le porte del  <3 e finalmente lo vedete. Ma…ecco puntuale quel ma, che vi lascia nuovamente con le spalle al muro: “Ma, come faccio a dirgli quello che ho vissuto? Come faccio a dirgli che ho un ex violento ed oggi stalker? Che mio padre mi abusava? Che per mio fratello o mio nonno ero un gioco sessuale? Come faccio a….ma soprattutto, poi cosa penserà di me? Sìì, cono no, mica sono tutti come Max Frassi, quello scapperà a gambe levate…”. Mamma mia, quante volte queste frasi me le avete dette. L’ultima 15 minuti fa. E, perdonate l’ego a mille, quante volte invece (sempre!) avevo ragione io. Perché poi avete trovato le parole per dirlo, partendo da un presupposto base: NON c’è nulla di che vergognarsi. Non si vergogna chi abusa, dovreste farlo voi? Gliel’avete detto e se lui era davvero quello giusto, ha capito. Dando magari anche un senso a certi comportamenti ancora da riaggiustare. Prendendovi per mano, abbracciandovi, amandovi con una nuova tenerezza. Libera da ogni preconcetto. Figlia del solo amore che esista: quello pulito. Forza, non c’è più tempo da perdere nel dolore. Non siate vittime per sempre!
#soloamore

Complicità!

Non è “solo” l’abuso a ferire. E’ tutto il contorno. Quel contorno fatto di omertà, silenzi, complicità. E via via in crescendo. Da chi sapeva e non faceva nulla a chi agiva. Accomunati comunque da quella sola unica parola: abuso. Agito o permesso. E quindi rei allo stesso modo. “Mio nonno abusava di me. Mia nonna sapeva ed intanto nell’altra stanza recitava ad alta voce il rosario”.
strega-con-mela

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