Archivi per la categoria ‘Senza categoria’

Il domandone…..

Domanda:
fareste organizzare attività sportive durante una delle più importanti manifestazioni dedicate all’infanzia (e quindi avente come utenti i bambini) ad una persona condannata in primo grado per abusi?
Perdonerete se non dico dove (….per ora), ma pare sia accaduto pure questo……

Pena ridotta all’abusante perchè di cultura modesta…..

Partiamo dalla frase dell’avvocato difensore, che ha insistito sul concetto di “famiglia problematica”.
Passiamo alla pena, irrisoria: 3 anni e 4 mesi. Per “violenza sessuale contro al figlia e maltrattamenti contro la moglie”.
Arriviamo ai fatti: da un paio di giorni è in carcere un contadino sessantenne residente in provincia di Padova, reo di aver abusato la figlia (“tu dovrai sostituire la mamma a letto”!) affetta da disturbi della personalità e di aver maltrattato la moglie (che soffre di ritardo mentale) obbligandola anche ad avere rapporti sessuali con altre persone davanti a lui.
I fatti sarebbero accaduti dal 2002 al 2008. Un periodo di tempo lunghissimo se pensato nell’ottica del male ricevuto.
La cosa che colpisce dall’entità della condanna è che pare si sia tenuto conto la scarsa cultura dell’imputato (che non ha comunque ottenuto nemmeno la richiesta semi infermità mentale), in quanto avente solo la terza elementare.
La famiglia quindi, culturalmente povera e disastrata come alibi ad una serie di violenze che hanno segnato persone già di per sé ferite.
Non vediamo l’ora di avere tra le mani la sentenza per capirne di più. Per ora ci limitiamo a evidenziare – e denunciare -  la follia anacronistica di un simile giudizio…..

Appello alle vittime del maestro pedofilo: contattateci!

Ieri la lettera di Mary all’abusante. Oggi il suo sms. Per dirvi solo GRAZIE!

Ieri abbiamo pubblicato la lettera di Mary al suo abusante.
Oggi ci arriva questo sms:
“…se puoi quando puoi ringrazia coloro che hanno commentato il mio sfogo che hai messo anche su Facebook,
i loro commenti hanno fatto davvero bene….”.

……Grazie a tutti!

La lettera di Mary al suo abusante!

Lettera di Mary al pedofilo che le ha tolto l’infanzia…
Ospitiamo la lettera di una nostra amica, “Mary”. Che ha deciso, nel suo percorso di riavvicinamento alla vita, di scrivere queste poche righe di getto, al suo pedofilo. Che a differenza sua (come sempre capita in questi casi) ha continuato la sua vita come se nulla fosse. Vivendo felice e sereno. E chissà, quasi sicuramente nuocendo ad altre Mary.
Anzi partendo da questa preoccupazione oggi Mary esce allo scoperto e parla. Con tutto il dolore e la rabbia che la sua storia porta con sé.
Grazie cara Mary,siamo onorati di ospitarti. E di vedere i progressi che stai facendo. Solo lui non cambia né mai cambierà….:

«Tu non immagini neanche quanto mi costa scrivere queste righe ma purtroppo non ho ancora il coraggio ne la forza di dirti in faccia che tu hai avvelenato la mia vita, ed io non ti permetterò di rovinare altre vite a me care, Non annienterai nessun altro come hai fatto con me, perché tu mi hai davvero annientato psicologicamente, per colpa tua io ho paura del buio, per colpa tua mi assale il panico se resto sola, per colpa tua non vedo film romantici, per colpa tua non sono in grado di instaurare relazioni, per colpa tua non sono una normale ragazza di venti anni, ma grazie  a te ho scoperto una cosa, ho scoperto che sono più forte di quanto tu possa pensare, sono adulta ora lontano dalle tue  “coccole”, lontana dai tuoi abusi, e questa forza ho intenzione di usarla, usarla se solo oserai toccare le mie nipoti, non resterò in silenzio come ho fatto finora, se tu rovini quelle bambine, io rovino te, lo faccio per il bene che voglio a mia sorella, lo faccio per l’amore che provo per la mia famiglia, lo faccio per il rispetto che merita ogni vita umana,quindi occhi aperti e mani in tasca perché io quelli come te li capisco con uno sguardo e so riconoscere un bimbo abusato perché sono stata una di loro, non ti basteranno i km da xxx a yyy  per fare i tuoi porci comodi, io ti controllo anche a x km di distanza, se tu rovini loro, io rovino te e bada bene non sono l’unica a sapere che sei un porco».
                                                                                                                            hai tutto il mio odio
                                                                                                                                                         Mary

Questa società non ama i bambini! Una amara riflessione.

La società che non ama i bambini.
Chi mi segue da tempo e legge questo blog o i miei libri sa che uno dei temi a me più ricorrenti è il seguente: “questa società NON sta dalla parte dei bambini”.
Quando dico questa frase nelle conferenze sottolineo quel NON con forza, facendo la dovuta pausa, prima di infilare un lungo elenco di aggiornamenti al riguardo.
Questa frase mi esplode con forza oggi. Rimetto la scrivania a posto e trovo due articoli.
In uno Don Mazzi parla di Erica de Nardo, l’assassina della madre e del fratellino che libera dagli impegni carcerari (vi piace se li chiamo così?) torna in libertà e va in Sud America. Dove? Ovviamente a lavorare con i bambini…
In Toscana (zona Valdinievole) un pedofilo esce dal carcere e cosa fa? Apre un’attività.
Di realtà pronte ad accogliere i carcerati ce ne sono tante, tantissime. Abili nel trovare lavori e fare progetti di reinserimento sociale. Tutte cose utilissima per carità che non mi permetto di mal-giudicare, ma che mi piacerebbe fossero attuate anche per quelle vittime spesso condannate all’ergastolo, non a pochi miseri anni, per i reati…subiti!
Tornado al pedofilo, dicevo poc’anzi, che apre un’attività. Quella di gestore di un negozio di videogiochi….
Quale attività migliore se si vuole lavorare solo  a stretto contatto con i ragazzini?
Ed infatti, pochi giorni fa, dopo più di un esposto ai servizi sociali, i carabinieri l’hanno arrestato. Il flagranza di reato, poiché tornato nuovamente ad abusare.
Quattro al momento i casi accertati.
Casi che non sarebbero avvenuti se in questa società i predatori di bambini fossero tenuti sotto stretta sorveglianza sociale, vista la loro accertata recidività.
Casi che non sarebbero avvenuti se questa società fosse una società che sta dalla parte dei bambini.
Nota conclusiva: il pedofilo del negozio finirà forse in carcere. Il suo legale dirà che è “malato e va curato”. Da lì affidamento ai servizi sociali e poi magari in una comunità a 5 stelle. Poi tra qualche anno, lui piangente dirà di “essere guarito” e di volersi adoperare per gli altri. Ottenendo magari una missione dove andare a lavorare. Con tanti bimbi intorno…

“Bambino abusato, viene obbligato a manifestare in piazza a favore dell’abusante”. Ieri udienza del processo.

Questo caso si sarebbe inserito bene nel corso che abbiamo tenuto sabato scorso con Scotland Yard, quando ad un certo punto l’ispettore capo Nicholas Duffield ha aperto una parentesi sui numerosi casi di maltrattamenti ed abusi sessuali che avvengono nel Regno Unito all’interno di comunità chiuse (soprattutto africane) dove sotto l’alibi “culturale” o del rito religioso, si abusano/maltrattano appunto bambini e donne.
In Inghilterra ovviamente l’abuso e il maltrattamento sono puniti e nessuno si azzarda più a dire che “comunque fa parte della loro cultura”.
“Preparatevi” ha detto Nick, “perchè a breve sarà un’emergenza anche da voi”.
L’anno scorso pubblicammo una foto, quella che vedete qua a lato.
E sottolineammo che per la prima  volta al mondo, un bimbo abusato (di anni 5 all’epoca dei fatti)….era stato portato in piazza per manifestare a favore, del proprio abusante.
Sì, chi non conosce la storia (qua la ritrovate:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/ecco-come-sono-i-bimbi-abusati.html   ;  http://www.massimilianofrassi.it/blog/macche-rapporti-orali-e-la-nostra-tradizione-intanto-la-procura-rinvia-a-giudizio-il-padre-presunto-abusante.html ) ,
ha letto bene, e non si tratta di un refuso: abbiamo proprio scritto a favore del proprio abusante. Il papà (muratore 47ennne).
Che sul divano di casa, secondo quanto confermato dalle intercettazioni ambientali fatte dalla Questura di Reggio Emilia, obbligava il piccolo a dei rapporti orali.
“Rapporti orali??!” apriti cielo, la comunità albanese insorse e il bambino, con la madre in prima fila (e parenti prefiche di altri pedofili….) manifestarono in piazza, contro i barbari incivili italiani, dicendo che quelli che per noi sono rapporti sessuali per loro sono “riti della propria tradizione”.
Ieri c’è stata una nuova udienza. E la sempre battagliera Pm Pantani, che segue il caso, ha effettivamente fatto fare una ricerca che ha dimostrato che in alcune parti dell’Albania rurale (“paese delle aquile” – sic) effettivamente i padri baciano i genitali dei maschi come rito “beneaugurante”. Peccato (per loro) che a) qua siamo in Italia, anno 2012 dopo Cristo, b) i filmati delle intercettazioni ambientali mostrano ben altro….
In aula anche la madre del bimbo che ancora una volta ha difeso strenuamente il compagno (ora ai domiciliari) e soprattutto ha inveito contro la Procura proprio per aver fatto le intercettazioni. Ed in aula le maestre, da cui partì la segnalazione: il bimbo aveva anche mimato con un cucchiaio ciò sembra gli facesse il papà.
Il processo prosegue. E intanto da ogni parte d’Italia ci sentiremo dire, di volta in volta, che è legittima l’infibulazione, il pestaggio delle donne (“esseri notoriamente inferiori in alcune culture”) e, per assurdo, persino il cannibalismo…

La bambina abusata, la roulotte e la palestra per i pedofili.

Vi racconto due storie.
Fermandovi ai fatti. Nudi. E crudi.
A voi le riflessioni al riguardo.
Partiamo da una bimba. Aveva pochi anni quando iniziarono gli abusi.
Il padre, un pezzo “grosso”, appartenente ad una grossa “setta”, non è mai stato denunciato. Quando lei, una volta maggiorenne, andò da un avvocato di un centro anti violenza, si sentì dire “ma che è matta, contro quelli non si deve andare”.
E lei scappò di casa. Aveva 21 anni.
In tasca 22 euro, un biglietto di sola andata,un orsetto di peluche, un pacchetto di lamette Gilette…
Lui andò a riprenderla. La portò a casa col sorriso. Affinchè tutti pensassero fosse stata una ragazzata, una sorta di fuitina da single. Poi una volta a casa la picchiò, così forte, che non uscì di casa per un mese.
E la abusò. Insieme ai suoi amici. Per loro lei era “la cagnetta”.
Oggi. Vive sola in una roulotte alle porte di una grande città del Nord.
Un contadino gliel’ha venduta per 500 euro. Poco meno del suo stipendio.
Pagata in tre rate è la sua casa.
Ordinata. Pulita.
Certo l’inverno fa freddo, molto freddo, ma lei dorme vestita, poiché l’idea di mettersi il pigiama la angoscia. Anche oggi che gli anni sono 33. E quindi meglio dormire vestita, così si è pronti a fuggire via.
Sul comodino le Gilette sono ancora lì.
Lamette. Servono a dare l’illusione che il dolore della mente se ne vada, lasciando entrare a tutta velocità quello che le esplode nel corpo, quando si taglia: tra le dita delle mani, dietro l’orecchio, nell’inguine…..
Sul viso i segni di un’anoressia che tarda ad andarsene. Nel cuore un male che, costi quel che costi, dobbiamo debellare. Riusciremo a debellare (gliel’ho promesso!).
Lei scrive canzoni. Ma non ha uno spartito da completare, né carta da “sprecare” (perchè i fogli costano) su cui mettere le sue parole.
L’estate il caldo afoso si fa sentire il doppio. Ma non può aprire la porta perché si riempirebbe di tafani e altri moschini rompicoglioni. Ma anche di vagabondi estranei, che potrebbero arrivare lì. E farle del male.
Non ha certo il guardaroba che una donna della sua età solitamente ha.
Non c’è spazio per libri, nè musica. E la dispensa è davvero povera.
Ma sopra tutto, al di là della povertà e delle ferite aperte, c’è quella vita che cova sotto la brace e la riporterà a noi. Insieme alla sua immensa dignità…..
C’è un carcere in Italia, dove i pedofili non sono chiamati predatori di bambini, ma “sexual offenders” perché fa più figo forse e dove gli educatori che si occupano di loro li chiamano “i loro gioiellini”.
Lì ci portano anche le scuole e proprio alcune sere fa dopo una mia conferenza a Milano una ragazza mi ha confermato di esserci andata con la sua classe:
“ci hanno detto di stare coperte il più possibile, e ci hanno messo in una stanza con 15 di loro. Poi gli educatori sono usciti per permettere loro di parlare liberamente e sai cosa hanno fatto? Ci hanno raccontato la tua stessa conferenza. Ma dal loro punto di vista forse fa ancora più male. Perché hanno detto che loro da lì usciranno e torneranno a colpire, ora hanno imparato a non farsi beccare. Ci hanno raccontato di come catturavano le vittime, fai bene tu a chiamarli predatori, si sono crogiolati nel loro narcisismo….”.
I pedofili lì vivono in camere singole, hanno una mensa apposta per loro, vanno al cineforum e fanno teatro. E per restare in forma hanno pure una palestra.
Loro usciranno da lì molto presto e c’è chi troverà loro un lavoro, magari grazie ad una di quelle belle cooperative di inserimento lavorativo che periodicamente ci mandano lettere di insulti perché pubblichiamo i nomi dei loro assistiti.
Domattina la bambina della roulotte andrà al lavoro. Si occupa di bimbi affetti da autismo. E’ bravissima.
Tornerà alla sua “casa” alla sera, così stanca da andare dritta a letto, un materasso rovinato dal tempo e dall’usura. Senza ascoltarsi un cd o leggere un bel libro o ricevere gli amici o uscire con gli amici anche solo per una pizza, lusso inaccessibile.
Sono due facce della stessa medaglia. Predatori e predati.
Esseri indegni con palestra e menù personalizzato, ed anime superiori, con una roulotte arrugginita come casa…..

La dedica di Fiorella Mannoia a Prometeo

Caccia alle streghe? Sì, ma solo se sono bambini.

 Quante volte i cultori dell’anti-antipedofilia hanno parlato di “caccia alle streghe”, dimenticando che la stessa, quella vera, l’avevano inventata proprio i loro progenitori?
Ovviamente tale affermazione era rivolta non tanto a tutelare i bambini quanto a danneggiarli.
Che è un po’ quello che sta capitando in Inghilterra, dove Scotland Yard si trova ad affrontare una nuova vera e propria caccia…alle streghe, identificate però, dentro al corpo dei bambini.
Sì avete letto bene. Al momento Scotland Yard ha 83 casi aperti di abusi di minori “legati a convinzioni religiose”, che però “grazie all’omertà sono solo la punta di un gigantesco iceberg”.
L’allarme “caccia alle streghe” si è tradotto, nel Regno Unito (!!!!) con degli abusi rituali di bambini, condannati a morte, in quanto “streghe”.
L’ultimo in ordine di tempo quello del piccolo Nusabya: la madre fu arrestata mentre pregava sul corpo martoriato del figlio:  il bimbo “strega” aveva 4 anni.
La maggior parte di questi reati, dicono i funzionari di Scotland Yard, sono compiuti da persone provenienti dal Congo, dove la stregoneria è una pratica “normale e diffusissima”.
“Solo a Kinshasa si stima che in strada “vivano” oltre 20mila bambini cacciati da casa in quanto considerati “stregoni”.
Per questo serve che i paesi africani, i governanti africani attuino al più prestodelel poltiche di repressione di questi crimini. Che oggi nella vecchia Europa, riportano la società attuale indietro di mille e più anni. E, senza retorica, ribadiamo che ancora una volta a frne le spese sonoi più deboli…

Nota: Per approfondire qua trovate un’inchiesta del Daily Telegraph:
http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/crime/9116587/Witchcraft-murder-had-origins-in-Central-Africa.html

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe