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Violenza sulle donne. Dati 1975 dati 2016.

Violenza sulle donne. La Questura di Brescia diffonde dei dati. “Solo l’8 % delle donne vittima di violenza denuncia i gravi maltrattamenti subiti. Ed i reati sono in aumento.  Ed ancora: “il 31% delle donne tra i 16 ed i 70 anni subisce violenze fisiche e psicologiche, sempre più spesso anche davanti ai propri figli”. A questo aggiungiamo i casi di stalking, anch’essi in costante aumento. Fatti da ominidi incapaci di accettare la fine di una relazione. Questi i dati: a margini dei quali una veloce osservazione. Quanto si investe su centri anti violenza, che con operatori e strutture adeguate, accolgano quella donna che ha bisogno (anche) di uscire da quelle mura intrise di violenza? Chiedetelo ai vostri amministratori locali, ai politici che andrete a votare, chiedetelo e fateci sapere la loro risposta…

p.s.: La violenza sulle donne è per l’Onu, quella attualmente più diffusa al mondo”. Sapete di quand’è questa frase? Del 1975………..stop-violence-against-women

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Mi chiedete in tanti info. sullo stalking.
E la testimonianza, incredibile, di una grande donna, l’amica Rosaria:
Inoltre vi segnalo i seguenti libri:
–         Donne vittime di stalking, a.vari – ed. FrancoAngeli
–         Percorsi di aiuto per vittime di stalking, a.vari –ed. FrancoAngeli
–         L’amore oscuro, finchè morte non ci separi – a cura di Massimo Lattanzi, Ediservice editore.
Torneremo ancora sull’argomento di cui abbiamo deciso di occuparci anche operativamente.

 

DONNE ABUSATE

SPECIALE STALKING.
Grande successo per la conferenza che abbiamo organizzato a Boario Terme sul tema dello stalking.
Il nostro convegno annuale, solitamente “sottotitolato “Quando il dolore ha gli occhi di un bambino” , giunto allal VII edizione, quest’anno è diventato “Quando il dolore ha gli occhi di una donna”, spostando quindi l’attenzione sulle vittime “adulte” e trovando tantissimi punti di contatto tra i predatori, siano essi indirizzati verso i più piccoli che verso donne adulte.
A seguire alcuni dati ufficiali emersi (alcuni, tempo fa li avevamo già visti nel blog, ma un ripasso non fa mai male).
Partiamo però dalla definizione:
“lo stalking è un modello psico comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone, che incutono paura e procurano esiti psicologici e relazionali gravi”. Può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale.
Chi è il presunto autore? Chiunque!
Chi è la vittima? Chiunque!
L’Osservatorio nazionale sullo stalking, che ha realizzato la prima ricerca nazionale al riguardo, ci dà questi numeri.
Il 20% della popolazione è stato coinvolto in episodi di stalking, l’80% delle vittime sono di sesso femminile, ma c’è anche un 20% di sesso maschile.
In 8 casi su 10 l’autore è un conoscente, il 10% degli omicidi dolosi in Italia (50/60 all’anno) hanno come prologo atti di stalking; il 70% di chi ha subito, ha avuto esiti psicologici e relazionali molto gravi.
Ed ancora il 58% di chi ha subito ma anche di chi ha attuato condotte moleste ha vissuto nella vita un abbandono, una separazione o un lutto di una persona importante, senza una giusta elaborazione
Importantissimo anche in questo caso la “prevenzione” ed anche “solo il parlarne” secondo quanto dichiarato dal prof. Lattanzi, psicologo clinico ed esperto in materia.
Anche lui parla di stalkers come di predatori, che girano intorno alla preda, la studiano, la scelgono e poi la fanno loro.
Predatori per i quali non basta la galera perché, se anche la facessero, una volta usciti tornerebbero ad agire.
Importante quindi anche la cura (il tentativo di cura….), che per legge però non può essere resa obbligatoria, ma lasciata a discrezione del maniaco.
Tornando un attimo sulla prevenzione, segnalo una ricerca fatta su un campione di 800 studenti delle scuole medie superiori, con un’età compresa tra i 13 ed i 17 anni:
il 5% dei quali ha soddisfatto gli indicatori “di future condotte moleste insistenti e violente”.
Ovviamente una legge vera e propria manca ancora nel nostro paese, anche se come ha evidenziato la dr.ssa Carmen Pugliese della Procura di Bergamo, spesso per vari motivi (“paura, ripensamenti, quieto vivere, etc.”) le vittime ritirano le querele.
Interessantissimo è stato poi il corso che abbiamo tenuto per le forze dell’ordine col nostro Osservatorio di formazione permanente e che ha visto la presenza di uno ….stalker, paziente del dr. Lattanzi.
Stalker che si è raccontato. Che ovviamente non ha ammesso le proprie colpe, ma credendosi abile le ha fatte ricadere sulla vittima…..
Prima di concludere un abbraccio speciale da noi tutti a “Rosaria” che si è raccontata e che ha portato la vera voce di chi sulla propria pelle, ha vissuto tutto questo ("un avvocato mi disse, cosavuole che ci voglia, stacco un assegno ed il giudice lo assolve…."). Grande davvero!
Nel frattempo le cronache continuano a raccontarci lo stalking nella sua versione più violenta e purtroppo realistica, quello cioè che trova una conclusione non con le denunce bensì con la morte della vittima.
A Villa d’Adda, provincia di Bergamo, un pensionato Anacleto Roncalli, ha accoltellato a morte l’ex moglie ed un’amica della stessa:
anche in questo caso il copione era il solito. Minacce, messaggi intimidatori, botte, e la gente che ha dichiarato “in fondo ce lo aspettavamo”…..
 
Per ulteriori informazioni o anche per richieste di aiuto:
www.stalking.it oppure Tel. 06/44246573

Finalmente una buona notizia:
"Carcere per molestie e minacce"
Nasce il reato di «stalking»
Carfagna: «Prima risposta concreta»
ROMA — Nasce il reato di stalking. Il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato il ddl Carfagna- Alfano contro gli atti persecutori che punisce chi si rende colpevole di «minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura. O un fondato timore per l’incolumità propria o di persona a lei cara. O ancora la costringa ad alterare le proprie abitudini di vita» (art. 1). Occorre la querela della parte offesa, che prima ancora potrà chiedere un semplice ammonimento orale. Prevista una pena da 1 a 4 anni.
Potrà aumentare se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima abbia comunque avuto una relazione affettiva. Altra aggravante (pena inasprita da un terzo alla metà) scatta se la persecuzione è diretta verso un minore, se lo stalker è persona armata o mascherata e se la violenza è esercitata da un gruppo.
Nel caso di omicidio preceduto da stalking si arriva all’ergastolo. Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. Previsto l’incidente probatorio.

LA VOSTRA VOCE.
Abbiamo parlato pochi giorni fa di stalking. E siamo sommersi di lettere al riguardo. Prometto che ce ne occuperemo, anche da un punto di vista operativo.
Su tutte però riporto la voce dolorosa, ma straordinaria, di una nostra grande amica. Con una lettera che toglie il fiato…….
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Il mio nome è Rosaria. Stamani come tutte le mattine ho cliccato il tuo blog. Ho avuto un tuffo al cuore. Le immagini del mio vissuto  scorrevano davanti ai miei occhi. Ho chiuso il computer,per rannicchiarmi a terra e lasciare che le lacrime scorressero sul mio viso. Ti scrivo e poi deciderai se pubblicare la mia lettera. Ho subito ogni forma di violenza dal mio ex marito. Una volta mi ha caricata di botte da farmi vomitare e poi ha preteso che mangiassi ciò che il mio stomaco aveva espletato sotto la minaccia della sua pistola d’ordinanza. Quando non mi segregava in casa scappavo dai miei genitori. Il lupo veniva a riprendermi travestito da agnellino implorando il mio perdono. Ogni volta ci cascavo. Gli ho permesso di picchiarmi anche quando ero incinta. Al terzo mese di gravidanza mi buttò giù per le scale e quando fù costretto ad accompagnarmi all’ospedale minacciò di uccidermi se avessi detto la verità,anzi il primo colpo sarebbe partito sul mio grembo. Tredici anni fa il mio bambino venne al mondo bello sano come tutti i bimbi del mondo:in quell’occasione volevo lasciarlo ma minacciò di rubare il bimbo dal nido,dopo avermi uccisa. Il pensiero che il mio Angelo potesse rimanere nelle mani di quel mostro mi fece desistere. Tornammo a casa. Quel fagottino aveva dato un senso alla mia vita che all’epoca era un vero disastro. La BESTIA mi aveva spogliata della mia  dignità ma il mio cuore batteva forte per il mio bambino. Una sera mentre lo allattavo feci l’errore di canticchiare. La bestia cominciò a prendermi a calci, terrorizzata all’idea che potesse far del male al mio piccolo lo lanciai nel carrozzino. A notte inoltrata ripresi i sensi;ero distesa a terra con i pantaloni fradici di pipì. La testa mi duoleva ma dovevo rialzarmi dovevo sincerarmi che il mio bambino fosse vivo. Mi avvicinai alla culla e mi accorsi che dormiva beatamente. Anche la bestia dormiva soddisfatto. Andai in bagno per lavarmi ma lo specchio rimandò la mia immagine;un’immagine che stentavo a riconoscere:il viso tumefatto e il sangue rappreso sotto il naso. Al mattino allattai mio figlio con la pistola  puntata sul fianco. Dopo due giorni la BESTIA rientrò in servizio. Decisi che non gli avrei permesso MAI più di sporcarmi con le sue luride mani e soprattutto mai avrei permesso di far del male al mio bambino. Volevo che il mio cucciolo fosse orgoglioso della sua mamma.
CONTINUA QUA:

IL SUBDOLO REATO DELLO STALKING.
 
FEAR_In inglese significa letteralmente “perseguitare” e mai definizione fu più consona. Parlo dello “stalking”, ennesimo reato a danno principalmente delle donne, che non vede la giusta protezione nelle apposite sedi istituzionali. Pari ci sia in Italia un nuovo caso ogni tre giorni.
Lo stalker è solitamente un ex-compagno della vittima che evidentemente affetto da una palese turba psichica, continua a perseguirla con atteggiamenti spesso violenti ed altamente minacciosi.
Sono migliaia le donne nel nostro paese, il cui grido d’allarme spesso naufraga nell’ennesima risposta sul non poter far niente, perlomeno fino a quando la bestia non viene colta con le mani al collo della perseguitata. Ovvero, statisticamente parlando, mai. E così il tentativo di rifarsi una vita della malcapitata di turno si trasforma in un vero e proprio incubo. Da film dell’orrore di serie B.
Fatto di appostamenti, minacce, percosse, sms intimidatori, telefonate notturne, visite inattese, quanto inappropriate, il tutto con il solo scopo di intimidire, ricattare e spesso delinquere.
Nel nostro paese un progetto di legge che possa perseguire come si deve questo ennesimo vile reato ammuffisce da tempo sotto ad un mare di carta straccia, in attesa di non si capisce bene cosa.
Carente di quella determinazione che non manca invece allo stalker che continua a perseguire la vittima per mesi se non addirittura per anni. Fino a quando finalmente non riescono ad intervenire le forze dell’ordine. Oppure la vittima non viene uccisa.
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