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Il mio ricordo di Carlotta. Fuggita dagli abusi, suicidandosi.
Il mio ricordo di Carlotta. Fuggita dagli abusi, suicidandosi.
Dopo che nessuno, mai, l’aiutò veramente…

La tua foto, da oggi, sta nella bacheca appena sopra la mia scrivania.
Come vedi sei in ottima compagnia.
Basta che giri di poco i tuoi occhi verdi e il piccolo Tommy ti regala uno dei suoi sorrisi speciali. Che scaldano il cuore. Che donano amore.
Mentre altri Angioletti come lui, sembrano dirmi: “hey Max, guarda che stavolta l’abbiamo conosciuta prima noi di te”.
Accadeva circa un anno fa, in questi giorni.
Una finestra aperta. Il volo. Silenzio.
Di fatto il modo peggiore per incominciare a vivere.
Doloroso per chi va. Figuriamoci per chi resta.
10 anni di abusi sessuali da parte del padre. Schiere di psicologi e psicoterapeuti che curavano sempre qualcosa d’altro, mai quello…
Insegnati assenti (“guarda che il tuo papà l’ho conosciuto e non ridicono queste cose brutte su di lui”).
E poi farmaci, tantissimi farmaci.
A cui aggiungere la denuncia archiviata (chi crede ad una ragazza uscita da una clinica psichiatrica, ti dissero). Bulimia. Anoressia. Obesità. Droga. Tagli….
Tutto questo e molto altro ti ha spinto con forza giù da quella finestra.
Ed ora che scrivo queste poche righe su un foglio che domattina copierò mi accorgo di aver parlato con tua madre per più di 2 ore solo del tuo dolore, ma poco di te.
Tranne per quell’ultima frase, regalatami quando in piedi ci stavamo salutando ed io, ti confesso,non ho più tenuto a bada la commozione:
“era buona, tutti i suoi amici mi hanno detto quanto era buona”.
Ogni giorno cerchiamo forze, stimoli, motivazioni per lottare con l’impegno che serve.
Da oggi ripartiamo da te…nel cuore…per sempre…
Ciao Carlotta……

“Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini” (Dante Alighieri)
Nota: a breve metterò una tua lettera.
E alla fine mia figlia si è tolta la vita!
LA VOSTRA VOCE. E CHE NON CESSI MAI DI FARSI SENTIRE!
Dopo il post riportato qua sopra, questa lettera ha ancora più valore. L’ho ricevuta martedì e non pensavo che l’avrei mai pubblicata, ma credo
abbia senso farlo oggi:
Cari amici di Prometeo,
Sono d’accordo che bisogna educare i genitori, gli adulti, affinché siano in grado di riconoscere situazione di disagio e campanelli di allarme che
i piccoli mandano.
La mia povera figlia, dopo una vita di sofferenza, si e tolta la vita alla età di 29 anni. Alla età di 13 anni ha fatto il primo tentativo di suicidio.
Alla età di 15 anni mi disse piangendo davanti a suo padre, che lui suo padre aveva abusato di lei, da quando aveva 3 anni.
Io purtroppo non le ho creduto, pensavo che si era inventato tutto, in quanto il suo rapporto con suo padre era ottimo, loro due erano molto legati, e lui privilegiava lei in tutto.
Il ricordo è stato soppresso, fino alla età di 23 anni, finalmente ha tirato fuori, sono uscite anche delle prove e finalmente Io le ho creduto.
Dopo questo evento, la sua depressione è peggiorata, e cercava continuamente di togliersi la vita, con tagli, overdose di medicinali. La sua vita era diventata orribile.
Secondo me i bambini piccoli non potranno difendersi d’un padre, che anzi deve proteggergli, è impossibile, dobbiamo essere noi adulti ad educare e portare coscienza di questo atroce orco, che può essere loro acconto, godendo d’una stima dalla società, mascherato del padre benestante, perfetto, che cura della sua bambina.
Chiedo scusa del mio terribile Italiano.
Cordiali Saluti,
“Anna”
nota: come sempre diciamo i nomi, tra virgolette, non sono corrispondenti alla realtà ma da noi inventati.

Ma ora torno ad affrontare l’argomento dopo un caso esploso in America.
Joseph Chavez è padre di 4 figli. Ma è anche un pedofilo. Per 5 anni, fino a quando non è stato arrestato ha abusato della propria figlia. La bambina si è impiccata prima del processo: aveva 10 anni.





