Archivi per la categoria ‘suore pedofile’

La gente del Sud è ignorante, deviata. Pensieri dopo la sentenza di Vallo della Lucania.

Il mio pensiero dopo la sentenza di Vallo della Lucania.
Li hanno chiamati in tutti i modi. “Gente del Sud” (non sapevo fosse un’offesa e sì che vivo in “Padania”), “contadini ignoranti”, fino ad epiteti che eviterei. Il peggio l’hanno detto ai loro figli. Avendo già vinto (in tempi mooolto diversi da questi!) in un’altra città pensavano che anche lì bastasse riportare lo stesso modello di idiozie e bugie spacciate per verità. Piccoli bugiardi, malati, deviati. Impostori. Rei all’età di 4 o 5 anni di aver chiesto aiuto. Per quello che qualcuno faceva loro, di male. Un qualcuno intoccabile. Da ieri con ben 8 anni di condanna in primo grado nel proprio immacolato e santo curriculum. Per questo oggi scrivo quello che avrei comunque scritto, a prescindere dalla sentenza. Che non è mai di vittoria ma sempre di sconfitta se arriva sulle pelle dei bambini. Oggi dicevo scrivo che hanno comunque vinto quei genitori che i loro figli li hanno difesi e che sono andati fino in fondo (se leggete da tempo questo blog ricorderete quando pubblicammo la documentazione che i genitori depositarono per far evitare l’archiviazione del caso, documentazione che riportava un lunghissimo elenco di errori pro indagati). Genitori che come ho più volte detto un domani, forse lontano nel tempo, voltandosi vedranno il proprio figlio oramai adulto (sano e realizzato. Solo i pedofili generano pedofili. I bimbi abusati non diventano abusanti, ‘gnurant), guardarli, fissarli profondamente e dire, con la voce del cuore prima ancora che con la bocca: grazie mamma, grazie papà.

Articolo su Vallo: http://www.giornaledelcilento.it/it/13-01-2012-vallo_della_lucania_processo_suor_soledad_condannata_la_suora_ad_8_anni_di_reclusione-10827.html

p.s. 8 anni per decine di bambini abusati…..e abbiamo detto tutto……

REPORTAGE CAZZANO: L’ASILO DEGLI ORRORI.
 the_nun_1
Cazzano San Andrea. Il giorno dopo la Cassazione il paese riaffronta una vecchia ferita mai sopita. “Si fa fatica a credere che quelle cose lì esistano” dice una anziana signora mentre va a fare la spesa, “poi basta che uno guarda i giornali e si vede che le stesse cose capitano da tutte le parti, poveri bambini”.
Già. I bambini. Oggi il primo pensiero va a loro. Dopo una condanna pesante in primo grado ed una inaspettata assoluzione in secondo, oggi i bimbi tornano protagonisti. Finalmente creduti. O perlomeno considerati.
“Si sa che i bambini hanno fantasie ma certi racconti non possono mica farli” dice un altro uomo, sulla settantina, a spasso col cane.
“Io non c’ho mai creduto in pieno a questa storia”, lo incalza una giovane donna, “poi dopo quello che è successo a Roma qualche domanda me la sono posta e nel dubbio il mio bambino lo controllo da vicino”.
Quando lo scandalo esplose il paese si chiuse a riccio e le famiglie dei bambini furono messe al bando. Isolate. Additate. Molte dovettero addirittura andare a fare la spesa nei paesi vicini, perchè il messaggio, chiaro, era che qui posto per loro non c’era.
Poi arrivò la sentenza di primo grado ed i racconti dei bimbi vennero resi noti a tutti.
E le cose, almeno in parte, cambiarono.
Come potevano bimbi così piccoli fare racconti così dettagliati? Come potevano descrivere minuziosamente i particolari fisici delle imputate, tra cui una cicatrice disegnata alla perfezione dalle piccole vittime che solo chi aveva visto da vicino poteva descrivere così minuziosamente?
Poi mentre i bimbi continuavano le terapie che lentamente cancellavano dal loro corpo ogni dolore, ogni malvagio ricordo, come un fulmine a ciel sereno la sentenza di secondo grado.
Fatta dal Tribunale di Brescia, dopo una camera di consiglio a tempo record, nemmeno quaranta minuti per annullare più di due anni di lavoro della Procura di Bergamo e stabilire che non solo i bambini non erano credibili ma che non era accaduto nulla.
“Fu un colpo per noi tutti” dice il padre di una delle piccole vittime, “non ci aspettavamo certo una piena assoluzione anche se in quel periodo Brescia era scossa dai casi degli abusi nelle materne ed erano nati dei movimenti che difendevano persone poi condannate. Noi stessi spesso al mattino trovavamo nella cassetta della posta dei volantini diffamatori contro di noi e contro chi ci aiutava. L’idea di farci passare per pazzi, di diffondere l’idea che ci eravamo contagiati, di descrivere i nostri figli come dei piccoli malati e fantasiosi, sono le stesse che oggi vediamo alla tv quando si parla di Rignano Flaminio e che ci riportano, dolosamente, a quei giorni”.
Incontriamo un altro genitore, ed anche in questo caso ne garantiamo la privacy, dietro esplicita richiesta. La sua bambina è stata per molto tempo malissimo. “A volte bastava che per strada vedesse una suora che cominciava ad avere convulsioni ed a farsi la pipì addosso dalla paura”.
Oggi la piccola “incomincia a stare meglio”, anche se “il percorso che ha davanti mi rendo conto essere ancora lungo”.
Lo stesso percorso affrontato dai genitori. “Il dolore dei racconti di nostra figlia, le infamie, l’emarginazione. Uno non è pronto e se non sei forte crolli”.
C’è un fattore che non viene mai considerato ed è proprio quello della mole di dolore a cui la famiglia di un bimbo abusato va incontro. Per questo quando si sente parlare di “genitori che si contagiano autoconvincendosi che i propri figli abbiano subito abusi” non si può che ridere. Amaramente.
Sulla sentenza della Cassazione, anche se la felicità è evidente, meglio non sbilanciarsi: “l’assoluzione di Brescia ha creato un pericoloso precedente e ora abbiamo deciso di concentrarci sui nostri bimbi. Lasciamo agli altri accuse e recriminazioni. Noi comunque vada abbiamo già perso, il primo giorno che abbiamo portato i nostri bimbi in quell’asilo e li abbiamo lasciati lì, abbiamo perso”.
Il discorso passa inequivocabilmente ai casi di Brescia, di Verona e di Rignano.
“Pensiamo spesso a quei genitori e preghiamo per loro”. Pregate? “Sì preghiamo, perché ci hanno tolto la serenità, ma la fede in Dio quella è nostra e non saranno certo questi simili esempi a togliercela”.

SUORE: PROCESSO DA RIFARE. FORSE LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.
suore
QUESTO SIGNOR GIORNO SI PRESENTAVA ALL’ASILO E SI FACEVA TOCCARE IL PISELLO CHE USCIVA DA UNA MUTANDA NERA CON UNA SPECIE DI BUCO.
IL PISELLO…OGNI TANTO STAVA GIU’ MA QUANDO VENIVA TOCCATO CON LE MANI O CON LA BOCCA SI RADDRIZZAVA E QUESTO PISELLO, INSOMMA, AVEVA LA BOCCA E OGNI TANTO, SE NON SI STAVA ATTENTI, SPUTAVA IN FACCIA.
 
 
…I MIEI AMICI DOVEVANO ANDARCI CON LE MANI E POI ANCHE LE MANI PUZZAVANO E LORO AVEVANO SCHIFO.
 
LORO SI METTEVANO SU DI UNO SGABELLO APRIVANO LE GAMBE E NOI ANDAVAMO SOTTO IL GONNELLONE E DOVEVAMO TOCCARE E BACIARE LA PATATINA CHE PERò ERA SENZA PELI, PUZZAVA E AVEVA UN BUCO.
POI A VOLTE SI VOMITAVA.
 
 
DOMANDA:
QUANDO HAI PARLATO DI PATATINA PARLAVI DI UNA SUORA SPECIFICA O DI TUTTE E DUE?
DI TUTTE E DUE.
 
suore pedofile
Giovedì 23 maggio 2007.
La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado che aveva assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” le due suore, Suor  Guerini Carolina e Suor Maria Caterina Conti. che in primo grado erano state condannate a dieci anni dal Tribunale di Bergamo.
I bimbi avevano descritto alcuni particolari molto intimi delle stesse, tra cui la cicatrice di una delle due che aveva subito una mastectomia.
Poi la sentenza vergognosa, guarda caso a Brescia, le ha assolte permettendo ai balordi che conoscete di usarle per la propria becera propaganda pedofila.
Ora il processo è da rifare.
Un forte segnale per la mala giustizia ed i difensori ad oltranza di questi soggetti.
A breve torno sul caso, magari rimettendo altre dichiarazioni dei bambini.
Per ora mando un abbraccio ai bimbi ed ai loro forti genitori!
 

Io, abusata dalle suore – una testimonianza.

LE VOSTRE LETTERE.
suora punizioneCiao, sono Flo (nome fittizio ndr) ,
ho deciso di dire,
raccontare un gran dolore che ho portato con me segretamente per lungo tempo!
A cinque anni sono stata molestata sessualmente, psicologicamente e verbalmente da suore che dovevano solo educare me a giocare e a stare con altri bambini ma nulla di ciò é successo!
Gli abusi sono andati avanti per un bel po’ di anni (PERDONATE MA OMETTO DI ENTRARE NEL DETTAGLIO DEGLI ABUSI) poi sono cresciuta troppo  e sono stata lasciata andare…
dove? Nel più gran dolore e freddo della mia vita!
Ho tentato diverse volte il suicidio, mi sono lasciata andare non mangiando con ricoveri in ospedale…
poi una grave forma di depressione e l’inizio di un percorso analitico che da quattro anni seguo e che pian piano mi sta restituendo un po’ di sole…ho raccontato a casa tutto quanto accaduto ma oltre la pena non c’è stato nulla , forse ancora silenzio poi ne avrei voluto riparlare ma ancora inutili pietismi e silenzio… questo mi ammazza ancor di più ma cosa posso fare? (…)
POSSO MAI CAMBIARE MENTALITÀ COSÌ OTTUSE?
NON SO SE PARLARE BREVEMENTE DI QUANTO MI HO VISSUTO  É STATO UTILE A VOI…CREDO DI SI!
QUELLO CHE HO IMPARATO DA TUTTA QUESTA SPORCA STORIA E CHE BISOGNA PARLARE SEMPRE!!!
Flo.
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe