Archivi per la categoria ‘tommy nel cuore’

Ricordando Tommy

Pisogne e l’associazione per la lotta alla pedofilia Prometeo con sede nel paese del lago d’Iseo oggi hanno ricordato il bambino a cui è dedicato uno dei parchi del paese

di MILLA PRANDELLI

 

FONTE:
http://www.ilgiorno.it/brescia/tommy-onofri-1.1939694?wt_mc=fbuser

 

Tommaso Onofri 10 anni dopo… 2 marzo 2006 / 2 marzo 2016

masimiliano frassi + tommaso onofri 10 anni dopoSono passati già 10 anni. Eppure sembra solo ieri. Oggi saresti un ometto. Grande e col ciuffo alla moda. Pronto per andare a scuola. Con uno zaino pieno di progetti e quel primo amore che ti fa battere il cuore.
Invece….invece luridi avanzi d’uomini, che meriterebbero di marcire a vita in una cella buia, hanno deciso che così non doveva essere. Gelosi forse di ciò che tu saresti stato e che loro mai avrebbero potuto essere. In nessuna vita.
Questa è la tua foto che preferisco, tra tante. Me la diede tua mamma, la mia adorata Paola. Ci sei tu e dietro dietro il mare. E guardandoci ci sembri quasi sfottere, mostrandoci la lingua, pronto a prendere il largo. Tu già sai che oltre quel mare nessuno fa del male ai bambini e starai bene, nell’attesa di ritrovarci tutti. Ma noi, che restiamo, questo non lo sappiamo. Noi che restiamo, viviamo il peso della tua assenza, come un macigno. Un macigno che fa dannatamente male. Perché non è vero che il tempo cancella. Il tempo, semmai, amplifica.
Perdonaci se puoi. E divertiti, già, divertiti.
Come solo i bambini sanno fare.
A chi ti chiede miracoli o altro ricorda che ora tu devi solo stare tranquillo.
Quanto a noi, ci rivedremo. E sarà bello vedere che in questi anni sei rimasto così….ciao ranocchietto, un bacio grande dallo zio Max.

p.s. e non dare troppi tic tac a quel cagnolino buffo che è venuto subito a salutarti, che poi me lo vizi <3

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

 

Auguri piccolo Tommy! Sempre nei nostri cuori! <3

Auguri Tommy….a te e a tutti i tuoi compagni di gioco…volati via troppo presto…richiamati in forze ad un cielo che di angeli dovrebbe essere saturo, dato che qua non ne vediamo più….ciao ranocchietto, il nostro è un arrivederci non un addio…intanto sei nei battiti migliori del nostro cuore, nel nostro impegno, in quei sorrisi che restituiremo anche grazie a te…ora va e gioca, corri e gioca. solo quello ti chiediamo…di giocare e ridere a crepapelle, con quel sorriso che tu sai…..♥
http://www.youtube.com/watch?v=2JodiBrraUE

 

Lettera della zia di Tommy: “è straziante non vederti, ma sei sempre con noi!”

Nella giornata in cui si tiene la Cassazione per Antonella Conserva, riporto la lettera dolcissima apparsa alcuni giorni fa sulla Gazzetta di Parma, scritta dalla zia del piccolo Tommaso. Perché come diciamo sempre, Tommy non si dimentica. Non si può dimenticare. Mai. 

“Ciao dolcissimo Tommy, sono passati 6 anni da quel maledetto giorno, sembra un secolo, sembra ieri, ma più di tutto sembra impossibile.
Quante volte guardando fuori mi pare di vederti arrivare sgambettando con i tuoi ricciolini e la tua tutina rossa…poi mi rendo conto che non potrà più essere così.
È ancora troppo vivo il ricordo di quella sera, quando ti hanno strappato dal seggiolone e dalla tua famiglia.
Eri ancora piccolo, indifeso, ma ora saresti un bambino di 7 anni…quante cose ti hanno impedito di fare e di vivere questi infamie  vigliacchi.

Il dolore è sempre più grande, la ferita sempre più profonda, la vita sembra si sia fermata a quel maledetto 2 marzo, ma allo stesso tempo va avanti inesorabilmente, anche per quei criminali che da 6 anni cercando in tutti i modi di trovare un appiglio per uscire di galera.
Chissà se hanno mai pensato a quel piccolino, che piangeva impaurito e infreddolito, di cui non hanno avuto alcuna pietà, su cui si sono scagliati con tanta rabbia e tanto odio.

Tra pochi giorni ci sarà l’ultimo appello, mi auguro che questa giustizia terrena possa fare finalmente il suo dovere in modo serio, per quella divina, non ho dubbi.
Sarebbe veramente atroce vedere qualcuno dei responsabili di tanto crimine in libertà, senza alcun pentimento, perché una parola o un pensiero per te,  non l’hanno mai avuta se non ipocritamente sui giornali giusto in concomitanza con le udienze, per accaparrarsi qualche ipotetico consenso.

Ciao piccolino, ora sei al sicuro.
È straziante non vederti e non abbracciarti, ma sei sempre con noi ogni attimo della giornata.
Tanti bacini,
zia Patty.

02 Marzo 2006 – 02 Marzo 2012 Tommaso Onofri.

Non è vero che il tempo aiuta, anzi a volte più la distanza tra noi è chi abbiamo amato aumenta, più cresce anche la nostalgia.

Nel tuo caso, però, la distanza ha fatto aumentare sempre più l’amore. Che continua a sgorgare, come un generoso torrente dall’altura di un monte innevato, incessante.

Chissà, forse perché il tuo viso e il tuo nome abbiamo deciso di tatuarceli sul cuore.

O più semplicemente perché, Tommy non si dimentica.

Ciao ranocchietto…..

tommy piedino

TOMMY NEL CUORE.
Domani alle porte di Parma verrà ricordato il piccolo Tommy con una nuova importante manifestazione (= www.tommynelcuore.eu).
Qua riporto una lettera mandatami dai genitori di Tommy alcuni giorni dopo il nostro convegno di Boario dove abbiamo ricordato il piccolo angelo, oggi simbolo dell’infanzia violata.
Nello spazio Commenti riporto il discorso da me letto con le motivazioni di tale “riconoscimento”.
NEL CUORE DI TOMMY:
BUONGIORNO A TUTTI,
OGGI E’ MARTEDI’ MA NON SI SONO ANCORA SPENTE LE ECO DELL’INCONTRO DI SABATO.
CREDIAMO SIA DOVEROSO UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DELL’EVENTO.
NEI CORRIDOI DEL NOSTRO GRUPPO NON SI PARLA D’ALTRO.
DURO, A TRATTI CRUDO MA A VOLTE LE TERAPIE D’URTO SONO LE UNICHE CHE RIESCONO A BOMBARDARE COSCIENZE ARIDE.
CREDIAMO SI POSSA PARAFRASARE QUANTO DICIAMO SPESSO TRA DI NOI E CIOE’ CHE ANCHE UN SOLO BIMBO SOTTRATTO ALLA SOFFERENZA E’ UNA VITTORIA. CREDIAMO CHE LA COSA PIU’ FORTE CHE SI E’ PERCEPITA FOSSE IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO.  DA PADRE, CREDO CHE IL PRIMO A RICEVERE UNA DURA LEZIONE SU COSE CHE SEMBRANO TALMENTE LONTANE DA APPARIRE IRREALI, MA POI SI SVOLGONO NELLA PORTA ACCANTO, SIA IO. CREDIAMO CHE MAX SIA UN GRANDE, CHE SA DI ESSERE DON CHISCIOTTE MA CHE CONTEMPORANEAMENTE E’ DISPOSTO AD ESSERLO FINO ALLA FINE.
CREDIAMO E SIAMO CERTI CHE SIA COSI’, CHE NULLA ACCADA PER CASO E CHE MAX ABBIA CONQUISTATO UN ALLEATO CHE NESSUNO E RIPETIAMO, NESSUNO POTRA’ FERMARE. QUESTO ALLEATO CHE E’ SEMPRE CON NOI E SI MANIFESTA CONTINUAMENTE CON UN VENTO INARRESTABILE CHE SPINGE A FARE COSE CHE SEMBRAVANO FOLLIE FINO A QUALCHE MESE FA, SI CHIAMA TOMMY.
LUI ERA LI’ SABATO, NE SONO SICURO. CONDUCE PER MANO SUA MADRE E SUO PADRE. LORO NON ATTRAVERSANO I MURI PERCIO’ OGNI TANTO SBATTONO, MA FA PARTE DEL PERCORSO. FATICOSO MA NON INVINCIBILE.
PERCHE’ IL MALE TRIONFI E’ SUFFICIENTE CHE IL BENE NON FACCIA NULLA.
CREDIAMO CHE QUALCUNO DEBBA COMINCIARE AD AVERE PAURA, ANCHE DI SE STESSO.
CREDIAMO CHE GLI ERRORI COMPIUTI E COMPIENDI NON FACCIANO CHE RAFFORZARE UNA NUOVA VISIONE DELL’UOMO SE SI PRENDE COSCIENZA DEGLI STESSI E SE NE FA TESORO PER TRASMETTERE AD ALTRI MESSAGGI DIVERSI. GIUSTI.
GRAZIE DI ESSERCI E DI AVERE CONSENTITO DI ESSERCI ANCHE A NOI.
 PICCOLA NOTA VENALE CHE NON ABBIAMO AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE DI PERSONA A MAX, IN QUANTO CI SEMBRAVA FUORI LUOGO IN UN CONTESTO DI BEN ALTRA LEVATURA. NON ESSENDO QUEST’ANNO ISCRITTI NELLA LISTA DEL 5permille, ABBIAMO POSTATO SUL FORUM DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE LA PROPOSTA DI DEVOLVERLO A PROMETEO.
 
CON LA VITA NON SI GIOCA, MA IN QUESTO CASO E’ BENE RICORDARE CHE
I BAMBINI NON SONO GIOCATTOLI
 
PAOLA E PAOLO ONOFRI

tommy immagine
02 MARZO 2006 / 02 MARZO 2007
Un Anno dopo il rapimento di Tommaso Onofri.
NOI NON DIMENTICHIAMO!!!!!
 
Casalbaroncolo è una piccola frazione alle porte di Parma.
Poche case, di quelle “di una volta”, con l’aia polverosa e gli animali da cortile che razzolano liberi.
La strada che attraversa questa frazione passa attraverso la campagna, inseguendo rigagnoli e fossati ed obbligando così le auto, malgrado lo spazio disponibile, ad una percorrenza a senso alterno.
Lungo il fiume Enza il bosco si infittisce, coprendo la luce del sole in quelle giornate in cui la nebbia se n’è stata generosamente assente.
Ad ogni spiazzo sciatte prostitute di colore richiamano fin dalle prime ore del mattino clienti in cerca di facili contagi. Pochi metri dopo una stradina sterrata accompagna ad una radura che un gruppo di volontari sta cercando di ripulire, restituendo alla sacralità acquisita del posto anche una parvenza decorosa. Pulita. Rispettosa.
L’uomo alla mia sinistra si porta alla bocca l’ennesima sigaretta, quindi indicando un paletto conficcato nel terreno e coperto dal nastro della polizia scientifica dice: “quello è il posto esatto dove hanno trovato mio figlio Tommy, sepolto dal letame e dalle foglie marce”.
Accadde tutto un anno fa ma a pensarci bene sembra solo ieri.
Una normale, normalissima famiglia, padre, madre e due bellissimi bimbi ancora piccoli, insieme a due cani ed un gatto, una famiglia qualunque, da poco trasferita nella casa di campagna, da ristrutturare col tempo, arrabattandosi con le rate del mutuo ed i sacrifici che le stesse comportano, la famiglia Onofri, venne sorteggiata dal destino, dal fato, chiamatelo come volete. E’ quel qualcosa a cui bastano pochi istanti per cambiare per sempre il registro della tua vita. Toglierti dai binari e spedirti altrove, senza biglietto di ritorno, senza che tu abbia anche solo il tempo per chiedere una motivazione. Mario Alessi e Salvatore Raimondi, con la complicità di Pasquale Barbera e della moglie di Alessi, Antonella Conserva, progettano e realizzano il rapimento del figlio più piccolo degli Onofri, Tommaso. Dagli occhi azzurro cielo ed i capelli ricci e biondi, quasi un putto, già un angelo forse.
La storia la sappiamo tutti. Perché tutti l’abbiamo seguita da vicino. Con un espediente Alessi e Raimondi entrano in casa, immobilizzano i genitori e rapiscono il bimbo. Una delle due persone oltre al passamontagna ha un casco e non parla, forse perché è identificabile e non vuole farsi riconoscere. E’ la stessa persona che con una mano punta la pistola alle tempie del bimbo e con l’altra lo accarezza in volto.
Vicino al palo della polizia scientifica un totem di peluches, carico di pupazzi e disegni. La sua ombra dona la parola infanzia alla terra pregna del sangue di un innocente. Qui tra qualche giorno verrà inaugurata un grande stele, di marmo, “così pesante” dice il padre “che nessuno potrà mai toglierla”, con sopra un’immagine di Tommy e dei versi a lui dedicati.
Lo stesso posto verrà bonificato, magari per farci un giardino, portarci i bimbi per fare delle passeggiate, incontrarsi ed incontrare, permettendo così alla vita di riguadagnarsi lo spazio sottrattole un anno fa con l’atto peggiore che mente umana potesse concepire.
La zia di Tommy lì, vuole una panchina “per parlare col suo adorato angioletto” ogni volta che ne sente il bisogno……
“Uno lo teneva fermo da dietro, mentre un altro con una pala lo colpiva violentemente in volto”.
Non si può ascoltare il racconto del padre senza pensare ancora alle immagini di Tommy entrate nelle nostre case. Tommy sul passeggino, mentre mangia la pappa, col costume di carnevale, con lo sguardo di chi ha fatto una birichinata. Sempre sorridente, sempre allegro. La violenza con cui il piccolo è stato ucciso non ha eguali ed i dettagli vanno rispettosamente omessi. E poi non aggiungerebbero nulla a questo orrore.
Casa Onofri è un porto di mare, a dimostrazione che vi sono tante persone cattive ma molte di più sono quelle buone. La volante della polizia che staziona perennemente fuori da qui, tiene alla larga curiosi e sciacalli, anche se ogni tanto qualcuno la fa franca, come quel noto prete assiduo frequentatore della Tv più che delle Chiese, il quale in piena emergenza si fece vivo non prima di aver convocato i fotografi. Purtroppo per noi per gente così c’è sempre un’isola dei famosi su cui approdare. 
Dentro casa invece è un via vai di amici, molti dei quali incontrati a causa di questa tragedia ma per questo forza viva.
Paola Onofri ha una maglia bianca con un grande cuore rosso e la scritta Tommy nel cuore. Ogni gesto, ogni parola, ogni ricordo è per quel suo figlio che in quella dannata notte sedeva dove ora siedo io.
Sorride Paola e per tutti ha parole di forza e di aiuto. Quanto ai fantasmi ed al dolore solo lei sa fino in fondo quanto male facciano e quanto difficile sia tenerli a bada. E’ il dolore di una madre a cui hanno strappato il dono più grande.
Tutti noi dobbiamo a questa famiglia delle scuse. Li abbiamo sviscerati, passati ai raggi X, giudicati.
Partendo dal padre Paolo. Gli confesso di averlo odiato, “e pure tanto” perché quando la notizia del ritrovamento di un Pc con immagini pedopornografiche emerse, in un certo qual modo mi sentii tradito. Tradito e ferito. Sembrava un ulteriore oltraggio verso quel bimbo rapito e facile quindi fu pensare che le cose fossero pure collegate.
Oggi quell’inchiesta è chiusa. Paolo ha patteggiato sei mesi, ribadendo però che le immagini non avevano come protagonisti dei bimbi seviziati ma delle modelle minorenni ma consenzienti, ed ha pagato per quello che definisce “un grandissimo errore”.
Chi ancora deve essere “sezionato” sono gli aguzzini di Tommy, in un’inchiesta che non ha ancora svelato quei lati oscuri che la attanagliano.
E mentre ogni singolo membro della famiglia ha subito più ore di interrogatorio di quante fino ad oggi non ne abbia sostenute Provenzano, lo stesso, forse, non si può dire degli aguzzini i cui ruoli sono ancora tutti da chiarire. In primis quello della moglie di Alessi, Antonella, la stessa che tenendogli la mano giurava davanti alle telecamere di pregare per Tommy e che suo marito ovviamente “non c’entrava nulla”. Seduta nei salotti bene della tv, con i capelli di fresco pettinati, invitava i rapitori a liberare il bambino, mentre probabilmente da qualche parte del suo corpo ancora riecheggiavano le grida di Tommaso. Catturato, spaventato, seviziato, ucciso.
Penso a cosa può avere provato. Me lo immagino caricato a forza su di uno scooter con due individui dal viso coperto, mentre nel buio si allontana.
Sullo sfondo sempre più piccola la luce di casa. Mente il cuore dei genitori e del fratellino battono all’impazzata, tra paura e dolore.
Vorrei avere la macchina del tempo, catapultarmi lì, toglierlo dalle sgrinfie degli aguzzini e scusarmi con lui. Per l’inutile turbamento. Ora torniamo a casa piccolo, finiamo la pappa e giochiamo con la spada che ti piace tanto ed il tuo fratellino, calmando anche lui che starà ancora tremando per l brutto spavento. Mentre gli uomini cattivi resteranno chiusi per sempre, là fuori dalla porta, buio col buio.
“Al funerale di Tommy vennero quasi 60mila persone, da non crederci come sia tanto amato” dice commosso Paolo, mentre organizza per il 01 aprile una grande marcia che riempirà Casalbaroncolo di gente da tutta Italia. Ma che Tommy non se ne sia realmente mai andato non lo dimostrano solo i ricordi, le fotografie, i suoi giochi, sparsi per la casa. Lo dimostrano i risultati che grazie al suo sacrificio oggi vengono raggiunti.
Con la neonata Associazione Tommy nel Cuore (www.tommynelcuore.it ) gestita direttamente dai genitori dato che durante i giorni del rapimento e della successiva scomparsa chi la creò pensò bene di farsi più i propri che gli altrui affari, oggi vengono aiutati tanti bambini. “Si sceglie di volta in volta un singolo progetto, portandolo poi a compimento. Ora è la volta di Roberta, 12 anni, affetta da una malattia rara che in quanto tale le impedisce di avere l’aiuto necessario. Roberta è nata con una patologia che le ha bloccato lo sviluppo del ventricolo sinistro. Servono tantissimi soldi per l’operazione che si terrà prima dell’estate negli Stati Uniti e sul sito di Tommy c’è direttamente il conto corrente della mamma di Roberta che ogni euro che riceve spedisce subito ai medici negli Usa, ultima speranza di vita per la sua piccola”. A giorni inizierà anche il processo. Davanti ai coniugi Onofri sfileranno non solo gli ultimi dodici dolorosi mesi, ma anche i demoni che hanno cancellato il loro futuro. “Per loro non proviamo odio, ma solo indifferenza” dicono all’unisono, “perché l’odio è un sentimento mutevole e potrebbe trasformarsi, l’indifferenza no”, è forte come il granito che ricorda Tommaso in una squallida piazzola.
Col processo torneranno le telecamere. E certi folli paradossi. “Scoprimmo del ritrovamento del cadavere di mio figlio dalla Tv. Quando il magistrato venne a darci la notizia, mia moglie era già sotto valium”.
Anche per questo dovremmo loro delle scuse.
E promettergli che non li lasceremo soli. Mai. Aiutandoli a dare un senso al sacrificio del proprio piccolo, il cui cuore, se bene ascoltiamo, ancora batte dentro le mura di questa casa. Come nelle case di milioni di italiani, dove altrettanti Tommy ora ricevono il bacio della buona notte e vanno a letto.
La nebbia che scende su Parma avvolge tutto. Strade e coscienze.
La radura è ancora più tetra, mentre una coppia di pervertiti, cacciati subito dai vigili, cerca di trastullarsi proprio a pochi passi dal posto dove l’anima di Tommy ha lasciato il suo corpo. L’orrore, come l’imbecillità, si sa non avere mai limiti.
Dallo stereo dell’auto Renato Zero canta: “oltre il tempo, l’amore ha vinto…per questa notte oltre la vita, per ogni lacrima che scenderà…” (“Pura luce” da La curva dell’Angelo) e chiude così un incontro con una famiglia che mai dimenticherò.
Massimiliano
 
 tommy retro
 
 
CRONISTORIA:
 
Il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, alle porte di Parma, due uomini incappucciati rapiscono il piccolo Tommaso Onofri di 18 mesi. Il bimbo si trovava in cucina con i propri genitori ed il fratellino Sebastiano.
01 aprile: per il sequestro vengono fermati due muratori siciliani, Salvatore Raimondi e Mario Alessi e la moglie di quest’ultimo, Antonella Conserva.
I coniugi Alessi pochi giorni prima erano apparsi in diversi programmi tv, tenendosi per mano e dicendo di pregare per il bimbo scomparso ma anche di essere assolutamente estranei all’omicidio.
Raimondi confessa ed il corpo di Tommaso viene ritrovato in una discarica sugli argini del torrente Enza, sotto uno strato di foglie marce e di letame.
La gente scende in piazza e cerca di bloccare le auto della polizia che portano via i colpevoli, per poterli linciare.
L’ondata di commozione colpisce l’Italia tutta. Al funerale del piccolo parteciperanno persone provenienti da ogni parte del paese e persino dall’estero. Il Vescovo di Parma, ricoverato per gravi problemi di salute, chiede di essere dimesso per poter presenziare alla messa e dal pulpito tuona contro i rapitori assassini invocando “una macina d’asino da mettere al collo di chi scandalizza i più piccoli”.
Il 14 giugno vengono depositati i risultati dell’autopsia. Tommy è morto per strangolamento ed a causa delle botte subite, tra cui dei colpi di badile datigli con forza sul viso.
Il 30 ottobre vengono rinviati a giudizio Alessi, Conserva, Raimondi ed un altro muratore, Pasquale Barbera. Alessi viene accusato anche di omicidio oltre che di sequestro, ma restano ancora molti lati oscuri, soprattutto sui moventi del rapimento, sulla figura della donna e sul suo effettivo ruolo nell’uccisione di Tommaso.
Il 06 marzo 2007 si terrà l’udienza preliminare.
I legali di Alessi preannunciano una battaglia senza esclusione di colpi.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

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