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LA SOCIETA’ CHE DIFENDE I PEDOFILI.

Ho seguito da vicino per tre lunghissimi anni, la vicenda del prete (…), don Matteo Diletti e dell’amico di famiglia, Ugo Cattaneo, condannati alcuni giorni fa dal Tribunale di Bergamo, per abusi sessuali nei confronti della stessa vittima, una bambina che dopo anni di abusi da parte dell’amico medesimo, quando è stata portata dai genitori in oratorio, con la speranza che ricominciasse a socializzare ed a farsi nuovi amici ha avuto la sfortuna di trovare sulla sua strada un altro pedofilo. Che ovviamente ne ha approfittato. Abusando di lei e della veste che portava. In questi anni, rispetto ad ogni regola per una società che si ritiene evoluta e civile, la famiglia della bambina ha subito un torto, se possibile, addirittura peggiore dell’abuso. Gli insulti, i danni alle auto, le minacce, gli ostracismi sul posto di lavoro e di scuola: non basterebbero le pagine di tutto questo giornale se facessimo un elenco degli attacchi ricevuti. Contro i quali nessuno si è mosso. Né si è mai scandalizzato. Gli stessi che imputano al sottoscritto l’uso di toni “non convenzionali” non hanno mai speso una parola per denunciare tali infamie ed ovviamente nemmeno per far sapere che a processo terminato, con fior di prove, i “mandanti”, diretti o meno, di tali attacchi sono stati condannati. Sembra un controsenso ma va spesso così. Soprattutto quando l’abusante è mascherato da prete. Sa di poter contare sulle difese ad oltranza di chi andrebbe perseguito con le stesse armi. Punito in quanto connivente. Connivente in quanto omertoso. Omertoso e connivente e quindi reo di permettere gli abusi. Ci sono madri che devono tirar fuori energie che non sapevano nemmeno di avere, per difendere i propri figli dal mondo. Un mondo che anziché accoglierli, per scusarsi e curarne le ferite, li emargina e li indica come degli appestati. D’altro canto non è passato molto tempo da quando una donna che subiva uno stupro si sentiva dire di “esserselo cercato”, per “quella gonna troppo corta”. Oggi tocca ai bambini. E’ il loro turno. Loro quelli che seducono gli adulti. Loro quelli che oltraggiano l’integrità del povero innocente di turno. Loro quelli che scelgono a 3, 4, 5 anni di farsi fotografare, seviziare, abusare. La bimba di questa storia ha dovuto cambiare scuola, perché doveva rifugiarsi in bagno per scappare dagli attacchi dei compagni. E degli insegnanti. Rea di aver chiesto aiuto. A lei oggi abbiamo insegnato che la società non è così. Che ai bambini si offre protezione. Che ha solo avuto la sfortuna di trovare un lungo elenco di cretini sulla sua strada. Ma più mi guardo intorno più ho la sensazione che forse le abbiamo mentito.
CONDANNATI!!!!!!!!!!!!!

Condannati oggi, col rito abbreviato, dal tribunale di Bergamo rispettivamente a 4 e 6 anni don MATTEO DILETTI (nella foto il disegno col suo ritratto ed il saluto, pubblicato quando ha dovuto lasciare la parrocchia dove “abusava” ops, “operava” “per motivi pastorali ricevendo elogi e commossi saluti, sul bollettino parrocchiale) ed il sig. UGO CATTANEO, entrambi rei di abusi nei confronti di una bambina. Abusi andati avanti per anni per un mare di sofferenza donato alla bimba e poi alla sua famiglia, messa vergognosamente al bando da una comunità imbecille che oggi dovrebbe ricevere la stessa condanna dei pedofili che ha volgarmente difeso.
A breve torno sul caso, con un mare di dettagli (tra cui magari gli sms che il prete pedofilo mandava alla sua vittima!).
Per ora chiudo qua, mando un forte abbraccio ad una delle famiglie più coraggiose e ricche di dignità che abbia mai conosciuto e dono, altresì, con la professionalità di sempre il mio più sincero VAFFANCULO PEDOFILI a chi abusa ed a chi difende, in quanto figlio della stessa madre.
Fine sfogo. Buona serata.







