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Frida Kahlo e il femminicidio.

frida kahlo quadro

 

Un giorno l’attenzione di Frida Kahlo viene catturata da un piccolo articolo di cronaca nera apparso su un giornale locale. Un uomo ha ucciso la propria moglie con decine di coltellate. Il motivo: la gelosia. Arrestato l’assassino, con un candore disarmante dichiara al Giudice di aver dato solo “alcuni piccoli colpi di pugnale”. il marito di Frida, Diego Rivera, disse una  volta che l’arte di Frida era dolce come le ali di una farfalla e dura come l’acciaio (perdonate la citazione forse non perfetta, ma mi sto affidando come ho già detto alla memoria e questo era comunque il senso). Questo quadro ne è la riprova. Guardate il sangue che esce dalla scena e schizza sulla cornice, con l’intento di chiamarci in causa. Saremo solo passivi spettatori, guardando la scena ed indignandoci, oppure faremo qualcosa di concreto? Quella domanda anni dopo è a mio avviso ancora irrisolta. Per la cronaca il quadro è stato realizzato nel lontano anno 1935. Ma sembra l’Italia (e non solo) del 2018.

Si poteva evitare.

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Latina, ma anche Brescia, Savona, Bari, Siracusa. “Si poteva evitare”, perché si può sempre evitare. Invece si sceglie la via più “comoda” e più ipocrita. Bergamo, lo scorso anno, “suvvia non ce l’avrai mica col papà, magari ha fatto qualche birichinata ma pure tu le combini e quante volte ti ha perdonato lui?” Tradotto significa torna dal paparino abusante e non rompere i c@@@@@@i  moccioseto. Ancora, “ magari papà ha bevuto un po’ troppo e ha preso droghe, ma chi non lo fa ogni tanto (sic e doppio sic) ma non per questo vogliamo che ora lui vadi (sic e triplo sic) in prigione”. Tradotto, ammazzo il congiuntivo per far capire che ammazzo pure te, quindi basta con queste menate che papà alza le mani o ti tocca e poi se anche lo fa è colpa della droga che tutti prendono mica sua. Due casi, di cui già vi parlai, tra mille. “Percorsi di ricongiungimento familiare”, li chiamano così, perché “legalizzare l’abuso” sarebbe stato troppo anche per loro.

Intanto le donne soffrono, se denunciano si trovano piene di lividi in mezzo ad una strada (nelle migliori delle ipotesi) e i bambini tornano tranquilli e silenti, nel letto dell’abusante. E, ultimo ma non ultimo, chi permette tutto ciò NON paga mai. Indignarci forse non basta più. Indignarci in nei social poi ancora meno. Urge una rivoluzione culturale, lo urliamo da anni. La stessa per cui forse da oggi a parlare di queste cose, in tv, come in parlamento, ci devono andare le persone che davvero sanno e non gli sgarbi di turno, o la moglie del pedofilo che la sedia del parlamento non la molla mica. Tanto pagate voi. In tutti i sensi.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

Gli uomini non cambiano.

Questo Non è un paese per bambini.

Né tantomeno per DONNE.

Quante volte ve l’ho gridato in faccia?

E se il dibattito, anche recente dopo il caso Wisenstein nel nostro paese verte solo su quanto mi è simpatica/antipatica Asia Argento e di conseguenza mi schiero, perderemo una grande occasione. Quella svolta culturale che da anni aspettiamo.

E che non mette sotto i riflettori la donna abusata/maltrattata. Ma mette sotto i riflettori i comportamenti di CERTI maschi, tali solo all’anagrafe.

Che sono tanti. Che sono di tutte le età, anche giovani. ma soprattutto che sono così:
http://www.bergamonews.it/2017/12/18/ragazza-incinta-fidanzato-la-invita-gettarsi-dal-ponte/271892/

Emergenza Stupri 2/2

EMERGENZA STUPRI 2/2.

Lo stupro non ha colore. Né sesso. Né età.
Lo stupro deve inorridire sempre. Che a commetterlo sia un bianco, un nero, un azzurro, un giallo.
Un maschio o una femmina.
Un ragazzino minorenne, o un anziano.
Lo stesso dicasi della vittima.
Non importa il sesso. Che sia giovane o 81enne. Bianca o non.
Ma fino a quando davanti ad una violenza non sentiremo una condanna inappellabile, decisa e netta, senza se e senza ma, senza valutazioni sullo status sociale dell’abusante, sulla sua religione, sul colore della sua pelle. Quando sarà l’azione ad essere condannata, a prescindere dall’agente, allora sì, avremo creato una cultura dove lo stupro è un abominio inaccettabile.
Ma temo siamo lontani anni luce da tutto questo!
Poiché prevalgono strumentalizzazioni, che con la condanna della violenza non hanno proprio nulla a che fare, anzi…

 

Emergenza stupri 1/2

Dalla pagina Facebook:

EMERGENZA STUPRI ½. Discussione da Bar. “Ma non si può andare avanti così, ma è solo una ragazzina. Fossi io glielo taglierei. Troppo buoni siamo. E poi via tutti a casa…” “Perché a casa? Ma sei matto, è il suo vicino di casa, se lo rimandi lì lei lo ri vede e magari lui la minaccia”. “Ma no che hai capito, a casaaaaa lorooooo, giù in Africaaaaaa, babaluba”. “Ma guarda che lui non è africano, è italiano, bresciano, è il xx non lo conosci? La domenica  sta sempre in prima fila in chiesa”.

-silenzio –

“Se comunque poi bisogna vedere come stanno le cose. E quella lì, se è come sua madre, le piace darla via. Poi si rovinano le famiglie. Dai tu (alla barista) qua un altro calice che c’ho sete”.

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Violenza sulle donne. Convegno con Equanime.

Chi mi segue sa che non accetto mai inviti per le giornate di…. Di difesa dei bambini, di difesa delle donne, etc. etc. Non per snobismo, ma perché mi scoccia in quel giorno dover vedere decine e decine di eventi, con pseudo esperti o esperti veri che poi svaniscono come neve al sole, già 24 ore dopo. E dato che di conferenze ne faccio già abbastanza di solito in quelle giornate, preferisco andare al cinema. Stavolta però ho accettato subito per due motivi: la presenza di una relatrice come l’amica Milva Facchetti, riferimento storico per chi da sempre si occupa veramente di tutela delle donne maltrattate ed il fatto che ad organizzare il tutto sia l’associazione Equanime, che ho visto praticamente nascere e nella quale ritrovo l’entusiasmo e l’energia che avevamo in Prometeo vent’anni fa, al nostro nascere. Quindi segnatevi data ed evento amici della Valle (e non solo) per questa importante iniziativa.

 

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La cultura dello stupro, per cui un abusante prende solo sei mesi di carcere.

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In questi giorni su tutti i media americani compare  la foto di questo ragazzo, Brock Allen Turner, il classico “bravo ragazzo”, di quelli che fanno il pieno di b. B come bravo appunto, b come bello, b come buono, b come bastardo dato che lo stesso è uno stupratore. Durante una festa in un college ha violentato una ragazza, la cui “colpa” (e che le virgolette siano ben chiare)  era di non essere cosciente avendo la stessa bevuto troppo. Il b – boy (bastard etc. etc.) è stato condannato a soli sei mesi di reclusione, ma per la legge americana il suo nome verrà iscritto almeno nel registro pubblico dei sexual offenders: rischiava una pena di 14 anni. Lui durante il processo non ha mai chiesto scusa, ma al contrario ha sempre accusato la ragazza e trovate assurde spiegazioni. Il Giudice ha dato una condanna lieve poiché il ragazza è un brillante sportivo, con un futuro davanti a sé ed il carcere avrebbe avuto un forte impatto sulla sua carriera che dovrebbe portarlo alle prossime olimpiadi. Del futuro della ragazza, e di tante altre come lei, poco importa. Il padre dello stesso ha sottolineato che per “soli 20 minuti di azioni su 20 anni di vita” il prezzo è “troppo alto da pagare”. Di questo tipo di cultura, la rape culture cultura dello stupro,  la nostra società è intrisa in ogni suo poro e la lotta culturale che dobbiamo fare è proprio quella di cercare di scardinarla, partendo come già dicevo ieri, dall’insegnare ai nostri figli quel rispetto che i loro fratelli più grandi (e via via su fino ai loro trisnonni) hanno perso o forse non hanno mai avuto. Una ragazza, seppure ubriaca ad una  festa, non è un oggetto da prendere ed usare a proprio piacimento. E non deve fare la differenza che tu sia un barbone nero, pardòn negro, o uno sportivo con la faccia da Ken. La ragazza in una lunga lettera letta durante il processo ha mostrato quale sia la vittimizzazione a cui è stata nuovamente sottoposta. Malgrado i testimoni che l’hanno soccorsa, malgrado le ferite riscontrate dal Pronto Soccorso, malgrado tantissime prove la vera colpevole alla fine è stata lei, rea, come dicevo prima di essersi ubriacata e , diciamolo apertamente, di “aver sedotto il povero “ bravo ragazzo, la cui carriera ora è stata disturbata, mentre la vita della ragazza invece no: il suo stare male poco importa, mica va alle olimpiadi lei. Durante il processo la giovane vittima  ha letto una lunga lettera. Dolorosa e coraggiosa. Che non è bastata ai fini processuali ma che credo abbia creato un ulteriore precedente nella lunga lotta al maschilismo imperante dentro quelle aule dove la Legge NON è uguale per tutti. La lettera la trovate qua: https://www.buzzfeed.com/katiejmbaker/heres-the-powerful-letter-the-stanford-victim-read-to-her-ra?utm_term=.ayyr4xwlQD#.om6ZrjBlAR Estraggo solo una frase, questa e con questa concludo:
“Quando mi è stato detto di essere preparata nel caso in cui non avessimo  vinto , ho detto  che per questo preparata non lo ero. Era colpevole nel momento stesso in cui mi sono svegliata (ricordiamo che la ragazza era incosciente mentre lui la abusava!). Nessuno può capire male che mi ha causato.”

DIGLI NO! Non è amore il suo.

 

Ti chiederà scusa…quando capirà che te ne stai andando…e si presenterà proprio con quei fiori là, i tuoi preferiti, quelli di cui i tuoi vasi però sono stati sempre carenti…ti porterà fuori a cena e magari scapperà pure una lacrimuccia…è bravo…le sa far venire a comando…ha indossato l’abito che ti piace tanto e quel profumo che aveva quando vi siete conosciuti…ti dirà con voce suadente che a volte si può sbagliare, a chi non capita di alzare la voce e poi è stressato, il lavoro sempre più in mano a chi arriva coi barconi la squadra di calcio che non vince perché gli arbitri sono tutti corrotti il campionato il governo ladro e le stagioni che non si capisce più quali sono, su dai come non capirlo?! POVERINO…. Ti farà sentire bellissima, certo lo saresti ancora di più se non avessi tutti quei lividi ma sei una povera COGLIONA che manco sa prender le botte e si fa uscire tutti quei lividi, se solo imparassi a coprirli meglio str…ops no no fermi intendeva dire BUONA ma gli è scappato cogliona già a chi non scappa una parola di troppo nella foga di un discorso…o una mano alzata, che diventano due, tre quattro, cinque, seiiii perché lo sai ben che ricomincerà…che il suo giuro non lo faccio più vale come neve al sole… E mente i tuoi figli assistono a tutto questo tu muori ogni giorno di più….fino al giorno in cui non muori per davvero…e ai tuoi bambini rimarrà una foto su una lapide a cui portare i fiori colti nel prato sotto a casa perchè lui mica spreca i soldi per il fiorista.. Sarai sola nelle tue scelte, ma se cerchi bene là fuori qualcuno che ti dà una mano c’è…lascia però che quella mano ti venga presa, poi stringila forte e non lasciarla mai più…per fortuna non tutte le mani sono fatte per fare del male….lascialo, vattene e vivi…chi fa del male a una donna lo farà SEMPRE…. Quanto a noi tutti, tuoi vicini di casa, parenti, amici, colleghi: oggi più che mai siamo chiamati a fare qualcosa, a togliere quegli occhiali da sole e quel cerone che coprono l’incopribile e darti un concreto aiuto. Per non ritrovarci poi a piangere in diretta Tv, scusi non mi riprenda troppo da vicino che mi si vedono le rughe…

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Violenza sulle donne. Dati 1975 dati 2016.

Violenza sulle donne. La Questura di Brescia diffonde dei dati. “Solo l’8 % delle donne vittima di violenza denuncia i gravi maltrattamenti subiti. Ed i reati sono in aumento.  Ed ancora: “il 31% delle donne tra i 16 ed i 70 anni subisce violenze fisiche e psicologiche, sempre più spesso anche davanti ai propri figli”. A questo aggiungiamo i casi di stalking, anch’essi in costante aumento. Fatti da ominidi incapaci di accettare la fine di una relazione. Questi i dati: a margini dei quali una veloce osservazione. Quanto si investe su centri anti violenza, che con operatori e strutture adeguate, accolgano quella donna che ha bisogno (anche) di uscire da quelle mura intrise di violenza? Chiedetelo ai vostri amministratori locali, ai politici che andrete a votare, chiedetelo e fateci sapere la loro risposta…

p.s.: La violenza sulle donne è per l’Onu, quella attualmente più diffusa al mondo”. Sapete di quand’è questa frase? Del 1975………..stop-violence-against-women

Il cretino del giorno. Maschio all’anagrafe.

Il cretino del giorno. Maschio all’anagrafe.

damon wayans the jerck of all the jercks

Se non fosse che parliamo di donne drogate per essere stuprate prenderemmo le sue dichiarazioni come le classiche frasi che un ubriacone dice al bar tra simili, dopo aver commentato sulla Gazzetta dello Sport l’esito di un derby. Gravi, ma ripeto, riconducibili a cervelletti anonimi e sterilizzati con l’alcool. Maschi all’anagrafe. Qua però parliamo di un comico famosissimo (negli Usa) le cui dichiarazioni vanno su stampa e tv. Attore comico (in Italia lo si ricorda nella sit-com della Disney “Tutto in famiglia”) dove interpretava la parte di un padre di famiglia, Damon Waynes durante uno spettacolo ha difeso a spada tratta Bill Cosby, papà Robinson, accusato di abusi su decine di donne che attirava nel suo camerino o con la scusa di fare dei provini, drogava e stuprava. Il tutto nell’arco di 25 anni. Queste le frasi: “alcune di loro erano instuprabili” ha detto il “comico”, alludendo all’aspetto di alcune delle vittime (aspetto reso pubblico dato che sono uscite allo scoperto) ed applicando la logica machista per cui certi uomini vanno solo con donne bellissime e quindi se le stesse non rientrano nei canoni standardizzati di una finta bellezza esteriore, ergo non rendono inventati tali abusi. Ma come se non bastasse, parlando del fatto che solo oggi dopo decenni alcune di loro hanno trovato il coraggio di denunciare ecco il secondo exploit del povero idiota: “il pene di Bill sarà stato talmente grande da provocarvi un’amnesia in tutti questi anni”. Ogni giorno decine di donne subiscono abusi. Molte, addirittura, la morte. La lotta culturale parte anche da episodi così. Che vanno impediti o se accadono censurati e bloccati. Cosa che mi auguro capiti a sto stronzo. Che vivendo di pubblico, mi auguro abbia da oggi in poi solo sedie vuote. Come il suo cervello e il suo cuore.

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