Che differenza c’è?

Che differenza c’è tra chi uccide un bambino e chi lo abusa, magari per anni, impunemente?
Quale la differenza tra chi ha rapito ed ucciso la giovane Yara (o prima di lei il “nostro” Tommy e tantissimi altri) ed il papà di “Maria” (nome di fantasia) che per anni l’ha abusata, portandola più volte a tentare il suicidio per scappare dalle sue fauci?
Che differenza c’è tra chi accoltella una ragazzina, interrompendo per sempre la sua vita e chi la abusa, giorno dopo giorno, riducendone l’autostima a zero, facendone l’anima a brandelli, instillandole l’idea che sia “sporca, cattiva, sbagliata” e per questo obbligandola a farsi del male, cercare (sbagliando ovviamente) nelle droghe o nei farmaci l’illusorio pace, cadendo nei disturbi dell’alimentazione ed in quelli della personalità che ti sconquassano anima e corpo.
Nessuna.
La risposta è NESSUNA.
Per questo mi arrabbio, e molto, quando vedo schiere di persone indignarsi (sui propri giornaletti, sui pulpiti, in tutti i luoghi in tutti i laghi….) ed usare toni accessi per casi come quelli di Yara, ma tacere ogni giorno per quei migliaia di altri bimbi vittime di feroci abusi, spesso impuniti.
È triste, e vergognoso, vedere che ancora una volta i bambini devono arrivare al sacrifico massimo, quello della vita, per far arrivare il loro grido disperato, agli adulti (certi adulti!).
È triste, e vergognoso constatare che quegli adulti, per imparare qualcosa, devono stare seduti davanti al tavolo di un obitorio. Con un bimbo sdraiato sopra.

2 Commenti a “Che differenza c’è?”

  • Non solo nessuno si occupa di quei bambini indifesi…ma poi una volta adulti sono lasciati a vivere nella solitudine delle proprie ferite.
    In questo mondo dove non c’è interesse al disagio. Se stai male sei lasciato solo.
    Ti scrivo in un momento di disperazione, uno di quelli in cui ho perso di vista la guerriera che c’è in me. Sono a terra e non riesco ad alzarmi, guardo al futuro e tutto quello vedo è buio.
    Viviamo un doppio dramma, il dolore per un’ infanzia rubata e quello di essere adulti che desiderando tornare bambini, di essere amati incondizionatamente, di essere accuditi…di riprendere fiato, almeno un pò.
    In realtà sono sola a lottare contro i miei fantasmi e ho tanta paura di non farcela.

  • incercadautore:

    condivido quello che dici “arruffata”, tranne quando dici che sei sola. Ribadisco anche qui che non lo sei… tu ce la farai, INSIEME ce la faremo! Un abbraccio <3

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