Ci scrive un papà del caso Pino La Monica, dopo l’intervista a Radio Ies con Gramiccioli.

Ci scrive un papà del caso La Monica, dopo l’intervista a Radio Ies con Gramiccioli.
Dopo la puntata della scorsa settimana di Radio Ies dedicata anche al caso La Monica, ci h ascritto il genitore di una delle bimbe abusate dall’educ-attore condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi.
Il genitore ci ha chiesto di mettere pure il suo nome, specificando poi anche telefonicamente, che non è lui quello che si deve nascondere.
Pur concordando in pieno con lui, riteniamo per motivi che non stiamo qua a riportare, che non sia il caso di dare indicazioni che possono, indirettamente, riportare a sua figlia.
Che è ancora una bambina.
Quando sarà cresciuta (maggiorenne) allora sia lei, che si suoi genitori, saranno liberi di esporsi.  Ma non prima di allora, visto soprattutto con che gente abbiamo a che fare.
So che il nostro amico, mi perdonerà e accetterà queste motivazioni.
Questa la sua lettera:
”Caro Max (posso chiamarti così vero?),
scusami se ti rubo un poco del tuo tempo, ma vorrei sfogarmi sul caso Pino La Monica.
Ho ascoltato la trasmissione della radio di Roma che avrebbe dovuto intervistare un assessore di Reggio Emilia.
Non si è risolto niente perchè l’ass. non ha voluto accettare un sano dibattito e si è nascosta dietro ad una dichiarazione che fa acqua da tutte le parti.
Accetta e comprendi, sia tu che la IES radio di Roma che ho bisogno, dopo tre anni di inferno di potermi sfogare, urlando, come accade al bar Frassi così come è stato definito il tuo blog da un famigerato movimento pro Pino.
Ti dico subito che le risposte date dall’assessore in questione sono state a dir poco banali, inappropriate, lacunose
e stupide.
Il che dimostra che se anche a Reggio, e te lo garantisco, abbiamo gli asili migliori del mondo, grazie a personale dipendente degli asili che sanno come gestirli nel modo migliore, abbiamo assessorati nel Comune che non sanno o non vogliono sapere ciò che accade o assolutamente  non vogliono essere coinvolti in alcun problema.
Il problema in questione è il caso Pino la Monica.
Ora come padre di una vittima a quel tempo piccola, mi chiedo come mai nessuno ha fatto nulla, dopo una manifestazione davanti al Tribunale, contornata da minori a favore del Pinuccio, dopo una fiaccolata con termine davanti al Municipio, dopo esternazioni sul loro blog, dopo le esternazioni della sorella Elena e sul blog, sui giornali locali e quant’altro, senza avere il che minimo rispetto per le famiglie lese. Lascio a te il commento.
Dopo la condanna a quasi dieci anni del soggetto in questione, si continua a provocare pubblicizzando corsi per ragazzi da parte del condannato e così via.
L’assessore intervistato da radio IES, è bene che si vergogni su quanto scritto nel suo comunicato, non avendo avuto il coraggio di affrontare l’intervista, si vergogni perchè essendo donna e forse mamma, avrebbe dovuto affrontare con più impegno il problema pedofilia, ma si vede che è troppo impegnata in problemi assessoriali, e non ha il tempo, oppure, e qui ne sono convinto, il coraggio di affrontare un problema che piaccia o non piaccia ha colpito il Comune di Reggio.
Erano loro malgrado coinvolte scuole, perciò Presidi, Circoscrizioni e palazzetto dello sport, Perciò i Comuni, e perfino una ludoteca ecclesiastica.
Ora in questo caso gli unici che sono intervenuti drasticamente sono stati il parroco della ludoteca in questione allontanandolo immediatamente e testimoniando in Tribunale per i fatti accaduti, e il Vescovo negandogli ambienti parrocchiali per i suoi corsi fino a che il  Tribunale avesse espresso un giudizio in merito.
Cosa che non fece la quinta circoscrizione il cui Presidente di allora diceva che non era obbligato a richiedere la fedina penale a chi faceva richiesta di locali per fare corsi.
E pensa che il corso tenuto dal Pinuccio si intitolava: “Chi è un banbino”. Bhe, in quel caso in modo molto negativo, era specializzato.
Ora quando all’assessore in questione dice che la IES radio vuole denigrare il comune di Reggio, sbaglia, perchè non è quello il problema. Reggio non ha niente da invidiare a nessuno. Anzi.
Il problema invece è stato che NESSUNO, BADATE BENE, NESSUNO,COMMUNI, PRESIDI, ASSESSORATI COINVOLTI, PROVV. AGLI STUDI, ASS.NE ANTIPEDOFILA, hanno speso una parola o hanno cercato di contattare le famiglie coinvolte.
L’unica che si è presa carico è stata l’ass. Prometeo di Bergamo. Ripeto di Bergamo e non di Reggio.
Ora non mi vengano a dire  che nessuno non ne sapeva niente, e che nessuno aveva colpe. Anche in buona fede.
Finisco il mio sfogo e quanto dico è un parere prettamente personale di cui rispondo.
Vorrei che la Camera, approvasse una legge che i due ricorsi a cui a diritto il condannato, si risolvesse in un anno.
E’ un bene per lui nell’eventualità fosse innocente,  ma anche e soprattutto a chi aspetta giustizia.
Vorrei che in futuro tutte le manifestazioni di qualsiasi tipo a favore dell’imputato vengano vietate in modo assoluto. Anche via web.
Vorrei che le istituzioni, Comuni, ass.ni sportive, asili, scuole e quant’altro, prestassero la massima att.ne a quel cancro che è la pedofilia.
Che se per pura disgrazia accadesse, non si nascondano dietro a un non sapevo, non so ma si attivassero in modo veloce e concreto verso le vittime, e drastici contro l’infame di turno.
Vorrei che la Sig.ra Elena sorella di Pino la finisse di fare moine, perchè l’unico risultato è quello di fare imbestialire noi vittime, manco c’è ne fosse bisogno.
Ciao e grazie
XX YY
p.s forse sono stato un po’ sgrammaticato ma ho scritto di getto perché tanta è la mai rabbia. Ti prego di lasciare il mio nome, non sonoro quello che deve camminare a testa bassa, né mia figlia. Non siamo noi a doverci vergognare!
Nota mia: qua spesso parliamo di padri abusanti. O assenti. Che bello vedere che ci sono esempi così!

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