Di manifestazioni a favore di pedofili, mafiosi e dei loro supporters


blog pedofilia xxL’ALTRA MARCIA.
Credo abbiate visto tutti nei Tg di ieri come sulle prime pagine dei giornali di oggi, le immagini dell’arresto del numero 1 della ‘Ndrangheta Giovanni Tegano, avvenuto a Reggio Calabria.
Usciva ammanettato e scortato dagli agenti incappucciati (gente che lavora per noi, che rischia la vita per noi, e che per noi subisce quello che ieri ha dovuto subire) mente la folla applaudiva e piangeva.
Come altre volte già è capitato.
Peccato però che stavolta gli applausi, come appunto già ben saprete, sono stati indirizzati al Boss. Ricercato da 17 anni per i peggiori crimini ed applaudito dalla folla, “come un eroe”. Grida, pianti di disperazione ed applausi il cui acme è stato raggiunto dalla donna che lo ha chiamato a gran voce: “UOMO DI PACE”.
Ammetto di aver avuto un brivido la prima volta che l’ho sentita. E se non fosse che non voglio cambiare televisore, la tentazione di lanciare contro il monitor una scarpa è stata forte.
Battute sciocche a parte (sciocche ma realistiche, dato che stavo appunto per farlo), quelle parole, ma soprattutto quella sfacciataggine al momento, a caldo, mi hanno turbato. Tanto.
“Uomo di pace” – un killer – “uomo di pace” – pluricondannato e latitante – “uomo di pace” – più volte condannato all’ergastolo – “uomo di pace” come Ghandi, Martin Luther King, Papa Giovanni XXIII, Gesù Cristo giusto per citare al volo primissimi nomi che mi vengono in mente se devo usare la definizione di “uomo di pace”.
E la mente è corsa subito al filmato che vi ho fatto vedere ieri. Quello che ho definito “un video pedofilo”, perchè di video pedofilo si tratta, di una pedofila non agita, non mostrata (nel senso che non si vedono bimbi nell’atto si subire abusi sessuali), ma teorizzata, culturale, dopo le parole penetrano a modo loro l’innocenza dei nostri piccoli.
Ed è nata lì, come un flash, l’intuizione.
I due filmati, la donna bionda ossigenata che urla “UOMO DI PACE” e la signora sciatta ed altrettanto ossigenata che manifesta pro pedofilo in carcere, sono figlie della stessa cultura, manifestano per gli stessi ideali (“lo conosco bene”), tutte e due, sinceramente, sanno che in cuore loro lui “è buono”, generoso, gentile. E loro, o i loro figli, non li ha mai toccati né mai li avrebbe sfiorati, anzi., Li ha cresciuti, educati, finanziati.
A loro questo basta. Altro non devono sapere. Di altro non hanno bisogno, anzi, quando quel altro appunto entra nelle loro vite, sgretola la loro facciata, sono pronte a battersi come delle leonesse a cui stanno toccando i cuccioli. sfoderano grinta, artigli e faccia tosta. Sfilano e manifestano fregandosi di star facendo la peggiore delle figuracce.
Ogni cittadino italiano ieri sera vedendo Reggio Calabria si è sentito, anche solo per un istante, pronto per andare ad emigrare in Svizzera. Ogni cittadino italiano che ha visto il video di Albenga, è corso a fare le valigie per la Scandinavia.
Poi dopo l’orrore, lo schifo, il ribrezzo e lo sgomento. Ma anche una sana necessaria incazzatura, quel cittadino, cioè noi tutti, ha capito che è qua che deve stare e che oramai nulla lo può più indignare.
Ha capito che ci sarà sempre l’imbecille che regge la candela per manifestare fuori da un tribunale dove si giudica un pedofilo o che insulterà un poliziotto che ha dato la vita per fermare un pericoloso latitante.
Ma in cuor suo capirà che guardando la marcata diversità tra sé stesso e quel “manifestante” a libro paga, guardando l’abisso che li separa, dopo,
lo ripeto, un iniziale umano sgomento, non potrà che uscire da quel confronto rafforzato, con una overdose di autostima. E potrà insegnare ai propri figli, guardandoli dritti negli occhi, che le  parole “legalità”, “giustizia”, “pulizia”, non sono dei beni comuni a tutti. Che spesso bisogna lottare per poterne beneficiare. Ma che quando si hanno, quei beni vanno difesi in ogni modo, soprattutto se si deve lottare contro gli “uomini di pace”.
 
Questo post è dedicato alle famiglie ferite dai criminali sopra citati.
 
p.s. non ci siamo dimenticati. Anzi viste le ultime e sfilate è il caso che riparliamo di lui:

pino-b

Un Commento a “Di manifestazioni a favore di pedofili, mafiosi e dei loro supporters”

  • guardo quella foto e mi chiedo… è un bambino quello sulla sinistra? cosa gli sta insegnando il pino nazionale? fossi al posto del bambino gli suonerei quella mazza dritta sull'escrescenza che ha tra le spalle…

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