Don Domenico Pezzini condannato a 10 anni, malgrado il rito abbreviato.


Ancora sacerdoti pedofili.
“Don Domenico Pezzini e’ stato condannato a dieci anni dal Gup di Milano per violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzo originario del Bangladesh, ora sedicenne. Il procedimento e’ avvenuto con il rito abbreviato. Il Gup ha inoltre confermato la carcerazione, mentre la difesa aveva chiesto gli arresti domiciliari. La pena comminata e’ superiore alla richiesta di otto anni e mezzo di carcere avanzata dal pm, Cristiana Roveda, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione. Gli abusi sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2009, quando la vittima aveva un’età anche inferiore ai 14 anni.” 
Quella appena riprotata  la notizia dell’Ansa. Questo il comunicato apparso sul sito de Il Guado, realtà da lui fondata anni fa.
Perché continuo a stupirmi che non c’è una, dico una parola per chi ha subito abusi?
Abbiamo appena letto sulla stampa la notizia della condanna in primo grado, di don Domenico Pezzini, il sacerdote che, nel 1980, aveva dato vita al Guado e che ha seguito il nostro gruppo per la prima metà degli anni ottanta.
Durante i mesi che sono appena trascorsi abbiamo desiderato ardentemente che la vicenda in cui era coinvolto si concludesse con una sentenza di assoluzione capace di fugare qualunque dubbio ci fosse sulla sua figura. Le cose, purtroppo, sono andate diversamente e ora dobbiamo fare i conti con una sentenza di condanna.
Sarebbe inutile nascondere il nostro sconcerto, anche perché questa sentenza sembra incompatibile con la figura sacerdotale che abbiamo conosciuto noi: quando nei primi anni ottanta, si è occupato del Guado e quando, successivamente, ha aderito all’invito, che gli abbiamo rivolto più di una volta, di venirci a presentare i suoi libri.
Nonostante questo sconcerto vogliamo però sottolineare il debito di riconoscenza che ci lega sempre e comunque a don Domenico, perché le iniziative che ha promosso, le cose che ci ha detto e le cose che ha scritto restano per noi ancora un punto di riferimento importante.
Nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo, quando Gesù ricorda che, tra i fratelli più piccoli in cui dobbiamo scorgere il suo volto, ci sono anche i carcerati, non si mette a disquisire sui motivi della carcerazione: parla di carcerati da visitare e basta. Ora, don Domenico Pezzini, il prete che avevamo paura di disturbare per chiedergli di venire al Guado, visto che era così impegnato nella sua attività di conferenziere e di predicatore di esercizi spirituali, è rinchiuso, condannato, in un carcere ed è quindi diventato uno di quei piccoli di cui Gesù parla nel Vangelo.
Per questo motivo che sentiamo il bisogno di dirgli che gli siamo particolarmente vicini.”
Gli saranno anche vicini ma è interessante vedere come si presenta al notizia. Breve cronistoria e spiegazione che di fatto e dai lontani anni’80 che per i suoi impegni non lo si vede…..
Ma non finisce qua. Altro giro, altro pedofilo. Travestito da prete.
A pochi giorni dall’ennesimo mea culpa del Santo Padre un altro cattivo esempio. Da parte di chi quelle parole proprie non se le vuole mettere in testa.
Ricordate il caso di don Marco Radaelli, condannato in primo grado a 2 anni e mezzo, per un “unico e breve episodio di abuso su una bambina”, quantificato come “fatto di minor gravità” (sic). Dalle motivazioni emerge che i superiori pare sapessero ma abbiano occultato il tutto, ed oggi si deve verificare se tale copertura sia davvero avvenuta ed in tal caso procedere penalmente.
Il padre della bambina pare avesse riferito al Parroco ed al Vicario tutto quanto e apre che pure la bambina avesse raccontato il tutto al Parroco.
Che interrogato ah detto di “non ricordarsi nulla”.
Per fortuna che per i Giudici, la sua testimonianza sia stata ritenuta “molto titubante e reticente”: “non è verosimile” si legge “che il teste possa aver dimenticato un particolare così rilevante rispetto alla grave accusa a un confratello”.

4 Commenti a “Don Domenico Pezzini condannato a 10 anni, malgrado il rito abbreviato.”

  • lottoperunsogno:

    è diventato uno di quei piccoli di cui parla Gesù? uno di quei piccoli di Gesù è stato violentato dal loro protetto, questo si è già scordato? mah, forse andrebbe ricordato meglio un altro brano: “E chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata intorno al collo una pietra da mulino e che fosse gettato in mare.
    Ora, se la tua mano ti è occasione di peccato, tagliala; è meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne.
    E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo, è meglio per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne.
    E se l’occhio tuo ti è occasione di peccato, cavalo; è meglio per te entrare con un occhio solo nella vita, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne.”
    Seguendo il Vangelo, che gli amici di questo pedofilo, non prete, pedofilo, dovrebbero legargli al collo la pietra del mulino. Oppure… tagliare via la parte che ha peccato…. che non è la mano, nè il piede, nè l’occhio…
    Li vorrei vedere dentro anche loro, per complicità.

  • Rosaria:

    GRANDE LOTTOPERUNSOGNO!!!!!!!!!!!!!!!

  • samantha:

    Giusto!…e la parte che pecca è la testa…beninteso che delle due non è la più piccola.

  • grande lottoxunsogno!

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