È davvero pericoloso mettere l’immagine di un cartone animato in un profilo di Facebook? Le nostre considerazioni.

È davvero pericoloso mettere l’immagine di un cartone animato in un profilo di Facebook? Le nostre considerazioni.
Ricorre la settimana in cui si celebra la giornata dell’infanzia (20 novembre) e la relativa carta dei diritti dei bambini. Le tv si riempiono di spot. La cassetta della posta, di pubblicità. E soprattutto, come funghi in autunno, ecco spuntare in ogni dove, super espertissimi quotidianamente impegnati (a dir loro) nella tutela dell’infanzia. Ma lesti, quanto basta, nel defilarsi dal giorno dopo la fine delle celebrazioni.
Guardando i numeri di bimbi abusati, ammalati e non curati, abbandonati, uccisi nel mondo, mai documento peraltro fu più inutile, ma non è di quello che parliamo oggi (anche perché come Prometeo ogni anno, per scelta, il giorno della carta dei diritti dei bambini chiudiamo per ferie). Bensì di una iniziativa, a mio personale avviso molto simpatica. Che da due anni accade in questi giorni su Facebook. Dove gli utenti mettono, al posto della loro fotografia, quella di un personaggio dei cartoni animati possibilmente legato alla loro infanzia.
La cosa, dicevo, a me piace. E pure quest’anno, spazierò da Tex Miller all’Uomo Ragno ai Muppet Show.
Lo trovo un gioco simpatico, divertente e che colora un po’ il grigiore di certe pagine.
Da un paio di giorni però sono inondato di mails di articoli (alcuni attribuite addirittura alla Polizia di Stato, ma spero/credo fermamente che così non sia, d’altro canto si sa in internet gira davvero di tutto) che denunciano la pericolosità di tali immagini, poiché potrebbero, e qua cito testualmente: “attirare i pedofili”.
Ora vorrei fare ad alta voce, due osservazioni, una sugli adulti in Facebook ma prima ancora una sui bambini:
a)    se avete bambini che hanno una pagina in Facebook, (e qua premettiamo che già avreste toppato), ma dicevamo se ai vostri figli avete creato una pagina in Facebook spero allora avrete anche loro detto quali regole DEVONO avere.
Se non l’avete fatto siete doppiamente in mala fede. Ma come, date loro un mezzo così e non spiegate cosa sia?
Le regole peraltro sono quelle della società reale. Niente contatti con sconosciuti, niente foto loro (quelle che poi magari mettere voi mentre fate loro il bagnetto o li portate in spiaggia semi nudi, poi nudi che semi, e quindi ben vengano i cartoni animati), niente fare a gara con i compagni a chi aggiunge più amici (ma si aggiungono solo quelli che davvero noi genitori, e loro bimbi, conosciamo) e se qualche estraneo li contatta dir loro che devono avvisare subito mamma e papà. In più bacheche chiuse (grazie alla opzioni sulla privacy) agli occhi indiscreti degli sconosciuti e via l’anno di nascita dall’intestazione.
Basta solo questo e potranno starsene felici ed allegri.

b)    Se siete adulti. Qua sinceramente non capiamo dove sia il problema. Anche perché dovrebbero valere le stesse regole di cui sopra. Non accetto sconosciuti, non racconto i fatti miei al primo che passa e che incontro. E se anche ho la foto di un cartone animato come profilo e, come qualcuno ieri ci ha scritto, ”mi contattasse un pedofilo?” la risposta è : magari lo facesse! Perché voi avete 50anni e saprete come difendervi!
Quindi, ricapitolando questa nostra chiacchierata (scritta proprio come se lo fosse).
Mette pure le immagini dei cartoni animati. Sono un modo divertente per ricordarci di quando eravamo bambini. E poi nel piacere di cancellarci l’anagrafe e tornare piccoli e spensierati, cogliamo magari l’occasione per far circolare quegli articoli, links, banner utili a quei bimbi che spensierati purtroppo non lo possono essere.
Grazie a chi non ha bisogno di un disegno animato in Facebook, per stanarli e predarli.

 

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