Fece prostituire una bambina. Condannata. È la madre.

Chi sta da questa parte della tastiera di cose così purtroppo ne ha viste tante, tantissime.
Eppure l’indignazione e lo stupore ogni volta si rinnovano, con forse addirittura maggiore intensità.
Associare il ruolo di madre a quello di predatrice è forse la cosa più difficile. Eppure malgrado il pensiero e la ragione si rifiutino di anche solo ipotizzare tale accostamento, ecco i fatti che ci portano su terreni che irreali non lo sono affatto, tutt’altro.
Una madre, che madre non è, è stata finalmente condannata in via definitiva e sconterà ben…..7 anni di carcere.
I fatti emergono nell’estate del 2005. Alla sezione anticrimine del commissariato di Polizia di Bassano (capitanata allora dal sostituto commissario Mario Brunello e dal vicequestore Alessandro Campagnolo), arriva la segnalazione da parte dei servizi sociali inerenti una ragazzina non ancora 15enne che ha spesso marinato la scuola, non ha amicizie e pare viva segregata in casa, vittima delle umiliazioni e delle vessazioni da parte della madre, una donna originaria di Lamezia Terme, con un passato legato al mondo della prostituzione.
L’indagine, molto complessa e condotta magistralmente, si avvale anche di intercettazioni. Che permettono alla Polizia di scoprire che la ragazzina non solo è abusata maltrattata in famiglia ma viene venduta ai soliti “insospettabili” (sei subito individuati e denunciati!). La madre ha inoltre creato un book fotografico, per “cercare nuovi clienti”.
La piccola viene liberata con un vero e proprio blitz. La Polizia irrompe sulla scena del crimine mentre un imprenditore la sta abusando. L’uomo, 46 anni, aveva appena portato la moglie coi figli al mare…..

La ragazzina fu subito affidata ad una casa famiglia ed oggi ci confermano sta tornando alla vita. Mentre per la predatrice finalmente si aprono le porte del carcere.

 

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