Fioccano le polemiche sull’inserimento lavorativo dei carcerati di Vallo!

Come volevasi dimostrare non ha “disturbato” solo noi la notizia per cui alcuni detenuti del carcere di Vallo della Lucania verranno fatti lavorare all’esterno del carcere prendendosi cura del verde pubblico, in alcuni paesi di quella zona.
Comunicati stampa, associazioni scese in campo (Caramella buona), raccolte di firme, minacce di picchetti in strada,  polemiche, è tutto un susseguirsi di interventi. Ovviamente contrari a tale “reinserimento sociale”.
Non sono dello stesso parere la direttrice del carcere Mariua Rosaria Casaburo che ha dichiarato: “il progetto dará la possibilitá ai detenuti di reinserirsi nella societá con qualche prospettiva in più e senza pregiudizi rispetto al proprio passato”, ma soprattutto il sindaco di Castelnuovo Cilento, il cui pensiero, chiarissimo e lampante, è tutto espresso nel suo comunicato stampa che riportiamo integralmente:

“In relazione alle polemiche che sono nate intorno al progetto di manutenzione del verde pubblico e delle strade cittadine realizzato dal Ministero della Giustizia e il Comune di Castelnuovo Cilento, desidero precisare che nella Casa Circondariale di Vallo della Lucania non sono ristretti pedofili ma, come sostenuto dalla Direzione della Casa Circondariale stessa, autori di reati che , pur rientrando nella cosiddetta “ violenza sessuale” hanno avuto pene talmente brevi da risultare senza alcun dubbio di minore gravità rispetto ai reati di questo genere.
Inoltre, nel progetto in questione, non sono stati assolutamente inseriti pedofili. Questa evenienza, tra
l’altro, sarebbe stata impossibile perché NEL CARCERE DI VALLO DELLA LUCANIA NON VI E’, AL MOMENTO, RIBADISCO, NESSUN DETENUTO CHE ABBIA COMPIUTO ATTI DI PEDOFILIA.
Desidero evidenziare che il nostro progetto è frutto di mesi di lavoro impegnativo che ha visto il coinvolgimento e la condivisione di diversi attori istituzionali quali: Magistratura di Sorveglianza, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, Carcere e Comune. Non a caso infatti nel progetto sono stati ammessi solo detenuti con fine pena talmente breve che usciranno comunque entro 5 o 6 mesi, selezionati da un’equipe composta da direttore, poliziotti penitenziari, criminologi, psicologi, educatori e soltanto dopo un reale percorso di rivisitazione critica delle proprie azioni, esattamente come prevede la legge e, quindi, in piena legalità e sicurezza.
Vorrei ricordare infine che ,come è sancito all’art.27 della nostra Bibbia Civile, la Costituzione Italiana, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Il carcere “non è un ghetto di persone abbandonate ma un luogo di recupero dell’umanità”, dove anche lavorare alla manutenzione del verde pubblico, oltre ad offrire a costo zero un servizio alla comunità, può far rinascere la speranza e la volontà di ricominciare.
Castelnuovo Cilento, 9/4/2011
Il Sindaco
Eros Lamaida” 

Perfetto. Ora sì è tutto chiaro. Dopo che per giorni si è sbandierato che si dava un lavoro ai sexual offenders e dopo che gli stessi sono stati fatti parlare in conferenza stampa (uno ha dichiarato: “Sappiamo che non è facile farci accettare al di fuori di queste mura carcerarie, per questo siamo grati al sindaco di Castelnuovo “) ora scopriamo che non sono pedofili.  
E che se pur si tratta di reati sessuali sono reati sessuali “di minore gravità” (e qua scusate mi vengono in mente le parole di quel padre pedofilo che incontrato stamani per un processo ha dichiarato alla moglie: “ma quanto casino per una toccatina” – toccatina = masturbazione dell’adulto su bimba di 5 anni), termien questo che il Sindaco credo sia tenuto a chiarire. Per rispetto alle vittime di tali reati!
Aspettiamo la stampa di domani, per scoprire che magari non sono nemmeno carcerati.
In tal caso auguriamoci siano amministratori comunali. Farli lavorare, quello sì, sarebbe un intervento socialmente utile.

2 Commenti a “Fioccano le polemiche sull’inserimento lavorativo dei carcerati di Vallo!”

  • apetta88:

    Quando mio nonno faceva la guardia carceraria e arrivava uno condannato in carcere lui lo registrava: nome cognome data di nascita e,sotto “fine pena”, la parola “MAI”…
    quanto vorrei che con questa gente si potesse scrivere quella parola anche solo per quei “reati di minore gravità”…

  • spunz:

    …ci sei andato vicino…c’è già qualcuno che sostiene che potrebbero esserci persone innocenti in mezzo a loro?!?!…oh signur signur…

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