I pedofili di cui si fidano i bambini.

Premessa:
In questi giorni si è parlato a lungo del caso che state per leggere, soprattutto in seguito alla “scomparsa” del sacerdote. Scomparsa che lascia aperte molte porte e fa nascere legittimi dubbi, non ultimo quello che scaturisce dal fatto che dopo nemmeno 72 ore i soccorritori lasciavano il posto interrompendo le ricerche (chi vive vicino ad un lago sa che le ricerche vanno avanti anche per mesi!) e senza adoperare strumenti di precisione (sopra tutti lo speciale robot denominato Pippo che da Genova viene spedito sul lago d’Iseo ogni volta che si cerca qualcuno).
Questa la premessa. Necessaria. Ora raccontiamo i fatti come sono accaduti, atti del processo e testimonianze dirette alla mano (per questo evitiamo le virgolette, poiché il 99% di quanto riportato arriva da lì).

 La Storia.
È l’11 dicembre del 2004, siamo in un paesino della Val di Scalve, tra le montagne della provincia di Bergamo. Assunta (il nome è fittizio) ha quasi 13 anni. Da tempo non sta bene. È sempre triste, ha crisi di pianto e di panico. Nel suo diario pensieri suicidi.
Da un po’ di tempo ha ripreso ad uscire di casa. La madre l’ha convinta, quasi obbligandola, a frequentare l’oratorio, dove il nuovo prete, Don Matteo Diletti (poi suo insegnante di religione a scuola) da poco arrivato, pare coi ragazzini “ci sappia fare”, coinvolgendoli in molteplici attività.
Una sera la bambina torna a casa alle 23,00 in punto. È in evidente stato di shock, con gli occhi sbarrati ed un forte rossore sul labbro.
La bambina corre dritta in camera sua, si chiude dentro e tra le lacrime chiede di essere lasciata sola. Servirà del tempo e finalmente si aprirà. Raccontando, nei giorni a seguire, tutto l’incubo che da tempo si trova a vivere.
Partendo proprio da quella sera. Una gita con l’amico parroco ed altri coetanei. Tutti al cinema e poi a casa.
Assunta è l’ultima ad essere accompagnata a casa. L’auto però si ferma in uno spiazzo buio. Isolato.
Luogo ideale per molestare una bambina.
Le molestie, quella dell’11 è solo l’ultima. In ordine di tempo.
Altre ce n’erano state. Altre la bambina in lacrime confessa ai genitori, partendo da quella volta là, quando lui si autoinvitò per un caffè e con una scusa salì in camera a salutare Assunta. Facendola sede poi sulle sue ginocchia. Toccandola nelle parti intime.
33 anni lui. Quasi 13 lei.
I genitori trovano poi nel cellulare della figlia degli sms eloquenti, che vedete in questa pagina.
Don Matteo stesso, da loro chiamato si presenterà a casa ammettendo “un qualche bacio”, ma negando il resto. Chiederà anche di incontrare Assunta, concessione fortunatamente negata.
La bimba, quando il prete se ne va, viene trovata dai genitori in camera, nuovamente in stato confusionale ed in preda a ripetuti attacchi di panico.
A fine gennaio le cose precipitano nuovamente. La bimba tenuta a debita distanza dall’oratorio, manifesta nuovamente comportamenti anomali. È molto sofferente, molto aggressiva, sta nuovamente male.
Ai genitori trova la forza di confessare che gli abusi di Don Matteo sono stati solo gli ultimi in ordine di tempo. Ma che da ani, è vittima di un altro predatori di bambini, l’amico di famiglia,
lo “zio” Ugo.
Entra così in scena Ugo Cattaneo, di origini milanesi, pensionato, vicino di casa della famiglia.
Ha di fatto visto la piccola nascere. L’ha tenuta in braccio il giorno del battesimo.
L’ha riempita di attenzioni e di regali. Spingendosi però oltre. Quell’oltre che porta qua.
Dove parliamo di abusi sui bambini.
Al dolore del racconto della bimba si aggiunge un dettaglio, che la stessa fa nel suo racconto:
Don Matteo sapeva tutto. La bambina glielo aveva confidato. E lui, anziché aiutarla, aveva approfittato di lei. Ma anche lo zio Ugo sapeva delle molestie del prete: prova del fatto un lungo sms di Assunta che raccontava tutto l’accaduto, nei minimi dettagli…e il messaggi, che lui le manda, tipico di un uomo “geloso”, non di uno zio che deve aiutare una bambina in pericolo.
La bimba, va ricordato, peraltro era “plagiata” dall’uomo che aveva fatto un (dis) abile lavorio, mettendola contro i suoi genitori, facendole venire meno ogni possibilità di chiedere aiuto, che si liberasse.
La storia continua per tanto. A seguire fatti che qua già abbiamo narrato più volte (cercateli tramite i tags qua a lato).
Le minacce. Il paese contro. Le ingiurie. La bimba che vive lontano da casa.
Fino ad oggi.
La bimba è una ragazza, maggiorenne, bella e serena. Che sa di avere una famiglia splendida che per lei ha lottato contro il mondo.
Quando sarà mamma anche lei, non potrà scordarsene.
Loro, i predatori, sono stati condannati. In primo grado. In secondo grado. In Cassazione. Ed ora li attende il carcere. Sono PEDOFILI: oltre ragionevole dubbio.
Il lieto fine manca invece per qualcuno: chi li ha difesi. Chi ha oltraggiato. Chi ha fatto del male.
Per loro nessuna possibilità di riscatto. Di recupero.
Solo l’oblio….

 La canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=sYB1U8uVVqU

5 Commenti a “I pedofili di cui si fidano i bambini.”

  • barbara:

    Dal profondo del mio cuore giunga alla ragazza e alla sua famiglia tutta la mia ammirazione! Vorrei avere anch’io il loro coraggio e la loro determinazione!

  • Bibi:

    Siete stati dei grandi genitori molti dovrebbero prendere esempio da voi, avete sopportato di tutto, umiliazioni ,minacce e quant’altro, ma alla fine avete vinto.
    Vi auguro tanta serenità e soprattutto che la vostra dolce bambina ormai grande sia felice e affronti la vita con coraggio e serenità un abbraccio grande.

  • ledar:

    “sono in lacrime”… “guarda che non volevo farti del male”… “resistere e negare”… “ti immagino qui mentre ti tocco tutta quanta”…

    stavolta non commento, altrimenti…….

  • Ilcircolodidante:

    Un esempio per tutti….. Alziamo la testa, e con lo sguardo e vediamo lontano!!!!!! Ciao cucciola… hai dei splendidi genitori!!!

  • yzy:

    un abbraccio alla ragazza e alla sua famiglia, al loro coraggio indistruttibile, alla loro forza gigantesca. grazie per il vostro esempio. la vita che avete riconquistato e la giustizia per cui avete lottato sono una luce di speranza, luminosa come il mondo a cui appartenete. il resto e solo il buio e il chiuso dove devono essere confinati per sempre questi mostri, e la melma putrida in cui vivono tutti quelli che quei mostri li hanno difesi.

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