Il cambio culturale passa dalle parole che usiamo.

Il primo a riportare la notizia con questo titolo è stato il Resto del Carlino (contatti redazione: segreteria.redazione.bologna@monrif.net    ).

Da lì è stata ripresa, senza la benché minima verifica o ritraduzione del titolo, da tutti. Questo, a dimostrazione di quanto ho detto, lo stesso articolo sul Tg Com (solitamente molto più serio), ma se digitate in Google tale titolo, troverete praticamente la stessa cosa riportata da più fonti. Oramai non ci si prende più il tempo per verificare nulla. Vale tutto e il contrario di tutto. Peccato che sei si legge l’articolo andando oltre il titolo, non si parla di una moglie, passatemi l’agghiacciante termine, “meno focosa del marito”. Né si parla di un uomo appunto, come in tanti che hanno commentato nel web, “che ha le sue esigenze”, verso una moglie che “ne ha di meno non capendo cosa si perde (sic e doppio sic)”. Qua si tratta di un soggetto che si masturba nudo davanti alla figlia minorenne (e questo è quello che si chiama con un nome ben diverso dall’essere “focosi”), e che costringe con la forza la moglie ad avere ripetuti rapporti sessuali (e pure questo , nel codice penale, ha un nome preciso). Sopra ho riportato la mail del Resto del Carlino. Due righe, non volgari (la volgarità non serve e non ci rende migliori!), ma decise di sdegno andrebbero fatte. Da voi tutti. Che siete tanti, qua ogni giorno, e quindi sarebbe un bel segnale forte. Perché anche le parole possono ferire. A volte più dell’abuso medesimo.
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/rimini-marito-malato-di-sesso-la-moglie-lo-denuncia-indagato-per-maltrattamenti-in-famiglia_3209852-201902a.shtml

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