Il cuore di un pedofilo.

IL CUORE DEL PEDOFILO.

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Ieri sera mentre rientravo  a casa mi telefona un’amica. Il figlio è stato abusato dal migliore  amico di famiglia, che avrebbe dovuto occuparsi di lui quando i genitori erano al lavoro  e che invece ha “approfittato” dello stesso. L’abusante, messo alle strette, ha confessato. Non prima  di aver fatto passare il bimbo per non attendibile (“quello lì mica capisce come tutti gli altri”, riferendosi con grande classe, alla disabilità dello stesso). Ora, la moglie del pedofilo chiede alla mamma del bimbo di “non rovinarli, di non denunciarlo, che lo faranno curare”. E consegna così alla mamma dell’unica vittima, un gigantesco senso di colpa: “se denunci, sei tu che rovini”. Aggiungendo poi un tocco finale: “è malato di cuore, ha già avuto tre infarti, non vorrai che…”. Ora la donna è doppiamente sotto shock. Qua dico a voi quello che ho detto a lei. Ovvero, di impacchettare tutti i sensi di colpa e mandarli all’unico legittimo proprietario. Chi abusa deve mettersi in testa che potrebbe anche essere scoperto. E la propria facciata cadere. Tutto quello che accade, quindi, è conseguenza SOLO dell’abuso attuato, Non di chi si oppone a quell’abuso. Aggiungo infine, che quando abusano, quando si abbassano i pantaloni davanti ad un bambino, l’infarto NON ce l’hanno mai. MAI: ce l’hanno solo quando l’autorità giudiziaria bussa alla loro porta… Infartati a comando. E poi c’è chi li chiama ancora malati….

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

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