Il nostro eroe del giorno: il piccolo Christian McPhilamym

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Tempi duri. Di bullismo. Basato sulla più diffusa delle malattie: al cattiveria. Che si sposa col pregiudizio, con una cultura ancestrale e per questo difficile da sradicare benché oramai obsoleta. E pericolosa appunto. Maschilista e machista. Intollerante. Verso tutto ciò che è diverso. Ma proprio per questo , a volte, migliore, pulito, vero, sincero. Per questo ci vuole coraggio. Tanto. Per affrontare questo mondo. Soprattutto se sei un ragazzino e quindi meno attrezzato a combattere, resistere, sopravvivere. Lui però ce l’ha fatta. E ci dà un insegnamento pazzesco. Il suo nome è Christian McPhilamy, oggi 8 anni. boygrowslonghairchildrencancerwigstjudehospital6

A scuola è stato dall’età di sei anni vittima di bullismo. “Femminuccia, checca, signorina, frocetto” insieme a “vergognati, ma come si fa, ma chiuditi in casa” le espressioni all’ordine del giorno. Reo di portare i capelli lunghi. Di “assomigliare ad una femmina” e per questo picchiato, maltrattato, insultato. Lui ha resistito. E vinto. E quel sorriso. Che gli leggo negli occhi, dimostra che tutto questo dolore l’ha saputo gestire bene. Sicuramente avrà avuto giorno no, in cui pensava di mollare ma ha vinto. Ah, a proposito, dimenticavo l’aspetto più importante: il ragazzino non si è fatto crescere i capelli così, tanto per fare, o per seguire una bizzarra moda. L’ha fatto per poterli poi tagliare e vendere: affinché il ricavato servisse ad aiutare altri bambini. Malati oncologici.

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