Il predatore di bambini disabili. Ecco cosa ha fatto Pietro Materi. Parte 2 della sentenza.

Vi ha colpito molto settimana scorsa il viaggio nella pedofilia fatto entrando nella sentenza di Pietro Materi.
Oggi proseguiamo, con la seconda parte. Altrettanto dolorosa.
Ci occupiamo del secondo bimbo disabile abusato da Materi.
Partendo da un fatto, accaduto dopo che già gli aveva scattato delle fotoni bagno “con i pantaloni abbassati”.”Tra la fine di maggio e gli inizi di giugno,nell’aula riservata agli insegnanti di sostegno affidatari di bambini con handicap, l’imputato aveva chiesto al bambino…di toccarlo mentre si masturbava…..in un’altra occasione di  prendere in bocca i (suoi) genitali, procedendo sempre a fotografare gli abusi.
Il materiale era stato scambiato con il soggetto malese (!!!), a fronte di altro materiale, anche questo autoprodotto, realizzato con un bimbo dell’età di 5 o 6 anni”.
Mi fermo. E mi scuso se stavolta siamo entrati subito a gamba tesa, dando dettagli che spesso per rispetto omettiamo. Ma questa volta ripeto ci dovevano stare. Immaginiamoci la scena. Un bimbi disabile. Il suo tutor. E le violenze. Che subito vengono fotografate perché, una volta tornato a casa, il predatore potrà barattarla con altre violenze, fatte addirittura in Malesia, dall’altro capo del mondo. Ecco cosa diventano i bambini: oggetti. Utili solo per essere abusati. Fotografati. Scambiati. Riabusati. Etc. etc.
La sentenza continua con altre analisi. Di foto scambiate. Di pedofili a lui collegati:
“scambi di materiale pedopornografico con un soggetto rispondente a xxxx che aveva utilizzato all’uopo i figli della sorella della sua convivente (ove i bambini venivano spogliati, masturbati ed era ritratto anche un rapporto orale col maschietto mentre dormiva)”.
Si parla ora per la prima volta del filone svizzero dell’inchiesta.
Chi ha seguito tramite il nostro blog la storia ricorderà che Materi prese il trenino, attraversò l’Italia ed andò in Svizzera per abusare (con la connivenza del padre) un bimbo gravemente disabile che il padre medesimo aveva messo in vendita, con un annuncio su internet.
300 euro in contanti e fai cosa vuoi con mio figlio, questo il senso del messaggio, l’importante è che io possa partecipare. Firmato Il papà del bambino.
Ricordatevi che questi sono i pedofili. Che così agiscono. E che chi li difende è questo che condivide….
Ma andiamo avanti: la Polizia parla di una cartella con 500 file relativi al minore yyy venduto dal padre svizzero. Immagini del piccolo. In balia della paterna follia pedofila.
“L’abuso consiste in un doloroso sfruttamento della menomazione della vittima e si verifica quando le condizioni di inferiorità sono strumentalizzate per accedere alla sfera intima della persona, che versando in uno stato di difficoltà, viene ridotta ad un mezzo per l’altrui soddisfacimento sessuale.(…) Il Materi ha approfittato della mancanza di autonomia fisica e del disagio psichico di bambini gravemente inabili, con problemi persino comunicativi, per abusarne sessualmente a mezzo palpeggiamenti, rapporti orali, masturbazioni”. Continua…parte 2/3

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