Il revisionismo dei nazisti, simile a quello dei pedofili.

Nel mio libro Predatori di bambini (di cui a breve vi parlerò in vista della pubblicazione di una nuova versione) paragonavo i pedofili ai nazisti. 
“Criminali, con un alto senso di sé, une spiccata capacità di scindere le proprie vite, padri affettuosi ed efferati maniaci, convinti di esser intoccabili, di fare la cosa giusta”.
Premetto questo poiché il post di oggi parte da lì. Da un campo di sterminio, Auschwitz per l’esattezza e da una visita guidata promossa da un soggetto, tristemente noto, David Irving, storico negazionista. 
Che appunto proprio ad Auschwitz ha accompagnato un gruppo di turisti. A cui raccontare la storia a modo suo.
A dire il vero erano pochissimi quelli che l’hanno seguito (solo 11) che oltre alla comune ideologia han condiviso le medesime frustrazioni, convinti che il mondo ce l’abbia con loro (sic) e che ci sia un disegno mondiale atto a far credere che gli ebrei uccisi siano 6milioni e non quelli che invece loro quantificano: 
“ad Auschwitz furono “solo” 300mila i morti” dice Irving, a cui è stato dato il permesso di entrare e parlare in un luogo che io ritengo sacro. 
“Hitler poi manco era al corrente di tutto quanto capitava qua” continua il folle inglese, rivolto alla corte dei miracoli che l’accompagna.  Non so perché ma i filmati di Irving ad Auschwitz e dei suoi accompagnatori mi hanno creato una sorta di deja-vù. Ed una dopo l’altra mi sono venute alla mente le immagini che spesso qua abbiamo commentato. Indignandoci. Perché l’indignazione era l’unica risposta umanamente possibile. 
Gente che sfila per e con i pedofili a braccetto. Gente che si iscrive ai corsi di chi è indagato (e poi condannato) per abusi, gente che diffonde l’idea dei Falsi Abusi contagiando menti simili alla propria, uomini cacciati di casa da donne che volevano difendere i propri figli dagli abusi e che vengono fatte passare per pazze, innamorati che non si rassegnano alla separazione ed assillano il proprio partner senza sosta……
Potrei continuare per molto. Ma mi fermo qua. Gli esempi d’altro canto li conoscete. Alcuni di voi li addirittura hanno tatuati sulla propria pelle. Sono le ferite più difficili da cicatrizzare.
Consolazione: il mondo conosce la verità ed Irving (che per i suoi deliri in Austria ha pure scontato 14 mesi di carcere) resta la persona (?) per cui Hitler era “un grande uomo”.

Il libro:
Helga Schneider, Il piccolo Adolf non aveva le ciglia, Einaudi.

Un Commento a “Il revisionismo dei nazisti, simile a quello dei pedofili.”

  • ledar:

    In effetti somiglianze ce ne sono diverse, soprattutto come dici tu sull’abitudine di riscrivere gli eventi a loro uso e consumo. Come novelli Goebbels ripetono ai loro simili: “Ripetete una bugia cento volte, mille volte, un milione di volte, ed essa diventerà verità”.
    Ma una cosa distingue i nazisti dai pedofili: i primi di solito uccidevano le loro vittime, i secondi le feriscono a morte e le guardano soffrire a vita. Cos’è peggio?
    Oggi di gente che si ispira al nazismo ce n’è qua e là, fanatici e nostalgici idioti ce ne saranno sempre, ma la piaga della pedofilia non è sparita con una oscura pagina di storia, anzi aumenta giorno per giorno.

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