Incontrare o no, anni dopo, il pedofilo che ci ha tolto l’infanzia?

Incontrare o no, anni dopo, il pedofilo che ci ha tolto l’infanzia?
È un quesito che spesso ci riportate. A volte l’incontro è l’ultimo passo prima di chiudere definitivamente le porte al dolore e tornare alla vita. Altre invece è un ennesimo naufragio. Un’ennesima prova di dolore. Ricevuto.
Non c’è una sorta di ricetta, o di giusta risposta. Ogni storia fa da sé.
A volte, ripeto, è terapeutico (soprattutto quando si capisce quanto codardi siano questi soggetti che se guardati negli occhi, dovranno abbassare loro lo sguardo), altre invece (se ci si presenta a tale “incontro” non preparati, diventa un’occasione per lui di nuocere ancora).
Una nostra amica da alcuni mesi si crogiola proprio per questa decisione.
Quella che state per leggere è la sua lettera, che io per ora non commento.
Vorrei lo faceste voi.

” Forse è solo un volersi sentire dire “scusa”. Questo senso d’irrisolto. Profondo. Fortemente magnetico. E’ la vita che pretende un riscatto. Una bambina che chiede giustizia.
E’ passato un quarto di secolo. E ancora non si può dimenticare. Non ci si riesce. Le sue espressioni, il suo odore, le sue mani, la sua voce.
Quel giorno è successo qualcosa di spaventosamente inquietante. E quel giorno ha cambiato tutta la mia vita. In modo irreversibile.
Non l’ho mai presa troppo sul serio. E forse è stato un errore. Semplicemente, fare finta che non fosse successo nulla di grave, rendeva la gravità di quei gesti più sopportabile. In fondo ero solo una bambina. Non ero fatta per le cose da grandi, io. Come poter gestire quella paura, così immensa, senza un adulto che mi proteggesse? Come affrontarla, se non bastavo nemmeno a me stessa? E dunque l’ho ridimensionata. Cercando di farla piccola piccola. Una pallina minuscola che però ha mantenuto la stessa massa e,  come una supernova, a un certo punto è implosa. Diventando un buco nero. Che sta sconvolgendo tutto. Che sta curvando lo spazio e il tempo attorno a sé. Cioè me. E con me, anche la mia salute mentale, se non mi sbrigo a risolvere l’irrisolto.
Non riesco a resistere al suo magnetismo. Mi sta risucchiando dentro di sé. Sempre più forte, sempre più velocemente, sempre più follemente. E’ una corsa che non si può fermare. E’ il mio passato che mi chiama. “Ehi tu…Questo è quello che ti è successo. Questa è la paura che hai provato. E questo è quello che accade quando quella paura non l’affronti”. Un buco nero.
“E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”(Nietzsche).
L’abuso sessuale è esattamente questo. E ora il mio abisso mi sta scrutando. Coi suoi occhi invisibili, ma che sento essere enormi. Profondo. Scuro. Immobile. Però capace di leggermi dentro e di attirarmi a sé. Perché è dentro me.
Ho bisogno di rivedere quel adulto, ora che sono grande anch’io e che possiamo lottare ad armi pari. Vorrei parlargli.
O forse no. Vorrei vederlo marcire in galera. O forse no. Vorrei vomitargli addosso tutta la merda che mi ha costretto ad ingoiare. O forse no. A giorni mi sembra di stare sulle montagne russe. Sì. No. Sì. No. Sì. No. Come una luce intermittente che si accende e si spegne continuamente, quando i neuroni fanno contatto nella scarsa materia grigia che stoicamente resiste nel mio cervello. Cervello che spesso va in  corto circuito. Specie quando cerco di sviscerare quei ricordi. Maledetta sindrome di Stoccolma. Che mi ha impedito di parlare. Per proteggerlo. Anche se lo odiavo… Per difenderlo. Anche se lui mi faceva del male…Per evitare che mi odiasse. Perché avevo bisogno di sentirmi accettata…Per evitare che lo scoprissero. Anche se abusava di me.
E ora che sono grande, ora sono io che non vedo l’ora di toccarlo. Sì. Con un bel paio di manette. Di vederlo. Certo. Con un bel pigiamino a righe bianche e nere. Orizzontali. Gli auguro una lunga vita. Già. Visto che sono così indecisa, che non gli venga in mente di defungere prima che io gli possa parlare. Che avrei un paio di cose urgenti da dirgli.
La prima, che sono cresciuta. Eh già. Non potevo mica rimanere piccola in eterno. Passi la Sindrome di Stoccolma, ma quella di Peter Pan gliela lascio volentieri.
La seconda, che sono incazzata. Molto incazzata. Con lui e con il mondo. Ma lui offre il giro e paga per tutti.
La terza, che non c’è nulla di peggio di una donna incazzata che ha un buco nero grosso così.  (…)
Mi dispiace.
Ecco. Le parole che lui non ha mai detto. “Mi dispiace”.
Ma io lo so che le sue, di scuse, non arriveranno mai.
Tutt’al più, potrà arrivare solo altra merda.
D’altronde, ognuno vende quello che ha.
O quello che è…..”

8 Commenti a “Incontrare o no, anni dopo, il pedofilo che ci ha tolto l’infanzia?”

  • non mandatemi decine di mail!!! commentate qua…grazie ;-)))))

  • samantha:

    La risposta te la sei già data cioè:

    Le parole che lui non ha mai detto. “Mi dispiace”.
    Ma io lo so che le sue, di scuse, non arriveranno mai.
    Tutt’al più, potrà arrivare solo altra merda.
    D’altronde, ognuno vende quello che ha.
    O quello che è…..”

    E proprio quello che è che non gli farà mai dire mi dispiace, perchè non si dispiacciono affatto dei loro gusti sessuali, anzi.

    Mi piaci quando scrivi che sei incazzata e che non c’è nulla di peggio di una donna incazzata che ha un buco nero grosso così.
    Per chiudere il cerchio io parlerei e lo sputtanerei.
    Ed è facile che scoprirai che non sei stata l’unica a subire.
    Sarò forse duro per te quel che ora dico, ma in genere non ti scelgono perchè ti preferiscono, perchè per loro sei solo l’OGGETTO del loro piacere.
    Ti scelgono per comodità o perchè magari sei la più timida, non certo perchè sei la più bella o perchè nella loro devianza ti amano, mentre tu col tuo silenzio lo hai anche protetto, ed è stata questa la sua forza e la sua arroganza..
    Per chiudere il cerchio io non chiederei le sue scuse, ma gli sputerei in faccia quello che non hai mai fatto fino ad ora, non tanto per lui ma solo ed esclusivamente per te.
    Sono d’accordo con te “NON C’E’ NULLA DI PEGGIO DI UNA DONNA INCAZZATA”.

  • aquila reale:

    incontrare o meno il nostro maledetto pedofilo…??? al momento sto facendo ticorinio al pronto soccorso… a volte ci penso, e concludo che non saprei se è meglio che non lo becchi lì, oppure sarebbe meglio non vederlo mai… se dovessi ritrovarmelo lì non saprei come mi potrei comportare. non saprei che reazione potrei avere. non saprei dire che nel fargli un’intramuscolo cercherei di fargli il più male possibile, o non mi avvicinerei proprio. non saprei dire se lo guarderei con odio o con pietà. non saprei dire se mi sentirei migliore, o addirittura superiore, o umiliata. questo lo penso di continuo. sarei curiosa di vedere la sua faccia, se mai mi dovesse riconoscere, nel vedere che io sono “sopravvissuta”.

  • MARY:

    E’ un dilemma a cui,credo,prima o poi arriviamo tutti…io non ho piu’ questa possibilita’ di scelta perchè il bastardo è morto e,anche se mi fa felice che è morto soffrendo,a volte mi da fastidio,ora che sono piu’ forte,non avere piu’ la possibilita’ di spuyargli in faccia ma mi rendo conto anche che,se non fosse morto,forse,non sarei riuscita a parlarne e ora,forse,sarei ancora lì ad avere paura di andare a letto terrorizzata nel sentire quei maledetti passi salire le scale……pero’,vorrei riportare quì le parole di una donna meravigliosa che mi ha insegnato il coraggio anche se io ho ancora tanta strada da fare prima di arrivare a essere come lei…”la grande prova di ieri mi ha fatto capire che io ho nel cuore grande amore,sì ho versato un fiume di lacrime,ma ho capito che non riesco ad odiare,ma ognuno per la sua strada….”questa grande donna,per usare parole sue,è morta e risorta tante volte nella sua vita e oggi è una tigre con un cuore immenso….a volte,affrontare il proprio dolore guardandolo dritto negli occhi,è l’unico modo per riuscire a perdonare se stessi e quindi il mondo intero…le scuse da parte del mostro,non arriveranno mai anzi,messo alle strette,cerchera’ ancora di riversare la colpa su di te ma,vuoi mettere la soddisfazione nel guardarlo negli occhi e fargli capire che non puo’ piu’ ucciderti perchè ora sei rinata e sei forte e lui non vale niente!!!!!!! un abbraccio mega by mary

  • monica zuncheddu:

    Una cosa è peggio di una donna incazzata…è UNA MAMMA INCAZZATA… e io adesso lo sono davvero!!!

  • Silvy Bascialla:

    No!…non ti chiederà MAI scusa. NO, io non voglio incontrarlo….mio padre!

  • kiki:

    Ciao, io ti direi di incontrarlo, guardarlo negli occhi e farlo sentire piccolo(come ti sentivi tu allora), fragile,in pericolo…. ora che sei grande non può farti niente, non può farti del male, quello peggiore te lo ha già fatto…al massimo ti dirà che non è successo niente e che lui non ha colpe….. io vorrei rivedere chi mi ha fatto subire queste schifezze…(il mio prof), ma lui ora è in Florida e non lo rivedrò più, ha 72 anni, vive tranquillo…ma sono riuscita a mandargli una mail (l’indirizzo l’ho chiesto alla figlia), so che per almeno un minuto ha avuto paura, so che non voleva che parlassi con la figlia, e per me questa è stata una piccola e grande soddisfazione…so che per un momento ha tremato…. vorrei rivederlo per guardarlo con tutto l’odio che sento, o forse non è odio, ma non certo amore!!! fai quello che senti sul momento e facci sapere un abbraccio grande grande KIKI

  • malinconica:

    Io lo vedo almeno una volta ogni 15 giorni, è il marito di mia madre,il mio patrigno. Sembra nn ricordare , ed io ke da soli 2 anni ho preso coscenza di quello ke mi ha fatto (dai 9 anni ai 18 anni, oggi ne ho 34 ), LO ODIO!!! Vorrei affrontarlo , ma so ke scombussolerei molti equilibri , potrei rovinare la vita di mio fratello ke è all’oscuro di tt e ke stranamente lo considera un padre a tutti gli effetti. Qndi ke fare ?? 🙁

Lascia un Commento

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe