“io pedofilo”. Intervista ad un pedofilo parte 2 –

IO PEDOFILO. Intervista ad un pedofilo – seconda parte.
Questa è la seconda parte dell’intervista. Commentatela come vi ho cortesemente chiesto di fare.
E qualora aveste delle altre domande mandatecele via mail blogfrassi@yahoo.it e le inoltreremo, al diretto interessato….
Per ora, buona riflessione…..
D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
D: L’impulso che provava la spaventava?
R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
D: Le ringrazia la Polzia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
Se non ci sono le basi per una rpesa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
D: Perché uno diventa pedofilo?
R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usatol’amore in modo strumentale.
D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
D: La sua speranza?
R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
FINE – da L’ADIGE – di B. Zorzi.

19 Commenti a ““io pedofilo”. Intervista ad un pedofilo parte 2 –”

  • “Se non ci sono le basi per una rpesa di coscienza, non resta che la paura della prigione”

    …che in italia non esiste, grazie ai nostri politici…

    ma a parte questo, che dire… l’intervista parla da sola. dico solo che il signor “mario” è giunto a una consapevolezza che gli altri pedofili sono lontani anni luce dal raggiungere. la consapevolezza del male che ha fatto, di quello che è, della necessità del lavoro delle forze dell’ordine. riesce a vedere oltre le giustificazioni usate dai suoi simili e da esse tenta di metterli in guardia.

    chiama le vittime “vittime” (mai visto un pedofilo fare una cosa del genere!), accarezza il desiderio disilluso di poter cambiare e di poter avere una vita “normale, anzi banale”.

    di pedofilia non si potrà guarire ma gli auguro comunque di trovare un equilibrio.

  • non so…non riesco a credere nella sincerità di questa categoria di soggetti, sono gente che ha fatto troppo male per ottenere, a mio avviso, una redenzione. non credo che in certe situazioni il fatto di non agire direttamente, chiedere scusa possano bastare.

  • a44a:

    Non riesco ad esprimere un giusto commento, non sono in grado di essere imparziale, nonostante questa persona abbia dimostrato di ammettere i suoi sbagli, di essere diciamo “pentito”, io non so perdonare e non gli auguro di trovare la pace con se stesso, anche questo suo modo di fare non è giustificabile perchè secondo me inconsciamente è come se si volesse pulire la coscienza, ma ciò che dice non è un sentito reale. Potrei sbagliare, non sono nessuno per giudicare, ma oggi ancora oggi le mie ferite sono aperte, sanguinanti e non so se riusciranno mai a richiudersi, per cui non chiedetemi di accettare questo modo di porgersi e di giustificarsi, lo andasse a far capire a quei bambini che stanno soffrendo, che hanno sofferto e che soffriranno ancora. Ciao Max, scusa con tutto il rispetto per il tuo lavoro…..

  • Non credo che sia sincero,ovvio è un mio giudizio personale.

    Sono una persona che giustifica o quantomeno cerca di capire gli errori che le persone commettono,quali possono essre i motivi.

    Per quanto riguarda questa categoria,proprio non ci riesco.

    Il solo pensiero che possa essere attratto dai bambini oltre a quello che ha fatto realmente,rimane comunque per me una persona da non giustificare.

    Un abbraccio,Max.

  • Per quanto siano forti gli impulsi umani, non si fa niente se non c’è la volontà, in questi atti premeditati. E la volontà di fare del male è angosciante solo a pensarci. Ci sono raptus, ma c’è anche la premeditazione. E nella premeditazione, cavoli, c’è tempo… io mi ammazzerei con le mie mani piuttosto che fare del male ad un bambino. Io, che son vigliacca, lo farei. Forse non spetta a me, giudicare. Forse per “mario” c’è la possibilità di un futuro, anche banale… ma si può scegliere chi diventare, nonostante tutte le disgrazie del mondo. Si può scegliere una strada… la chiave è nella volontà. Nel volere diventare se stessi, oppure il mostro. Forse “mario” l’ha trovata adesso la volontà. Se è così, spero che non ci molli mai. Altrimenti, meglio il suicidio.

  • Penso che Mario faccia molto bene a curarsi, ne ha molto bisogno, come ne avrebbero bisogno tutti i pedofili al mondo… e come sempre le cure funzionano se le persone credono in quello che fanno e vogliono cambiare la loro vita.

    Bisogna dare anche ai pedofili la possibilità di uscire dal loro inferno ma questa possibilità gliela dobbiamo dare solo dietro le sbarre di un carcere, lontani dalla possibilità di reiterare gli abusi sui minori.

    Nel libro “Olocausto Bianco” di Ferruccio Pinotti – Carlotta Zavattiero (tra l’altro un capitolo è dedicato a Max Frassi e all’Associazione Prometeo) la parte finale del libro è dedicata ai pedofili e alle cure (in carcere).

    Io sono arrivata a questa conclusione solo dopo i miei tanti anni di psicanalisi in qualità di vittima.

    Attenzione : permettere ai pedofili di curarsi in carcere non vuol dire perdonarli o giustificarli (io non perdonerò mai mio nonno per quello che mi ha fatto!!) ma vuol dire evitare che altre centinaia di bambini vengano abusati.

    Sarò pazza ma io quest’uomo vorrei incontrarlo, non per stringergli la mano, ma per fargli le domande che avrei voluto fare alla persona che ha rovinato i primi 35 anni della mia vita, vorrei raccontargli quanto ho sofferto a causa di persone come lui… e lo obbligherei a leggere le migliaia di lettere disperate che arrivano a Max…

  • Sinceramente non so se credere alle parole di “mario”… ma anche se riuscissi per un attimo a farlo non sarei capace comunque di provare pietà per lui… non riuscirò a provare compassione per lui né tanto meno riuscirei a desiderare che trovi conforto nelle parole di qualcuno… no… non gli credo, non credo che sia pentito, non credo che voglia cambiare e non credo nemmeno che si suiciderebbe… quello che credo è che voglia solo trovare un modo per mettersi a posto la coscienza… quello che credo e che spero è che chi fa del male ad un bambino patisca le pene dell’inferno per tutta la vita e oltre.

    Scusa Max… ma è quello che penso…

  • Ma perchè nella prima parte parla di suicidio sicuro, e nella seconda di una speranza nella vita normale? Non capisco. Si contraddice. Mi chiedo, perché? Parlare di suicidio è una cosa seria. Lo è altrettanto parlare di una speranza di vita normale, per un pedofilo. Non ha ancora deciso, e questo non mi piace. Se c’è contraddizione in così poche righe… Grazie Max, mi hai fatto riflettere. E scommetto che ci tornerò su.

  • “Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell adolescenza…” Non è una giustificazione, dice, ma intanto si giustifica. Mi riesce difficile credere che sia sincero…Gli si potrà concedere il beneficio del dubbio…ma come altri credo si sia solo voluto lavare la coscienza…

  • …non riesco a credere che si possa prendere coscienza del problema e riuscire a non farlo più…non ci credo…non ci credo…

  • “l’appagamento può essere così grande da ucciderli moalmente”

    A me questa frase un pò solleticatrice un pò narcisistica fa pensare al dolore che i bambini provano, alla loro paura immensa, al male fisico. E se penso che qualcuno provi un appagamento in tutto questo….divento la persona più cattiva del mondo e sicuramente perdo la lucidità per commentare…

    Continuo a pensare una cosa importante però: la “malattia” ti fa provare cose che ti spaventano e che “non vorresti” (nel caso di mario)…ma è una scelta ragionata quella di coltivare queste sensazioni contattando pedofili e scambiando o acquistando materiale. E’ una scelta quella di continuare a fomentarsi frequentando siti o mandando sms. E’ una scelta quella di mettere le mani addosso a un bambino. E spesso fatta nella maniera più fredda, ragionata e subdola.

    Il risultato è distruggere una Creatura per il proprio godimento. E secondo me questa è una scelta imperdonabile…poi un giorno ognuno renderà conto del proprio operato in una sede infallibile.

  • “Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell adolescenza…” Non solo non è una giustificazione, ma vorrebbe dire che io e (purtroppo) molti altri di noi dovremmo ora essere come quelle bestie. Al solo pensarlo mi viene da vomitare. str… stupidate come questa mi fanno saltare i nervi, scusate.

  • Buongiorno a tutti,

    il signor pedofilo che vuole racccontare la sua storia, mi sembra il classico personaggio che sta macchinando di contattare un pò tutti per poi finire da Costanzo o nei salottini Rai sotto i riflettori, magari pagato, a raccontar la sua vicenda, condendola di tante parentesi per farsi compiangere.

    Comunque ecco il mio commento

    Ciao a tutti

    Clotilde

    …ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.

    Prottagonismo!

    … sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale

    A spese NOSTRE!

    …ogni scusa che si cerca è di comodo

    Ma dai non lo sapevamo..

    …sono ancora un pedofilo

    Non ho dubbi!

    …Un percorso iniziato con un reato e una condanna, la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia.

    Tò la vocazione di illuminazione non viene più da Dio ma dalla Polizia!

    …. condannato?in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene….

    povero, ma se leggo la prima parte d’intervista non ha fatto nulla… ha solo pensato di fare un paio di messaggini e via! Gli han dato 7 anni…. Ma manco se lo vedo credo che non abbia fatto niete!

    … In prigione non ci andrò di sicuro …. ho già predisposto tutto per il suicidio.

    Cosè possiamo organizzare una festa e cantare in coro -1 !!! Oppure è la solita furbata per farsi difendere da quei geni dei teatrini?

    …Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.

    Se vuoi ti regalo la corda!

    …. mi accorgo di non avere più stimoli sessuali.

    Sembra “Ora sono impotente, sono innocuo praticamente un fiore di ragazzo….”

    … Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.

    Tradotto “Per me che sono innocuo posso andar a lavorare nelle scuole…”

    … il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.

    Belle parole, ma virtuale o no qui stiamo parlando di una strage di innocenti! Che di virtuale non hanno neppure più l’anima!

    ….ad un certo punto ho deciso di avvertirla (la vittima).

    Il numero del 113 è più veloce da fare e più efficace!

    … questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.

    Ed è per questo che hai aiutato la presunta vittima, così potevi liberarti del tuo compagno di merende!

    … ero immaturo, profondamente immaturo.

    Povero oggi che sei maturato sta attento a non cader dall’albero!

    … se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.

    Ma non diceva poco prima che non ha più impulsi? Sono bastate poche righe per rigenerasii?

    … Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza.

    Infatti tutte le persone passate per i campi di sterminio (ebrei e non) di professione sono tutti carnefici!

    … Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usatol’amore in modo strumentale.

    FINALMENTE UNA VERITA’ IN TUTTA STA STORIA!

    ….Parlare di pedofilia serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime

    SECONDA VERITA’ CHE APPROVO

    … serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.

    Vero? Specie a spece di noi contribuenti che dopo di essere stati depredati dell’anima dobbiamo pure pagare per sti stronzi! E per capire che cosa? che stanno bene appesi all’albero più alto!

    …D: La sua speranza?

    …R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale

    Povero lo devo compiangere, anche i bambini, i ragazzini vogliono solo una vita normale, solo che passa chi come te che né devasta il mondo!

    Ripeto io la Pietà la lascio a Dio, ma il giudizio no.

    E allo a tutti quelli che fanno campagne sopra campagne auguro con tutto il cuore di andare a farsi f………., magari ci trovano gusto e ci rimangono!

    Ai cacciatori di bambini (per abusarne o mercanteggiarne) se potessi vi innalzerei sopra pali issati su di una bella comoda e spaziosa fossa comune! (sai che spettacolo!!!!finalmente protagonisti!)

    Ai BIMBI ai GENITORI ed a tutti quelli che AIUTANO per eliminare sta roba un FORTE ABBRACCIO, un grosso GRAZIE per tutto quello che fate, per il CORAGGIO di COMBATTERE e soprattutto di VIVERE! GRAZIE!

  • Scusate, a me sembra che ora questo “Mario” si voglia far compatire……e non va bene, lui non ha avuto pietà delle sue vittime.

    Come “mea culpa” prende la sua “adolescenza”…non vale dare sempre la colpa all’adolescenza…non vale.

    Per compiere certi “atti” hai sempre la consapevolezza di compierli e basta……

    A me hanno insegnato che con la volontà e il coraggio si può tutto.

    Lo poteva trovare anche lui…….se veramente voleva!

    Scusate ma io non lo PERDONO!!!

  • Non gli credo. Dice di pentirsi e giustifica in qualche modo quello che ha fatto, parlando di infanzia ecc. Io penso che ognuno di noi ha nel cuore il bene e il male, man mano che cresciamo decidiamo cosa essere, persone umane o mostri. Lui ha scelto di essere un mostro e non c’entra il vissuto dell’infanzia xchè allora solo negli amici di questo blog i mostri sarebbero molti compresa me. Sono solo scuse e ignobili giustificazioni solo x farsi pubblicità e magari impietosire qualcuno. Un essere che tocca l’innocenza, i bambini, non ha giustificazione nè perdono, questo è solo il mio pensiero.

    Ps. Max, ma l’intervista era sull’Adige?

  • “Sulla base di tale schema risulta piuttosto chiaro il concetto di responsabilità. Il soggetto decide di diventare un predatore di bambini lucidamente dopo un complesso percorso di pensiero. Egli infatti potrebbe scegliere di interrompere tale circuito in qualsiasi momento. In altre parole, non ci troviamo davanti ad un soggetto che agisce in preda ad un raptus irrefrenabile, siamo bensì di fronte ad un soggetto che pensa, riflette lucidamente prendendo in considerazione i pro e i contro legati all’esecuzione del comportamento criminale ed alla soddisfazione della sua pulsione perversa. (…)”

    Vi consiglio l’articolo.

    http://www.provincia.ragusa.it/dietroilsilenzio/profilo_pedocrim_bruzzone.pdf

  • Grande Cleo 1971. Quoto tutto.

  • Nemmeno io ci credo, secondo me è solo una commedia per ottenere (vana speranza!!) un pò di compassione e magari uno sconto della pena (cosa più facile!). E le vittime? Loro resteranno segnate per tutta la vita, loro non avranno mai uno sconto della pena che portano nel cuore, ve lo posso assicurare!

  • MarziaVicenza:

    interessante “leggere” anche il punto di vista dell'”avversario”, grazie Max per avercelo permesso. Ciò non cambia lo schifo e la vergogna che dovrebbero ricoprire questi soggetti. Concordo su un punto con “mario”: necessitano di cure sicure. Ma confermo la mia opinione: carcere a vita come unica soluzione. Senza ombra di dubbio.

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