L’ORCO AL SUPERMERCATO. LE MAESTRE A SCUOLA.

Immaginatevi (e per molti di voi, lo so, non serve l’immaginazione, basta pensare alla propria storia), di andare al supermercato.
Da un anno l’orco che ha fatto del male a vostra figlia è in carcere e lei, e voi, state tornando alla normalità. Asciugate le ferite. Quegli incubi, quelle ansie improvvise. Tutto sta pian piano rientrando.
Oggi dicevo siete al supermercato. Fate la spesa. Vi togliete pure qualche sfizio. Un dolcetto di Natale, in anticipo. Un regalino per papà.
Per fortuna vostra figlia è un po’ più avanti di voi. La tenete d’occhio a distanza, mentre lei guarda i giocattoli che Babbo Natale, ne sono certo, le consegnerà.
Le vostre orecchie però sono attratte da una voce. Impossibile non riconoscerla, la si può individuare tra dieci, cento, mille, “mille milioni di milioni” come direbbe vostra figlia.
Vi voltate.
Piano.
Perché la paura torna ad impossessarsi di voi. Quel tremore che speravate fosse scomparso per sempre è di nuovo lì più forte che mai.
Vi voltate e c’è lui. Angelo. Anni 55. Ha abusato di vostra figlia e di altre bambine, usando anche quelli che gli avvocati chiamano “giocattoli per adulti”, come se la parola “giocattoli” ne sminuisse l’orrore.
È lì davanti a voi e non in carcere. E sta telefonando. Mentre un baldo giovane gli fa compagnia e poi ridendo se ne va insieme a lui.
Angelo è stato condannato a 9 anni ma è fuori. Per “gravi motivi di salute”.
Ovviamente nessuno si è premurato di avvisare la famiglia. Né tantomeno di affidarlo ad una comunità fuori dal quartiere dove ha predato.
Il tutto è capitato l’altro giorno a Torino. Ma il copione è tristemente noto.
Cambiano le città. Restano gli stessi burattini.
Che dovrebbero seguire i nostri figli ma domandano loro “tu sculetti bella bambina”. Che li dovrebbero proteggere, ma si trincerano sempre dietro frasi di circostanza.
Intanto, i pedofili ringraziano.
E ridono.

Nota: ovviamente fatti così sono le eccezioni. Quei casi rari che tanto piacciono a quelli della Prometeo ed a quel matto di Frassi che vede pedofili ovunque.
Ovvio. Le cronache nazionali infatti sono ben diverse:

Asilo Pinerolo, maestre tornate a scuola. Ripresa didattica concordata con il sindaco della cittadina.
“PINEROLO (TORINO), 29 NOV – Le tre maestre dell’asilo nido ‘Il paese delle meraviglie’ di Pinerolo (Torino) sono tornate nella struttura per preparare il ritorno alle lezioni con i bambini, programmato per domani mattina.
La ripresa dell’attivita’ didattica da parte delle tre indagate dalla Procura della Repubblica di Pinerolo per concorso continuato in maltrattamenti di minori, abbandono di minori e lesioni colpose – e’ stata concordata in un incontro con il sindaco di Pinerolo, Paolo Cova. FONTE: ANSA 29 novembre.”

3 Commenti a “L’ORCO AL SUPERMERCATO. LE MAESTRE A SCUOLA.”

  • MARY:

    CHE COSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA?????????????????????????????????????????????????????????????????? Non solo non hanno fatto niente (col termine niente,mi sto limitando di brutto) a quelle maledette che hanno picchiato e maltrattato di continuo quei poveri bambini ma le rimandano anche a scuola??????????????? fanno ancora le insegnanti???????????????????????? ma qua sono impazziti tutti quanti????????????????????????????????? Quando ero piccola io e andavo alle elementari,la “maestra” ci picchiava e umiliava tutti in continuazione e la cosa è venuta fuori solo dopo che ho finito di andare in quella maledetta scuola,ai tempi mi è stato chiesto fino all’esaurimento perchè non l’ho detto mai a nessuno ma,a vedere i fatti di cronaca che ci sono e come vanno a finire,beh,mi si poteva dare torto? guarda un po ste ……………….. che le fanno pure tornare a insegnare in mezzo ai bambini dopo quello che hanno fatto e che ha visto tutta italia e poi,quella di quel mostro che dopo un anno è libero di fare i cavoli suoi come niente fosse…………
    L’orrore vero lo fa quella che dovrebbe essere la “giustizia” che non esiste!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Rosaria:

    L’Italia non si smentisce quasi mai……….

  • samantha:

    Fuori nome e cognome di questo condannato a casa per “gravi motivi di salute”.
    Fuori la foto, se non lo chiama prima a sè il Signore, è un predatore a piede libero.
    Fuori il nome di chi permette che adesso stia nello stesso quatiere della vittima.
    Che ci diano le motivazioni e che siano valide.
    TOLLERANZA ZERO.
    Quella madre non si deve spaventare, passi il primo momento, è logico, ma da domani si deve incazzare come una iena, ed ha tutte le ragioni, LEI deve pensare a sua figlia…visto che gli altri si scordano!
    Il quartiere dove bazzica sto individuo DEVE pensare ai propri figli.
    Passiamo parola.
    Capitasse a me di incontrarlo al supermercato saprei cosa fare….
    …”ha ragione sig. Giudice…queste cose non si fanno…appunto…”…

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