La bambina abusata, la roulotte e la palestra per i pedofili.

Vi racconto due storie.
Fermandovi ai fatti. Nudi. E crudi.
A voi le riflessioni al riguardo.
Partiamo da una bimba. Aveva pochi anni quando iniziarono gli abusi.
Il padre, un pezzo “grosso”, appartenente ad una grossa “setta”, non è mai stato denunciato. Quando lei, una volta maggiorenne, andò da un avvocato di un centro anti violenza, si sentì dire “ma che è matta, contro quelli non si deve andare”.
E lei scappò di casa. Aveva 21 anni.
In tasca 22 euro, un biglietto di sola andata,un orsetto di peluche, un pacchetto di lamette Gilette…
Lui andò a riprenderla. La portò a casa col sorriso. Affinchè tutti pensassero fosse stata una ragazzata, una sorta di fuitina da single. Poi una volta a casa la picchiò, così forte, che non uscì di casa per un mese.
E la abusò. Insieme ai suoi amici. Per loro lei era “la cagnetta”.
Oggi. Vive sola in una roulotte alle porte di una grande città del Nord.
Un contadino gliel’ha venduta per 500 euro. Poco meno del suo stipendio.
Pagata in tre rate è la sua casa.
Ordinata. Pulita.
Certo l’inverno fa freddo, molto freddo, ma lei dorme vestita, poiché l’idea di mettersi il pigiama la angoscia. Anche oggi che gli anni sono 33. E quindi meglio dormire vestita, così si è pronti a fuggire via.
Sul comodino le Gilette sono ancora lì.
Lamette. Servono a dare l’illusione che il dolore della mente se ne vada, lasciando entrare a tutta velocità quello che le esplode nel corpo, quando si taglia: tra le dita delle mani, dietro l’orecchio, nell’inguine…..
Sul viso i segni di un’anoressia che tarda ad andarsene. Nel cuore un male che, costi quel che costi, dobbiamo debellare. Riusciremo a debellare (gliel’ho promesso!).
Lei scrive canzoni. Ma non ha uno spartito da completare, né carta da “sprecare” (perchè i fogli costano) su cui mettere le sue parole.
L’estate il caldo afoso si fa sentire il doppio. Ma non può aprire la porta perché si riempirebbe di tafani e altri moschini rompicoglioni. Ma anche di vagabondi estranei, che potrebbero arrivare lì. E farle del male.
Non ha certo il guardaroba che una donna della sua età solitamente ha.
Non c’è spazio per libri, nè musica. E la dispensa è davvero povera.
Ma sopra tutto, al di là della povertà e delle ferite aperte, c’è quella vita che cova sotto la brace e la riporterà a noi. Insieme alla sua immensa dignità…..
C’è un carcere in Italia, dove i pedofili non sono chiamati predatori di bambini, ma “sexual offenders” perché fa più figo forse e dove gli educatori che si occupano di loro li chiamano “i loro gioiellini”.
Lì ci portano anche le scuole e proprio alcune sere fa dopo una mia conferenza a Milano una ragazza mi ha confermato di esserci andata con la sua classe:
“ci hanno detto di stare coperte il più possibile, e ci hanno messo in una stanza con 15 di loro. Poi gli educatori sono usciti per permettere loro di parlare liberamente e sai cosa hanno fatto? Ci hanno raccontato la tua stessa conferenza. Ma dal loro punto di vista forse fa ancora più male. Perché hanno detto che loro da lì usciranno e torneranno a colpire, ora hanno imparato a non farsi beccare. Ci hanno raccontato di come catturavano le vittime, fai bene tu a chiamarli predatori, si sono crogiolati nel loro narcisismo….”.
I pedofili lì vivono in camere singole, hanno una mensa apposta per loro, vanno al cineforum e fanno teatro. E per restare in forma hanno pure una palestra.
Loro usciranno da lì molto presto e c’è chi troverà loro un lavoro, magari grazie ad una di quelle belle cooperative di inserimento lavorativo che periodicamente ci mandano lettere di insulti perché pubblichiamo i nomi dei loro assistiti.
Domattina la bambina della roulotte andrà al lavoro. Si occupa di bimbi affetti da autismo. E’ bravissima.
Tornerà alla sua “casa” alla sera, così stanca da andare dritta a letto, un materasso rovinato dal tempo e dall’usura. Senza ascoltarsi un cd o leggere un bel libro o ricevere gli amici o uscire con gli amici anche solo per una pizza, lusso inaccessibile.
Sono due facce della stessa medaglia. Predatori e predati.
Esseri indegni con palestra e menù personalizzato, ed anime superiori, con una roulotte arrugginita come casa…..

3 Commenti a “La bambina abusata, la roulotte e la palestra per i pedofili.”

  • monica:

    No…non deve essere così!!!Nn può essere così!!!certe storie mi lasciano annichilita… ma solo x un attimo…x’ poi la mamma prometeo esce fuori ed è pronta a combattere anche x il sorriso di qs grande,piccola donna.Siamo qua…x te.E siamo un esercito…

  • samanta:

    Mi ci è voluta una notte per riprendermi da questo tuo post che è un pugno nello stomaco. Mi ci è voluta una notte, per non intervenire subito e ruggire tutto quello che provavo con parole troppo rabbiose. Rabbia che non è passata tant’è che il mio primo desiderio è che quel pugno nello stomaco che ho provato io deviasse ed arrivasse a quegli educatori pseudo specializzati e pagati per redimere o pseudo guarire questi “gioiellini”.
    E’ innanzi tutto diciamo SCANDALOSO che si portino delle classi a colloquiare con sti “gioiellini”.
    Ma i genitori di queste classi sapevano che genere di carcerato le loro figlie andavano a visitare?
    ne hanno dato il consenso?
    E POI PERCHE’????
    Per far conoscere loro i peggior individui?
    Per far nascere negli allievi un generoso sentimento di pietà verso questa specie?
    O per portare ai “gioiellini” un piatto di carne fresca da annusare?
    Dovrebbero almeno avere il coraggio di spiegarcelo questi ri-educatori specializzati.
    Noi lo sappiamo bene che il gusto sessuale di un individuo non si cambia.
    IL GUSTO SESSUALE NON SI CAMBIA E SAREBBE MOLTO MEGLIO RINCHIUDERLI E BUTTARE VIA LA CHIAVE, altro che palestra ed uscita dal carcere con privacy e lavoro garantito, tipo il giardiniere nei parchi, parchi ovviamente dove vanno i bambini…….ma questa è un’altra storia…molto amara.
    Per le vittime se ne fottono ampiamente, il loro mestiere è un’altro.
    Le cose cambieranno, in questo mondo che gira al contrario, le cose stanno già cambiando, perchè la gente “pulita” sta aprendo gli occhi.
    Perchè la gente pulita ha voglia di un mondo pulito, PULITO DENTRO.
    Da ultimo ma non per ultimo tutta la solidarietà a questa amica, che ti arrivi tutto il nostro calore nel cuore e nell’anima, noi sappiamo farlo.

  • MARY:

    Concordo in toto con samanta anche se il disgusto per queste “persone” è talmente grande da far venire voglia di urlare ben altro…..sono vicina a questa donna che sono sicura,ritornera’ alla vita piu’ bella di prima perchè quella che ha vissuto sino ad ora,non è vita…le mando un abbraccio fortissimo anche se vorrei fare molto di piu’ <3

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