La mamma di Robertino.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano.

A cura di Blog Staff.
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Post lungo ma che vi chiedo di leggere e commentare ( da evitare però nei commenti elogi personali. Sono banditi “bravi, angeli, etc. , etc., state sulla storia e su cosa si deve e può fare. Ve lo chiedo per favore).

Sabato con due operatori di Prometeo ho vissuto uno dei momenti più intensi , e se così posso definirlo, belli della mia carriera lavorativa e del mio percorso umano. Sono andato a Milano per incontrare mamma Francesca. La mamma di Robertino. Chi ha seguito almeno due mie conferenze conosce la storia a memoria. Chi ha letto il mio libro “Favole di bambini e dei loro orchi” la trova raccontata nel primo capitolo. Anni fa partecipai a Mattino 5 condotto da Federica Panicucci come ospite fisso per un certo periodo. Ogni volta dopo la messa in onda arrivavano in Redazione decine di telefonate. Di gente che si fidava e voleva incontrarmi. Una di queste fu quella di mamma Francesca. Andai ad incontrarla alcune volte a Milano e poi dietro sua richiesta decisi e promisi che avrei raccontato la sua storia. Promessa poi mantenuta e ripetuta credo almeno un migliaio di volte. Suo figlio fu ucciso, dopo essere stato abusato, da un pedofilo nel 1977. Pedofilo che non fu condannato, anzi. Lei fu ritenuta una mamma visionaria. E il pedofilo tornò a colpire. Abusare ed uccidere. Un secondo bimbo. Dopodiché, per fortuna, lo fermarono. Da allora lei è sola. Senza parenti né amici. SOLA! Il pedofilo invece, credetemi, solo non ha vissuto nemmeno un giorno. Dopo la trasmissione di cui vi dicevo restammo in contatto. Ci sentivamo spesso. Le lasciai il mio cellulare. Poi scomparve: a volte la chiamavo e non mi riconosceva ma poi mi richiamava poche ore dopo lei come se nulla fosse. Altre volte il telefono era spento. Fino a quando il telefono non fu disattivato. Vi confesso che pensai fosse morta o finita in qualche casa di riposo. Fino a quando non ho ricevuto un messaggio. Alcuni giorni fa. Da una commessa che leggendo la storia l’aveva riconosciuta, poiché ogni giorno accoglieva questa donna nel suo negozio. Facendole compagnia. E grazie a Facebook mi ha contattato. Per farla breve sabato appunto siamo andati a Milano (e riesco a scrivere solo ora perché il momento è stato così intenso che mi sono trovato completamente senza forze) e l’abbiamo incontrata presso il negozio dove lei ogni giorno va. Una grande catena dove le commesse oramai da un anno a questa parte si prendono cura di lei. Le fanno fare colazione. Le portano delle fette di torta che lei si porta a casa e le danno il permesso di circolare e guardare i vestiti ma soprattutto tra un cliente l’altro, stare con loro. Le fanno compagnia. Ho trovato una donna sola, minuta, ai limiti del barbonismo. Abbiamo fatto subito come regalo un buono dove poter comprare in quel negozio degli abiti nuovi. Ma ora urge che facciamo molto di più. Non lasciarla MAI più innanzitutto. Poiché sono convinto che questa consegna arrivi direttamente dal cielo. Cielo che oggi ha bisogno di prendersi cura della sua mamma che da quel lontano 1977 (dopo aver perso il figlio abusato e ucciso da un pedofilo in quel di Milano è rimasta completamente sola. Senza amici né parenti. Al gruppo di auto aiuto di Prometeo ho scritto questo messaggio: “Robertino poteva essere uno di voi e mamma Francesca la vostra mamma. Al contrario mamma Francesca poteva essere la mamma che voi siete e Robertino vostro figlio. Per questo credo che voi che ce l’avete fatta o che ce la state facendo oggi abbiate il dovere di occuparvi di lei. Di prendervene cura. Questo darà un ulteriore senso al vostro percorso”. Mamma Francesca mi ha preso la mano e non me l’ha lasciata fino a quando non siamo andati via salvo staccarla per dare costantemente un bacio a me a chi stava con me ed alle ragazze del negozio. Una frase mi è rimasta dentro ieri : ho perso un figlio oggi sarebbe grande come voi, ma stamattina di figli ne ho trovati due. Indicando noi. Ho un sacco di idee per la testa. Tante cose da fare. Semmai devo solo filtrarle e darmi il tempo necessario, poiché se fosse con me inizierei già stamattina. Lei è in debito con la vita e noi tutti credo potremo fare per lei tanto. Oggi già mi attivo con le istituzioni. Poi mancherò per una settimana (me ne vado finalmente in ferie pure io qualche giorno!), ma al mio rientro vi chiamerò all’appello. Perché insieme possiamo fare la differenza. So che anche stavolta ci sarete.

#nessundoloreèpersempre #maipiùdasoli

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