La stanza del dolore ed i nuovi dati sugli abusi


Ho detto che avrei commentato questa fotografia e lo faccio oggi, giornata in cui voglio riportare dei dati. Italiani.
Per farlo parto però da lontano. Filippine.
Luogo che molti nostri connazionali conoscono bene. Non perché hanno la colf in casa. Ma perché là passano vacanze che possiamo definire “indimenticabili”.
Indimenticabili, già, per loro. Per le loro prede.
Nelle Filippine opera padre Shay Cullen, candidato anni fa al Nobel per la Pace. Con la sua realtà Preda salva queste bambine. Dalla strada. Dai bordelli.
Di lui, e di questa fotografia, ho parlato in un mio libro che a breve uscirà in una nuova edizione e per questo oggi mi auto cito (perdonate…). Perchè quelle parole sono, credo, quanto mai adatte all’occasione.
La fotografia è la stanza del dolore, dove viene fatta la terapia primaria.
Padre Shay mi fece vedere un filmato. Girato fuori e poi dentro quella stanza.. Una stana rettangolare, con alluci basse, le pareti imbottite.
”Vengono fatte entrare una decina di bambine. La più “vecchia” ha 11 anni. La più “giovane” 5.
Sono tutte baby-prostitute, salvate dai bordelli locali, sempre pieni di vogliosi clienti.
Oggi è il loro primo giorno di vita nella comunità di Padre Shay.
le bimbe si dividono. Alcune si tenevano la mano all’ingresso e ora si dispongono a breve distanza l’una dall’altra, faccia al muro.
Dopodichè cominciano ad urlare. Urlare con tutta la rabbia e il dolore che hanno dentro. Urlano gli  abusi compiuti su di loro da bastardi per i quali non deve esistere la parola pietà. Urlano perché a 8 anni dormivano su un letto sporco di sperma e di urina,  giocando con latt9ine di birra vuote, tra un cliente e l’altro (per una media di una decina al giorno!), piuttosto che su comode lenzuola pulite, con la Barbie o i Pòkemon.
E allora che urlino, urlino più che possono. Mentre noi qui urliamo per loro. Amplificandone la denuncia.”
La stana del dolore è il primo passo verso la vita. Un grido che sa di disintossicazione, da tanta malvagità.
Quello stesso grido che però, per molte bambine/donne, viene soffocato nello spazio di un cuscino. Dentro a quel bagno chiuso a doppia mandata. Dentro quella casa da cui non si può (riesce) a sfuggire.
Milano, Italia, 2010. Più di uno stupro al giorno.
la violenza sessuale in Italia coinvolge un terzo della popolazione femminile, ma solo l’8,4% degli stupratori viene denunciato (fonte Istat).
L’81% delle donne che tentato il suicidio hanno alle spalle una situazione di abuso.
Europa, “Nord del mondo”, secondo il Consiglio d’Europa un bimbo su 5 (UN BIMBO SU CINQUE) subisce abusi sessuali.
Come disse Padre Shay, parafrasandone le parole, uniamoci a quelle grida. Che diventino l e nostre e che insieme, questo coro, faccia nascere un’onda d’urto gigantesca.
Che spazzi via tutto questo male e restituisca a quelle bambine, dalle Filippine a Milano, la dignità rubata.

3 Commenti a “La stanza del dolore ed i nuovi dati sugli abusi”

  • diamanta:

    …………
    (perchè le parole non escono in questo momento)

  • Smilla2:

    dobbiamo urlare la loro rabbia con la nostra voce… dobbiamo condividere, obbligare la gente ad aprire gli occhi.
    dobbiamo smetterla di pensare che ‘a noi tanto non capiterà mai’.
    io sono una privilegiata, non sto vivendo tragedie di nessun genere, ed è PROPRIO PER QUESTO che ho il dovere di darmi da fare.
    per loro, per te, massimiliano, che ci metti la faccia e il cuore, per chi ti sta aiutando.
    grazie, sempre.

  • Nounours:

    le parole non escono neanche a me..ma mi viene un urlo cosi forte per gridare al mondo che i bambini non si toccano!

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