LA VOSTRA VOCE, IL SENSO AL NOSTRO IMPEGNO.

Carissimo Massimiliano,
è la prima volta che ti scrivo, è un anno che sento parlare di te, ma non ho mai avuto il coraggio di scriverti. Mi chiamo “Marina” e vivo nel Lazio.
Sono venuta a conoscenza del tuo sito grazie ad una mia carissima amica, che mi parla spesso di te..
In realtà non so neppure io perché ti stia scrivendo, forse perché seguendo la storia della piccola Sarah ho capito che è arrivato il momento di  accettare la verità e solo se riusciamo a farla uscire fuori  forse un po’ di pace e serenità potrà ritrovare il mio cuore..Ti racconto un po’ di me, anch’io ho subito degli abusi all’età di sei anni, dal fratello della mia amichetta ed aveva 20 anni circa, ma non solo, questo episodio si è verificato all’età di 10 anni, ma questa volta non era un estraneo il protagonista, ma mio cugino molto più grande di me,  purtroppo solo 2 anni fa attraverso un trattamento sono riuscita a ricordare questa orribile esperienza, la mia tanta sofferenza e la non accettazione mi aveva portato a rimuovere quell’orribile ricordo dalla mia mente ma non dal mio cuore…perché avvertivo che ero diversa dagli altri, mi isolavo spesso, e mi coprivo spesso con indumenti larghi e di colore nero, solo dopo circa 24 anni quell’orribile ricordo è ricomparso nella mia mente…speravo tanto di riuscire a superarlo da sola, o con l’aiuto di alcune persone della mia famiglia che mi erano tanto vicine in quel periodo, invece mi sono sbagliata, la mia storia allontanava le persone che amavo di più, quelle poche persone che ho fatto sempre affidamento, mentre il dolore e la solitudine diventavano sempre più forte, circondando tutta la mia esistenza. Mi accorgevo che era difficile parlarne, perché appena si facevano discorsi sulla pedofilia, le persone che mi circondavano si distaccavano, creando un vuoto dentro di me, e mi chiedevo di chi posso fidarmi?  Ricordo una volta, dopo qualche giorno che avevo ricordato l’accaduto mi confidai con una persona a me tanto cara, mi rispose: ”vabbè  tutto passa nella vita dimentica” quella frase mi fece piangere per quattro ore di seguito..e mi chiedevo dov’è la sensibilità delle persone? Nessuno era pronto ad accettare il mio vissuto doloroso e per circa un anno ho tenuto tutto dentro, fino a quando ho conosciuto una persona speciale, che mi ha aiutato ad accettare il mio problema, mi aiutava a farmi parlare ad esprimere la vergogna e la rabbia che provavo dentro, e solo così ho iniziato ad alleggerire quella sopportazione che avevo dentro..
Ma a quanto pare ciò non basta, ed ora sono qui a rivelare la mia esperienza affinché le persone possano capire quanto sia importante parlare ed ad esprimere la rabbia, la paura e la vergogna che si prova dentro, quella rassegnazione che ti veste di tristezza, angoscia ed ansia…Ho capito solo dopo che bisogna esprimere tutto ciò che si ha dentro a voce alta e senza paura di esaminare ciò che possano pensare gli altri…ma per un attimo pensare a noi stesse per liberarci e cercare di accettare almeno una parte la nostra sofferenza.. grazie per l’attenzione.

3 Commenti a “LA VOSTRA VOCE, IL SENSO AL NOSTRO IMPEGNO.”

  • 5Angel:

    ti capisco cara amica…e dici bene, parlarne è la terapia migliore.
    Anche se non è facile avere delle persone disposte ad ascoltare davvero, ma adesso anche tu le hai trovate. Ti lascio un abbraccio, forte e sincero.

  • lottoperunsogno:

    “Marina”, quando si inizia a parlare di queste ferite con chi sa di cosa stai parlando, cambia tutto. Ora non sei più sola, non più isolata. Un abbraccio.

  • Almeno qui nessuno ti dirà “tutto passa nella vita, dimentica”… sei capitata nel posto giusto, pieno di persone che possono capirti.
    un abbraccio

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