Le due facce del medico pedofilo.

« Ho sempre profondamente creduto che fosse un gioco quello che stavo facendo, tant´è che non mi riconosco nel palpeggiamento ma nell´accarezzare i bambini». «Una persona pericolosa socialmente che va isolata dalla società». Queste due frasi basterebbero per riassumere un intero trattato sulla pedofilia. Poiché mostrano inequivocabilmente i due punti di vista necessari per affrontare il problema: quello del pedofilo innanzitutto (espresso dalla prima frase) e quello della società civile (noi), espresso nella seconda. La prima, diciamolo subito, è la frase del medico pediatra vicentino Domenico Mattiello, arrestato in flagranza di reato e con foto e filmati nel suo pc. Davanti quindi all’indifendibilità e non potendo nemmeno fare sfoggio di quel lungo elenco di castronerie che abbiamo sentito in casi analoghi (“lo facevo per motivi di studio…per un opera teatrale…etc.”) da parte dei suoi simili. La seconda del pubblico ministero, a cui il medico pedofilo ha anche detto di “non avere video”. Punto questo poi smentito dalle perizie. Con al giusta tempistica, l’8 febbraio parte a Venezia il processo. Questi i reati che verranno contestati: “Sei episodi di abuso ammessi al nido Cariolato e nel suo ambulatorio Un video choc auto prodotto della durata di 20 minuti e 258 file con immagini squallide di minori”. La difesa quasi sicuramente opterà per il rito abbreviato (dobbiamo lanciare una campagna affinché sia vietato per questi processi!) ed in tal caso Domenico Mattiello, 64 anni, residente a Vicenza in Borgo Casale, beneficerà quindi della riduzione di un terzo della pena e qualora venisse incontro, in parte o in tutto, alle richieste di risarcimento delle vittime, otterrebbe un ulteriore sconto previsto dal codice.

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