Lettera aperta a Pino La Monica, condannato per abusi! Reaction to action!

Premessa:
per l’articolo che segue, intitolato non a casa REAZIONE ALL’AZIONE, il sig. Pino La Monica dice di volerci querelare.
Leggetelo poi cliccate qua e leggetevi la nostra replica pubblicata il giorno 06 luglio 2010:
http://massimilianofrassi.splinder.com/post/22973565#comment

pifferaio magico pino la monica

LA FAVOLA  AMARA DI PINO LA MONICA.
DA PIFFERAIO A RATTO.
 
“Quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà”
Ligabue, Il giorno di dolore che uno ha.
 
 
a blog pedo‹‹C'era una volta la città di Hamelin in Germania. Era una città molto graziosa, ma aveva due grossi difetti:
i suoi cittadini erano molto avari e le sue cantine piene di topi. Di gatti neanche l'ombra perché, siccome qualcosina costavano ai padroni, erano stati cacciati. Fatto si è che i topi diventavano tanti e tanti che non era più possibile vivere nella città. Si pensò allora di far tornare i gatti scacciati, ma i topi li misero in fuga. Era una vita beata la loro. Ce n'erano di tutti i tipi: topi, topini, ratti, rattoni e per tutti c'era da mangiare: nei granai, nelle cucine, dove c'erano molte forme di formaggio. I poveri cittadini, non sapendo più che fare, si rivolsero al loro sindaco, ma anche quello più che dire: – Cercherò… Farò… Non so… – insomma…non faceva. Ma ecco, che una mattina comparve in città un ometto minuto tutto brio e allegria che disse al sindaco: – Io vi libererò dai topi, ma voglio in cambio mille monete d'oro. Al sindaco la richiesta non parve esagerata e promise la ricompensa, scambiando con l'ometto una bella stretta di mano. L'ometto, allora, prese da un sacchetto che portava a tracolla un piffero e diede due o tre zufolate. Subito i topi che erano nello studio del Sindaco, nascosti qua e là, balzarono fuori e, quando l'uomo uscì, lo seguirono. Il pifferaio continuò a suonare in strada e nugoli di topi lo seguirono squittendo felici.
Nelle loro testoline vedevano montagne di formaggio tutte per loro, vedevano dispense con ogni ben di Dio pronte ad essere saccheggiate. – Tutto per voi, tutto per voi, bei topini! – prometteva la musica che li attraeva e li affascinava. E la marcia trionfale del suonatore continuò: da tutte le case uscivano a centinaia topi di tutte le dimensioni, di tutte le età: anche i più saggi e i più furbi tra loro credevano a ciò che la musica magica prometteva! E la gente, affacciata alle finestre, appoggiata ai muri delle case guardava esterrefatta e felice quella smisurata fila di roditori che seguiva il suonatore. – Se ne vanno! Se ne vanno! Ma è possibile? Oh, che gioia! Che il cielo sia benedetto! Finalmente quando tutti i topi della città furono riuniti dietro a lui, il suonatore si avviò verso il fiume e le bestiole dietro, sempre più affascinate dalla musica magica. Il pifferaio entrò ad un tratto nell'acqua e quelli ancora dietro; avanzò ancora finché fu immerso fino al collo e i topi lo seguirono incantati e fiduciosi. Egli allora si fermò in mezzo alla corrente e seguitò a suonare e i topi per un po' nuotarono e poi, siccome da lui non potevano allontanarsi finirono per annegare tutti, nessuno escluso! Allora il suonatore uscì dal fiume, si scrollò l'acqua di dosso e si recò dal sindaco per ricevere la dovuta ricompensa. Il sindaco, come lo vide entrare, arricciò il naso e gli chiese: – Che vuoi tu? – Essere pagato per tutto quello che ho fatto per la città! – Mille monete d'oro per aver suonato il piffero per poco più di un'ora? – Senza di me i topi avrebbero distrutto le vostre case! – Ebbene io non ti dò niente! – Chiedi ai cittadini se sono del tuo parere. Il sindaco si affacciò al balconcino del municipio e chiese ai concittadini quel che doveva fare e tutti furono d'accordo con lui, da quegli avaracci che erano. Il pifferaio allora amareggiato e molto arrabbiato minacciò: – Vi pentirete oh, se vi pentirete di quello che mi fate! Uscì in strada ed eseguì una scala col flauto soffiando a tutte gote poi, aiutandosi con le agili dita, emise dolcissimi suoni. Tosto si videro teste di bimbi guardare giù dalle finestre, volgersi verso il pifferaio, poi un ragazzino uscì dalla casa e guardò con entusiasmo l'uomo che suonava. A lui si unirono due, tre compagni e tutti guardavano come affascinati il suonatore. E questi non smise di suonare, anzi la sua musica diventò più dolce e persuasiva e nella mente dei bambini faceva nascere visioni di città tutte balocchi, di città tutte dolci, senza scuole, senza adulti che volevano comandare ad ogni ora del giorno. E la schiera ingrossava sempre più e tutti i componenti erano felice e ridevano, e tenendosi per mano cantavano seguendo sempre più affrettatamente il pifferaio. Ed ecco i genitori rincorrere quella schiera di gioiosi figlioli che se ne andavano con l'omino così, come i topi che lo avevano seguito sino alla morte! – Non andate con lui! Tornate per carità! – gridavano disperati i padri e le madri mettendosi a loro volta in fila. Ma essi si stancavano da morire e non riuscivano a tenere il passo con i loro figli che camminavano sognando cose meravigliose… Il sindaco, chiuso nelle sue stanze, si strappava disperato i capelli. Intanto il suonatore si avviava verso la grande montagna che si trovata proprio alle spalle della città. I bimbi dietro cantavano: erano così felici di seguire quell'omino che nessuno li avrebbe distolti dal loro proposito. Giunsero così a metà montagna: al suono del piffero questa si aprì e tutti, pifferaio in testa, entrarono nella fenditura che si richiuse ermeticamente dietro l'ultimo della fila.
Ne restò fuori solo uno zoppetto che non era riuscito a camminare veloce come i compagni.
I cittadini che giunsero sul luogo dopo qualche tempo, lo trovarono là che piangeva disperato per non aver potuto raggiungere i suoi amici.
Dei bambini non c'era più traccia e nessuno seppe mai ciò che ne fosse stato.››
 

pino la monica a scuola dai salesiani

Pino la Monica, condannato in primo grado per abusi su una decina di bambine e per detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico, secondo la mia modesta opinione, si crede un Pifferaio. Magico.
Capace di chiamare a sé la gente. Sedurla. Incantarla. E con quel suo sguardo da lemure, creare una piccola fedele corte dei miracoli, un seguito di adepti. Da portare magari un giorno nella Terra Promessa. Fondare una bella comunità – io le chiamo Sette – e stare lontani da questo mondo ingrato. Che basta che tocchi un bambino e guarda un po’ che casino ti combina.
Le storie però si sa non sempre vanno come si pensa. Anzi. A volte arriva qualcuno e ne riscrive il finale. Soprattutto se quello non era il finale più adatto. Soprattutto se quel finale non restituiva la vita alle principesse facendo mangiare alle streghe cattive le loro schifose mele velenose.
Qu
ando si riscrivono le storie anche i ruoli possono essere ri-assegnati.
Per questo forse più che un Pifferaio, in questa storia Pino la Monica è un Ratto.
Quello il ruolo che la Storia gli riconsegna. Quello il suo ruolo.
Mercoledì scorso dopo nemmeno 72 ore di silenzio La Monica è tornato a parlare.
Io, ad alta voce, l’avevo invitato a tacere. Poiché ritenevo le sue parole inutili, anacronistiche e disturbanti. Per me. Per i bambini. Per le bambine che ha abusato. Per quelle centinaia di foto pedoporno che a noi fanno letteralmente  dare di stomaco  ma ai pedofili regalano un’erezione. Per la società civile. Per quella Giustizia che non sempre sta dalla parte dei bambini, ma quando decide di esserci, presenta il giusto conto. Per….
Invece Pino non ha resistito. Tutto sommato avere un palco dove potersi esibire è da sempre la sua massima aspirazione.
E lui lesto a mostrarsi a giornalisti e fotografi in ogni momento del suo percorso giudiziario, forse oggi quello che più di tutto teme è l’oblio.
Tranquillo! Sappia che non la dimenticheremo. Se è quello che teme, non la dimenticheremo: mai! E temo non la scorderanno nemmeno le bambine. Quelle più “sfortunate” tra tante.
Quelle selezionate. Per essere predate. Neanche loro la dimenticheranno…..
Pino parla e lo fa riaprendo il suo blog.
Dove compie un atto, a mio avviso, gravissimo: ci cita.
Già. Pronuncia, invano, il nostro nome.
Ora passi che torni a parlare di “bare pettegolezzi”: su questo abbiamo scherzato e finto rabbia. Finto rabbia! In realtà lo troviamo un complimento. Bar Frassi o Bar Prometeo non solo suona bene, ma dà l’idea di cosa siamo. Dal Bar passa un’umanità varia. Ma soprattutto pulita. Ed anche nelle bettole più lerce, quelle con le pubblicità appiccicate a vetri sporchi, di gelati che non si producono più da almeno 20 anni ed i vecchi espositori della gomma del ponte, ecco anche lì, vige una regola. Fondamentale.
Si potrà soprassedere se scapperà una parolaccia (liberatoria…tipo “fanculo pedofili!”, ecco parolacce così), si alzerà la voce, non sempre si manterrà il rigore o lo stile necessario, ma lì, anzi qui, non esistono zone buie. Qua dentro, al nostro Bar, i ratti se ne stanno alla larga. Ma tanto. Perché sanno che se li vedessimo, in un angolo, di quelli al buio che lei Pinuccio conosce bene, a farsi mettere in tasca le mani da una bambina per farsi toccare un pezzo di carne flaccida, bhè, sappia che in quel bar si potrebbero vedere  “scintillare le lame” (in senso metaforico, ovviamente, ma lei non lo capisce).E quel pezzettino di carne flaccida dalle tasche lo toglieremmo noi. Con la nostra forza. La nostra rabbia. La nostra volgare irruenza. Noi: ADULTI!
lemure

Capisce perchè siamo fieri di essere un Bar? Perché il nostro mondo non è il suo.
Non ha facciate dietro le quali trincerarsi. Ma soprattutto sipari dietro ai quali far del male ai bambini. Noi i sipari li distruggiamo, se sentiamo che dietro c’è un’anima spezzata che piange. E lei a quanto conferma il Tribunale di Reggio Emilia, di anime ne ha fatte piangere almeno una decina!
 
Scrive ancora La Monica:
”Questo BLOG aveva scelto il SILENZIO per RISPETTO delle famiglie coinvolte, per permettere alla Magistratura e al Collegio Giudicante di svolgere con serenità il proprio lavoro. Ma ora, che continuo a partecipare alla vita pubblica della mia città, e a girare tra la gente, mi rendo conto che questa sentenza non è servita a fare chiarezza.”
Mi chiedo ad voce alta: ma lei è schizofrenico?! Non lo dico per offenderla, ad offendere ci pensano già le azioni che lei ha compiuto, e poi la schizofrenia (a differenza della pedofilia) è una malattia e sulle malattie non si possono fare battute, ma torno a chiedere lei davvero crede a quello che scrive? Ma soprattutto sa cosa scrive? O esistono due La Monica, il gemello cattivo che va in giro a molestare bambine spacciandosi per bravo educ-attore e scaricando immagini pedofile e quello buono chiuso in casa che cerca di difendersi dalle malefatte dell’altro?
Perché quando dice di aver chiuso il blog “per rispetto alle famiglie ed alla Procura”, mi consenta, la spara grossa come mai aveva fatto fino ad ora.
Bastava evitare la (fallita, fallitissima! – e mancata!) mobilitazione di supporter per l’udienza finale a dimostrare che lei, la Procura e le famiglie non le ha mai rispettate.
Basta leggere cosa avete detto nei vostri spazi sulla dr.ssa Pantani, pm del suo procedimento, così come sulle bambine (a proposito: per quanto Maloox prenda la frase che qualcuno disse, “sono delle puttane”, io non la dimenticherò mai! E testardo come sono, aspetto solo di presentare il conto!) per capire che la parola rispetto lei non se la può permettere. E quindi, deve tacere.
Non ultimo avete osato dire che questo è un “modo per fare soldi”, come se dei genitori volesse rovinarsi la vita per aspirare ad un bottino, peraltro sempre incerto, dato che quelli come voi, chissà come mai poi sono sempre senza reddito…..
SI VERGOGNI!
Se poi vuole fare “chiarezza tra la gente” pubblichi, quando ci saranno, le motivazioni della sentenza. Noi lo faremo. E sarà evidente la verità.
Oppure metta una foto pedopornografica, una sola e chieda a chi le sta intorno se quei bimbi li ritratti sono particolarmente “fantasiosi” o suggestionati da noi e se magari i loro genitori li hanno fatti abusare ad uso e consumo delle fotocamere di uomini di merda, solo per poterci un giorno guadagnare qualcosa.
La gente oggi la guarda come si guarda un pedofilo.
Ha paura di lei, sig. La Monica, ma non è la stessa paura provata dalle bambine, questa è diversa. Innanzitutto non è passiva, anzi, è la paura di quello che lei rappresenta, di ciò che potrebbe fare ai loro figli. E quindi, faccia attenzione, perchè può essere pure pericolosa.
Paura. Ma anche schifo. Come i Ratti, appunto. La vedono e si allontanano, provando un brivido lungo la schiena, con i peli che si rizzano e quel fastidio che come una brezza attraversa i loro corpi. E non saranno poche righe del suo blog sconosciuto, a farle ravvedere.
Lei si lamenta poi di una sentenza “severa”. Ma si rende conto che ha preso SOLAMENTE 9 anni e 9 mesi? Sono poco più di un anno per bambina.
Una bazzecola! Un nulla rispetto all’entità del crimine.
Creda a me: Festeggi. Fosse stato in un altro Stato, lei che parla di emigrare, oggi starebbe già a marcire in galera!
E davvero è convinto che la colpa sia dell’esposizione mediatica? – peraltro da lei cercata, non ricordo manifestazioni di piazza, raccolte firme, fiaccolate, presenza a gazebo elettorali, rappresentazioni teatrali con bambini, sciarpette azzurre fruscianti per le vie della città, corsi intitolati “chi è il bambino”, fatte da genitori….!) – ma il senso del ridicolo davvero l’ha perso? O forse quelli come lei non ce l’hanno proprio e sentendosi sopra tutto e tutti possono dire/fare tutto a tutti?
Una cosa le dico. E non la ripeterò.
Non si azzardi, MAI, a dire  o anche solo a ipotizzare che qua, al Bar Frassi/Prometeo si sfruttano le sofferenze dei bambini.
Quando scrive citando il nome del mio blog :
“basta leggerlo per capire che è LUI che espone le ragazz

ine ad un processo mediatico” scrive una falsità. Enorme. L’ennesima.
La riscriva e le prometto che vengo personalmente a prenderla a calci nel culo (sempre metaforicamente, non mi sporcherei mai le scarpe!). . E, mi creda, non le piacerà. A meno che anziché considerarmi un quarantenne non mi consideri  4 volte 10 anni, allora le cose cambiano, vero?
Poiché con i deboli è facile avere la meglio. È con gli adulti che è difficile rapportarsi, come la sua storia insegna.
Avete portato in un aula di tribunale delle bambine con il solo scopo di far dire loro che lei “era un bravo educatore” (col vecchio obsoleto alibi, io lo conosco con me è stato bravo ergo è innocente) ed osa dire che io le sottopongo a processo mediatico?
Ma CHE SCHIFO!!!!!!!!!!!!!
Poi rincara la dose: “non combatto con le armi del nemico soprattutto quando il nemico non merita l’onore del combattimento”.
Premesso che io non sono suo nemico. Oscar Wilde, uno che all’occorrenza recitava meglio di lei, scrisse “scelgo gli amici per l’aspetto i nemici per l’intelletto”, frase che sottoscrivo e per la quale lei non può permettersi di essere mio nemico. Almeno con i miei personalissimi canoni di valutazione.
Ma, più di tutto, non accetto da lei lezioni di morale (“è una questione di linguaggio, di modi, di educazione civica” scrive), perché lei non può proprio darne. A nessuno. Ma soprattutto a me. Io dedico la mia vita a difendere bambini abusati. Lei ha sprecato la sua creandosi una facciata per molestarli!
Ha perso ogni diritto di dare lezioni agli altri, quando ha iniziato a far fare il gioco della “formichina”.
Lì scommetto che il linguaggio era quello giusto vero? Anche la forma era corretta, vero?
Meno male…..contento lei….noi però, lo ripeto, siamo diversi.
E quando parliamo, dopo tanto silenzio, noi sì che ci arrabbiamo e usiamo un linguaggio che non è il suo. D'altronde noi il gioco della formichina non lo facciamo…..
Per ultimo dice “neanche posso tacere ora quando si dicono cose che non corrispondono al vero”.
Ed inorridisco. Non ho idea di cosa avrebbe potuto fare uno come lei se per sbaglio l’avessero assolta. Altro che coriandoli in tribunale…..rispettosi peraltro di genitori in lacrime….
Lei scrive che “chi la crede innocente continuerà a farlo” e viceversa. E pure su questo fronte si sbaglia. Tantissimo.
Lei crede davvero che chi le sta intorno non dubiti?!
Sapesse quanti ci scrivono (e ci hanno scritto pure prima del processo) chiedendoci di portare le scuse alle bambine….
Non ultimo questo episodio, proprio durante l’attesa della sentenza: ad un papà è stato detto “cosa dovrei fare per me è….” e quel padre ha risposto, “e per me allora che è mia figlia?!”.
E lei ancora pensa che la verità in cuore loro non sappiano qual è?!
Erano così certi della sua assoluzione che già progettavano di portare le tende fuori dal carcere….io mi toccherei quando li vedo certi “amici”.
Forse (non ci credo, ma dico forse) si potrà scaricare per sbaglio un solo file pedofilo. Salvo rimuoverlo subito dal proprio pc e segnalarlo alla polizia!  Se si è esseri umani.
pino la monica rattoMa 400. E poi tenerli archiviati, questo cos’è? Un errore del Tribunale? Una cospirazione di questi mocciosetti che ora si fanno pure fotografare apposta in pose erotiche, per poi poter entrare nei computer degli innocenti, infettandoli?
Essere innocenti significa collegarsi a reti di sostenitori pedofili e linkarle nel proprio blog? Reti di gente che parla anche dei falsi abusi rendendo tutti gli abusi italiani falsi per potersi illudere di rifarsi una verginità?
Ma non vede che tutto è sotto gli occhi di tutti da tanto tantissimo tempo?
Noi sì siamo stati in silenzio. Potevano scendere in piazza quando i testimoni del processo venivano “avvicinati” dai suoi consulenti (pure qua ci sarà da parlarne e tanto…) chiedendo loro di ritrattare? Questa è la modalità con cui si manifesta l’innocenza di una persona?
Per finire: lei si appella a suo nipote con un colpo di scena che non le riesce. Se recita come scrive, neanche nelle rappresentazioni in oratorio la prendono (correzione: forse lì sì. Forse la prenderebbero, visti i precedenti…): a suo nipote dice “è un mondo un po’ confuso ma ho fiducia che cambierà” e, squilli di tromba, stavolta concordo con lei. È confuso, molto questo mondo. L’hanno anche confuso ad arte, quando invece le cose erano facili facili. Più di adesso.
Ma quando si riesce a penetrare la nebbia e fare luce, allora il mondo diventa chiarissimo. Le tenebre scompaiono. Per sempre. E con loro, i ratti che le popolano.
La Monica: glielo richiedo. Per l’ultima volta: Stia zitto.
E, se possibile, cerchi qualcuno veramente bravo. Ed incominci un percorso terapeutico. Io non ci credo a queste cose, ma lei è giovane, forse, si salverà…e con lei i nostri figli.

dr. Massimiliano Frassi
Presidente Prometeo
coordinamento nazionale vittime della pedofilia (tra cui, perché si sappia una volta per tutte, anche le sue vittime!)
 

pino la monica è un pedofilo
“L’intelligenza di pochi percepisce quello che è stato accuratamente nascosto”
Fedro (x i membri del Comitato: Fedro non è uno dei passati partecipanti al Grande Fratello, bensì Fedro il grande scrittore -anche – di favole)
 
p.s.: piccola lezione di vita. Giusto per capire cosa fanno i genitori (certi genitori) per i propri figli:
Cucciolo d’orso annega madre muore per salvarlo
 
p.p.s.: lei disse, durante l’ennesima intervista, che avrebbe indossato la maglia “sono un pedofilo”. Restiamo in attesa. Suvvia, almeno stavolta, un po’ di coerenza.

11 Commenti a “Lettera aperta a Pino La Monica, condannato per abusi! Reaction to action!”

  • Sottoscrivo.
    Non credo ci sia altro da ggiungere.

  • chi offende i bambini offende Dio
    sto pensando di metterla io stà maglietta
    "Pino La Monica CONDANNATO a 9 anni e 9 mesi"

  • Appoggio ogni tua singola parola, Max

  • Festeggi, La Monica, se non fossimo in Italia non le avrebbero dato solamente 9 anni e 9 mesi. Quanto al suo "rispetto per le famiglie", quello, beh, non voglio chiamarlo vaneggiamento ma… dev'essere un nuovo parto della sua stranissima mente.
    Una cosa però gliela voglio dire, caro pedopino: io e tanti altri portiamo il massimo rispetto all'autore di questo blog, che lei tenta inutilmente di infangare. E' grazie a lui se i bambini vengono difesi, se c'è qualcuno in prima linea che si batte per loro mettendoci la faccia, se la gente come lei, pedopino, non ha carta bianca e deve fare i conti con l'opinione pubblica oltre che con la giustizia.
    Pedopino, e lei osa tenergli una lezione sull'onore? Sui modi, sull'educazione? Come, proprio lei? Guardi, meglio un "vaffanculo" di cuore detto da Max che mille parole forbite e aulici discorsi da parte di un individuo come lei. Non le dico di vergognarsi perchè la vergogna, è ovvio, lei non sa neanche dove sta di casa, troppo preso dall'alta considerazione che ha di se stesso e dalla necessità che ha di stare sempre sotto i riflettori come un politico consumato.
    In conclusione, ha perso un'ottima occasione… di stare zitto. Come si dice, meglio tacere e dare l'impressione di essere dei deficienti che aprire bocca e togliere ogni dubbio.

  • Hai detto tutto ciò che bisognava dire caro Max.
    Anch'io credo che Pino La Monica non conosca vergogna ne tanto meno che possa avere dei sentimenti.
    Queste sono persone che mancano del senso di colpa.
    Ha avuto la fortuna però di essere italiano,altrimenti….altro che 9 anni e 9 mesi,altrove avrebbero buttato  la chiave!!!!!!

  • Caro Max,
    il mio rinnovato sentito grazie di mamma  per tutto.
    Io lo ammetto, sono cattiva, incivile e antidemocratica.
    Si perchè non sono per il garantismo assoluto.

    Il PEDOFILO La Monica è stato condannato da un tribunale e da un giudice legalmenti riconosciuti in questo stato fin troppo garantista verso la feccia dell'umanità. Dopo un regolare processo.

    Il pedoflilo La monica è stato condannato in nome del popolo italiano.

    Per cui, a mio parere, il silenzio che lui non FA perchè culturalmente e intellettualmente inadatto, dovrebbe venirgli imposto!

    Oscurare il suo BLOG! E ogni sua forma di parola che non sia nelle aule del tribunale se e quando ci saranno gli altri gradi di processo.

    Questo è il SOLO e UNICO rispetto che si possa dare alle povere famiglie colpite da questo affronto e alla civiltà tutta.

     E peccato che certe usanze dell'antichità non siano state mantenute e che il sopracitato PEDOFILO non possa subire semplicemente i destino delle povere  vestali impure dell'antica Roma (povere loro, naturalmente) : murato vivo in un pertugio con un lume a olio , un tozzo di pane e una bacinella d'acqua e dimenticato dal mondo.
    Peccato, davvero.

    Max, commento poco perchè a volte mi mancano la forza e il coraggio; direi cose troppo cattive o troppo insulse, vista la gravità di tanti argomenti .Ma ti leggo sempre.
    Un sostegno nel pensiero.
    Sonia

  • Cara Rosaria…tu dici che da te ricevono baci sulla fronte e carezze sulla testa e quando ti ricambiano con un abbraccio non sanno che ti hanno riempito il cuore e l'anima…bhe Pino La Monica era veramente una persona fantastica che la pensava esattamente come te…Anche lui ce l'aveva con i pedofili, stava appunto cercando materiale per fare una campagna contro di loro. Forse non è colpa tua se lo ritieni un mostro, ma colpa dei giornali che hanno ingigantito la notizia, senza ancora neanche aver fatto un processo. Io lo conoscevo bene, ho lavorato per 4 anni con lui, conosco i giochi che faceva, giochi al buio che forse possono essere stati interpretati male da ragazzine di 11-2 anni, un età dove l'ignoranza e la malizia è grande. Trovo davvero impensabile che abbia potuto fare una cosa sel genere, come tutti i suoi amici e conoscenti, perciò non stupirti troppo se stanno scrivendo per lui delle poesie, anzi, non ti fa pensare che magari ci possa essere stato qualche errore? E poi, non ritieni strano che, così di colpo, ci siano 5 denunce, e tutte nella stessa scuola, mentre lui ha lavorato per più di 12 anni a contatto con circa 5000 bambini e nessuno ha mai sospettato di niente, neanche i suoi amici più cari? E ora, dopo tutto quello che ha fatto per noi, adulti e bambini, per cercare un mondo migliore, aiutandoci a credere nei nostri sogni, lo chiamano "quel pedofilo", senza che sia stato provato niente. Ora, chi non lo conosce e non sa che persona fantastica era, lo vuole "impalare". C'è stato di sicuro un errore e ora, gli hanno rovinato la vita. Perdona il commento forse un po' troppo lungo, ma avevo letto i tuoi commenti su un blog, dove leggendo il post su Pino mi sono scese le lacrime…non fraintendermi, sono schifata da tutto ciò che possa riguardare la pedofilia, ma Pino non è un mostro, anzi, penso che sia una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto. Bhe, tutto ciò per difendere il mio caro amico da chi non lo conosce e per spiegarti il significato di tanto amore da parte di tutte quelle persone che lo difendono e di quelle poesie scritte giustamente per lui.ciao Chiara

     

    utente anonimo

    #2  29 Marzo 2008 – 10:22

     

    per chiara.non posso accettare e condividere con te il tuo pensiero.i cuccioli delle scuole materne ritenuti bugiardi e così facendo,nuovamente abusati.vergogna.le ragazzine della scuola di g.la monica ritenute da te ignoranti e maliziose.vergognati! anche io ho un figlio alle scuole medie e una delle sue prof.lo adora;non per questo vado a denunciarla.e..poi chi lo aveva autorizzato a ricercare materiale pedoprnografico,la sua mente perversa?

    Utente: CHECCO1995

    Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente.

    CHECCO1995Q
    Questa è una dei supporters di Pinuccio che mi scrisse nel suo blog.

  • scusa volevo scrivere nel mio blog.

  • la scusa della "ricerca" per giustificare il possesso di materiale pedopornografico è vecchia… e comunque sarà anche uno stinco di santo /ma dove???) ma la legge italiana è chiarissima: E' VIETATO il possesso oltre che la distribuzione di siffatto materiale.  qualunque sia il motivo.  quindi quand'anche lo dipingessero come un santo, un martire, un indefesso benefattore dell'umanità intera, in carcere ci deve andare, punto!

  • yzy:

    incredibile. condannato per il crimine più vergognoso, mostra ancora la sua vera natura. cercherò una definizione aulica: fetido liquame

  • quello che mi sconvolge è che c'è ancora chi lo difende!!!

Lascia un Commento

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe