L’importanza della prevenzione contro gli abusi. Il caso di Catania.

Si deve parlare ai bimbi di pedofilia. Perché quando lo si fa se i bimbi subiscono abusi, trovano il coraggio di parlare!

Proprio ieri ho riportato nel blog la pagina che il Giornale di Vicenza mi ha dedicato un paio di giorno fa ed il cui titolo riassumeva un concetto che da tempo diffondiamo (praticandolo coi fatti), ovvero che oggi più che mai si deve parlarne ai bambini di questo orribile crimine che è la pedofilia.
Ovviamente con i loro strumenti, con il gioco e le fiabe, ma dobbiamo far alzare loro la guardia e dare quegli insegnamenti di base (no segreti, sì parlarne subito agli adulti di fiducia interrompendo subito l’abuso, etc.) che altrimenti spesso, troppo spesso mantengono i bimbi nel silenzio. E nell’abuso. Che può andare avanti per mesi. O per anni.
Certo persistono alcune zone della nostra povera italietta dove, grazie al disabile lavorio di taluni soggetti, in certe realtà ai bimbi non si deve parlarne, perché altrimenti gli stessi verrebbero smascherati (dico io) o perché parlarne ai bimbi significa suggestionarli (dicono loro).
Per fortuna a Catania la pensano in maniera diversa. E dopo un corso fatto a scuola dalla Polizia Postale (peraltro quella di Catania è tra le più attive in Italia per il contrasto alla pedopornografia) ecco che una bimba di 10 anni ha capito che quanto stava capitandole era sbagliato. Che quei “giochi”, giochi non erano. E che “lui era un pedofilo”!.
La stessa ha raccontato alla sua insegnate quelle “attenzioni” che subiva, e dopo le analisi di rito è finito in carcere il compagno 32enne della madre, suo patrigno.
Il quale non solo ha confessato gli abusi ma l’ha fatto adducendo una di quelle scuse che oramai non reggono più: “ho subito abusi anche io da piccolo”.
Non reggono più poiché da tempo la comunità scientifica mondiale ha dimostrato che l’equazione bimbo abusato uguale pedofilo è assolutamente inesatta. Lontana anni luce dalla realtà.
Gli stessi anni luce che sapranno chi ancora impedisce di parlare di abusi ai bambini, dalla società cosiddetta civile.

Un Commento a “L’importanza della prevenzione contro gli abusi. Il caso di Catania.”

  • Sonia:

    Esatto! La prevenzione è forse la sola arma che abbiamo.
    Ho smepre detto a mia figlia, con parole semplici e sorrisi sinceri, che, aveva il diritto di dire sempre NO per tutto ciò che non le piacesse fare o dire di quanto le veniva chiesto da chiunque. Che ogni cosa poteva correre a dirmela perchè io sarei sempre stata dalla sua parte. Le dicevo, giocando, che se anche noo, o zio o nonna (che sono persone eccezionali, ma per dire) le facevano qualcosa che lei sentiva come non bello o come un torto doveva dirmelo. Insomma, meglio rischiare che tua figlia ti rompa le scatole una volta in più perchè lo zio non le ha permesso di mangiare il ghiacciolo fuori pasto, che non si senta sicura di poterti sempre dire tutto.

    Per altro devo dire che quando era alle elementari (6 anni fà oramai)le sue maestre si sono molto prodigate in tal senso.MI ricordo che fecero venire una signora della polizia e anche un agente della municipale che, mediante un fumetto e dei giochi, spiegarono loro la questione degli orchi veri.Non quelli simpatici come Shreck.
    Che bello se lo facessero in tutte le scuole, magari pure a Rignano no?

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