LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

Riceviamo e diffondiamo:
LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

TU DA CHE PARTE STAI?

 

– COMUNICATO STAMPA  –

           

Assistiamo nuovamente increduli e allibiti all’ennesimo attacco alla sicurezza pubblica dei cittadini portato avanti attraverso una perseverante ed aberrante gestione della stessa, approssimativa,  priva di ogni logica e programmazione, fortemente caratterizzata da una pseudo razionalizzazione delle risorse ed improntata meramente su criteri di economicià a scapito esclusivo del servizio che si dovrebbe fornire:  la SICUREZZA al cittadino.

Nello specifico andiamo a denunciare un’azione, ormai reiterata negli anni in modo quasi molesto, che, sotto il nome di riorganizzazione e/o razionalizzazione delle risorse, tra i vari obiettivi mira a CANCELLARE di fatto la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ovvero la Specialità della Polizia di Stato preposta a fronteggiare in primis la criminalità informatica, ed in particolare la lotta alla pedofilia on line (pedopornografia – adescamento on line, sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile, ecc.) il Cyber bullismo, il cyber stalking (molestie, diffamazioni, furti d’identità digitale, ecc.) ed anche la contraffazione dei mezzi di pagamento e il phishing (accessi abusivi a conti correnti, clonazioni e indebito utilizzo di carte di credito), le truffe nel commercio elettronico e  tutti quei reati tipici che con l’avvento dello sviluppo della tecnologia e dei sistemi di comunicazione, stanno crescendo in modo esponenziale manifestando purtroppo sempre più di sovente tragiche conseguenze.-

E’ palesemente anacronistico e contraddittorio che a fronte di un costante evolversi degli strumenti di comunicazione, lo sviluppo dell’informatica e di Internet, che di fatto ha creato un mondo parallelo virtuale attraverso cui compiere reati reali e non virtuali, anzichè rinforzare gli organici già carenti degli Uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni, (veri e propri laboratori in costante evoluzione), si è invece assistito all’ennesima scellerata proposta di chiusura dei suddetti Uffici, vanificando e distruggendo anni di formazione, esperienze e professionalità, disperdendo il personale che ha acquisito nel settore una specifica  capacità di ascolto, analisi e immediata risposta.-

Lo scellerato progetto di chiusura e quindi smantellamento della Polizia Postale e delle Comunicazioni, avverrebbe nonostante che quest’ultima, negli anni, abbia acquisito un ruolo internazionalmente riconosciuto, diventando  un qualificato  interlocutore con l’Autorità Giudiziaria e un costante punto fisso di riferimento per la Cittadinanza e per la Società Civile, per quanto riguarda la prevenzione e il contrasto di tali reati affiancando, all’attività propria di Polizia Giudiziaria, un’attività informativa di prevenzione anche  attraverso incontri scolastici, con ragazzi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e con i genitori degli stessi, sempre più richiesti a gran voce dai dirigenti scolastici su tutto il territorio.

Chiusura? Nonostante proprio la presenza capillare sul territorio, attraverso una ramificazione provinciale, sia risultata essere il modello vincente nella prevenzione e nel contrasto di tali fenomeni criminali e socialmente pericolosi in modo particolare per l’incolumità dei nostri fanciulli, con la consapevolezza che abbandonare tale modello significa segnare il passo nei confronti di una criminalità “occulta” e integrata e ramificata all’interno dello stesso tessuto sociale.-

A fronte di ciò i fautori di questo mortificante ed ottuso progetto replicano manifestando false rassicurazioni:

  • asserendo che i 26 Uffici restanti      operativi (20 nei capoluoghi di ragione e 6 provinciali concentrati per lo      più nelle regioni del sud) sarebbero  in grado di fronteggiare ciò che gli      attuali 100 Uffici (con copertura provinciale del territorio) riescono a      sostenere con gran fatica e con grandi sacrifici da parte del personale;
  • dichiarando che il personale      recuperato dagli Uffici chiusi verrà reimpiegato nelle Questure con le      stesse mansioni (palese contraddizione che creerebbe nuovi sprechi e      disservizi per il cittadino);
  • affermando il tutto millantando      fantasmagorici risparmi in termini economici lontani da ogni seria realtà,      senza alcun progetto di fondo, ne programmazione!

Le bugie hanno le gambe corte e ciò che a noi preme oggi non è la polemica, bensì  la tutela della sicurezza, diritto inalienabile soprattutto quella   dei nostri figli, purtroppo spesso inermi ed esposti a pericoli di cui non ne hanno alcuna percezione.-

Rivolgiamo dunque il nostro invito alle Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza, alla Società Civile, alle Associazioni, ai Partiti, ai Sindacati, ai Politici e a chiunque ne abbia la sensibilità, di far proprio questo appello e di rilanciarlo al Governo e al Ministro dell’Interno per impedire una volta per tutte questo scempio, e per  preservare il mantenimento della struttura provinciale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, auspicando ad una sua maggiore riqualificazione attraverso l’individuazione di più specifiche competenze nell’attività info investigativa che la stessa è chiamata a compiere, nonchè al ripianamento degli organici oggi afflitti da gravi e croniche carenze.-

E tu da che parte stai?

SIULP          SAP          SILP per la CGIL          UGL Polizia         COISP         CONSAP        

   

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