Mi ha violentato per 13 anni. Un incubo, una discesa agli inferi della depravazione. Ad un certo punto ho deciso di farla finita.

Mentre stiamo aspettando la giornata di domani (nuovo incontro con il coordinamento nazionale vittime) segnaliamo un nuovo processo. Con nuove dolorose testimonianze:
<<Mi ha violentato per 13 anni. Un incubo, una discesa agli inferi della depravazione. Ad un certo punto ho deciso di farla finita. Volevo suicidarmi, non potevo più vivere con quella presenza dietro alle spalle>>.
Le parole sono di un ragazzo che oggi ha 23 anni e sta, se così possiamo dire, nascendo. Nel senso che torna alla vita, rigenerandosi, ricostruendosi.
Sul banco degli imputati il suo ex maestro di arti marziali.
Da fonti pubbliche recuperiamo il nome (e pure l’indirizzo: che intanto archiviamo…):
trattasi di Alessio Gelicrisio, 50 anni, residente a Vicenza, attualmente in libertà dopo un anno di carcere (d lui parlammo quando venne arrestato – cercate nei tags).
L’uomo è stato interrogato nei giorni scorsi ed è accusato di “violenza sessuale aggravata” ma anche di “prostituzione minorile e spaccio di sostanze stupefacenti”.
Il ragazzo ha trovato la forza di denunciare il maestro interrompendo il rapporto di “schiavitù” in cui si trovava dopo che, avendo confessato ad un’amica di volersi suicidare la stesa l’ha aiutato e spronato a fidarsi e senza vergogna, chiedere aiuto.
Cosa che per fortuna il ragazzo ha fatto.
L’intervento tempestivo dei carabinieri ha salvato lui e pare anche altre vittime. Secondo il Pubblico Ministero infatti: “il Gelicrisio ha abusato di due minori inducendoli alla prostituzione e versando loro denaro per i loro incontri.
“Gli incontri da codice penale avvenivano quasi ogni settimana”.
Corresponsione affettiva”: questo c’era, tra lui e i ragazzi, citando le parole dette durante il processo.
Un tentativo di liberarsi dell’orco il giovane l’aveva provato, a dire il vero, però «ogni volta che cercavo di interrompere i nostri rapporti – ha detto la vittima – mi diceva che avrebbe fatto trovare le nostre immagini nudi sotto casa o affisse sul muro della ditta dove lavoro per distruggermi la reputazione». Modalità questa sempre secondo l’accusa usata anche con altre vittime.
Prossima udienza a fine febbraio.

Un Commento a “Mi ha violentato per 13 anni. Un incubo, una discesa agli inferi della depravazione. Ad un certo punto ho deciso di farla finita.”

  • Non so se leggerai mai queste righe… Sei stato forte e coraggioso nel denunciarlo…le ferite sono profonde e fanno male, ma piano piano, con l’aiuto di chi ti vuole bene, ma anche quello di un bravo professionista sono sicura che ce la farai e potrai finalmente tornare a prendere in mano la tua vita, potrai riprendere in mano quelle redini che ti hanno strappato…il dolore è grande, lo so….ma hai il diritto di tornare a sorridere… Forza!! Ti abbraccio forte forte

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