Mia personabile e opinabile riflessione sui bimbi “dimenticati” in auto.

Ho pensato a lungo prima di decidermi a pubblicare questo mio intervento e trovo doveroso fare subito un chiarimento.
Parto dai singoli casi di cronaca che mi fanno da spunto, ma non voglio parlare esclusivamente di loro.
Diciamo che li prendo come pretesto per una riflessione più generale. Ma non è di padri “distratti” o madri “pronte a perdonare”, che vorrei parlare.
Anche per rispetto verso il loro enorme dolore…
Le cronache le sapete. Nel giro di pochi dei bimbi sono stati letteralmente “dimenticati” in auto dal proprio papà. “Distratto”, “stressato”, “preso dai mille impegni della nostra vita”: queste alcune delle definizioni che gli sono state affibbiate. E vuoi per il dolore che la notizia reca in sé, vuoi per pudore, vuoi per lo stupore che ci ha toccati tutti quanti, nessuno ha obiettato altro. Nemmeno che siamo tutti “stressati e presi dagli impegni di lavoro” ma i bambini non ce li dimentichiamo in auto.
Non voglio però entrare nei dettagli, come ho già detto, di suddette notizie. Né puntare il dito. Sarò la scienza (forse) a dirci se davvero il nostro cervello può andare in cortocircuito facendoci dimenticare non il cellulare al bar o il portafogli alla cassa del supermercato, ma nostro figlio. In auto. Calda. Per undici ore.
Certo se gli esiti della scienza fossero postivi dovremmo davvero prenderci tutti quanti una luuuuunga giornata di ferie. Di quelle che iniziano oggi e finiscono, mai.
In realtà temo che la spiegazione sia di natura diversa.
Ci dimentichiamo i bambini dentro un auto accaldata (ma non lo facciamo – per fortuna eh – con i cani: non mi risultano, e spero di non sbagliarmi, cronache di cani scordati in auto), ci dimentichiamo i bimbi dicevo perché prima ancora di entrare in quel auto ci siamo scordati di loro.
Non difendendoli quando avevano più bisogno di noi (ricordate, su tutti, il caso di quella bimba abusata dal padre che si è dovuta riprendere col videofonino gli abusi subiti per essere creduta?). Non dando loro quegli esempi che si sono dovuti cercare da soli spesso proprio in quei luoghi dove di esempi buoni non v’era alcuna traccia.
Ci siamo dimenticati di loro e, ammettiamolo, ci siamo resi conto che erano un impiccio.
Leggo che il Codacons vuole far rendere obbligatorio un seggiolino che quando l’auto si ferma e si aprono le portiere fa partire il proprio allarme, come a dire, hey guarda che qua dietro ci sto pure io. Che valgo quasi quanto la tua ventiquattro ore o il tuo blackberry. Leggo, e inorridisco.
Perché se dobbiamo arrivare a tanto non è perché siamo troppo presi dai nostri problemi e dalle nostre agende esaurite. Ma perché forse, e sottolineo forse, un mestiere non è adatto per noi.
È il più facile e difficile del mondo. Ma proprio per questo il meglio retribuito. Con possibilità di fare una carriera che Bill Gates o Steve Jobbs manco se la sognano.
È il mestiere del (vero) genitore. Merce rara al giorno d’oggi.
Ma per fortuna, ci penseranno i seggiolini parlanti a rimettere tutto a posto.

7 Commenti a “Mia personabile e opinabile riflessione sui bimbi “dimenticati” in auto.”

  • gio:

    da giorni sto pensando anch’io a come si possa dimenticare un bimbo in auto: non voglio giudicare ma da genitore lo trovo impossibile. Io i miei figli me li porto dentro 24 su 24… non è retorica se fermo un attimo i miei pensieri mi rendo conto che l’unica cosa che sento è la preoccupazione per loro, anche se sono adulti.
    riguardo al seggiolino parlante: ecco un nuovo mostro del consumismo che permetterà di mettere in un cassetto i nostri figli autorizzandoci a fare altro….
    tristezza, infinita tristezza
    Giovanna

  • Gabry:

    I bambini NON si possono dimenticare, ne in auto, ne al supermercato. Leggendo le cronache di questi giorni, inorridisco, più che per la dimenticanza, nel fatto che, durante tutte queste ore, il pensiero di un padre (o madre)non sia mai rivolto al proprio figlio, no, dico TUO FIGLIO!!!! Sarò io anomala? Mi dovrò far curare? Può essere, perché penso ai miei figli in ogni circostanza: guardando il sole, la frutta, un paesaggio, un altro bambino…..e così via. Se la pensate diversamente, per favore, ve lo chiedo in ginocchio: NON METTETE AL MONDO BAMBINI!

  • giuppy:

    Io non mi sento di giudicare o appunto puntare il dito, non vorrei essere nei panni di questi genitori chiamiamoli pure così “SBADATI”. E’ così triste pensare che i nostri figli abbiano bisogno di un sonaglino per dirci: “CI SIAMO ANCHE NOI”.

  • MARY:

    Concedetemelo per favore ma “IO AMO QUEST’UOMO” EHEHEHEH hai scritto esattamente quello che sto dicendo io da 2 giorni a mia mamma,ne parlavamo proprio stamattina….. SE NON SIETE IN GRADO O NON SIETE PRONTI A FARE I GENITORI…..LASCIATE STAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE I BAMBINI NON SONO GIOCATTOLI CHE PUOI ANCHE LASCIARLI ABBANDONATI IN UN ANGOLO CHE TANTO LI RITROVI ANCORA Lì QUANDO TORNI COME NIENTE FOSSE…………. un bambino morto annegato per la forte corrente di un fiume a soli 6 anni e i genitori dov’erano?????? i bambini dimenticati in auto………… bambini che giocano in mezzo alla strada col pallone senza che nessuno li guardi e poi finiscono sotto le macchine………. genitori e nonni che non sono piu’ in grado di proteggere e vegliare su questi bambini………….. ma che cavolo sta succedendo???????

  • Sonia:

    Mi associo a Mary e ammetto di adorare il tuo coraggio nel dire anche cose scomode. La penso esattamente nella stessa maniera.
    Si scordano anche i cani in realtà, anzi no, quelli non se li scordano, ce li lasciano, tanto son 5 minuti (poi diventa un’ora e il cane muore), ma non è questo il punto.
    Il punto è che non si può e non si deve giustificare un simile orrore con lo stress.Mi pare che oggi giorno lo stress sia la giustificazione per troppe omissioni, malattie, dimenticanze e via dicendo. No.Non va bene. Lo stress quando è davvero malattia (e ci sono sintomi pesantissimi) deve essere curata nelle sedi opportune.
    Rispetto il dolore di quei genitori.Ma non ho giustificazioni da offrire.
    Per mio conto, in tutta la mia cattiveria ammessa, confesso che non avrei mai perdonato mio marito e l’ho detto anche a lui.
    Non mi sento per questo colpevole o carente di umana comprensione.
    Il secondo episodio è ancora più grave del primo, perchè, siamo tutti genitori, quando accade un fatto di cronaca che riguarda i bambini, e che per giorni è “passato” in ogni rete , in ogni notiziario, per un bel po’ siamo anzi, più attenti casomai, fino all’ossessione.
    Io avrei martirizzato mio marito non so per quanto nell’affidargli mia figlia.Gli avrei telefonato per controllare che avesse fatto quanto doveva.
    Mio marito stesso, mi ha confidato che durante il giorno, al lavoro, pensa spesso a noi, alla bimba in particolare, quindi anche nel caso che si fosse “dimenticato” gli sarebbe venuto in mente in brevissimo tempo.
    Queste cose non POSSONO accadere. Ci vuole coraggio per dirlo!
    Non sempre è opportuno fare i buoni per forza.
    I genitori in questo caso, non devono essere incarcerati per carità nè si devono bandire dalla società ci mancherebbe.
    Ma non riesco più ad ascoltare o leggere che non si DEVONO SENTIRE IN COLPA!
    Ma come no?
    Ma scherziamo?
    Io mi sento in colpa perfino se tardo di 10 minuti a prenderla a scuola per via del traffico!Se mi dimentico di comprarle i colori per la verifica di disegno!
    Andranno avanti, la vita continua, ma il senso di colpa serve anche a crescere e maturare e far diventare più consapevoli. Se non esistesse, non impareremmo mai dai nostri errori.
    Mi fermo va che ho tanto amaro dentro!

  • Rosaria:

    E’ tutto cosi’ tremendamente triste,forse si dimenticano i figli in auto perchè non cè abbastanza amore.
    I miei figli non hanno più l’età da seggiolino ma non avrei potuto mai dimenticarli in macchina;sarebbe stato come scendere dall’auto senza il cuore…..

  • apetta88:

    ero arrivata anche io alle stesse conclusioni,ovvero che questi fatti sono solo la naturale conseguenza di un disinteresse progressivo nei confronti dei bambini.

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